Chi siamo

Soci Onorari
Convenzioni
Gadget
Iscrizione al club
Contatti
Raduni
MiniRaduni
Gallery
Links


Utenti on-line

18177

Utenti iscritti al web

6413

Accessi di oggi

8168

Username:

Password:

Registrati








Marco Rigoni racconta...
Il trattore Romeo







La meccanizzazione dell’agricoltura in Italia può essere collocata alla fine della prima guerra mondiale, nel 1917, quando lo Stato Italiano costituisce l’”Aratura di Stato”. Questa istituzione era composta da squadre di soldati, inabili all’impiego al fronte, alla guida di circa 3000 trattori Mogul Case e Titan che facevano parte di un numeroso lotto di macchine fornite dagli Stati Uniti all’Italia per utilizzo militare. Quelle che erano nate come trattrici per artiglieria erano incompatibili con la morfologia delle zone di guerra, ad esempio non essendo dotate di freni erano inutilizzabili sui terreni di montagna.


Prima di questa iniziativa di portata nazionale si era già tentato limitatamente l'utilizzo di macchine per lavori agricoli. L’Ing. Pietro Ceresa Costa di Piacenza realizzò nel 1879 il primo trattore a vapore italiano che, con opportune modifiche, venne prodotto in alcune decine di esemplari. Successivamente la Breda e la Pavesi e Tolotti, entrambe di Milano, costruirono trattrici sia a vapore che con motore a scoppio di varie potenze. Non va dimenticata, in questo scenario di sperimentazione, la Baroncelli di Ravenna che iniziò la sua attività nel 1913 con la costruzione di due trattori da 15 e 30 HP.
La diffusione della meccanizzazione agricola si realizza perciò con la fine della guerra, quando cioè le grandi aziende metalmeccaniche, terminate le forniture belliche, dovevano pensare alla riconversione in prodotti di uso civile.
Va comunque precisato che i primi acquirenti di macchine furono i grandi consorzi agrari e proprietari terrieri, mentre gli agricoltori, moltissimi dei quali avevano combattuto, ricostituirono le unità necessarie alla conduzione del fondo con i vecchi metodi manuali.

Fiat, Breda, Ansaldo, OM, Pavesi-Tolotti e molte altre aziende impostano a partire dal 1918 la produzione di trattori, alcune su progetto proprio, altre su licenza di produttori stranieri.
Anche l’Ing. Nicola Romeo si dimostra interessato a questo settore industriale ottenendo la licenza per la costruzione del trattore Titan dalla International Harvester Co. americana.
La macchina viene denominata “ROMEO” e viene reclamizzata con gli aggettivi “Robusta, Operosa, Maneggevole, Economica, Ottima”.
Il trattore Titan era giunto in Italia in migliaia di esemplari come aiuto militare da parte degli Stati Uniti, ma l’Esercito, che la denominò Mogul, non lo utilizzò mai in operazioni belliche in quanto inadatto ai terreni operativi.
Aveva una potenza di 12/25 HP, dotato di un motore a 2 cilindri orizzontali alimentato a kerosene, con 2 marce avanti e retromarcia.
Le industrie Romeo ne produssero diverse centinaia di esemplari (alcune fonti indicano trecento unità) tra il 1918 ed il 1921, accompagnandolo alla produzione di aratri ed altre attrezzature agricole, ma con risultati di vendita assolutamente scadenti.
Va infatti detto che tale trattore era già da anni tecnicamente superato nel paese di origine.
Una prova a dimostrazione che Alfa Romeo è sinonimo di velocità e raffinatezza tecnologica, qualità poco adatte all’aratura dei campi!







Storia del modello
Un esemplare, dipinto in uno stupendo rosso, poco probabile per una trattrice di quel tempo, è esposto al Museo Alfa Romeo di Arese. Alcuni anni fa, nel ’97, diventavo matto per cercare il modellino di questo trattore, senza successo per 5 anni. Poi, approfittando del mio lavoro in una joint venture IBM/FIAT chiesi ad un mio collega americano, assegnato negli Stati Uniti alla Case New Holland (produttrice, nel gruppo Fiat, dei mezzi agricoli e per grandi lavori), di verificare se in CNH esistesse un museo di modellini e, in caso positivo, ci fosse tra loro il famoso Titan.

Ed Montini, il collega ed amico, eseguì la verifica che risultò però negativa, ma non si fermò lì. Attraverso Internet individuò un collezionista di trattori veri, in scala 1/1, che aveva un Titan. Dalla Virginia andò in Tennessee a trovare il collezionista e scoprì che questo signore, oltre al trattore reale, possedeva un modello in ghisa in scala circa 1/10 costruito dalla stessa IHC nel 1918 che pesava decine di chili. Mi telefonò e mi mandò decine di foto del trattore reale e del modello. Gli dissi: "Compralo, a qualsiasi prezzo". Risposta negativa, il signore se lo voleva tenere.
Ma Ed fece di più: con l’aiuto del collezionista trovò un agricoltore in Svezia che produceva modelli degli antichi mezzi agricoli in uso in Svezia. Tra questi un trattore prodotto da un’azienda svedese su licenza IHC USA: il Titan!
Il resto fu facile, anche se richiese mesi. Contattai l’agricoltore e mi feci mandare un modello finito ed un kit. Arrivarono esattamente la vigilia di Natale del 2003, in tempo per essere impacchettati da mia moglie Marilena come regalo.
Tempo totale di approvvigionamento: 6 anni e 8 mesi!




Galleria fotografica
(clicca sulle immagini per ingrandirle)




. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .




Vai alla home

Vai all'articolo successivo: il biplano Santoni/Franchini



Scrivi a Marco Rigoni nel forum
MARCO RIGONI: STORIE DI UN ALFISTA




Informazioni di Copyright e Crediti

Tutto il materiale multimediale e quello testuale presente in questa sezione del sito www.alfasport.net non è riproducibile in alcun modo senza il consenso esplicito degli autori e/o dei proprietari del contenuto stesso.


© 2008-2010 Marco Rigoni & Club Alfa Sport


Sezione Storica

Modelli Alfa

 Autobus/Filobus

Interviste
Sport
Modellismo
MiniGuide
Tuning
Mercatino
Stampa/Libri
Forum