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In Cina la “piccola” di Fiat-Chrysler Cibus

“Sbarcherà” in Cina tra meno di un mese e si chiamerà “Viaggio”, la nuova media che Fiat costruita su base Dodge Dart (quindi su piattaforma “C-Wide) dalla quale, pare, deriveranno 2 modelli per l’ Europa. La vettura, realizzata localmente grazie alla partnership con Guangzhou, deve il suo nome alla “missione” che le è stata assegnata, cioè al “viaggio” del made in Italy automobilistico nel continente asiatico, dove il Lingotto è già presente con il “polo del lusso” Ferrari-Maserati”. Il Gruppo Fiat-Chrysler, dopo il necessario periodo di fisiologico assestamento, ha quindi accantonato alleanze e fusioni per giocare un ruolo concreto nel panorama del Sud Est asiatico. Questo è stato reso possibile dall’ attuale “taglia” del Gruppo, che sta muovendosi celermente per concretizzare anche i piani industriali in terra Russa (confermata la realizzazione di un impianto produttivo per 120.000 SUV nelle vicinanze di San Pietroburgo) con un investimento globale di circa 1,1 Milioni di $ in alleanza con Sberbank. La produzione della “Viaggio” in Cina si realizzerà su di un modello a tre volumi (soluzione particolarmente apprezzata in loco) ed il cui stabilimento sarà in grado di sfornare circa 350.000 veicoli all’ anno. Mentre in Italia continuano ad imperversare le polemiche sul possibile futuro degli impianti e dove la tensione sale ogni giorno di più, negli States Marchionne continua ad essere celebrato: Nella trasmissione “60 minutes”, a termine di un lungo servizio dedicato al Gruppo ed a Sergio Marchionne (il cui look attuale viene definito “più da regista che da manager dell’industria dell’ auto, della quale è invece una Star”), l’ Amministratore Delegato di Fiat-Chrysler ripercorre in un’intervista gli ultimi 3 anni di “salvataggio”, riuscito “grazie all’impegno dei lavoratori:La strada è stata lunga, ma ora la paura dai volti delle persone è scomparsa”. Lo stesso Steve Rattner, colui che ha guidato la task force di Barack Obama per il “bailout” (salvataggio) delle Case Americane, ha ribadito che “senza Marchionne, Chrysler sarebbe stata liquidata”. Rattner definisce Marchionne “un negoziatore duro”, ed il manager risponde con. “Mi sveglio ogni giorno alle 3,30”). In ogni caso, anche in Italia l’ alleanza comincia a marciare, con la Cassa Integrazione Straordinaria già avviata per la ristrutturazione dell’impianto di Mirafiori, pari ad 1 Miliardo di €, per produrre dal 2013 i 2 SUV a marchio Fiat e Jeep basati su piattaforma “small”: il primo in sostituzione della “16”, il secondo destinato a lanciare il brand Americano nel settore dei SUV compatti. In un momento nel quale l’ Europa segna “una sovracapacità produttiva del 20-30%” (ragione per cui nessun costruttore generalista guadagna nel Vecchio Continente), l’ esperienza Americana dimostra che, riducendo la capacità degli stabilimenti, le industrie sono tornate a produrre profitti ed occupazione.
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| Ian Gillan |
27/03/2012 21:18:51 |
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Visto l attuale andazzo di ripescare nomi storici avrei preferito che la battezzassero 131... :D
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