Alfa Romeo di Mussolini: al via il restauro della sua 6C 1750 SS




La storia dice che domenica 24 aprile 1932, mentre era diretto a Ostia al volante di un’Alfa Romeo 6C 1750 Gran Turismo, Benito Mussolini superò la Lancia Astura sulla quale viaggiava Claretta Petacci, che da lì a poco sarebbe diventata sua amante.

La 6C guidata in quell’occasione non fu l’unica per il Duce, che il 13 gennaio 1930 ricevette una 6C 1750 Super Sport, ritrovata dal noto restauratore inglese Thornley Kelham dopo anni di scarsa (se non assente…) manutenzione. Il suo aspetto parla da solo, ma l’auto tornerà alle condizioni originali grazie al restauro cui sta lavorando Kelham.

Da Roma all’Eritrea

La Alfa Romeo di Mussolini, la 6C 1750 SS viene acquistata per 60.000 lire e rimane in suo possesso almeno fino al 29 aprile 1931, quando il Duce – grande appassionato di auto – fece da apripista al Radio Raduno Automobilistico Internazionale, una sfilata con partenza dalla Via del Mare ad Ostia. Nella storia della Alfa Romeo di Mussolini c’è un “buco” di 6 anni, durante i quali fu allestita da gara, perché il 21 marzo 1937 fu acquistata da Renato Tigillo e poco dopo spedita in Eritrea (all’epoca colonia italiana), dove partecipò ad alcune gare. Successivamente arrivò negli Stati Uniti, dove ricevette una nuova mascherina.

Un’auto, un mito

L’Alfa Romeo 6C è una famiglia di auto fra le auto più importanti della storia, costruita dal 1927 al 1950 e personalizzata da tutti i più importanti carrozzieri dell’epoca, compresi Castagna, Ghia, Pinin Farina, Touring e Zagato. Tutte hanno il motore 6 cilindri, dal quale prende il nome, con cilindrata dai 1.500 cc delle prime versioni ai 1.750 cc delle ultime.








Fonte: autoappassionati.it

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