Alfa Romeo Spider, piacere di guida made in Italy

Seducente nelle linee e con una meccanica raffinata, la Spider ha le giuste caratteristiche per conquistare i cuori degli alfisti, e non solo…




Negli anni novanta l’Alfa Romeo produce la Spider, una vettura degna del periodo d’oro della Casa di Arese. E i richiami al passato si possono scorgere nel design - sviluppato in collaborazione con la Pininfarina - caratterizzato da linee cuneiformi e doppi fari anteriori dal piccolo diametro. Andando oltre l’aspetto meramente stilistico, se il frontale dell’auto risulta innovativo grazie all’impiego (per cofano e parte dei parafanghi) di KCM, speciale materiale composito, la scocca rinforzata nella zona longheroni ha un grado di rigidezza fra i più elevati della categoria. Salendo a bordo, l’abitacolo essenziale ha tutto quello che uno sportivo può desiderare: strumentazione chiara, sedili ben profilati e buona possibilità di regolazione. La plancia ampiamente imbottita e avvolgente, sebbene strutturata in stile moderno, evidenzia inoltre alcuni elementi che possono ricordare le famose Alfa del passato. Per esempio, sul cruscotto principale ci sono due grandi strumenti circolari e, sulla consolle centrale, due piccoli indicatori abbinati a un orologio analogico.

Meccanica raffinata. Fin dal debutto, nel 1994, la nuova sportiva italiana può contare su due motorizzazioni: un twin spark 2 litri-16 valvole da 150 cv e un V6 3 litri, in grado di sviluppare una potenza di 192 cv. A livello tecnico spicca l’inedita geometria delle sospensioni posteriori. Il retrotreno a bracci multipli della Spider sfrutta tutte le potenzialità della progettazione computerizzata. Le sospensioni a bracci multipli consentono infatti la più ampia libertà di messa a punto, in base ai suggerimenti dei collaudatori Alfa, da sempre fra i “clienti” più difficili da accontentare. Il Multilink Alfa Romeo modifica l’assetto delle ruote posteriori in modo ottimale nelle fasi critiche della frenata, del rilascio dell’acceleratore, della brusca correzione con lo sterzo. In tutti questi frangenti, i diversi bracci, opportunamente dimensionati e imperniati, riescono ad adattare la convergenza e la campanatura delle ruote, per garantire la tenuta di strada ottimale. Successivamente, una serie di aggiornamenti di “forma” e di “contenuto” (ovvero nel listino/motorizzazioni) contribuiranno ad estendere la carriera della Spider fino al 2006.

La prova di Quattroruote. L’atteso “twin spark” passa l’esame su strada con una valutazione soddisfacente. Stando a quanto riportato dal “nostro” giornalista, un motore così non poteva che essere Alfa e perciò si può anche dimenticare qualche esitazione sotto i 3500 giri.Superata tale soglia dà il meglio di sé, raggiungendo in un attimo la soglia dei 7000 giri con la giusta rabbia e personalità. I suoi 150 cv sono sicuramente alla portata di altri due litri 16 valvole, ma quello che più conta è come vengono offerti: potenza e brillantezza sono sottolineate da un’accentuata sonorità, che sembra quasi provenire dal passato. Questo motore viene definito come uno dei migliori della categoria. Ma oltre alle prestazioni conta molto il comportamento dinamico. Nel caso dell’Alfa c’è un neo: conciliare i vantaggi del tutt’avanti con la personalità delle trazioni posteriori. Un punto a vantaggio della Spider è però rappresentato dal fatto che non sottosterza troppo, non si alleggerisce sotto coppia e mantiene un buon controllo delle traiettorie.

La quotazione attuale. La valutazione attuale di una Spider 2.0 twin spark (1994-2003) può variare da un minimo di 2000 euro a un massimo di 6000 euro. Un range che aumenta rispettivamente a 3000 e 9000 euro per la 3.0 V6 (1994-2003). Se invece si prende in considerazione la 3.2 V6 24V (2003-06) i prezzi indicativi vanno dai 3500 ai 10500 euro.

Diteci la vostra. E voi, cosa ne pensate della Spider? All’interno della sua categoria, l’avreste scelta oppure avreste preferito un modello di un altro marchio? Ancora: rimanendo in casa del Biscione, Spider o GTV? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto. Infine, se avete una storia interessante sul suo conto, potete scriverci una mail all’indirizzo di posta redeazione@ruoteclassiche.it












Fonte: ruoteclassiche.it

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