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Alfa Romeo P3: un esemplare all’asta Bonhams del Goodwood Festival of Speed

La leggendaria monoposto progettata da Vittorio Jano, portata in gara nel 1935 da Richard Shuttleworth, sarà protagonista all’evento di Goodwood. Quotazione: fra 4,5 e 5 milioni di sterline.




Cos’era il “Cavallino rampante”… prima del “Cavallino”? La lunghissima avventura imprenditoriale di Enzo Ferrari è ben conosciuta fra gli appassionati di storia dell’automobile. Del resto, non occorre essere esperti per sapere che, ben prima di assumere il ruolo di capitano d’industria, il “Drake” di Maranello si formò una vasta esperienza, umana e sportiva, nel settore delle competizioni. Se, infatti, il marchio Ferrari ha celebrato nel 2017 il settantesimo anniversario dalla fondazione, lo scudetto in Giallo Modena con il Cavallino rampante in primo piano aveva campeggiato per diverse stagioni, negli anni precedenti la Seconda Guerra mondiale, sulle vetture della Scuderia Ferrari. Il sodalizio creato dallo stesso Enzo Ferrari, stante il successivo abbandono “ufficiale” di Alfa Romeo dalle competizioni, venne reso di fatto “braccio sportivo” del Biscione nelle corse.

Una delle prime vetture che Alfa Romeo produsse dietro espressa richiesta della gestione sportiva Ferrari fu, nel 1932, la Alfa Romeo Tipo B, dai più conosciuta come “P3” e progettata da Vittorio Jano.

Evoluzione della precedente “Tipo A” realizzata – sempre dal tecnico torinese – nel 1931 e che si caratterizzava per la particolarità del posto guida centrale e dell’albero di trasmissione sdoppiato (escamotage che permise di ottenere una “seduta” del pilota più bassa e, dunque, un baricentro più favorevole) e, filologicamente, erede della altrettanto leggendaria P2 che regalò ad Alfa Romeo fama mondiale nei Gran Premi (dal 1924 e 1925, con la conquista di altrettante corone iridate, fino al 1930, all’epoca della ultima versione), Alfa Romeo P3 è rimasta nell’immaginario collettivo degli enthusiast di “cose sportive” per la epica vittoria di Tazio Nuvolari al GP di Germania del 1935, l’”impresa” del Nurburgring che vide la ormai anziana e – in confronto alle monoposto tedesche – superata P3 di “Nivola” trionfare sulle rivali Auto Union e Mercedes, e davanti agli attoniti gerarchi della Germania nazista.

Fra le stagioni precedenti e le gare successive al successo di Nuvolari al Nurburgring, Alfa Romeo P3 tagliò per prima il traguardo in altre 45 gare, guidata fra gli altri da Giuseppe Campari e Bacunin Borzacchini, Rudolf Caracciola e Louis Chiron, Luigi Fagioli ed Achille Varzi, Guy Moll e Carlo Felice Trossi, Carlo Pintacuda e Pietro Ghersi, Antonio Brivio, Franco Cortese e Renato Balestrero: dal Gran Premio d’Italia 1932 (al debutto, con lo stesso Tazio Nuvolari) al Meeting di Brooklands, in conclusione dell’annata sportiva 1935 (e prima di “cedere il testimone” alla 8C 35 ed alla successiva 12C), con al volante il driver britannico Richard Shuttleworth.

La monoposto Tipo B di quest’ultimo si prepara a tornare, dopo più di ottant’anni, protagonista di uno dei grandi eventi dedicati agli appassionati di auto storiche di grande prestigio. È la Alfa Romeo P3-Tipo B contrassegnata dal numero di telaio 5007 (o 50007) che, nei prossimi giorni, assumerà un (meritato) ruolo di Primadonna fra le “regine” attese all’asta Bonhams in programma al Goodwood Festival of Speed 2018, kermesse che aprirà al pubblico giovedì 12 luglio per concludersi domenica 15.

Di particolare rilievo – tuttavia perfettamente in linea con l’assoluto pedigree portato in dote – la quotazione che accompagna la P3 “ex-Shuttleworth”: gli esperti Bonhams contano di raggiungere una cifra di vendita nell’ordine di 4,5 – 5 milioni di sterline.

Del resto, questa P3, nelle mani di Richard Shuttleworth (pilota di auto da corsa e di aerei), oltre ad avere riportato la vittoria al Meeting di Brooklands, nella stagione 1935 ottenne altri successi, fra i quali quello alla celebre cronoscalata di Shelsley Walsh ed al GP di Gran Bretagna che si svolse sul circuito di Donington.

Autentica pietra miliare nella storia (sportiva e di immagine) per Alfa Romeo e per la Scuderia Ferrari, la P3 – Tipo B venne progettata da Vittorio Jano con motore otto cilindri in linea, sovralimentato. Durante la propria carriera agonistica, la cilindrata aumentò: 2,6 litri (2.654 cc) nel 1932, 2,9 litri (2.905 cc) nel 1934, e 3,1 litri (3.165 cc) nella versione finale. Caratterizzata dall’adozione di sospensioni di tipo a balestra, la P3 venne, con gli anni, aggiornata anche relativamente alla trasmissione: inizialmente dotata di cambio a tre rapporti, fu dal 1934 equipaggiata con una scatola a quattro rapporti.


Fonte: motori.it

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