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Sanzione di 5 milioni di euro dall'Antitrust Il dieselgate rimbalza anche in Italia, dove l'Antitrust ha multato il Gruppo Volkswagen e la filiale locale con una sanzione di 5 milioni di euro: secondo l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Wolfsburg avrebbe tenuto una condotta "scorretta" nella commercializzazione delle vetture con i motori TDI della famiglia EA 189, venduti sul mercato a partire dal 2009 e finiti sul banco degli imputati anche in Germania, Stati Uniti e in altri Paesi.
Le motivazioni.Il procedimento è stato avviato lo scorso ottobre in seguito alle segnalazioni di varie associazioni dei consumatori. Secondo l'Agcm, la presenza del defeat device sarebbe "scorretta ai sensi del Codice del Consumo, poiché gravemente contraria agli obblighi di diligenza professionale e idonea, altresì, a falsare in maniera rilevante il comportamento economico dei consumatori, inducendoli ad assumere una scelta che non avrebbero altrimenti preso qualora consapevoli delle reali caratteristiche dei veicoli acquistati". Nelle motivazioni, l'Autorità censura anche "la presenza, in vari cataloghi informativi, di specifici 'green claims' e messaggi pubblicitari che attribuiscono al produttore una particolare sensibilità ambientale o una specifica attenzione al livello delle emissioni inquinanti delle proprie autovetture". Anche in questo caso, si tratterebbe di informazioni "suscettibili di indurre in errore i consumatori".
Il Gruppo fa ricorso. La reazione della Volkswagen non si è fatta attendere. In una nota, la filiale italiana ha annunciato ricorso al Tar, sottolineando la presenza di "fondati motivi di impugnazione: nel corso del procedimento - si legge - entrambe le società hanno collaborato pienamente con la massima apertura e trasparenza, rendendosi disponibili sia in sede di audizioni, sia producendo le informazioni e la documentazione richiesta dall’Autorità, al fine di consentire l'accertamento dei fatti". Fonte: quattroruote.it
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