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Futuro Museo Alfa, si decide 31 Gennaio: VW intanto osserva.
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Ormai è questione di giorni per le sorti del Museo Alfa: La decisione della Soprintendenza regionale per i beni ambientali dovrà decidere se il sito dovrà rimanere vincolato al territorio di Arese. Il procedimento, partito per iniziativa del sindaco del comune lombardo Gianluigi Fornaro, dovrebbe quindi salvaguardare la territorialità dei 130 modelli esposti (ed altrettanti situati nel sotterraneo), ribadendo quel “diritto” invocato in maniera plebiscitaria dagli appassionati del marchio. Il Museo Alfa Romeo costituisce un patrimonio il cui valore è difficilmente quantificabile: Un museo americano avrebbe offerto 20 milioni di € solamente per l’ Alfa 158 di Farina, vincitrice del primo Gran Premio del 1950.

Ma questa non è che una delle problematiche legate all’ area ex-Alfa: A partire dallo scorso mese è cominciata la visita di diverse delegazioni tedesche legate al Gruppo VW e tutto fa pensare, a distanza di qualche mese dalle indiscrezioni trapelate in merito alla vendita di Alfa Romeo, che qualche cosa di concreto ci possa essere; la recente visita di alcuni giornalisti di “Autobild” non farebbe che confermare le voci in questo senso.
Da parte sua, Fornaro si dichiara favorevole all’ eventuale acquisizione, che permetterebbe di ricostituire un tessuto produttivo nella zona e valorizzare quel patrimonio di carrozzerie e motori noti in tutto il mondo.
Queste le parole del Primo Cittadino di Arese: “Se speriamo che arrivino i tedeschi? Certo magari! Di sicuro qui ci sarebbe più lavoro. Quantomeno il Centro Stile, che nel 2009 è emigrato a Torino, tornerebbe nella sua sede naturale”. Alla domanda se VW riuscirebbe a far rinascere il marchio, risponde: “Ci sono ragioni più che valide per pensarlo, basti guardare a come Volkswagen ha rilanciato la Lamborghini senza sradicarla dal suo territorio. Mentre Fiat ha lasciato solo ruderi”.
Per conto suo, il Lingotto si è opposto con determinazione al vincolo, alimentando le possibilità di un doppio ricorso, rispettivamente al TAR ed al Ministero dei Beni Culturali.
Naufragata la delibera dell’ accordo che voleva destinare l’ area a centro commerciale e residenziale, ad Arese si tifa per la “soluzione tedesca” ed quel “progetto Volkswagen” che, sempre a detta di Fornaro, costituirebbe la scelta giusta.
Intanto, il prossimo Aprile, è prevista la fine della Cassa Integrazione per gli ultimi 160 dipendenti della gloriosa ex fabbrica.


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