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Alfa Romeo “Giulia” (forse) a trazione posteriore? Cibus

L’ attuale fermento mediatico attorno al Brand Alfa Romeo, che pare finalmente giustificato da oggettivi riscontri industriali, sta producendo una sorta di ottimismo che, speriamo, si traduca in realtà. Secondo il “Corriere della Sera”, negli Stati Uniti si sta testando un prototipo di Giulia dotato di trazione posteriore; Sfruttando la versatilità del pianale “C-Evo” è infatti possibile, non solo variare le misure di passo e carreggiate, ma poter scegliere anche il tipo di trazione da adottare. L’ attuale vicenda, se quanto sopra si dovesse confermare, rappresenterebbe motivo di una rinnovata mentalità in seno al Gruppo Fiat, non più rinchiusa tra le mura domestiche del Mercato Auto Nazionale, ma finalmente aperto alle esigenze (ed alle aspettative) di un cliente che “pretende” dal marchio Alfa Romeo un prodotto degno del suo blasone. Il cammino non poteva che essere graduale, non fosse altro che i progetti di MiTo e Giulietta, quelli in grado di “fare numeri” e dare respiro alla futura gamma, sono nati in periodi dove l’ attenzione alla razionalizzazione dei costi è stato particolarmente vincolante ai fini del prodotto: Ciò nonostante, il lavoro svolto si è tradotto in progetti, magari non eccessivamente “pretenziosi” (relativamente al Brand Alfa), ma tutto sommato riusciti, soprattutto per quanto riguarda l’ erede della 147. Si è dovuto insomma “fare di necessità virtù”, puntando su tutto ciò che di nuovo poteva proporre il Gruppo Fiat, anzi cercando di diversificare il prodotto dagli altri modelli del Gruppo. Discorso diverso per la futura “Giulia” che, considerata forse erroneamente come “costola a 3 volumi” della Giulietta, rappresenta la possibilità di rilanciare il Marchio Alfa in un segmento dove la 159 non ha mai sfondato e non certo (o, comunque, non solo) per demeriti particolari. Figlia del fallito accordo con GM, la “bella” 159 non ha saputo convincere per il duplice errore strategico di essere nata con un pianale eccessivamente dimensionato e costoso, che ha mandato in crisi i pur validi propulsori montati (soprattutto quelli a benzina) e di essere stata posizionata in una categoria merceologica “a cavallo” tra il segmento Medio e quello di categoria superiore: Troppo grande per uno e troppo poco pretenziosa per l’ altro. I problemi di qualità (e di assistenza) che hanno afflitto la prima serie, hanno mìnato definitivamente le iniziali aspirazioni del modello, fornendo lo spunto a Marchionne nel dichiarare la 159 “Un errore da non ripetere”. Ora, che un eventuale errore rappresenterebbe il “punto di non ritorno” per Alfa Romeo, ogni particolare va pesato e valutato con attenzione; Anche in funzione della commercializzazione negli USA, la Giulia (che già porta in dote un nome “pesante”) non può prescindere da soluzioni tecniche ed “filosofiche” in grado di convincere l’ acquirente Americano. In tal senso, il ritorno alla Trazione Posteriore può a buon diritto definirsi un presupposto quasi obbligatorio, anche perché le potenze in gioco saranno mediamente superiori a quelle del modello che sostituisce.
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| Matrix |
10/02/2011 18:28:42 |
Beh... il design è incredibilmente ben riuscito ! Encomiabile il ritorno alla trazione posteriore, abbandonata dopo la 75 (o meglio la SZ). Spero solo che possiamo vederla circolare presto sulle nostre strade... ;)
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| Matrix |
10/02/2011 18:26:16 |
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