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Antitrust tedesca BMW, Daimler, VW, Bosch e ZF indagate per le forniture di acciaio




BMW, Daimler, Volkswagen, Robert Bosch e ZF Friedrichshafen sono indagate dall’Antitrust tedesca, ha riportato Bloomberg: il sospetto è che facciano parte di un cartello creato per fissare i prezzi dell’acciaio.

Sei sotto accusa. Questa mattina Kay Weidner, portavoce dell’autorità di vigilanza tedesca, ha rivelato che sei produttori di auto e di componenti potrebbero aver violato le regole che impediscono la costituzione di cartelli. Non ha specificato quali sono le società coinvolte, ma BMW, Daimler, Volkswagen, Robert Bosch e ZF Friedrichshafen hanno confermato di aver subito perquisizioni nell’ambito di questa indagine e si sono dette pronte a collaborare con l’Antitrust. Non è ancora noto il nome della sesta società interessata.

Tanto acciaio. I produttori di auto sono fra i più grandi consumatori di acciaio: basti dire che, secondo la World Steel Association, per costruire una vettura vengono utilizzati – in media – 900 chili di acciaio. L’Antitrust tedesca ha il potere di fissare sanzioni pecuniarie per un controvalore che può arrivare fino al 10% del fatturato annuale di una società.

Cali in Borsa. La notizia ha avuto immediate ripercussioni in Borsa. A Francoforte, la Daimler sta perdendo il 3,29%, la BMW il 2,72% e la Volkswagen il 2,45%: ribassi più alti di quelli dell’indice generale dei 30 titoli tedeschi a più alta capitalizzazione (fra cui vi sono, ovviamente, anche i tre costruttori), il DAX 30, che sta perdendo l’1,94%.


Fonte: quattroruote.it

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