lunedì 14 febbraio 2005

Fiat-GM: divorzio consensuale

Alessandro Lago

"Accordo raggiunto tra Fiat e General Motors". Cosi titoleggia il comunicato ufficiale. E così finisce dopo cinque anni una delle più travagliate alleanze dell'industria automobilistica mondiale.

Per risolvere il master agreement siglato nel 2000 da Paolo Fresco e Paolo Cantarella con il beneplacito dell'Avvocato, il Gruppo americano dovrà sborsare 1,55 miliardi di Euro, riconoscendo cosi un valore alla tanto discussa put option, ovvero al diritto di Fiat spa, esercitatile dal 2004, a vendere l'intero comparto auto alla GM. Quindi cancellazione della put ma anche scioglimento di tutte le joint-venture e la restituzione a Fiat della partecipazione del 10% di GM in Fiat Auto Holdings. Ovviamente qualche sacrificio spetta anche al Gruppo torinese e, in particolare, GM acquisirà una quota del 50% dello stabilimento polacco dove vengono prodotti i modernissimi motori 1.3 Multijet, ma anche il 50% della relativa proprietà intellettuale. In altre parole da adesso si dovrà parlare del Multijet come motore italo-americano, con buona pace degli Ingegneri del Centro Ricerche Fiat che per tanti anni hanno lavorato al suo sviluppo. GM condividerà inoltre la proprietà tecnologica dei JTD Fiat prodotti nello stabilimento italiano di Pratola Serra (i 1.9), ma non potrà produrli al di fuori dell'Europa. Quanto alle sinergie in atto a livello di piattaforme (si pensi a quella della nuova Croma in comune con l'Opel Signum o a quella dell'Alfa 157/Brera, in comune con la Saab 9-3 e l'Opel Vectra), l'impegno è quello di continuare lo sviluppo congiunto delle stesse.

Sulla carta sembrano tutti contenti. Fiat intascherà un bel gruzzoletto cash - anche se non è certo un complimento che qualcuno sia disposto a pagare un sacco di soldi pur di non comprarti - rimarrà 100% italiana e questo garantirà, secondo Marchionne, "tutta la necessaria libertà per sviluppare il Settore Auto". GM dal canto suo è riuscita a non accollarsi un'azienda piena di debiti che avrebbe rappresentato un fardello insostenibile viste e considerate le difficoltà finanziarie che stanno vivendo anche a Detroit. Nello stesso tempo è riuscita ad accaparrarsi lo sfruttamento della tecnologia JTD che, detto senza giri di parole, forse era l'unica cosa che interessava di Fiat agli americani.

La Casa italiana probabilmente non poteva uscirne meglio e soprattutto con il portafoglio così pieno. Giusto quindi festeggiare, ma bisogna pensare da subito al futuro che si prospetta tutt'altro che roseo. Si torna a parlare di prodotto, quest'anno ci sono ben quattro nuovi modelli, ma il mercato sta registrando una contrazione senza precedenti e la competizione si fa sempre più agguerrita. E Fiat dovrà riuscire a tirare avanti da sola, con un bel pò di debiti ancora sul groppone e con poche possibilità di trovare, almeno nel medio periodo, un nuovo partner...

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