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Opel sull’orlo del fallimento?
Cibus

Così parrebbe, stando ai molti media online tedeschi: Addirittura, per ”Spiegel online”, il più seguito, Opel sarebbe già un’ “azienda zombie”, un “morto che cammina”. Ma anche negli ambienti economici, così come tra gli operari del sindacato metalmeccanico IgMetall (che, ai tempi, si distinse per aver realizzato l’ opposizione più agguerrita all’acquisto da parte del Gruppo Fiat), la preoccupazione appare fortissima. In un mercato europeo che ha visto contrarre le immatricolazioni del 7%, la Casa di Russelsheim ha fatto segnare un calo di vendite del 23%, ovvero quasi un quarto dell’ intera produzione: Di conseguenza, gli impianti di Germania, Spagna, Regno Unito, Polonia, Austria ed Ungheria lavorano ad appena il 75% delle loro possibilità. Insomma, non è bastato il “cambio di rotta” nello stile e nell’ immagine introdotto con l’ Astra e proseguito con l’ Insignia che, seppur buone vetture, non sono riuscite nell’ intento di rilanciare l’ azienda. Quel che è peggio, afferma a ”Spiegel online” il prof. Ferdinand Dudenhoeffer, il maggior esperto tedesco dell’ Auto, il 42% delle Opel proodotte vengono vendute ai concessionari i quali poi le rivendono come usato per piazzarle sul mercato. Attualmente le perdite di Opel ammontano a 575 Milioni di €, con una quota di mercato scesa dal 9 all’ 8,6%. In questo opprimente quadro, la Casa Madre GM non intende ripetere una manovra “lacrime e sangue” a scapito del contribuente americano per salvare la consociata europea: Su questo il Numero Uno di GM, Dan Akerson, è stato estremamente chiaro e costringe l’ AD di Opel, Karl Friedrich Stracke, ad affrontare un futuro assai incerto ed estremamente pericoloso . Chissà se qualcuno a Russelsheim rimpiange aver rifiutato la proposta di Marchione…
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