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Cessione Opel : volata a tre...
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Fiat, Magna-Gaz, Ripplewood: questi i pretendenti all'acquisizione di Opel, le cui offerte saranno vagliate nei prossimi giorni da GM Europe e dal Governo tedesco. L'intenzione è quella di firmare un memorandum d'intesa con uno dei concorrenti già entro fine mese, in modo da avviare poi le trattative con i sindacati. I tempi tecnici per concludere l'intera operazione, invece, si prospettano lunghi, con la concreta possibilità che si vada ben oltre le prossime elezioni in Germania, previste per settembre. Fiat ha intenzione di diventare il secondo produttore mondiale per volumi, mettendo assieme le sue attività nel settore auto con quelle di Chrysler, Oper, Vauxhall e della GM in Sudamerica. L'offerta del Lingotto, illustrata ieri da Marchionne all'assemblea dell'accomandita Agnelli & C., non prevede un "pagamento" in denaro, bensì con sinergie ottenibili nei campi della progettazione, degli acquisti e della produzione. Mentre il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, si è sbilanciato affermando che "il piano di Fiat sembra aver riscosso una buona accoglienza", Marchionne è sicuro di avere "oltre il 50% di possibilità di farcela". Resta il problema di trovare l'accordo con i sindacati: i lavoratori Opel sarebbero più orientati verso un'intesa con Magna, con la quale non esistono sovrapposizioni produttive.La proposta dell'austro-canadese Magna in partnership con la russa Gaz, invece, vedrebbe coinvolta la banca moscovita Sberbank e sarebbe appoggiata anche dall'ex premier Vladimir Putin. Secondo alcune (non confermate) indiscrezioni, questo consorzio prevederebbe il 31% ai russi e il 19,1% a Magna. Per il Gruppo del magnate Oleg Deripaska, rimane però un dubbio legato al debito da quasi 45 miliardi di rubli (circa un miliardo di euro) e alla mancanza di liquidi, aspetti non da poco, che hanno spinto gli analisti russi agiudicare l'eventuale operazione "una follia per Gaz". Poco o nulla si sa invece sui termini dell'offerta di Ripplewood, fondo di private equity americano che si sta muovendo attraverso la controllata Rhj International, società d'investimenti belga.Nel frattempo, i rappresentati dei lavoratori starebbero preparando un piano d'emergenza per consentire a Opel di sopravvivere autonomamente. Secondo il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", che cita Klaus Franz (capo del consiglio di fabbrica Opel), i sindacati conterebbero di raccogliere, con rinunce salariali, fino a un miliardo di euro, a cui si aggiungerebbero i 500 milioni promessi dai concessionari.
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