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Wolfgang Egger - Centro Stile Alfa Romeo




Autore: Marzia Gandini
Editore: Automobilia



Questo libro, stampato nel 2004 è stato scritto da Marzia Gandini sulla figura di Wolfgang Egger, giovane designer già affermato direttore del Centro Stile Alfa Romeo,

Il libro inizia con il ripercorrere le tappe che portarono all'attuale Centro Stile, raccontate da Ernesto Cattoni, uno dei primi e più illustri "stylist" che partecipò sin dal 1957, anno di fondazione. Si racconta la nascita delle berline Alfa, la cui progettazione vide sempre in sana concorrenza il Centro Stile con i carrozzieri esterni: da Pininfarina a Bertone.
Egger, nato in Germania nel 1963 entra in Alfa nel 1989 per uno stage, indirizzato da un suo professore dell'International College of Arts and Sciences di Milano. Inizia così una collaborazione che lo porta a contatto di tutti i reparti coinvolti nella definizione dello stile e dei tratti delle auto, dai bozzetti su carta alla lavorazione dei modelli in scala, passando per la lavorazione delle quote al computer, che sarà fondamentale nella carriera di Egger.



Dopo aver lavorato alla splendida concept car Nuvola (una vera affermazione di carattere in puro stile Alfa Romeo) gli viene proposta da de' Silva un'opportunità di lavoro alla Seat, dove i due riorganizzano l'intero reparto stile. Dopo aver assimilato importanti nozioni riguardo l'organizzazione e il gruppo di lavoro Egger ritorna al Portello durante la definizione della 147 GTA e della nuova 156. Partecipa al restyling della 166, parallelamente ai progetti per la 8C Competizione e per la Kamal, in cui dimostra la sua competenza durante l'arco di tutta la lavorazione.



Numerose foto, disegni e bozzetti corredano l'affascinante storia della vita e della carriera di Wolfgang Egger, con le ultime 12 pagine con numerose immagini esclusive in bianco e nero di "Una giornata al Centro Stile"

Testo in: italiano/inglese/francese
Tipo di copertina: rilegato
Pagine: 96
Formato: cm. 26x26
Foto: 108 a colori, 36 in B/N
Prezzo: € 28,00
Anno di pubblicazione: 2004

Recensione a cura di Emilius





Wolfgang Egger ed Ernesto Cattoni

Il commento di Carlitos



ERNESTO CATTONI


Pag.7 – “Era il 1951. Juan Manuel Fangio vinceva il suo primo Campionato del Mondo. Guidava l’Alfa Romeo GP 159. Io ero un ragazzino, vivevo in Svizzera dove eravamo fuggiti durante la guerra sognavo il rosso di quei bolidi italiani che erano l’orgoglio del nostro paese in anni così difficili.”

Pag.7-8 – “Si lavorava alla catena di montaggio undici ore al giorno, poi il sabato otto e la domenica cinque ore. Alla fine della settimana eravamo privi di forza, logorati, però sentivamo di appartenere a qualcosa di cui andare fieri, di contribuire alla realizzazione di un buon lavoro.

Pag.13 – “Dai conflitti, sempre accesi ma mai incontrollati, in cui poteva capitare di veder volare pezzi di lamiera e martelli, nascevano automobili migliori, soluzioni migliori. Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.

Pag.16-19 – “Ermanno Cressoni avviò una ricerca con l’obiettivo di identificare i tratti che rendevano un’Alfa Romeo inconfondibile, insistendo sull’importanza di consolidare una precisa e costante “alfaromeizzazione” dello stile. La risposta venne con la seconda Giulietta, …”

Pag.19 – “Oggi guardo al centro Stile diretto da Wolfgang e in molte cose ritrovo l’atmosfera dei miei primi anni al Portello. C’è un grande entusiasmo, un’attenzione profonda per il valore della carrozzeria, del marchio, del simbolo che l’Alfa Romeo rappresenta nel panorama automobilistico mondiale.


WOLFGANG EGGER


Pag.21 – “Egger aveva tre sogni da realizzare. Il primo era molto chiaro e netto: disegnare Alfa Romeo. Non automobili, Alfa Romeo. Il secondo era sposarsi e avere dei figli. Il terzo vivere sulle rive di un lago.”

