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Caso emissioni Volkswagen
L'UE apre una procedura d'infrazione contro la Germania e altri sei Paesi




L'Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro la Germania e altri sei Paesi che non hanno previsto o applicato sanzioni nei confronti di produttori di automobili che non hanno rispettato le normative sulle emissioni nell'ambito delle omologazioni. Oltre alla Germania, sono interessati dal provvedimento Regno Unito, Lussemburgo, Spagna, Grecia, Lituania e Repubblica Ceca.

Mancate sanzioni. Come riporta l'Ansa, nel caso di Germania, Regno Unito, Spagna e Lussemburgo, il provvedimento dell'UE è motivato dalla mancata applicazione da parte degli Stati di penali nei confronti della Volkswagen, che ha omologato veicoli dotati di software che modificano le emissioni. Al contrario di quanto avvenuto in Italia, dove l'Antitrust ha inflitto alla filiale nazionale della Volkswagen una multa da 5 milioni di euro, confermata ieri dal Tar del Lazio. Non solo: Germania e Gran Bretagna non hanno nemmeno fornito a Bruxelles, nonostante le ripetute richieste, tutte le informazioni circa le indagini condotte a livello nazionale sulle emissioni dei veicoli. Diverso il caso di Grecia, Lituania e Repubblica Ceca, che non hanno neanche previsto un sistema sanzionatorio per questo genere di violazioni da parte dei produttori. Ora i sei Paesi hanno due mesi di tempo per rispondere all'UE.

Effetto deterrente. Una direttiva dell'UE del 2007 prevede che gli Stati membri debbano mettere in atto sistemi di sanzioni proporzionali, efficaci e dissuasivi per svolgere un effetto deterrente nei confronti dei produttori di veicoli. E qualora queste violazioni avvengano, come nel caso dei defeat device del Gruppo Volkswagen, le sanzioni devono essere applicate. "Rispettare la legge è prima di tutto dovere dei produttori auto, ma le autorità nazionali nell'UE devono assicurare che i produttori rispettino le regole", ha dichiarato la commissaria UE al mercato interno, Elzbieta Bienkowska, ricordando che "per il futuro la Commissione ha presentato proposte per introdurre una maggiore supervisione europea e per rendere il sistema delle omologazioni più robusto, su cui ci aspettiamo che Parlamento e Consiglio UE raggiungano un accordo rapidamente".


Fonte: quattroruote.it

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