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Marchionne sta lentamente cambiando la mentalità Chrysler
Arese06





L'ingresso di Fiat nel capitale di Chrysler sembra abbia sortito effetti rivoluzionari nella gestione degli impianti produttivi. Il Marchionne-pensiero ha inciso in ogni settore, con molto savoir-faire e sempre nel rispetto delle gerarchie esistenti. Nessuna rivoluzione copernicana quindi, ma sfoltimento intelligente dei livelli manageriali, passati da 8 a 4, e la creazione di businnes-unit per ogni marchio. In questo modo ogni brand sarà responsabile dei propri conti economici, proprio come accade a Mirafiori. I nuovi AD, freschi di nomina, sono: Peter Fong alla Chrysler, Michael Mainley alla Jeep, Michael Accavitti alla Dodge e l'italiano Pietro Gorlier alla Mopar. Il cosiddetto stile Marchionne, diretto e concreto, ha convinto gli americani che al contrario temevano, vista l'esperienza con Daimler, un'invasione di manager Fiat. Tuttavia la nuova direzione sta applicando all'intero sistema produttivo il "metodo Toyota", a tal punto che alcuni giornali di Detroit si chiedono se Chrysler sia stata comprata da giapponesi piuttosto che da italiani. Sembra quindi decisamente tramontato il vecchio detto "fix it again Tony" (aggiustala di nuovo Tony), infatti i margini di errore tollerati sono oggi più ristretti ed è richiesta molta più precisione nelle operazioni svolte, senza contare che prossimamente ogni lavoratore sarà dotato di uniforme. Gli stessi operai temono che si razionalizzino eccessivamente i movimenti che devono compiere, limitando pure il consumo di acqua.

Accanto a questa silenziosa ma efficace riorganizzazione, continua la pianificazione dei futuri modelli che dovranno condividere più tecnologia possibile per abbassare i costi del nuovo gigante Italo/Americano. Sappiamo ad esempio, che la Chrysler PT-Cruiser e la Dodge Viper sopravviveranno, mentre il pick-up Dodge Ram a gasolio sarà cancellato. Per il resto continuano a serpeggiare vari rumors riguardo all'impiego del pianale Fiat C-Evo (quello dell'Alfa Milano) per i futuri modelli Dodge Caliber e Jeep Compass. Infine la nuova Grand Cherokee (a sospensioni indipendenti) dovrebbe servire da base per il tanto atteso Suv Alfa Romeo, mentre accanto alla 500, commercializzata con un marchio dedicato (come fa Mini), comparirà la Panda, modello ideale per una piccola Jeep.

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