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BMW: Annunciati tagli per 8.000 posti di lavoro Cibus
Un futuro dalle tinte chiaroscure per il marchio Bavarese: A fronte degli ottimi risultati in termini di vendite, continua a non soddisfare la performance finanziaria; Sappiamo già che, alla lettura del comunicato riguardante i profitti del terzo trimestre 2007, c’era stata infatti l’ennesima amara sorpresa: dopo il secco -4,3% del precedente trimestre, ancora una volta non erano stati raggiunti gli obiettivi, e molti risparmiatori avevano venduto le proprie quote, facendo scendere il titolo di quasi il 5% in una sola giornata. Gli analisti avevano attribuito questi allarmanti risultati finanziari alla “visione poco ambiziosa” dell’amministratore delegato Reithofer, nonostante questi avesse parlato proprio in settembre dell’obiettivo di vendere 1.800.000 BMW nel 2012. Il diretto interessato aveva poi replicato alle critiche con un nuovo proclama, ancora più audace, per non dire velleitario: “Per quello che riguarda i volumi di vendita, non solo abbiamo l’obiettivo degli 1,8 milioni per il 2012, ma intendiamo raggiungere i 2 milioni nel 2020 e diventare i leader di ogni segmento in cui siamo presenti.” Oggi il Financial Times parla in anteprima delle contromisure della casa bavarese che, spinta dall’impellente necessità di avvicinare Daimler AG sul terreno della redditività, starebbe programmando un taglio di 8.000 posti di lavoro. I tagli inizieranno con l’anno nuovo e si concentreranno soprattutto sugli stabilimenti tedeschi, riguardando nella maggioranza dei casi i contratti full-time. Il dato assume ancora più spessore se si considera che mai BMW era ricorsa ad una simile misura, e si spiega con la pressione che i grandi azionisti -prima fra tutti la famiglia Quandt, shareholder di riferimento- starebbero esercitando sul Gruppo. Il ramo auto produrrebbe un ritorno del solo 5,4%, quasi la metà del 9,5% che mette a segno Mercedes. Gli impianti di Spartanburg e quelli cinesi hanno poco da temere da tutta questa faccenda, anzi uscirebbero rafforzati in prospettiva, dato che è previsto che molti modelli della prossima generazione, precedentemente assemblati in Germania, verranno prodotti in USA e Cina. “E’ la globalizzazione -ha spiegato un membro del management- e noi dobbiamo portare la produzione vicina alla domanda”. Il piano di BMW segue di due anni quello -molto simile- attuato da Mercedes-Benz per rispondere alla prima annata negativa in oltre dieci anni. Ogni appassionato di auto conosce bene la storica rivalità tra Mercedes e BMW, ma forse non sa che è uno dei duelli più sentiti e combattuti dell’intera industria mondiale. Il ritrovato vigore finanziario di Mercedes, seguito alla cessione della disastrata Chrysler, ha contribuito parecchio al risentimento del management bavarese, e le parole di uno dei supervisory board member BMW ne sono la testimonianza più schietta:”Quando vediamo dove è Mercedes oggi ci chiediamo: perchè non possiamo stare lì anche noi?”
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