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Picchetti a Pomigliano: Fiat chiama i giudici Cibus

Ad appena un mese dalla riapertura dello stabilimento intitolato a Giambattista Vico, che era stato chiuso per 2 mesi per permettere la formazione dei 5.000 dipendenti, nonché l’ adeguamento degli impianti e del sistema organizzativo, ricominciano le tensioni; La prima mossa concreta dei Vertici, e cioè lo spostamento di 316 dipendenti al Polo Logistico nei pressi dell’ interporto di Nola, a 15Km da Pomigliano, ha messo in agitazione i lavoratori, che temono possa nascondere la volontà di dismettere il Polo stesso in un prossimo futuro; La conseguenza di tutto ciò è stata la proclamazione dello stato di agitazione degli operai, che sono scesi in sciopero da Venerdì (11/04) ed hanno bloccato da Domenica l’ingresso e l’uscita delle merci, provocando l’ immediata reazione del Lingotto, che si è rivolto alla Magistratura. “Queste azioni - dice la Fiat – sono illegittime nei contenuti e nella forma e, poiché creano grave danno economico all’ Azienda, potrebbero compromettere gli sforzi fatti finora per il rilancio industriale dello stabilimento, nonché del suo futuro”; Ora, mentre la Magistratura dovrà decidere se far intervenire o meno le Forze dell’ Ordine, la protesta va avanti: “La mobilitazione proseguirà fino a quando l’ Azienda non riconvocherà la riunione disdetta lo scorso Venerdì all’ Unione Industriale di Napoli”, ha dichiarato il Segretario Regionale dell’ Ugl Campania, Francesco Falco, mentre una ripresa delle trattative è auspicata anche da Enzo Masini (Fiom-Cgil): “Anziché rivolgersi alla Magistratura – ha dichiarato – la Fiat dovrebbe mettersi ad un tavolo e discutere, non solo della logistica, ma anche del futuro di tutto lo stabilimento di Pomigliano”.
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