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Crisi per l'indotto FIAT: i fornitori sono in ginocchio Arese06

Sono allarmanti i dati riportati da Anfia e Unione Industriali di Torino, perché secondo le ultime stime a novembre in Piemonte erano una ventina le aziende con cassa integrazione per circa 2500 dipendenti, a gennaio sono sestuplicate (120) e i lavoratori colpiti decuplicati (25mila). Gran parte di questo esercito concerne il comparto fornitori del gruppo FIAT che è stato letteralmente travolto dalla crisi economica, una crisi che colpisce a "cascata" perché se a Torino non si producono auto diventa consequenziale che chi produce tappetini, ruote dentate, filtri, lamiere, coppe dell'olio, rimanga senza lavoro. Ma non solo, perché uno degli aspetti più subdoli di questa situazione è la crisi per mancato pagamento, capita cioè di mantenere un portafogli ordini in attivo e quindi di produrre a regime senza poi essere pagati a fine mese. E' quello che sta succedendo a FIAT che grazie anche agli eco-incentivi ha riaperto le linee di montaggio, dopo qualche mese di cassaintegrazione, ma non è ancora in grado di pagare i propri fornitori. Secondo alcuni dati la componentistica FIAT a fine 2008 ha perso fatturato a colpi del 30% al mese con picchi del 50% e si prevede un calo medio del giro d'affari del 25-28%. Unica strada al momento percorrbile sembra essere la diversificazione e la delocalizzazione, ossia l'apertura di nuovi stabilimenti in paesi emergenti come l'India o la Cina dove la manodopera ha costi nettamente inferiori rispetto all'Europa.
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