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Il settimanale tedesco BILD intervista Sergio Marchionne Arese06

BILD: Signor Marchionne perché volete rilevare Opel?
Piano innanzitutto con le parole. Rilevare suona malissimo. Fiat non vuole rilevare Opel. Vorremmo solo dar vita a un polo costruttivo nuovo e potente in Europa. Fiat e Opel sono molto simili e negli ultimi anni hanno condiviso numerose esperienze tecniche. Vorremmo conservare il nome Opel e lavorare però insieme per quanto concerne appunto la tecnica, l’innovazione per ridurre i costi di entrambi e aumentare i guadagni.
BILD: Il comparto Auto si trova in una crisi profondissima, perché realizzare questo polo proprio ora?
E’ il momento perfetto invece!La crisi finanziaria ha capovolto molte situazioni. Quello che 24 mesi fa era ancora finanziabile, ora non lo è più. I quattro più grandi costruttori mondiali erano americani. Oggi sono sull’orlo del fallimento. La soluzione che noi proponiamo è la migliore per tutti questi stati: Italia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Svezia, Belgio e Polonia. Qui non si tratta di Italia contro Germania, ma di una soluzione europea.
BILD: Opel può sopravvivere?
Nelle giuste mani, Opel ha un grande futuro davanti. La qualità delle sue auto è elevatissima. Ma questo non vuol dire affatto che le Opel siano anche facili da vendere. I problemi di GM hanno danneggiato Opel. Noi vorremmo inserirci in questo percorso di rinnovamento, non penalizzare il tutto.
BILD: Opel e Fiat costruiscono auto simili, non c’e’ il rischio di cannibalizzazione tra i due marchi?
No, non credo. I modelli si completano bene l’un l’altro. L’importante per noi è condividere le piattaforme e ridurre così i costi. Punto e Corsa attuali condividono la stessa piattaforma, ma pochi clienti lo sanno. Sono elementi sottopelle che nessuno nota. Volkswagen fa questo alla perfezione ormai da anni: compri un’Audi e invece è una Volkswagen.
BILD: I sindacati sono in parte contrari a Fiat. Temono una scalata e licenziamenti in massa. Cosa dice a proposito?
Dico solo un dato di fatto. Opel con le dimensioni che ha non potrà mai guadagnare. E se non si guadagna, se i margini non ci sono non si può sopravvivere in un mercato così brutale come quello dell’auto. L’alternativa è chiudere.
Fonte: BILD
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