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Esperimenti su cavie umane delle Case tedesche? Ecco il documento sotto accusa




Un altro scandalo corollario del dieselgate, un di cui inquietante che getta nuove ombre sulla condotta dei costruttori tedeschi nell'ambito della vicenda pi grave che abbia mai toccato l'industria automobilistica: cos che appare, dalle prime rivelazioni del New York Times, l'affaire dei test sulle scimmie condotti nel 2014 dall'EUGT. Esperimenti effettuati ad Albuquerque, New Mexico, che sarebbero stati seguiti, secondo la Stttgarter Zeitung, da altri - portati avanti in Germania, ad Aquisgrana - su un protocollo simile, che per avrebbe coinvolto, come cavie, 25 esseri umani. La ricerca dell'EUGT si sarebbe svolta presso una clinica collegata all'Universit tedesca e avrebbe interessato anche persone "giovani e in salute", cui sarebbero stati fatti respirare i fumi di scarico.

Per tutelare i lavoratori. Questa seconda ipotesi, per, stata smentita in serata dalla stessa Universit di Aquisgrana, che in un comunicato ha precisato che i test sui gas di scarico eseguiti sulle persone sono stati realizzati per verificare la sicurezza delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell'industria dell'auto. "Lo studio sulle emissioni di diossido di azoto", sottolinea in una nota il policlinico universitario, " stato autorizzato dal comitato etico dell'ateneo". "Questi test", ha spiegato Thomas Kraus, direttore dell'istituto di ricerca, "non avevano nulla a che fare contenutisticamente con la questione del dieselgate, n avevano alcun collegamento con gli esperimenti fatti sulle scimmie citati dal New York Times".

Le modalit del test. I soggetti, 19 uomini e 6 donne, sono stati sottoposti alle esalazioni di NOx per tre ore al giorno, un giorno a settimana, per quattro settimane di seguito. Nel corso del test, i soggetti pedalavano anche per 10 minuti ogni ora, per aumentare il ritmo respiratorio. "Il carico a cui sono stati sottoposti i protagonisti della sperimentazione (compreso tra 0,01 e 0,05 parti per milione di NOx) era inferiore rispetto ai livelli di concentrazione che si possono riscontrare in tanti posti di lavoro in Germania", prosegue la nota. "E in conformit con questo, nessuno ne stato danneggiato". Lo studio, commissionato nel 2012, stato condotto fra il 2013 e il 2014, dunque prima dell'affaire dieselgate, e i dati sono stati pubblicati nel 2016 (qui il testo originale). Dopo quattro settimane in ognuno dei 25 partecipanti stata analizzata la funzionalit dei polmoni e sono stati misurati i segnali spia dell'infiammazione in sangue, secrezioni nasali, saliva e respiro, senza rilevare anomalie.

La condanna dei costruttori. Tornando alle accuse sui test condotti sugli animali, formalmente, le tre Case tedesche chiamate in causa - Volkswagen, Daimler, BMW - hanno preso le distanze da quanto accaduto nei laboratori: la Germania dell'auto ha condannato compatta le metodologie seguite dall'ente di ricerca, affermando di non essere a conoscenza del ricorso agli animali (dieci esemplari di macaco, nella fattispecie) nei laboratori.

Lo scopo dei test. Troppo poco per arrestare quest'ennesima valanga. Anche perch, come aveva ormai scritto la testata americana, l'EUGT era stato fondato nel 2007 dalle tre aziende e finanziato unicamente con fondi delle stesse. Allo scopo - questo il j'accuse di fondo del lungo dossier - di confutare le crescenti evidenze sul potere cancerogeno degli NOx, i famigerati ossidi d'azoto. Ormai nell'imminenza di quel 18 settembre del 2015, quando, con la notifica di violazione del Clean air act, venne definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora del dieselgate.

La punta dell'iceberg. Lo scoop firmato dal giornalista del New York Times Jack Ewing porta alla luce solo la punta dell'iceberg. Anche questa vicenda - come quella del cartello tra i gruppi automobilistici tedeschi, svelata da Der Spiegel lo scorso luglio - destinata a ulteriori sviluppi e conseguenze: lo conferma la decisione del cda del gruppo Volkswagen di avviare un'indagine interna sui meccanismi che hanno generato questo ennesimo corto circuito, iniziativa annunciata anche dal gruppo Daimler.

La reazione del governo. "Far tutto il possibile per assicurare che la materia venga investigata nel dettaglio", ha dichiarato il presidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen Hans Dieter Ptsch. "Chiunque ne sia responsabile dovr affrontare le conseguenze". Anche perch Berlino non mai stata cos lontana dalla sua industria automobilistica. Lo dimostrano le parole scelte dal portavoce del governo, Steffen Siebert, nella conferenza stampa di questa mattina: "Test sulle scimmie o addirittura sulle persone non sono eticamente giustificabili e sollevano questioni critiche su chi li ha disposti".

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