Pag.73 – “Credo profondamente all’importanza della ricerca sui colori e sui materiali, soprattutto per un marchio come il nostro, che è sinonimo di qualità.All’Alfa Romeo, e in Italia in generale, possiamo contare su una tradizione artigianale di altissima qualità, su un bagaglio di materiali, ma soprattutto di tecniche di lavorazione e di stile, insostituibile.”

Pag.83 – Con questi presupposti Wolfgang Egger lavora oggi per il futuro prossimo della gamma, con un occhio particolare all’elemento che da sempre più apprezza, quello della sportività, declinata in rapporto alle caratteristiche essenziali di ogni segmento. Da quella scattante e aggressiva dei modelli di piccole dimensioni, al compromesso tra la comodità e le prestazioni delle berline e soprattutto delle station wagon, fino a quella più innovativa del SUV di lusso e magari, un giorno, di una nuova supercar estrema, fonte di emozioni e puro brivido Alfa Romeo.”









Ho riportato alcune frasi e foto tratte dal libro che ritengo importanti ed emozionanti, perché leggendo il titolo si potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad una serie di foto, disegni e biografia del Capo del Centro Stile Alfa Romeo, mentre invece ci si trova do fronte ad un bel libro, scorrevole, pieno di aneddoti emozionanti, un percorso che va dal 1957 ai giorni nostri, partendo da Cattoni ad Egger.
Ciò che più mi ha colpito è l’orgoglio dei lavoratori di una fabbrica (che purtroppo è ora solo un cumulo di macerie ferrose in attesa di far posto ad un centro residenziale o commerciale, come è stato per la sede del Portello) a tutti i livelli, dal Presidente al garzone di magazzino, così come mi ha colpito l’armonia e la goliardia che regnava tra i vari reparti, senza differenza tra tute blu e colletti bianchi, come in una grande famiglia. Certo allora le condizioni di lavoro erano quasi da schiavitù, eppure erano tutti felici e appunto orgogliosi di lavorare per l’Alfa Romeo.
Certo, pensare che queste scene, così appassionatamente descritte da Cattoni, appartengano al passato mette molta tristezza, anche se quello spirito ancora vive nel Centro Stile, grazie ad Egger, che ha saputo instaurare degli ottimi rapporti con i suoi collaboratori.
La seconda parte del libro è ovviamente dedicata al noto stilista tedesco, ma italiano di adozione.
Ciò che colpisce di quest’uomo è la sua grande passione per l’Alfa Romeo, perché fin da piccolo ha solo desiderato disegnare Alfa Romeo e ha realizzato (per nostra fortuna) il suo sogno. Non è cosa da poco, perché l’estro e la tecnica sono importanti per disegnare automobili affascinanti, ma dargli l’impronta Alfa Romeo senza cadere nella banalità, nella scopiazzatura di modelli passati (vedi Nuove MINI e MIURA), è ben più difficile. L’essenza di questo concetto è riscontrabile nella fantastica 8C, una vettura classica e moderna, che ricorda le Alfa del passato, mantenendo la sua orginalità. Una GT aggressiva come tutte le Alfa Romeo e al tempo stesso pulita, filante.
Stesso discorso vale per il SUV Kamal, una vettura totalmente fuori dagli schemi, qualcosa di nuovo eppure familiare. Sicuramente due modelli da produrre, non gli ultimi di una interminabile serie di occasioni mancate, erroneamente chiamate prototipi.
Una nota personale. Ho avuto occasione di scambiare due chiacchiere con Egger un paio di anni fa e mi sono trovato subito a mio agio, per la sua disponibilità e umiltà, un uomo semplice, allo sguardo sincero.
Chiudo complimentandomi con l’autrice del libro, Marzia Gandini, che ha fatto un lavoro meraviglioso, non banale. Anche le foto, soprattutto quelle in bianco e nero, sono bellissime.
Un libro che mi ha piacevolmente sorpreso e che consiglio vivamente agli Alfisti.

Alfa Romeo, una fiaba lunga un secolo, una storia non milanese, napoletana, italiana … ma mondiale!






Il Libro è disponibile presso la Libreria dell'automobile o ordinabile on line.




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