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Gruppo Fca Ritoccati al rialzo i target per il 2016




Il Gruppo Fca ha presentato i risultati del primo semestre del 2016, annunciando un ritocco della guidance per il 2016: grazie alla "forte performance operativa", si legge in una nota, le stime per i ricavi netti sui dodici mesi sono passate da 110 a 112 miliardi di euro, con le previsioni per l'ebit rettificato che salgono da oltre 5 miliardi a oltre 5,5 miliardi e l'utile netto rettificato che passa da oltre 1,9 a oltre due miliardi.

Consegne in lieve calo. Il ritocco è stato annunciato nonostante la presenza di alcuni indicatori negativi: nell'arco del secondo trimestre il gruppo ha registrato ricavi netti per 27,9 miliardi di euro, in calo del 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e consegne ugualmente in leggera flessione. Il calo dell'1% nel semestre (da 2,28 a 2,26 milioni di auto) si rispecchia in quello dell'ultimo trimestre (-1%, da 1,19 a 1,17 milioni di unità).

Cresce l'utile netto. Buone le indicazioni sul fronte dell'indebitamento netto industriale, sceso a 5,5 miliardi di euro dai 6,6 del Q2 2015 (con il target per l'anno in corso stabile al di sotto dei cinque miliardi), dell'Ebit rettificato (+16%, a 1,6 miliardi) e soprattutto in termini di utile netto, cresciuto nell'ultimo trimestre fino a 321 milioni (+25% rispetto ai 257 dello stesso periodo del 2015). Prendendo in considerazione il dato rettificato, il guadagno è del 91% (da 372 a 709 milioni).

Su il margine, spinto da Emea e Nafta. Da record storico, infine, l'ultimo trimestre in termini di margine, cresciuto di 90 punti base (e ora al 5,8%): il guadagno, da un punto di vista geografico, è stato possibile soprattutto grazie al miglioramento delle performance nelle regioni Nafta (+20 punti base, dal 7,7% al 7,9%) ed Emea (+150 punti base, dall'1% al 2,5%).

Tridente in flessione. Male invece Maserati, che vede le consegne in significativo calo sia in Nordamerica (-26%) sia in Europa (-17%), con margini (6,2% nel Q2 contro il 7% dello stesso periodo dell'anno scorso) erosi dai costi industriali e di lancio per la Levante, che auspicabilmente dovrebbe avviare l'inversione di tendenza nella seconda metà dell'anno.


Fonte: quattroruote.it

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