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Fiat e Chrysler potrebbero diventare società unica con sede negli Usa Carlitos

E’ scoppiata una polemica sull'ipotesi che Fiat e Chrysler potrebbero fondersi in un unico gruppo che potrebbe avere sede negli Stati Uniti. Lo ha detto ieri l'amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne parlando a una conferenza organizzata a San Francisco dalla Jd Power.
Si tratta di un’eventualità che potrebbe realizzarsi nell'arco dei prossimi anni, ma non prima che Chrysler abbia rimborsato i prestiti del governo degli Stati Uniti che hanno impedito a Chrysler di andare in utile e fino a quando non ci sarà un collocamento della società in Borsa, fatti entrambi che dovrebbero succedere entro il 2011.
Marchionne: “Nei prossimi 2 o 3 anni potremmo cercare (di costruire, ndr) una sola entità che potrebbe avere sede qui". Secondo il numero uno di Fiat le società stanno considerando un certo numero di alternative e di scenari. “Prima abbiamo bisogno di integrarle operativamente e dopo di guardare alla loro governante. Fiat e Chrysler sono una delle dimostrazioni di come l'industria automobilistica sia cambiata con la crisi, stanno portando avanti un processo di integrazione culturale basato sul rispetto reciproco e sull'umiltà, dove non c'è spazio per il nazionalismo o l'arroganza di quelli che ritengono di saperne di più.Le due società sono perfettamente complementari in termini di prodotto, architetture e presenza geografica. Di recente alcune pubblicazioni hanno sollevato il nodo della successione di Chrysler e Fiat, con una che si è chiesta cosa sarebbe accaduto se io avessi lasciato. Questo è un esempio della tendenza a mitizzare gli amministratori delegati e il mito è basato sull'idea sbagliata che una persona può risolvere tutta da sola i problemi di un'azienda. Ritengo che il vero valore di un amministratore delegato dovrebbe essere misurato in termini di impatto umano sull'organizzazione e di capacità di scegliere i giusti leader e metterli al posto giusto” precisando che i giusti leader “sono coloro che hanno il coraggio di sfidare le cose ovvie, che navigano su acque inesplorate, di rompere le convenzioni e le vecchie modalità di fare le cose”.
Riguardo al futuro dell’Alfa Romeo Marchionne ha anche ribadito: “Fino a quando sarò io amministratore delegato, terrò Alfa Romeo”.
Il Ministro del lavoro Sacconi, dopo aver parlato al telefono con Marchionne ha dichiarato «il dottor Marchionne ha spiegato il senso delle ipotesi formulate con esclusivo riferimento a futuri e possibili, ma assolutamente non decisi, assetti societari».
La Cgil per bocca del suo Segretario nazionale Camusso ha dichiarato “Mi pare che questa dichiarazione confermi tutte le preoccupazioni che avevamo. Non possiamo che continuare a chiedere che il Governo faccia una volta tanto il suo mestiere, ovvero convocare Marchionne, e che si discuta finalmente del piano industriale e delle cose vere invece che di come trattare male i lavoratori”
Mentre Giorgio Airaudo, responsabile nazionale auto della Fiom, ha detto: “Servirebbe una politica piu’ forte che inchiodasse la Fiat alle sue responsabilita’”.
L'AD di Fiat è sempre in movimento e ogni sua dichiarazione provoca un terremoto. Per qualcuno è una notizia sorprendente, per altri no ...
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