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AUTOMOBILE E’ FEMMINILE

Quando parliamo di automobile, usiamo un vocabolo abbastanza recente, comparso per la prima volta in Francia alla fine del XIX secolo, non come sostantivo ma come aggettivo di accompagnamento al termine “voiture”, solo più tardi il termine automobile divenne autonomo e, successivamente anche abbreviato in “auto”. Uno dei dilemmi che afflisse i linguisti francesi ed italiani fu in sostanza: l’automobile era da considerarsi maschile o femminile?
I francesi finirono con il considerarla femminile in quanto il termine “automobile” era stata accostato alla parola “voiture” che è femminile.
In Italia, fu Gabriele d’Annunzio a battezzarla al femminile e lo fece in una lettera di risposta al senatore Giovanni Agnelli che gli aveva posto l’annosa questione, scrivendo: “L’Automobile è femminile. Questa (ndr. si riferiva ad una Fiat 509 Torpedo) ha la grazia, la snellezza, la velocità di una seduttrice; ha inoltre una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza. Ma, per contro, della donna ha la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza”.

Pubblicità della Fiat 509
Dunque, l’automobile è femminile e lo è soprattutto in virtù del rapporto tra la donna e l’auto che risale agli inizi del secolo scorso e che iniziò con l’utilizzo della figura femminile nel messaggio pubblicitario che, non solo veicolava la modernità del prodotto (l’emancipazione della donna era una delle battaglie degli avanguardisti del nuovo secolo), ma voleva anche trasmettere un messaggio di tranquillità “svuotando” l’auto dal concetto di pericolosità in essa insito. Le cronache di quegli anni sono piene di notizie di donne pilota che non si accontentarono di guidare vetture da turismo ma, dimostrando di essere coraggiose quanto gli uomini, si distinsero per perizia e ardimento nelle corse automobilistiche.

La Baronessa D'Avanzo alla Targa Florio
Una veterana dei piloti del gentil sesso è senza dubbio Maria Antonietta Avanzo Bellan che, nel 1921 vinse la Coppa delle Dame su un’Alfa Romeo 20-30 ES. La rivista inglese Autocar così la descrisse in un articolo sulla 13a Targa Florio del 1922: “Tra i concorrenti della classe di 4600 cmc., la baronessa Avanzo con una rossa Alfa Romeo, in abito rosso, cappello rosso e lungo velo rosso svolazzante…”. Una sciarpa svolazzante, finita negli ingranaggi di un’automobile diventò il cappio che uccise Isadora Duncan, la danzatrice moglie del poeta Esenin.
Con il passare del tempo il rapporto donna-automobile è diventato sempre più stretto anche se difficile da indagare, ma, è statisticamente provato, che la donna guida come un uomo, anzi meglio e che è la donna a scegliere, in definitiva, il modello e il colore dell’auto di famiglia. Nel 1962, nacque la prima rivista nel mondo per le donne automobiliste: “Donne al Volante”, in cui i servizi si alternavano dai motori alle ricette di cucina, dalle novità alle storie tinte di rosa, ma non riscosse un grande successo. Anche il cinema ha proposto donne al volante che usano la loro auto per anticipare chi sono e per narrare episodi ridicoli o drammatici come in “Thelma e Louise” dove la macchina è l’assoluta protagonista, compagna di libertà e complice di tragedia. Ma qualsiasi sia il suo utilizzo, la donna non dà all’auto un valore di status symbol, tipico invece della cultura maschile e se l’atteggiamento “culturale” delle automobiliste un tempo era considerato con sufficienza e trascurato dall’industria, oggi comincia ad avere la sua rivincita.
Nell’industria automobilistica, il contributo che la donna ha dato con il suo lavoro negli uffici e sulle catene di montaggio è stato significativo anche se non sempre valorizzato quanto quello dei colleghi maschi. Se sfogliamo le pagine dei numerosi libri scritti sull’Alfa Romeo, di donne non ne troviamo, almeno che non si tratti di donne piloti, eppure ogni presidente, progettista e tecnico è stato assistito e supportato da donne che hanno lavorato con competenza, dedizione e orgoglio di appartenenza ad un marchio glorioso, contribuendo a costruire, giorno dopo giorno, il mito Alfa.


Il portale dedicato da Alfa Romeo alla donna inaugurato l'8 marzo 2008


Elvira Ruocco

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