Alfa Romeo 33/3: 50 anni di vita per il biscione da corsa

Mezzo secolo di vita per una delle auto da corsa più celebri della storia. L'Alfa Romeo 33/3, ancora oggi, affascina per storia, linea e sound.




L'Alfa Romeo 33/3 spegne le 50 candeline, dopo aver raggiunto il mezzo secolo di vita. Una storia importante, che si lega alla tradizione sportiva del marchio. Quando si parla di Alfa Romeo, del resto, non si può prescindere dal suo leggendario passato nel motorsport.

La casa del "biscione" ha una tradizione nobile nel mondo delle corse, che l'ha vista come grande protagonista in passato, anche se oggi le strategie aziendali hanno preso altre pieghe.

Il modello di cui ci stiamo occupando, dal peso inferiore ai 700 kg, fece il suo debutto in gara alla 12 Ore di Sebring del 1969, con un esito infelice in termini di classifica. La spinta era assicurata da un motore V8 di 3 litri con 425 cavalli all'attivo, le cui melodie inebriavano il cuore e il cervello dei piloti e del pubblico. Emozioni indescrivibili, che profumavano di passione.

Sue rivali dell'epoca erano la Ferrari 312 P e la Porsche 908: due auto che non hanno bisogno di presentazioni. Nella stagione di esordio, un incidente durante una sessione di test sottrasse alla vita, in modo prematuro, il pilota Lucien Bianchi, durante le prove della sfida della Sarthe, quando la sua auto uscì di strada, colpì un palo del telegrafo e andò a fuoco.

Quel drammatico epilogo stese un velo di lutto sulla squadra, spingendo la casa milanese a saltare la 24 Ore di Le Mans del 1969. Due le vittorie raccolte nel corso dell'anno, ma in gare di basso lignaggio. La stagione fu infelice su tutti i fronti, come testimonia il settimo posto raggiunto a fine campionato in classifica generale, con appena 3 punti in cassa, contro i 45 della Porsche, dominatrice della serie, e i 25 della Ford, giunta seconda.

Anche nel 1970 l'Alfa Romeo 33/3 dovette cedere al primato sportivo della Porsche 917 e alle performance della Ferrari 512, ma con buoni piazzamenti, a sigillo del suo valore, testimoniato dal secondo posto in classifica piloti messo a segno da Andrea De Adamich ed Henri Pescarolo. Fra i costruttori, invece, Alfa giunse terza, con 10 punti, alle spalle di Porsche (63 punti) e Ferrari (37 punti).

Lo spessore del modello emerse meglio l'anno successivo, quando gli interventi evolutivi ne migliorarono la grinta, anche grazie all'accresciuta potenza. I risultati brillanti non mancarono, come il successo alla Targa Florio con Nino Vaccarella e Toine Hezemans e alla 1000 km di Brands Hatch con Andrea de Adamich ed Henri Pescarolo. L'Alfa fu seconda in campionato, con 51 punti, contro i 72 della Porsche, leader della serie. Terzo posto per Ferrari, con 26 punti. Fu il canto del cigno per lei, poi la palla passò alla 33/12.

L'esemplare che vinse la Targa Florio è tornato in Sicilia in anni recenti, per partecipare ad eventi di grande spessore, degna cornice della sua magia: la rievocazione storica della Monte Pellegrino e la stessa Targa Florio celebrativa, ritrovando il suo vecchio cavaliere: Nino Vaccarella.


Fonte: autoblog.it

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