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Fiat torna in Cassa Integrazione. (ed anche in Iran) Cibus

“Congiuntura sfavorevole a livello mondiale e relativa ricaduta sul Mercato dell’ Auto”: Questa , in estrema sintesi, la causa che renderà necessario il ricorso alla cassa Integrazione (Da Settembre, per una settimana al mese, fino a fine anno) in quasi tutti gli insediamenti produttivi del Gruppo Torinese: Dal provvedimento, rimarranno fuori solamente Cassino, la linea della MiTo a Mirafiori e la Sevel di val di Sangro; Non verrà risparmiato nemmeno il settore agricolo, dal momento che anche le 2 fabbriche Cnh (macchine movimento terra) di S. Mauro Torinese ed Imola, saranno coinvolte nel taglio delle ore. A tal riguardo, la Fiom-Cgil ha chiesto ai vertici un incontro per verificare se tale decisione abbia un carattere episodico o nasconda una crisi strutturale, dal momento che si parla di un coinvolgimento di decine di migliaia di lavoratori; Maggio e Giugno hanno infatti registrato un pesante calo nelle vendite, soprattutto in Italia, e questo anche nel settore dei veicoli commerciali (-11,3 a Giugno), riduzione che tuttavia tocca in misura minore Fiat, la cui quota percentuale è salita al 44,4%: Alla fine, la Borsa ha comunque premiato il titolo del Lingotto, facendolo tornare sopra i 10€ ad azione (10,325€). Piazza Affari ha probabilmente premiato la notizia che vede il ritorno di Fiat in Iran dopo quasi trent’ anni dalla rivoluzione Khomeista del 1979; È stato infatti stipulato un accordo con il Governo Iraniano per la realizzazione di un impianto di assemblaggio della 3 volumi “Siena”, con capacità iniziale di 50.000 vetture l’ anno. Gli obiettivi del progetto congiunto (che risale al Gennaio 2005), sono quelli di costruire fino a 250.000 auto all’ anno (Oltre a Siena, si parla di Palio, berlina e Weekend, il Pick Up “Strada” e, forse la “Idea”); Lo stabilimento sorgerà a Saveh, a 130 Km a Sud Ovest da Teheran, mentre i componenti giungeranno dalla Tofas, la nota Joint venture di cui Fiat possiede il 50% con l’industria locale Koc. Rammentiamo che il Gruppo Torinese, ai tempi della Scià Reeza Pahlevi, possedeva in Iran una importante presenza commerciale, prima dell’ avvento di Khomeini: Presenza che, dopo tanti anni, torna finalmente una realtà.
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