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Alfa Romeo 2000 berlina 1957-1962 - Starline Models ref. 55034
Recensione di Gianluca66



Un esemplare della 2000 berlina color beige Sahara, fotografata in occasione del Centenario Alfa Romeo il 24 giugno scorso



La storia dell'automobile è piena di modelli che non hanno lasciato ricordo di se stessi, alcuni perchè troppo in anticipo sui tempi, altri perchè troppo in ritardo, altri ancora perchè semplicemente non sono riusciti a penetrare nel cuore dei possibili possessori.
Credo che ogni casa automobilistica abbia nella propria famiglia una "pecora nera", o meglio abbia prodotto un modello che non è stato all'altezza delle aspettative di vendita sperati.
Esempi storici? La Ford Edsel, qualche Volkswagen nata sulla base del Maggiolino, la Lancia Gamma ma, in epoca più recente potremmo inserirvi modelli come la Porsche 928, la Renault Avantime, la Audi A2.
Alfa Romeo, in situazioni come queste c'è caduta almeno quattro volte. Pensiamo alla Brera, oggetto del desiderio che non è riuscito a far tremare le ginocchia agli alfisti come altre GT del Biscione, l'Arna così troppo poco Alfa Romeo per pretendere la fila ai concessionari, l'Alfa 6 così in ritardo sui tempi da sembrare una brizzolata signora sulla cinquantina, piuttosto che una giovane antagonista delle bionde tedesche di quegli anni e infine... la 2000 berlina del 1957.

Nata nel 1957 con l'intento di garantire continuità produttiva nella classe 2 litri dopo la 1900, era un'imponente berlina a tre volumi con tutti i tratti stilistici americaneggianti di quell'epoca ma poco, troppo poco cuore sportivo.
E, a dispetto di ciò che si suol dire "l'opulenza è segno di benessere", tutte quelle pinne, tutti quei fregi cromati, quelle poltrone da salotto buono, non furono sufficienti (o forse furono eccessive) per pensare della 2000 come di un'altra berlina "di tutti i giorni che vince le corse".
Nessuno probabilmente riuscì ad immaginarla sulle strade polverose della Mille Miglia e su quelle innevate del Rally di Montecarlo.
Il bottino fu magrissimo, meno di 2900 vetture vendute in quasi cinque anni, a dispetto dei lusinghieri commenti della stampa specializzata dell'epoca, soprattutto estera, che ne esaltava comodità, fluidità di marcia e tenuta di strada.
Fa effetto che qualcuno si sia interessato di intraprendere la produzione di massa in scala 1/43 di questa vettura, se pensiamo che nemmeno il Museo Alfa Romeo ne ha esposto orgogliosamente un esemplare (c'é però la 2600).

Ad esclusione di riproduzioni obsolete quali Politoys, di qualche riedizione in plastica con gli stessi stampi finiti in mano a costruttori russi e fatta eccezione per l'ottimo speciale proposto, qualche anno fa, da Gamma Models, nessuno aveva pensato a questa "meteora" di casa Alfa Romeo.
Da qualche mese, la tedesca Starline, che in passato si è già preoccupata di riprodurre la 1750 berlina 1968 ed altre interessanti auto italiane, ha proposto questa Alfa Romeo 2000 in quattro referenze diverse : cod.55031 (blu), cod.55032 (rosso), cod.55033 (grigio chiaro) e cod.55034 (beige), quest'ultima da me scelta per questa recensione.


La 2000 di Starline vista lateralmente



Il modello è un die-cast dell'ultima generazione, zamak per la scocca, plastica per i numerosi particolari e largo uso della tecnica di tampografia.
Visto di lato, la riproduzione della linea di questa berlina appare decisamente fedele e proporzionata; in particolare, la corretta incisione di porte e sportello carburante, nonché il corretto rilievo delle modanature tampografate in modo preciso, appagano positivamente l'osservatore.
E' un esempio di come la tampografia talvolta non faccia rimpiangere le fotoincisioni, eccezione fatta per il colore alluminio un po' piatto, rispetto al cromo lucido della realtà.
Nulla è stato dimenticato, neppure la serratura dello sportello carburante e la gemma dell'indicatore di direzione che interrompe il profilo cromato sotto la linea di cintura.
Eccellente la realizzazione dei cerchi, con la caratteristica borchia a sombrero cromata, esclusività della berlina 2000 e successivamente della 2600. Ottimamente posata anche la vernice, particolarmente brillante.


