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Alfa Romeo 2500 SS Villa d'Este 1949 - Styling Model ref. SM22
Recensione di Gianluca66


Un esemplare della vettura reale - Museo di Arese


Quando si parla della Villa d'Este, la memoria va inevitabilmente ad un periodo fondamentale della storia di Alfa Romeo ma anche del costume automobilistico dell'epoca.
Da lì a poco sarebbe nata la 1900 e con lei sarebbe sparito il telaio che tanto aveva fatto sbizzarrire i carrozzieri dell'epoca, in pratica, in tutta la storia del marchio, fino ad allora si contavano sulle dita le carrozzerie "made in Portello", poichè la facoltosa e danarosa clientela Alfa era solita affidarsi a carrozzieri di prestigio.
Da allora nulla sarebbe stato uguale a prima, compresa la sorte della Carrozzeria Touring, a cui si deve questa splendida coupé, destinata dopo meno di vent'anni ad un irrimediabile destino.

Nata dall'ottima matita di Felice Bianchi Anderloni, questa 6C coupé era bella, anzi bellissima, tanto bella da conquistarsi in quell'anno il concorso di eleganza Villa d'Este a Cernobbio.

E nel campo dell'1/43?

Poche, pochissime realizzazioni e, a parte un timido e poco riuscito die-cast di Fabbri (Alfa Sport Collection), prevalentemente speciali.
Ricordiamo la realizzazione della Western Models risalente alla metà degli anni '80 e questa Styling Model (altro marchio della più nota BBR) dei primi anni '90, peraltro realizzata anche in qualche livrea agonistica.

Praticamente fuori listino da tempo, la si trova ogni tanto (troppe poche volte, a dire il vero) sulle aste on-line a prezzi abbastanza importanti, come del resto recitava il listino dell'epoca: la Villa d'Este veniva venduta solo montata alla non trascurabile cifra di 250.000 Lire (circa 130 €... ma di 15 anni fa).

L'esemplare della recensione rappresenta la livrea più nota del modello: color champagne metallizzato (o light gold come lo definiva l'ottimo costruttore di Saronno) ovvero come l'esemplare esposto al Museo di Arese.

Vista laterale


Il modellino è costruito in resina di elevata qualità e tanti, tanti, tantissimi particolari fotoincisi e plastica di elevata fattura.
La verniciatura è impeccabile, doppio strato, ovvero tinta base e trasparente bi-componente come per le auto vere ma, soprattutto è posata in un modo tale che nessun particolare della linea risulta indefinito.

La linea laterale è magistralmente riprodotta e le enormi ruote fanno da piedistallo ad una carrozzeria che, a distanza di sessant'anni, stupisce ancora per la purezza e per la dinamicità che infonde. Ben definiti i due parafanghi che si estendono posteriormente e che danno un gioco di luci veramente realistico. Veramente ben riprodotto il contorno vetri, con una finissima fotoincisione, mentre meno riuscita la maniglia porta un po' grossolana. Tuttavia, nulla è stato tralasciato, neppure il blocchetto di chiusura dello sportello carburante.

Le ruote meritano un applauso dedicato, per quanto risultano veramente un capolavoro di rispondenza alla realtà.

Particolare delle ruote


Il giudizio del frontale, ripete le lodi espresse per la vista laterale, qui l'abbondanza e la qualità delle fotoincisioni è tale da renderla molto simile al vero.
Una lode particolare allo scudo, realizzato con una fotoincisione bombata che contribuisce a creare la giusta profondità.

Vista frontale


Inutile aggiungere altro sulla qualità di tergicristalli e contorno parabrezza. Anche qui, le profonde e ben definite scalfature del muso si possono apprezzare grazie all'ottimo stampaggio ma soprattutto all'eccellente stampo.

Vista posteriore


Posteriormente, si apprezza il contributo dato dall'abbondanza di gemme trasparenti, comprese quelle che sovrastano il portatarga fotoinciso.

Particolare dell'interno


Anche l'interno è ben curato, tuttavia risulta la parte meno rispondente alla realtà. Mi riferisco alla disposizione degli strumenti, che dovrebbe essere su due livelli intorno al piantone dello sterzo, e che invece qui risulta relegata al centro della plancia da due anonime decalcomanie. Anche il volante non appare così definito come avrebbe meritato di essere.

Particolare della plancia



In conclusione sono poche le critiche sollevabili a questo modello, forse l'ultima è quella di aver realizzato le parti nere con pennarello indelebile (sfugge agli occhi ma non all'implacabile obiettivo macro.
Rimane una riproduzione che non risente dei quasi vent'anni di vita per particolarità costruttiva, anche perchè probabilmente era avanti qualche anno rispetto alla concorrenza dell'epoca.

Singolare notare che dopo Styling Model nessun costruttore industriale (penso che nella serie "Le glorie Alfa Romeo" di Minichamps non sarebbe dovuta mancare) l'abbia realizzata e, solo a livello artigianale, l'unica attuale scelta è rappresentata dagli esemplari di SIMPLE GAMMA.

Un consiglio: Se vi dovesse capitare davanti, non perdetevela a priori, resterà sicuramente un buon investimento.


Gianluca 66

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