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Cinque lustri fa, Confronto: ES30 Vs E30, ovvero Alfa Romeo SZ Vs BMW M3

Parallelo azzardato, tra cattive ma amate sportive due porte dautore concepite a fine anni Ottanta. Poco diffuse, ma rimaste nei cuori: lultima Alfa a trazione posteriore del secolo scorso e la tedesca che ha consacrato il brand M per BMW




Mettiamo a confronto un po azzardatamente due vetture sportive per molti divenute oggetti sacri, modelli venduti (quasi) normalmente in concessionaria nel medesimo periodo, fino a inizio anni Novanta, oggi sempre capaci di calamitare molta attenzione gi da lontano. Una bella alternativa, allora come oggi, poter scegliere tra le due. Auto sviluppate su base di note berline dei rispettivi costruttori, ma dalla forte impronta corsaiola, con cattiveria al limite della pericolosit, se non se si sappiano gestire a fondo durante certe fasi di guida. Pur se il costo carburante non era un problema, si trattava di auto solo per chi poteva. Economicamente, con prezzi listino molto alti rispetto alle sorelle pi normali, ma anche perch difficilmente potevano essere prime vetture, salvo voler recitare la parte del brillante automobilista votato alla sportivit con qualche sacrificio. Europee, casualmente entrambe con il numero 30 nella propria nomenclatura modello, motore davanti e trazione dietro, due portiere con possibilit di variante aperta, cavalleria superiore ai 200 CV Ma tecnica motoristica, stile e anche sensazioni sono differenti, per Alfa Romeo SZ e prima BMW M3.

Stile & Immagine

SZ ****. Vistosa, parecchio e volutamente, persino ingombrante al primo impatto nei suoi 4,06 metri di lunghezza per 1,3 di altezza e 1,73 di larghezza. Merito delle forme dategli dalla carrozzeria Zagato, taglienti e muscolose al contempo. Indiscutibilmente personale, al debutto anche troppo secondo molti, fortemente sportiva, sonoramente Alfa e indubbiamente rossa. Solo tale era il colore, proposto al limitato target dei 1036 possessori (tante ne sono state prodotte, dal 1989). Non esistono curve o quasi osservandola da lontano, dove la vista laterale impressiona per lo sbalzo di un muso basso a contrasto del resto, tra cui cerchi 18 e tetto nero; sagome dal taglio molto netto, nel lungo cofano ma soprattutto nel corto posteriore, che chiude quasi verticale. Nulla a che spartire con le altre Alfa Romeo del periodo, tanto meno con la rivale M3. Con SZ si prende una rarissima coup dal sapore intenso di quegli anni, che pu non essere elegante o gradita a tutti, ma certo ancor oggi unica.

M3 ***. La tedesca molto meno fantasiosa, certo oggi interessante per quel che rappresenta ma molto vicina nei tratti base alle berline BMW Serie 3 del tempo, contrariamente allunicit pi rara della rivale tricolore, ricercatamente e un po futuristicamente (al tempo) coup. pi pulita, razionale, semplice, in parte anche datata alla percezione visiva, la tedesca. Le forme base squadrate e i dettagli non la premiano troppo. Simil berlina e anche pi alta, di sette centimetri, esteticamente distanziata per fascino dalla SZ e anche meno ricercata, nei gruppi ottici (frontali a quattro fari contro sei, posteriori a due elementi contro lampia barra orizzontale SZ) nelluniformit di tinta, su tutte le superfici e nei cerchi. Dalla sua, salvo essere amanti del marchio, giusto la maggiore variet colori in gamma e una serie di correzioni aerodinamiche gradite per uso sportivo (spoiler e minigonne, ad esempio) secondo le versioni seguitesi nei sette anni di carriera.



Ergonomia & Vivibilit

SZ **. Avete presente le coup premium da 4 metri di oggi? Scordatevele, qui ci si sta stretti e avvolti, specie se di corporatura sopra la media. Manovrare i comandi, primari o accessori, non ha un granch di simmetrico anche se si fa tutto. Il volante ampio, al contrario del devio luci. A centro plancia le manopole clima, con qualche interruttore posto anche tra leva cambio e freno di stazionamento. Litaliana pi fantasiosa, ma qui forse non un vantaggio, esserlo anche internamente. La visibilit non eccelsa, come anche la lettura dei valori sui tre elementi circolari della strumentazione Veglia. Dulcis in fundo (in senso ironico) alzare il cofano ma anche manovrare le portiere fa capire quanto peso abbia la tecnica tricolore del periodo; non unauto per signorine insomma. Il bagagliaio non troppo pratico e ben sfruttabile nei suoi pur decorosi 350 litri, comunque ben tappezzati di moquette, che sulla Alfa Romeo SZ abbonda, in colore generalmente chiaro e un pochino sporchevole, a lungo termine.

