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Quale futuro per Arese? Storia della Palazzina Uffici Tecnici. Cibus

Della sorte del patrimonio culturale-industriale del nostro Paese, ed in particolare di Alfa Romeo, se ne è occupata recentemente anche la rivista “Ruoteclassiche”, sezione dedicata all’ Automobilismo Storico dell’ Editoria Domus, in un articolo apparso sul numero di Ottobre 2009; L’ editoriale si commenta da sé e pone in essere dei seri dubbi circa l’ intenzione di riportare alla luce quanto giace sepolto dall’indifferenza del Management del Lingotto: Se è pur vero che il Gruppo Torinese è reduce da un periodo nero per l’ Automobile e, per di più, è impegnato nella ristrutturazione del Gruppo Chrysler, ciò non toglie che le promesse fatte da tempo per riesumare il Museo di Arese (Ma anche il patrimonio di Lancia e Fiat, che giace sparso tra polverosi garage e piccole esposizioni private), sono destinate a rimanere non mantenute per un periodo difficile da definirsi. Mentre tutte le grandi Case Automobilistiche Tedesche (Mercedes, BMW, Porsche, etc.) si sono preoccupate di realizzare dei veri e propri ‘monumenti” ipertecnologici per i loro modelli storici (strutture il cui merchandising, tra l’altro, produce anche un rilevante indotto), facendo conoscere alle nuove generazioni la Storia del Marchio, da noi si vive una sorta di oblìo, una dimensione in cui il passato viene sistematicamente dimenticato e piegato alle regole del guadagno immediato. In questo contesto, si inserisce l’ articolo di Arese06 che, attraverso la scoperta della Palazzina Uffici Tecnici di Arese, ci offre la possibilità di riportare in luce un patrimonio storico che, a nostro personale parere, non dovrebbe essere dimenticato.
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