sabato 17 dicembre 2005

Eppure per la Cgil l'azienda va bene. I sindacati frenano in vista delle Olimpiadi

A. A.

Sti sindacati sono un pochino strani. L'ad della Fiat, Marchionne, batte cassa allo Stato e minaccia di mettere in mobilità oltre 500 dipendenti (lunedì si incontrerà con il ministro Maroni) e la Cgil fa capire il contrario. Come ha fatto capire ieri il numero uno della più popolosa organizzazione sindacale: Guglielmo Epifani. Leggere per credere: "La Fiat sta riprendendo quote di mercato, ha fatto buoni investimenti, ha risanato un pò i conti. Adesso c'è un problema relativo agli impiegati che va affrontato con grande saggezza". Ma come? I vertici Fiat pretendono la mobilità, un modo per dire che le cose non vanno poi molto bene, ed Epifani racconta che l'azienda è in salute? Loro, i sindacati, che appena qualcuno vuole licenziare un lavoratore fanno picchetti ed indicono scioperi a manetta, ora non sembrano preoccupati dell'andazzo a Mirafiori. Certo, Epifani si raccomanda che la Fiat "non licenzi nessuno", ma naturalmente il governo "deve affrontare la situazione con gli ammortizzatori sociali". Perchè di fronte a tante crisi - ha detto Epifani - in assenza di capacità di sviluppo l'ammortizzatore sociale aiuta i lavoratori". Ergo: ai sindacati va benissimo la mobilità, lunga o meno che sia. E non hanno voglia di far casino questa volta. Quasi non volessero dare fastidio alle Olimpiadi di Torino. Da qui si capiscono anche le morbide dichiarazioni della Cisl di Pezzotta e della Uil di Angeletti di fronte alla querelle Fiat-governo. Resta però il dubbio che la Triplice stia aspettando "il passo falso" del governo. Perchè ci viene il sospetto che se il governo non concederà la mobilità ai lavoratori, scatterà lo sciopero. Per i sindacati lo sforzo che deve fare la Fiat nel rispetto delle proprie risorse umane non sembra essere una priorità. Tocca allo Stato dare.