M3 ***. In questo ambito la prima della dinastia M di BMW vince, anche se pensata qualche anno prima della concorrente italiana. La M3 (E30) non vuole essere una coup singolare per pochi eletti, quindi pi spaziosa in assoluto come le sue sorelle della normale gamma Serie 3: accoglie, scomodamente diremmo oggi ma accoglie, due adulti seduti posteriormente; offre settanta dm3 in pi di spazio nel bagagliaio; soprattutto ci si posiziona pi facilmente alla guida se capiti di avere brevi tratte di utilizzo, stradale, invece di affaticarsi un po (giovent e fisici minuti a parte) come sulla SZ. migliore anche la visibilit, sulla BMW. Volante a tre razze e strumentazione molto razionale, con plancia rivolta verso il conducente, ma ci si sente meno avvolti sulla tedesca che palesemente meno sacrificata e bassa.



Tecnica

SZ ****. Non si blasfemi dicendo che sotto quel singolare vestito poteva essere quasi ordinaria, forse, al tempo, per essere una tipica sportiva Alfa. Gli addetti ai lavori che maneggiavano i materiali del Biscione non ci hanno trovato novit assolute, ma un ottimo insieme di quanto disponibile a fine anni Ottanta pi qualche chicca correttiva. Straordinaria per oggi, per tutti; specie chi venuto dopo in contatto con il mondo auto pu meravigliarsi di cosa fossero le Alfa Romeo a trazione posteriore, con motore frontale e cambio centrale di quel tempo. 1280 Kg a vuoto per 210 CV, erogati ad alto regime da un sei cilindri a V 2959cc 12v con iniezione Bosch Motronic. Dopo la sua uscita dal listino, non ce ne sono state pi di quella scuola, da parte del marchio milanese. Ruote indipendenti allanteriore e assale rigido, schema De Dion, dietro pi la chicca non comune al tempo della variazione taratura per le sospensioni. Frenata affidata a dischi 285 / 250 mm. certo pi iconica sia per gli italiani sia a livello internazionale, anche se chi la vuole minimizzare ne ricorda la sostanziale derivazione dalla Alfa 75, sotto la ricercata carrozzeria Zagato.

M3 ***. Poteva sembrare una IS (versione spinta ma pi commerciale ed economica della Serie3, diffusa in Italia) ma era altro, la prima BMW M3. Interpretando diversamente lopera dincremento prestazioni della berlina pi commerciale, che Alfa ha totalmente ri-carrozzato, stravolgendone la percezione, qui i tecnici che hanno dato i natali a un brand premium si sono spinti a fondo non nella tipologia di modello, o nellaerodinamica (altro vantaggio Alfa) ma sul resto. Qualche materiale non da ordinaria produzione, massa inferiore e poi il suo quattro cilindri aspirato, portato a 2.3 o nelle ultime versioni 2.5 non invidiava potenza assoluta al sei milanese, anzi, oscillando oltre i 200 CV pur se ben pi compatto, anchesso era dotato di simile ma non medesima gestione motore Bosch, entrambe a loro volta non identiche (come altri dettagli tecnologici) alla rimanenza di gamma dei rispettivi marchi. La prelibatezza Alfa nellarchitettura, ma in quanto a cura anche il quattro cilindri 16v tedesco non era certo ordinario. Entrambi per dirla tutta, pativano certe modifiche artigianali se non troppo professionali, perch gi molto tirati. Cinque i rapporti, con la cosiddetta quinta di potenza come Alfa Romeo. Simile anche il passo ruota, a 256 cm contro i 251 Alfa, ma diverso il contenuto per sospensioni, qui McPherson
anteriori e posteriori a bracci oscillanti, come anche freni, con quattro dischi pi grandi per BMW.



Dotazioni & Finiture

SZ ***. Difficile dare un voto oggettivo a una vettura concepita quasi trenta anni addietro, senza cancellare i riferimenti odierni, specie se pensiamo che si tratti comunque di alta gamma sportiva. Pelle chiara nella selleria che si accompagna alla tipica moquette dellepoca, in tinta (che poteva variare sulle versioni aperte). Su SZ non mancavano troppe dotazioni rispetto alla rivale ma il contrasto del mondo Alfa e BMW si sente nelle finiture (come ben sanno i possessori di alcune berline del Biscione quando accumulavano molti anni di carriera). Rispetto alla 75 da cui derivava, la SZ era certo pi curata e vanta comunque qualche percezione gradita in pi della tedesca, coerente alla sua nicchia volutamente elitaria, gradevole se ben mantenuta.

