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Piano Industriale di Fiat Group: Entro l’ anno lo Spin Off del Settore Auto – Il futuro Alfa Romeo.
Cibus



Il Piano Industriale Fiat Group, da poco presentato da Sergio Marchionne, presenta fondamentalmente la grossa novità di voler scorporare il settore auto dalle altre attività del Gruppo (l’ormai famoso “Spin Off”), ma rappresenta anche un tangibile atto di voler attuare, almeno per per quanto concerne il brand Alfa Romeo, una strategia estremamente prudente.
Se è vero che il marchio del Biscione aspetta da tanto (troppo) tempo un adeguato rilancio, questo non può non prescindere dagli attuali ridotti volumi di vendita e dal conseguente “peso industriale” di Alfa Romeo all’ interno del gruppo Torinese.
Va quindi vista in quest’ ottica la scelta di rinunciare, almeno per ora, a determinati segmenti di mercato, segmenti che sarebbero sicuramente più consoni ai fasti passati. Cominciamo con le vetture che verranno “pensionate” entro l’ anno, alcune di esse non sostituite: Cominciamo con 147 e con la GT e, nel corso del Primo Semestre 2011, anche di Brera e Spider: Gli ultimi 3 modelli non avranno per ora eredi, mentre alla 159 avrà il compito di svolgere il ruolo di “ammiraglia” della gamma sino alla fine del 2012.
Le prime novità si concretizzeranno nel 2012 (anno nel quale ci dovrebbe essere il ritorno di Alfa Romeo negli USA) , con il restyling della MiTo e l’ arrivo di Giulia berlina e Station Wagon; Nello stesso anno, dovrebbe vedere la luce un SUV di Segmento C, prodotta (e commercializzata) negli States e basato su piattaforma Chrysler.
Il 2013 vedrà la commercializzazione della MiTo a 5 porte (esportata anche oltreoceano) e di una Spider che, sotto uno corpo vettura di stile tipicamente Italiano, monterà anche una meccanica di derivazione Chryler, mentre ,l’ anno successivo, si prevede il restyling della Giulietta e la realizzazione di un SUV di Segmento D basato sempre su meccanica Chrysler.
Per questa data, Alfa Romeo dovrebbe essere capace di una capacità produttiva pari ad almeno 350.000 unità annuali ad 85.000 nei paesi “NAFTA” (North American Free Trade Agreement - Accordo nordamericano per il libero scambio).


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