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Usa, la metà dei clienti si è già registrata per gli indennizzi





Il piano da da 14,7 miliardi di dollari concordato dal Gruppo Volkswagen con il Dipartimento di Giustizia americano entra nel vivo. Secondo l'agenzia Bloomberg, circa la metà dei proprietari di vetture con il 2.0 TDI si è già registrata sulla piattaforma dedicata alla clientela, libera di scegliere tra la riconsegna delle auto e la modifica gratuita dei veicoli.

Gli indennizzi. Come è noto, negli Stati Uniti i motori 2.0 coinvolti nel dieselgate sono 475 mila, montati su Volkswagen Beetle (my 2013-2015), Golf (2010-2015), Jetta (2009-2015) e Audi A3 (2010-2013 e 2015). Oltre a un rimborso cash tra i 5.100 e i 10 mila dollari, determinato in base al valore delle automobili, i clienti possono esercitare il diritto di buy-back oppure dare il via libera ai correttivi tecnici che il Gruppo tedesco concorderà con il Carb (California air resource board) e l'Epa (Environmental protection agency).

La maggioranza sceglie il buy-back. Secondo gli avvocati che seguono la causa, i clienti che hanno già effettuato una scelta sono circa 210 mila: la "maggior parte" di questi, non ancora quantificata, avrebbe optato per il buy-back. Per il Costruttore si tratta della soluzione più onerosa, ma al tempo stesso più rapida per rispettare gli accordi (togliere l'85% delle vetture inquinanti dalle strade Usa) ed evitare ulteriori sanzioni.

Le prossime tappe. I numeri sono più che provvisori: la clientela Usa potrà decidere fino al settembre del 2018, mentre le prime soluzioni tecniche studiate con gli enti americani verranno presentate agli inizi di settembre. Su questo fronte, Wolfsburg punta a proporre interventi in grado di soddisfare i requisiti ambientali mantenendo inalterate le performance dei veicoli, limitando così il numero di riconsegne. Tutti i richiami potranno cominciare solo dopo l'udienza finale che si terrà il prossimo 18 ottobre. In seguito, il Gruppo tedesco dovrà trovare un accordo per gli 85 mila 3.0 V6 TDI, da definire entro la fine dell'anno.


Fonte: quattroruote.it

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