M3 ***. La tedesca espone superfici plastiche e tessuto che litaliana copre con moquette in tinta, o pelle, appare forse meno lussuosa per certi dettagli, almeno riferendo il termine a quel tempo, contro una SZ che era sempre all-inclusive. Su M3 E30 per le (simili) dotazioni erano leggermente pi moderne, sostituendo alcuni comandi analogici a quelli digitali e celando dietro le strutture qualche sistema parzialmente pi avanzato, come nella pulsantiera centrale e nella strumentazione pi integrata, rispetto alle molteplici lancette a elemento circolare singolo dellAlfa Romeo.

Come andavano

SZ ***. Come una vera Alfa del tempo, si potrebbe pensar che vada la mitica SZ, invece non del tutto cos. Guidarla non come guidare una pi popolare berlina Alfa Romeo che in quel periodo, o poco prima, la accompagnava nei listini. La SZ muta quel DNA in qualcosa di pi basso, rigido, talvolta faticoso da far girare a certe velocit, se le condizioni del fondo non sono le migliori. Lerogazione del V6 vigorosa ma non perfettamente lineare, anche ricca di emissioni sonore e vibranti. Il salire dei giri, volendo sino a ottomila, coinvolgente ma non tanto da far scordare lattenzione per uno sterzo e un cambio che richiedono un minimo impegno, anche se alla fine il comfort superiore a quanto si possa pensare vedendola esternamente, prima di conoscerla. Non un mostro come qualcuno la defin, ma certo non auto da tutti anche per questo, oltre che per il costo. 70 litri nel serbatoio le garantiscono autonomia adeguata anche per viaggiare senza troppe soste ma meglio pensarla per goderne usi pi sportivi. 1256 kg di massa per velocit massima di circa 245 km/h, con passaggio 0-100 km/h in sette secondi, sono invece i suoi connotati prestazionali che rispetto a M3 E30 non la favoriscono troppo, pensando alla cubatura e allaerodinamica, ma molto pu variare secondo la messa a punto.

M3 ****. Una volta in movimento non poi tanto meno sportiva della coup italiana, nonostante le forme, certamente non noiosa. La M3 E30 accoglie alla guida diversamente dalle normali Serie 3 contemporanee e fa sentire lispirazione corsaiola dei modelli uso (o potremmo anche dire: derivazione) pista. Poco pi leggera e rapida in accelerazione, la tedesca sulla carta poteva essere pi prestante della SZ in certi contesti. Il quattro cilindri non ha il sound unico del V6 ma gira parecchio in alto e vigoroso, coinvolgente anchesso e quasi impressionante, pensando a certi motori generalisti contemporanei alla E30. Dalla sua anche una maggiore manovrabilit per usi tortuosi urbani ed eventuali parcheggi ostici, ma non la facilit del cambio, quando si spinga forte. Considerando il suo secondo step sul motore 2.3, con cavalleria analoga al V6 Alfa, poteva forse pagare qualcosa in velocit massima donando guida pi agevole in citt o per usi di viaggio, ma non meno impegnativa alla guida in circuito chiuso se si voglia scoprirne il limite.



Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

SZ ***. Un discreto affare, se la si presa con grande sconto da nuova (non cerano fragorose campagne promo online come oggi, ma buone percentuali, magari) o meglio ancora usata quando le quotazioni scendevano; perch nel 2017 le poche SZ che circolano sul mercato dellusato fluttuano agevolmente sopra i cinquantamila euro, con picchi oltre gli ottantamila. Certo, anche oggi veicoli del genere sono contrattabili secondo casi e condizioni, ma il listino prezzi di 25 anni addietro, nel 1991 era di circa lire 95.000.000: ovvero si prende oggi facilmente qualcosa in pi dei circa 48 mila euro equivalenti al tempo, da nuova. In mezzo ci sono per non solo i piaceri di possesso, esibizione e guida, ma anche le manutenzioni, poco superiori a una normale Alfa del tempo. Non proibitive queste ultime almeno finch i materiali sono rimasti ben diffusi in madre patria. Pensando a valutarne oggi lacquisto, attenzione agli esemplari che magari correndo in pista, nel trofeo dedicatole al debutto, hanno subito qualche stress da gara di troppo. Consumi? Dichiarati di 13.2 l/100 km in urbano e 7,7 in extra-urbano; ma certo si pu fare peggio, facilmente.