Vista di tre quarti anteriore



La vista di tre quarti anteriore fa rilevare, ancora una volta, la grande cura riservata alla scocca.
In particolare il rilievo del cofano che termina con l'intramontabile scudetto, è realizzato con grande realismo. Lo stesso si può dire anche per i parafanghi che terminano con i due gruppi ottici principali.


Particolare del frontale



Sul frontale si trova la quasi totalità degli elementi caratteristici della 2000 berlina e non si può dire che Starline abbia tralasciato qualcosa.
Lo scudetto è molto ben definito e corredato di logo al centro, i fari sono sormontati da una bella ghiera cromata e, nonostante le parabole non siano concave come nella realtà, non risultano nemmeno convesse e quindi accettabili.
Il pasticcio più grande (e qui emergono i limiti della tampografia) è a mio avviso nella calandra, dove si contrappongono alcuni elementi realizzati un po' frettolosamente (fari laterali) ad altri per cui si è deciso palesemente di strafare (la modanatura che collega i fari allo scudetto è bicolore come sulla vettura vera).
Ciò che appare allo sguardo però, è l'inadeguatezza della griglia trasversale che rimanendo inesorabilmente tutta cromata, assomiglia più ad una lamiera grecata d'alluminio che altro.


Vista di tre quarti posteriore



Altra vista suggestiva della 2000 berlina è quella posteriore e qui, a mio avviso, non riesco a trovare un elemento degno di critica.
Belli i gruppi ottici, correttamente decorati, che chiudono le due pinne laterali, nonché il massiccio paraurti cromato dove sboccano i due terminali di scarico, secondo una moda dell'epoca tanto "stars and stripes" quanto poco funzionale.


Particolare della coda



Nessun altro dettaglio è stato dimenticato come la scritta ALFA ROMEO sopra la targa, che probabilmente risalterà meglio sul colore blu scuro e la maniglia apertura cofano con funzione di illuminazione del portatarga.


Dettaglio del posto guida



Rendervi una foto dell'interno, senza smontare il modellino, è stata impresa ardua e resa possibile unicamente grazie all'assenza della vetratura lato guida.
Lo spessore della finestratura (in plexiglass) è veramente eccessiva e non rende giustizia al gran lavoro effettuato sulla plancia.
Corretto il volante (bicolore) ed in generale la decorazione del cruscotto dove forse l'unico elemento errato risiede nello specchio retrovisore.
Mi permetto di criticare quest'ultimo elemento non tanto per le dimensioni un po' maggiorate, dovute ai limiti dello stmpaggio in plastica, quanto per l'ingenuità di averlo attaccato alla palpebra porta-strumenti (peculiarità della versione spider) invece che al centro della plancia.
Questa foto tuttavia mette in risalto la cura con cui Starline ha provveduto a riportare (in plastica cromata) le maniglie esterne, piuttosto che operare la scelta di tampografarne un rilievo sulla scocca.


Altro dettaglio dell'interno



Anche la selleria appare ben definita e decorata in colore cuoio.
Da notare in questa foto la modanatura tampografata del montante anteriore che crea continuità tra cornice parabrezza e gocciolatoi laterali, nonché i tergicristalli riportati in plastica cromata anche se un po' abbondanti nelle dimensioni.




In conclusione si tratta di un modello dall'ottimo rapporto qualità/prezzo, ricordiamo che il listino del Produttore tedesco è di circa 22/23 euro.
Sicuramente originale (ed apprezzata) la scelta di riprodurre questa particolare vettura, tanto sfortunata nella vita quanto poco conosciuta dai giovani collezionisti Alfa Romeo.
L'unica perplessità sta nell'aver proposto come referenza quell'improbabile colorazione rossa.
Nonostante non dispongo di una tabella colori dell'epoca, ritengo che il blu ed il grigio chiaro siano state all'epoca le tinte più richieste, considerando l'uso "di rappresentanza" di questa 2000.
Ciò nonostante, la mia scelta è andata su quel beige Sahara che tanto mi aveva incuriosito guardando per la prima volta quella copertina del depliant originale, sarà forse perché di quel colore mi sembra un po' meno seria e forse un tantino più Alfa e comunque "de gustibus non disputandum est".
Ora sta ad ognuno di voi sceglierla del colore preferito, con la convinzione di aver speso bene i vostri soldi.

"Un ringraziamento personale va a mia figlia Katia, studente al terzo anno quale operatore grafico, che mi ha coadiuvato nella scelta degli sfondi e nella correzione delle foto di questo servizio, anche se un po' off-topic era un atto dovuto".

gianluca66

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