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Alfa Romeo 1750 GTV 1970 - Auto Art ref. 50101-50104
Recensione di Gianluca66


Un esemplare della vettura reale



La 1750 GTV è l'evoluzione della Giulia Sprint GT, a seguito dell'introduzione a listino della 1750 berlina, completamente rivista negli interni ma soprattutto caratterizzata dall'aggressivo frontale a doppi fari, oltreché per la potente versione del bialbero portato alla soglia dei 1,8 litri.

Nel panorama della scala 1/43, la 1750 GTV, è stata presentata soprattutto nella versione GTAm, nelle varie livree corsaiole, con delle referenze sia negli speciali (Provence Moulage) che nel die-cast (M4 e Progetto K).
In pratica esisteva un buco tra la produzione Giulia Sprint GT, ricca di riproduzioni speciali e non, e l'ultima versione 2000 GTV, felicemente colmato da questo modello del produttore di Hong Kong, per l'appunto Auto Art.

Questo modello colpisce soprattutto per lo sbalorditivo rapporto qualità prezzo, si tratta di un modello che non teme confronti psicologici con un modello speciale, ad un prezzo molto competitivo (il listino ufficiale predica $ 29,95 ovvero, al cambio attuale, poco meno di 20 €).

Il livello di dettaglio è tale che lo rende difficilmente distinguibile dalla sorella in scala 1/18 (sempre di Auto Art) se non fosse per la assenza di aperture.
Rimane comunque l'avantreno sterzante, cosa che la rende più unica che rara nel mercato 1/43.

I materiali utilizzati, sono quelli tipici della grande serie : zama per scocca e sottoscocca e plastica, tanta plastica sapientemente usata. Le referenze sono quattro: n° 50101 (rosso), n° 50102 (giallo ocra), n° 50103 (bianco) e n° 50104 (beige metallizzato).

Vista laterale



La linea appare molto azzeccata, con il classico assetto posteriore basso: nulla è stato trascurato, compreso il logo sul montante posteriore (tipico di questa serie) che però sulla colorazione ocra, forse la più caratteristica dell'epoca, sparisce un po'.
Incredibile la precisione del contorno vetri, in plastica cromata, di una finezza tale da fare dimenticare il livello di dettaglio a cui, le fotoincisioni, ci hanno ormai abituati.
Corretta anche la maniglia della portiera, giustamente incassata a filo carrozzeria.
La trasparenza dei vetri consente di vedere perfettamente l'interno, quasi fosse di acetato.

Vista di tre quarti anteriore



Il frontale, la parte più caratteristica del modello originale, appare ben realizzato e la finissima grigliatura della calandra, unita ai fari che non hanno quei perni antiestetici tipici della maggior parte dei die-cast, fanno sorvolare sullo scudetto un po' troppo prominente. Nella realtà infatti, lo scudetto dovrebbe essere leggermente sotto il bordo del cofano.

Vista di tre quarti posteriore



Di tre quarti posteriore, il modellino presenta un realismo fuori dal comune; i fari (di forma corretta) sono realizzati con cura maniacale: supporto cromato e gemme bicolore. Anche qui nulla è stato trascurato, neppure il faretto di retromarcia posto sotto il paraurti posteriore.
La forza di questo modello è proprio quella di catturare l'attenzione dell'osservatore che non mancherà di notare anche i più insignificanti dettagli, magari confrontandoli con fotografie d'epoca.

Dettaglio della ruota



Le ruote, ad esempio, sono di una definizione e di una precisione che lascia letteralmente a bocca aperta, a partire dalla scolpitura dei pneumatici fino a poter apprezzare i piccoli triangolini cromati sulla ghiera del coprimozzo... nulla è stato lasciato intentato.

Dettaglio del sottoscocca



Restando all'esterno, non capitava dall'epoca dei vecchi Politoys-M, di soffermarsi sul fondino.
Anche qui Auto-Art ha giustamente definito i particolari meccanici, non semplicemente stampandoli ma riportandoli in plastica: ottimo il ponte posteriore con il caratteristico differenziale in alluminio grezzo e la barra antiscuotimento, per non parlare di coppa olio, blocco del cambio, albero di trasmissione e impianto di scarico con relativi supporti alla scocca... incredibile!

Dulcis in fundo... l'interno; per pudore ho tralasciato di smontare il modello ma la tentazione è stata fortissima, da tanti (e tanto ben fatti) particolari si possono contare.

Dettaglio dell'interno



Un'unica foto, come un osservatore potrebbe guardarla ad un parcheggio o ad un salone, ci fa ammirare la zona posto guida dove la qualità dello stampaggio (e mi riferisco a plancia e sedili) e la precisione delle decalcomanie e dei particolari dipinti... suggerirebbero di alzare la maniglia, salirci e magari tentare di aprire il posacenere posto tra i sedili o impugnare la leva del cambio o accarezzare con la mano le rifiniture di legno della plancia o della consolle centrale.

Non ritengo necessario aggiungere altro se non una piccola critica da muovere alla verniciatura, la quale seppur di una spettacolare lucentezza, forse pecca di un eccessivo spessore che crea un fastidioso effetto "lecca-lecca" e maschera un po' certe definizioni della scocca.
Mi riferisco ai tagli porta e cofani o alla grigliatura sotto il parabrezza che, sparendo un tantino, ci riportano alla realtà 1/43... finora, personalmente, credevo di recensire un modello di scala superiore.

Rimane intatta l'ammirazione per questa azienda che è riuscita a dare così tanto al prezzo di un paio di modelli da edicola.

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