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Svelata la 4C Cibus

È arrivata così, improvvisamente, la presentazione al pubblico della 4C e, la prima cosa che viene da dire è…che toglie le parole di bocca! In questo caso, infatti, la notizia non può avere un taglio giornalistico troppo “asettico”, dato che la Concept 4C riesce a rappresentare quella “ondata di orgoglio” per il marchio Alfa Romeo che da tanto tempo aspettavamo: Le linee risultano aggressive e, soprattutto, innovative, (ancorchè “sacrificate” all’ eleganza formale tipica della 8C) e rappresentano una novità per quanto riguarda lo stile: Questo è un bene, perché significa che si è tornati ad avere il coraggio di “imporre” il proprio design senza alcun condizionamento esterno. Pare facile incastonare lo scudetto Alfa in una vettura (tanto che farebbe sembrare bella anche una “scatola di scarpe”!), ma si corre il rischio di banalizzare il lavoro dei designer che, in questo caso, hanno reinterpretato in maniera assai originale gli stilemi del Marchio.
Prendendo in considerazione il frontale ed il cofano, notiamo come si sia realizzata un’ integrazione tra queste 2 componenti attraverso la doppia nervatura tesa e convergente verso il basso che, di fatto, elimina la classica “calandra”. Tale nervatura presenta realisticamente una complicazione costruttiva che, ci auguriamo, non venga stravolta più di tanto in fase di industrializzazione: Se è vero infatti che non sussistono problemi di accessibilità meccanica, non è pensabile che tale porzione di vettura rimanga monolitica come nella Concept. Belle le aperture laterali, anche se di richiamo un po’ troppo Ferrari (F 458): Forse si è cercato di percorrere altre strade rispetto al classico “trilobo”, operazione tra l’ altro effettuata anche con la Giulietta. Complessivamente, il frontale risulta assai aggressivo e pulito: A ciò contribuiscono anche i fanali, che propongono una forma classica reinterpretata però in chiave moderna (grazie ai componenti geometrici interni, piuttosto “decisi”).
La vista laterale era quella "meno prevedibile", anche perché condizionata dalla particolare disposizione meccanica, inconsueta per una sportiva del Biscione; Qui si notano alcuni richiami alla Lotus “Elise”, ma il cockpit risulta molto meglio integrato grazie alla presenza della marcata bombatura dei parafanghi posteriori che, come si conviene nelle vetture con motore centrale, ospitano anche le prese d’ aria di raffreddamento del propulsore. Queste ultime, poi, risultano raccordate verso la parte anteriore attraverso una decisa scalfatura che va ad interessare la totalità della porta, con l’ effetto di donare dinamicità e “movimento” alla fiancata.
La porzione posteriore è, a mio personale parere, la parte più bella della 4C: Senza nulla voler togliere al resto, la coda rappresenta un riuscitissimo mix tra passato e futuro. Pur ricordando lontanamente alcune Ferrari (ed anche la BMW Z4, nella piega che forma l’ accenno di spoiler), la coda è immediatamente riconducibile ad un’ Alfa Romeo. Molto particolari gli “scavi” che ospitano i tradizionali fari tondi, qui reinterpretati attraverso una foggia che li rende quasi “tridimensionali” e sospesi all’ interno della loro sede.
Come accennato, affascinante lo spoiler ricavato dalla particolare conformazione della coda, che contiene anche la terza luce di stop: La porzione inferiore si presenta molto pulita e movimentata “solamente” da 2 “scavi” che vanno a formare la zona porta targa. Nessun accenno a vistosi estrattori, solo una fascia scura ampiamente forata che contiene, alle estremità, i 2 “discreti” tubi di scarico. Per concludere, molto bella (ed opportuna) la citazione sugli specchietti retrovisori, che richiamano il Tricolore ed i 150 anni dell’ Unità d’ Italia.
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| Arese06 |
02/03/2011 00:07:12 |
Gran bella vettura!!! Senza dubbio un segnale forte per la rinascita del marchio. Però non lasciamola come una perla nel deserto, bisogna che la sua immagine fortissima ricada a pioggia sulla produzione normale. Quindi fuori dai cassetti MiTo GTA e Giulietta GTA!
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| poldovr |
01/03/2011 21:41:45 |
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La Elise italiana......bellissima!
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