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Buone notizie ad Ovest: Bob Nardelli parla positivamente dell'accordo con Fiat. Cattive notizie ad Oriente: in Cina rinviata la produzione Fiat.
Arese06





Sebbene l'incontro tra Marchionne e la task force di Obama sull'auto abbia avuto un esito "positivo e costruttivo", come dichiarava l'AD Fiat poche settimane fa, e sebbene i più importanti giornali economici giudichino positivamente la nuova alleanza tra Torino e Auburn Hills, continuano ad esserci alcune voci fuori coro, in particolare dal Congresso USA dove si vede in cattiva luce l'ingresso di un costruttore straniero nell'azionarato di industria americana e si teme che parte del maxi-prestito possa finire nelle tasche di Torino. Scende in campo, quindi, lo stesso Bob Nardelli, AD Chrysler, per spiegare in un video che non c'è alternativa a questa fusione italo-americana perché permetterà di fare un balzo tecnologico di 5 o 6 anni senza i relativi costi di sviluppo. Sempre Nardelli afferma: "Ci sono almeno quattro piattaforme in discussione attualmente, e ci sono due motori e due trasmissioni. Se pensate a che cosa ci costerebbe sviluppare tutto questo, è chiaramente attorno agli 8-10 miliardi di dollari; senza contare le opportunità che deriverebbero dalle sinergie negli acquisti dei componenti e nella distribuzione". Sempre nel video l'AD Chrysler sosterrebbe che "Fiat (che riceve il 35% della azioni Chrysler, ndr) si assume il 35% del debito", anche se su questo ultimo aspetto i vertici di Torino si sono affrettati a smentire, ossia Fiat non parteciperà al debito Chrysler. Infine altro aspetto importantissimo per i contribuenti americani, la nuova alleanza permetterà di mantenere circa 5000 posti di lavoro.





Tutto sembra quindi procedere per il verso giusto ad Ovest, mentre ad Oriente (altra area di espansione di Torino) la situazione pare bloccata. Infatti i recenti sviluppi della crisi mondiale hanno suggerito a Fiat e Chery (industria automobilistica Cinese) di far slittare la produzione di alcuni modelli verso il 2010, smentendo così l'accordo siglato nel 2007 che prevedeva l'inizio delle operazioni a fine 2009 per un totale di 175000 vetture all'anno. Allo stesso tempo il mercato dell'auto cinese pare ridimensionarsi significativamente rispetto alle previsioni di 24 mesi fa, tanto che Fiat avrebbe annullato la partecipazione al prossimo Salone di Shangay ad aprile.


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