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Centro Stile Alfa Romeo e Museo Alfa: Matrimonio indissolubile? Cibus

Come previsto da tempo, è arrivata la comunicazione ufficiale da parte del Gruppo Fiat che ribadisce il prossimo trasferimento del Centro Stile (e dei suoi 174 dipendenti) da Arese a Torino, “isolando” di fatto il Museo Alfa Romeo in un luogo dove ormai nulla rimane degli antichi fasti del passato. Nato dall’ esigenza di “radicare” in territorio lombardo anche il design delle vetture, il Centro Stile, inizialmente al Portello e successivamente ad Arese, ha prodotto negli ultimi 40 anni le più belle vetture del Biscione, “sostituendosi” più che degnamente alle creazioni di storiche carrozzerie quali Bertone, Zagato e Touring. Dalla “Giulia”, prima vettura concepìta interamente in Casa, alla 8C Competizione, il lavoro svolto dal Centro Stile ha sempre rispettato la filosofia che vuole il design “funzionale” ad un’ Alfa Romeo e mai fine a sé stesso: Tutto ciò è stato reso possibile anche dalla vicinanza con il Museo, voluto da Satta Puliga non solo come testimonianza storica ma che come fonte di ispirazione per i nuovi modelli. In un certo senso, il Centro Stile ha bisogno del Museo, così come il Museo ha bisogno del Centro Stile per “giustificare” la sua presenza, per renderlo “vivo”, così come era stato concepìto in origine. Per tutte le vetture, ma, in particolare per Alfa Romeo, il design rappresenta la materializzazione di un concetto che tende a far riconoscere come tale una vettura del Biscione prima ancora di vedere lo stemma sul cofano: In tal senso, esempi recenti come la 147 o la 156 (escludendo le “post-restyling”), possono a buon diritto essere definite come “vere” Alfa, pur in assenza di quel “primato meccanico e motoristico” del quale abbiamo perso le tracce: Le recenti MiTo e Giulietta, seppur piacevoli, propongono uno stile per certi versi “annacquato” e non certo consono alla “funzione” per le quali son state create. (come invece si è realizzato per la 8C, da cui derivano stilisticamente). Il prossimo Aprile, quando il Centro Stile Alfa Romeo (se esisterà ancora come tale) abbandonerà definitivamenteil territorio che l’ ha visto nascere, potremmo rischiare di “perdere” anche il Museo, il suo significato, il suo ruolo, la sua funzione, relegandolo alla sterile esposizione di magnifiche vetture che non avranno più la possibilità di “rinascere” una seconda volta.
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