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Ex Bertone: No della FIOM all’ intesa, si decide (forse) il 2 Maggio Cibus

Non che nessuno si aspettasse qualcosa di diverso (viste anche le ultime prese di posizione della FIOM contro la newco di Pomigliano), ma, preso atto dell’ esito negativo dell’ incontro di ieri tra il Lingotto e la FIOM (che ha la maggioranza di iscritti nella fabbrica torinese), l’ aria che si respira nelle Officine Automobilistiche di Grugliasco (ex Bertone) si fa sempre più pesante; ormai lo spettro della chiusura e del relativo licenziamento delle 1096 maestranze che da 6 anni sono in Cassa Integrazione diventa ogni giorno più concreto, come lasciato intendere ieri da Marchionne. Salta quindi l’investimento di 500 Milioni di € per la produzione della nuova vettura del tridente: “Non ci sono le condizioni per l’ investimento, sarebbe impossibile realizzare gli obiettivi: se non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata approvazione, Fiat rinuncerà al progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per la nuova Maserati”. Le secche parole pronunciate ieri da Marchionne, ancora una volta, assumono il sapore di un ultimatum, inasprito dall’ iniziativa che l ‘ organizzazione sindacale guidata da Maurizio Landini aveva preso qualche ora prima nei confronti della “Fabbrica Italia” di Pomigliano.
Da parte sua, l’ AD di Fiat ha completamente dismesso il suo proverbiale “aplomb” per rimarcare il proprio disappunto nei confronti della decisone della FIOM: “Ci sono stati dei referendum: E voi ci fate causa? Non dovrei nemmeno stare qui a discutere” Dopodichè, ha invitato i metalmeccanici ad assumersi la responsabilità anche di questa posizione: “Il futuro di Fabbrica Italia potrà essere condizionato dagli sviluppi delle azioni giudiziarie promosse dalla FIOM”. Lo scontro è avvenuto nello stesso momento dell’ uscita dei dati di vendita del Mercato Europeo di Marzo: -4,7%, (con Fiat che crolla del 20% ma segna un +65% record con Alfa Romeo), numeri che rendono sempre più stringente l’ esigenza di rispondere quanto prima alla flessione delle immatricolazioni con investimenti rivolti al Prodotto. Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Roberto di Maulo restano al fianco del Lingotto, mentre Susanna Camusso non riesce (o non può) smarcarsi dalla linea dura della FIOM: A questo punto, l’ unica soluzione possibile scaturirà dall ‘incontro previsto per il 2 Maggio, dove a decidere potrebbero essere ancora una volta gli operai. Certo è che, se dovesse prevalere la linea di Landini, le conseguenze sarebbero devastanti, e non solo per lo stabilimento di Grugliasco, perché rimarrebbe il problema di dove produrre la Baby Maserati: Se fosse per Marchionne, la strada asarebbe quella degli USA, ma occorre tenere conto che ciò porterebbe allo scontro frontale anche con le organizzazioni sindacali sin qui a a favore dell’ AD Italo-Canadese, al quale comunque strappano una mezza promessa di tenere in considerazione la “richiesta di dare la preferenza ad un sito Italiano”. (Potrebbe essere Mirafiori). Timida, seppur presente, la reazione del Ministro Sacconi che teme per “il futuro dell’ Auto a Torino ed in Italia” ed avverte: “Il Governo ha sin qui operato per accompagnare il consenso della maggioranza dei lavoratori. Non resterebbe spettatore di fronte ad una situazione critica”: Ci chiediamo che cosa si aspetti ancora per definire “critica” una situazione che, di fatto, lo è già da anni.
Di seguito, il Comunicato Ufficiale della Fiat:
“L’Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha incontrato oggi nella sede del Lingotto i Segretari Confederali della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil, Luigi Angeletti, della Cgil, Susanna Camusso e il Segretario Generale della Fismic, Roberto Di Maulo. Alla riunione hanno partecipato anche Giuseppe Farina e Bruno Vitali della Fim, Rocco Palombella ed Eros Panicali della Uilm, Maurizio Landini della Fiom.Tema centrale dell’incontro, sollecitato da Cisl e Uil, il piano, presentato il 15 febbraio scorso dall’azienda, per la ripresa dell’attività produttiva delle Officine Automobilistiche di Grugliasco.Nel corso della riunione Fim, Uilm e Fismic hanno ribadito la loro condivisione dell’iniziativa, mentre la Fiom ha nuovamente espresso posizioni che impediscono di creare le condizioni necessarie per avviare l’investimento. Sarebbe infatti impossibile realizzare gli obiettivi del piano senza il consenso dell’organizzazione sindacale che conta il maggior numero di iscritti fra i dipendenti e la maggioranza nelle rsu dello stabilimento. Pertanto, se non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata approvazione del piano da parte del sindacato, Fiat rinuncerà al progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per l’investimento relativo alla produzione della nuova Maserati del segmento E. L’azienda si riserva di tenere in considerazione la richiesta di Cisl, Uil e Fismic di dare la preferenza a un sito italiano. La Fiat ha precisato, inoltre, che l’implementazione del programma Fabbrica Italia potrà essere condizionata dagli sviluppi delle azioni giudiziarie promosse nei giorni scorsi dalla Fiom”.
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