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Alfa Romeo MiTo - Mondo Motors
Recensione di Gianluca66



Un esemplare dell'auto vera



Tutte le riviste automobilistiche del settore l'hanno già provata, Quattroruote, Gente Motori, Automobilismo, Auto Oggi, però in scala 1/1, ed in scala 1/43?
Ho guardato qualche rivista del settore ma, forse complice la pausa estiva, nulla e allora lo facciamo qui.

Questa piccola Alfa Romeo, che qualcuno ha cercato insistentemente di riferire a qualche illustre antenata del passato (Junior?!). No, lei è MiTo, un nuovo modo di iniziare ad essere Alfisti, un'alternativa a Mini ed a qualche concorrente di casa come 500 e Punto Abarth, le altre (se ce ne sono) non le consideriamo neppure. Tanto di cappello a BMW che ha saputo far idolatrare un'illustre utilitaria inglese, tanto di cappello al Sig. Carlo Abarth che ha ai motori delle nostre 500, 600 e 850 ha tirato fuori cavalli, quasi fosse un veterinario, ma MiTo è un altra cosa, si fregia di un marchio che ha quasi 100 anni di storia nell'automobilismo sportivo guidato tutti i giorni e questo DNA va ben oltre un manettino di fianco alla leva del cambio, si chiama storia dell'auto.

Ancora non si vede per le strade, un solo esemplare per ogni concessionario, eppure da settembre arriverà a tutti coloro che l'hanno già ordinata. Oggi forse è più fruibile ed avvicinabile, semplicemente stoppando le nostre galoppate autostradali per un caffè, negli autogrill nostrani MiTo c'é, a meno di 5 euro sugli scaffali, insieme a riproduzioni di ciò che il "Made in Italy" incanta noi e una marea di turisti europei che visitano le nostre riviere, montagne e città d'arte.

Mondo Motors (attenti perche il sito ufficiale non è ancora aggiornato con questa novità 1/43) ha succeduto di poco Norev con la sua riproduzione 1/43. "Papà c'é la MiTo, me la compri?", "Va bene Roby, però me la fai fotografare per gli amici di Club Alfa Sport", l'abbiamo scelta insieme, tra bianco capodimonte, nera, ma anche un bimbo di quasi sette anni la sceglierebbe rossa e così è stato.

Ed è proprio dal colore che comincia la mia recensione: ostentare questo colore "8C competizione" quando l'unico rosso, in realtà, si chiama Rosso Giulietta e più che pastello non si può.
E' la prima "toppata" del costruttore cinese Mondo Motors, probabilmente la fretta di uscire tra i primi ha giocato un brutto scherzo, troppo scontato che Alfa avrebbe lanciato un rosso metallizzato.


Vista laterale



Nel complesso la linea appare piuttosto azzeccata, quel musetto un po' tozzo (ah... se si fosse potuto montare il boxer Alfasud!) vittima di economie di scala ma di indubbio fascino, è ben realizzato. Pensate che tutto l'anteriore, a differenza di ciò che qualche altro concorrente avrebbe fatto, è tutto ricavato da scocca di zama, scudetto compreso.

D'altronde lo stile produttivo Mondo Motors è molto simile a quanto fa la nostrana BBurago, sette/otto pezzi e non di più, ma in compenso sapientemente assemblati e decorati.

La linea laterale ci regala una buona armonia delle proporzioni, solo gli specchietti retrovisori pagano la scelta della "monostampata" in metallo e così appaiono troppo grossi, privi di personalità, ma indubbiamente a prova di "manina di bimbo".

Con la tampografia, il Costruttore ha dato il giusto risalto a ciò che poteva: maniglia porta, modanatura cromata alla base dei cristalli, indicatore di direzione con un colore alluminio ben posato.
Inoltre, se il fatto di stampare direttamente i tergicristalli sul plexiglass non è mai un aspetto apprezzato, va riconosciuto che la tampografia è talmente ben fatta da mitigare questo difettuccio.
La buona definizione dello stampo ha dato il giusto risalto alla "muscolatura" tipica dei parafanghi e sottoporta MiTo... complimenti.


Vista tre quarti anteriore



Anche la parte anteriore risulta ben equilibrata e definita. Qui, i tratti marcati della MiTo sono ben evidenziati nelle "soppracciglia" delle due feritoie laterali e dalla spigolatura dello spoiler inferiore, apprezzabile la grigliatura delle feritoie e nido d'ape, ricavate di stampaggio.
Peccato che nel tampografare lo scudo, si siano dimenticati le cromature verticali, pazienza.
Anche la sede targa non è semplicemente risaltata dalla scritta "Alfa MiTo", ma è ben marcata dallo stampaggio. Ben integrati anche i fari, in plastica trasparente, che invadono buona parte del musetto.


Vista tre quarti posteriore



La vista posteriore si presenta anch'essa correttamente riprodotta: in particolare, tutto ciò che valeva la pena di essere dettagliato, è stato fatto in modo soddisfacente.
Forse sono i fari che stonano un po', non tanto per la forma che sarebbe corretta, se ne fosse stata tampografato il profilo in alluminio, ma lasciata al solo trasparente rosso crea un'immagine "simil-Bravo" che svilisce un po' il tutto... peccato!


Particolare del cerchio ruota



Ultima nota all'esterno: i cerchi sono veramente ben fatti, se la riproduzione di cerchi fosse stata una disciplina olimpionica, anche qui i cinesi avrebbero fatto "oro" poichè riproducono esattamente il modello "elegante" fornito da Alfa Romeo con preumatici misura 205, in abbinamento all'allestimento Distinctive. Bravi, veramente bravi.


Dettagli dell'interno



L'interno del modellino è completamente realizzato in plastica nera e, sarà per questo, sarà per la non stupefacente trasparenza dei vetri, lo si nota ben poco.

Meglio così perchè quel poco che si intravede, risulta molto, molto abbozzato: il volante è troppo basso, la plancia è alquanto semplificata ed i sedili, ad occhio, dovrebbero avere uno spessore di circa 50 mm, cioé stile Panda 30.
Completamente assenti i pannelli laterali e, così, fa capolino la scocca verniciata.

Non so dirvi, sinceramente, se l'acquisto possa valerne la pena, anche mettendoci sopra le mani, probabilmente, i limiti costruttivi del modello non permettebbero esaltanti miglioramenti.
Ritengo giusto, comunque, esprimere un parere positivo per il rapporto prezzo/qualità, e per il fatto che spesso essere primi è più che altro uno svantaggio. Vedremo, nei mesi a venire, quale altro costruttore riuscirà a fare di meglio.

Gianluca 66


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