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Marchionne su Termini Imerese: No al mega progetto di ampliamento. alfettagt6

Resta l'amaro in bocca per chi, in Sicilia, credeva nel mega progetto di rilancio che prevedeva lo sviluppo dello stabilimento di Termini Imerese. Il piano avrebbe dovuto consentire l'assunzione di 2000-2500 operai, l'assemblaggio di un' altra nuova vettura oltre alla Lancia Y, che avrebbe portato la produzione ad oltre 200.000 vetture annuali. E' di ieri la notizia, confermata dallo stesso Sergio Marchionne ("Ci sono state delle discussioni - ha detto - che avrebbero portato all'ampliamento totale dello stabilimento, ma questo discorso non e' piu' sul tavolo perche' non ci sono le condizioni per farlo".), che non avverrà nessun incremento della produzione ma si manterrà comunque in vita Termini Imerese. Ma, questa volta, il dito va puntato in direzione dei rappresentanti politici locali, dal momento che la condanna ai danni di Totò Cuffaro e lo scioglimento anticipato dell’assemblea regionale, ha di fatto impedito l’approvazione di un emendamento che avrebbe dovuto assegnare 150 milioni di euro quale contributo della Regione Sicilia all’accordo di programma da 1,3 miliardi. Soldi che il consorzio Asi avrebbe poi utilizzato per opere infrastrutturali nell’area industriale di Termini, a supporto della Fiat e del suo indotto; In più il 25 Gennaio il parlamentino di Palermo avrebbe dovuto dare il via libera ad alcune norme che avrebbero portato ad un minore costo del lavoro, norma che evidentemente andrà ora riproposta con tempi e modalità ancora tutte da definire. In queste condizioni, razionalmente, Machionne ha fatto il suo mestiere, tutelando l’investimento dei suoi azionisti. Per questa serie di motivazioni e, dal momento che Fiat produce autovetture e non autostrade ed infrastrutture, si è vista costretta a rinunciare all’ intero progetto.
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