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Alfa Romeo Bigland: “La Stelvio e i futuri modelli, ecco le prossime mosse del marchio” “Primo trimestre dell’anno in Europa, secondo in Nord America”. Reid Bigland, numero uno dell'Alfa Romeo, scandisce i tempi. Oggetto, la nuova Alfa Romeo Stelvio, la prima Suv nella storia del marchio presentata oggi al Salone di Los Angeles. “Non avevamo fretta: la priorità era che l’auto fosse pronta come volevamo noi. E i risultati della Quadrifoglio, come lo 0-60 miglia (0-96 km/h) in 3,9 secondi, o il giro veloce al Nürburgring con cui pensiamo di poter ottenere il primato mondiale per le Suv, dimostrano che abbiamo fatto le scelte giuste”.
Qualità: risalire la china. Con la Stelvio, com'è stato con la Giulia, l’Alfa si ripresenta di fronte a un pubblico, quello americano, che sarà il più importante al mondo. E deve dimostrare di essere all’altezza, e di aver superato certe sue debolezze: “Non abbiamo un problema di qualità”, sostiene Bigland. “Siamo in basso nelle classifiche americane come gruppo, ma miglioreremo, perché le graduatorie attuali non comprendono i due nuovi modelli su piattaforma Giorgio. Ci siamo presi tutto il tempo necessario, lo ripeto, e per questo sono fiducioso che i nuovi modelli saranno 'bullet proof'”.
Nessuna fretta, nessun'ansia. La dirigenza Alfa in edizione L.A., insomma, non ha fretta. Né ansia da prestazione commerciale: “Con Alfa Romeo e Maserati non cerchiamo volumi da record: preferiamo concentrarci sui nostri punti di forza. Dimostrato al pubblico che saremo in grado di soddisfare le aspettative, le vendite e i profitti verranno da sé: per resuscitare un marchio del genere negli Usa”, ammette lucidamente il dirigente, “non bastano 6, 12 o 18 mesi. Non andiamo di corsa e siamo fiduciosi, perché l’esempio della Maserati, che ormai cresce stabilmente negli Usa, ci conforta: con l'Alfa seguiremo lo stesso modello”.
Elettrificazione e automazione, processi inevitabili. Sul lungo termine, ha aggiunto Bigland nell’incontro con la stampa europea, “l’elettrificazione per FCA e Alfa Romeo sarà una necessità”. Oggi, ha affermato l’ad, “non annunciamo niente, ma le versioni ibride arriveranno. Così come l’automazione della guida: non è una questione di se, ma di quando. Entro cinque anni avremo modelli FCA con livello 3 o 4 di automazione”.
Le sfide della guida autonoma. Un progresso, quello della guida assistita, “solo in apparente contrasto con i valori di marchi come Alfa Romeo, Maserati e Ferrari”, che “non temono la guida autonoma, perché aggiungerà valore nelle situazioni in cui la guida non è piacevole, come nel traffico di Los Angeles”. I nodi da sciogliere, ha osservato Bigland, non mancano: “Per un’ampia diffusione, la guida autonoma dovrà affrontare il problema dell’interazione con i veicoli non autonomi e con l’elemento umano in generale. Oltre che la prospettiva dei veicoli completamente “driverless”, come i robotaxi, che porranno sfide ancora diverse.
Giorgio per le altre. Parlando di strategie, Bigland ha rivendicato la specificità tecnica dell'Alfa Romeo: “La piattaforma Giorgio è esclusiva nel Gruppo FCA, e così lo è l’architettura elettrica e d'infotainment di Giulia e Stelvio. Però”, e qui sta la novità, “alcune parti dell’architettura Giorgio potranno essere sfruttate per creare nuovi modelli nell’ambito del gruppo, su marchi sia meno prestigiosi sia più prestigiosi”.
Bocche cucite sui prossimi modelli. A questo punto, il discorso si fa più vago: Bigland e i suoi colleghi non scendono in dettagli sui modelli futuri dell’Alfa, come la Giulia Wagon cui ha recentemente accennato Sergio Marchionne. “Oggi ci concentriamo sulla Stelvio. Anche perché insiste nel segmento in più forte crescita dell’area Nafta, e personalmente credo che siamo arrivati in un momento ideale. Con la Quadrifoglio”, aggiunge il manager, “offriamo un modello che ha 65 CV più della Macan Turbo. E se riuscissimo a ottenere anche una parte del suo successo, saremo contenti”.
Le Suv che verranno. Il futuro a ruote alte dell’Alfa, comunque, non si ferma qui: “Se il mercato chiede Suv, noi gliele daremo: più grandi o più piccole della Stelvio, comunque le faremo. Guardate la Maserati Levante: è appena arrivata e già adesso fa da sola la metà delle vendite del marchio”. Nessuna novità invece sul fronte motorsport: “Le nostre priorità oggi si chiamano Giulia e Stelvio: non abbiamo niente da annunciare al momento”.Fonte: quattroruote.it
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