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L’ Europa mette in crisi le 3 grandi di Detroit Cibus

Sventato il pericolo di fallimento (grazie anche alle misure intraprese dal Governo statunitense), le 3 Case di Detroit si trovano ora a dover affrontare un altro grande problema, questa volta esterno ai propri confini. Ci riferiamo alle controllate europee di Ford e GM ed alla “controllante” Fiat per Chrysler: Il Mercato del vecchio continente è sceso a livelli quasi drammatici, problema tra l’altro amplificato dalle misure anticrisi di qualche nazione (vedi Italia) che di fatto ha ulteriormente diminuito il potere d’ acquisto della popolazione. Le “Big Three” si trovano quindi a dover mettere a bilancio le ingenti perdite dell’ Europa, che, in questo momento, sta inquinando l’ attuale “ventata d’aria (e di moneta) fresca” della loro economia. Si cerca quindi di trovare un sistema per evitare la chiusura di diversi insediamenti produttivi europei e la conseguente emorragia di posti di lavoro attuando un insieme di soluzioni a livello Comunitario che permettano una certa uniformità di intervento: d’altra parte, Marchionne è già da tempo che afferma che “Qualcuno sta facendo finta di niente aspettando che si muovano prima gli altri per ottenere i vantaggi successivamente. I programmi di austerity per definizione abbattono i consumi, se l’Unione europea ha qualche valore e funzione come entità, questo è il momento di mostrare le proprie capacità". D’altra parte, “L’Europa è il singolo più grande problema nel valore azionario di General Motors, ha spiegato Peter Nesvold, analista di Jefferies & Co,si trovano veramente tra l’incudine ed il martello” Se è vero che GM sta cercando, attraverso la partnership con Peugeot di razionalizzare i processi produttivi, è altrettanto credibile che gli effetti di tale accordo si vedranno non prima del 2015-16 (anche se, come afferma Dan Amman, responsabile finanziario del colosso di Detroit, “non tutte le soluzioni saranno annunciate in pompa magna”). Inoltre, Opel potrebbe offrire il buyout ad alcuni lavoratori con maggiore anzianità di servizio. Per quanto riguarda Ford, l’amministratore delegato del ramo europeo del marchio, Stephen Odell, ha annunciato il taglio dei giorni di lavoro presso i propri stabilimenti di Valencia in Spagna e Colonia in Germania. Inoltre, è stata deciso il rallentamento della produzione presso la fabbrica di Saarlouis, sempre in Germania. In Europa dal 1° aprile alla fine di giugno Ford conta di produrre il 15% di auto in meno rispetto all’anno passato.
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