Alfa Romeo, nasce la factory del Portello. In vendita la Giulia della Parigi-Pechino




La Scuderia del Portello allarga gli orizzonti per agganciare tutto il mondo degli appassionati del marchio Alfa Romeo. Dalla consulenza al restauro, dalla preparazione ai ricambi, dalle gare in pista alla regolarità, dal noleggio alla vendita. Ogni esigenza che coinvolga un alfista, il Portello sarà in grado di risolverla grazie a esperienze ultratrentennali al top in ogni settore dell’automobilismo d’epoca. Le auto della Scuderia hanno gareggiato in tutto il mondo mietendo successi ovunque. Dal Messico all’Australia, dall’India all’Africa, dalla Mille Miglia alla Targa Espanha, dal Tour auto ai circuiti di Goodwood, Spa, Monza o Montecarlo. Soci in tutti i continenti, assistenze personalizzate, grandi motorhome e camion-officina a disposizione.

Tra le innumerevoli proposte, il Portello mette in vendita anche dieci vetture della sterminata collezione. E tra queste, anche la Giulia TI con la quale il vostro cronista disputò quattro anni fa la sesta edizione della Pechino-Parigi. Un’auto solida e affidabile che affrontò con baldanza i 13 mila chilometri e le cinque settimane ininterrotte di gara, nel rally per auto storiche più impegnativo del mondo. C’erano alla partenza 106 concorrenti, tutti con macchine agguerrite e ultra preparate per affrontare il nulla della Mongolia, le steppe della Siberia, gli sterrati dell’Europa orientale e le Alpi. La nostra Alfa ottenne la medaglia d’oro per aver sempre rispettato percorsi e tabelle di marcia (riconoscimento ottenuto soltanto da 16 equipaggi); si classificò al tredicesimo posto assoluto; seconda di categoria; e soprattutto si piazzò davanti agli altri sette concorrenti italiani e alle altre quattro Giulia tutte super potenziate.

A bordo c’eravamo io e mia moglie, “rallisti per caso” ma con alle spalle tanti vagabondaggi in auto storiche. Avevamo chiesto al Portello un’auto più originale possibile, a cominciare dal serbatoio. Tanti ricambi, tutta la sicurezza necessaria (compreso un parabrezza anteriore in plexiglas), l’olio giusto e un motore già rodato. In gara esaurimmo già agli Urali la scorta di ammortizzatori, cambiammo le pastiglie dei freni in Europa e a San Martino di Castrozza il “mago” Alberto Spotti, venuto a controllare lo stato della vettura prima del balzo finale verso Parigi, constatò che non c’era proprio bisogno di nulla e - per scrupolo - cambiò solo le candele.

Ora questa Giulia entra a far parte (con la sua immutata livrea Pechino-Parigi) della lista “Vendite” del Portello. Ovviamente ci dispiace un po’, ma speriamo che finisca nella disponibilità di qualche appassionato Alfa capace di farla nuovamente gareggiare e primeggiare. Noi abbiamo messo nella vetrinetta dei ricordi una fedele riproduzione di questa formidabile Giulia. Un altro dei servizi (questo delle mini auto da collezione) che il Portello è in grado di esaudire a richiesta...


Fonte: https://www.repubblica.it/motori

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