M3 ***. Ai tempi della SZ una M3 E30 in seconda edizione poteva costare circa settanta milioni, variabili secondo la versione pi o meno evoluta, ma sempre meno pensando in percentuale rispetto ad Alfa o al valore del gap di prezzo nelleconomia del tempo. A oggi per le quotazioni, non paritetiche ovunque ma ottime in Paesi come lItalia, le danno parziale vantaggio perch difficilmente se lesemplare buono si paga tanto meno di una SZ; qualcosa forse, ma non la differenza del 30% circa di allora. Parlassimo di vetture di possibile uso anche quotidiano, il consumo a favore della tedesca, per quanto potesse valere allepoca del debutto in questo genere di auto: misto 8.3 L/100km, extra Urbano 5.8, autostrada 7.5, citt 11.6. La manutenzione non riserva sorprese, fattibile da autoriparatori generici, ma esperti, con un occhio anche qui a esemplari che abbiano corso in pista, per stress o modifiche capaci di mettere in crisi una meccanica non certo poco raffinata, anche per il quattro cilindri tedesco. Su questo fronte questione soggettiva, di utilizzo, a fare la differenza su parti di usura o meccaniche, mentre le poche parti elettroniche hanno tecnologia e costi oggi del tutto analoghi (es. i mitici primi debimetri).

Ruoli, Ricordi e Advertising

SZ **. Non viva nella mente di tutti coloro i quali abbiano vissuto quel periodo, meno ancora nei giovani, causa il suo essere unedizione limitata che non ha popolato molto le strade. In questo patisce di particolari ricordi condivisi, contrariamente alla rivale. LAlfa Romeo SZ comunque nota agli amatori, apprezzata per lo sforzo di Alfa Romeo in quello che in parte fu un canto del cigno, riconosciuta come automobile unica da chi sa cosa abbia sotto il vestito e magari come strana Alfa Romeo dai giovani che la abbiano vista solo nei frame di un video. Unombra forse che non le rende pienamente merito. scesa in pista, nel trofeo dedicatole su tracciati condivisi anche alla F1 ed stata protagonista in alcuni video-games.

M3 ***. Il vantaggio relativo alla notoriet di BMW sta sia nei numeri, con produzione e quindi diffusione ben superiore di oltre quindici volte, ma anche nellaver usato con successo la M3 (E30) in gara con buoni risultati, contrariamente alla rivale Alfa Romeo che comparsa in pista per eventi singoli o Trofei dedicati. La variante per uso corsa di M3 ha vinto in serie turismo di ogni livello (WTCC, ETCC, BTCC, DTM e Superturismo italiano, ma non solo) e questo rimane negli annali, come valore sportivo. Qualche comparsa, mai da protagonista, anche nella cinematografia (es. gli appassionati ne scovano una versione cabriolet in Eyes Wide Shut) e soprattutto il ruolo di capostipite di quello che divenuta una lettera iconica per gli amanti BMW, quella M che distingue le varianti sportive della Casa.

In sintesi

La sommatoria delle valutazioni qui considerate, non porta a una netta superiorit di una delle due ma onestamente, la coup nazionale, pi rara e spesso quotata sul mercato delle classiche, lascia maggiormente interessati e curiosi di guidare persino molti giovani di oggi. In realt le due auto rimasero in vendita contemporaneamente relativamente poco, con prezzi distanti e volumi ben superiori per la tedesca. La SZ, Sprint Zagato, da progetto ES30 (Experimental Sportscar 3.0 litri) vince oggi per chi apprezzi le italiane, che osano senza guardare come avviene in tempi moderni ai tanti equilibri che debbono supportare la messa in produzione di un nuovo modello di auto. La M3 E30 pi nota e citata come capostipite del suo grande filone, si gestisce pi facilmente se il fondo insidioso e qualche cura meno onerosa forse la necessita. Anche per lei le quotazioni ricompensano pi di quanto si sarebbe potuto pensare. Vinceva certo allora M3, secondo vendite e ritorno finanziario o d'immagine generato alla Casa, con una scelta pi razionale, non oggi se si pensi che quella di Milano fa ancora restare molti con la bocca aperta, al primo contatto.


SZ / BMW M3
Carrozzeria Coup Tre volumi
Numeto porte 2 2
Numero posti 2 4
Bagagliaio (min) 350 dm3 420 dm3
Bagagliaio (max) 0 dm3 0 dm3
Capacit serbatoio 70 litri 70 litri
Massa in ordine di marcia 1280 Kg 1200 Kg
Lunghezza 406 cm 434 cm
Larghezza 173 cm 168 cm
Altezza 130 cm 137 cm
Passo 251 cm 256 cm

Motore
Motore 6 cilindri a V 4 cilindri in linea
Cilindrata 2959 2302
Alimentazione Benzina Benzina
Potenza max/regime 152kW (207 CV) a 6200 giri/min 158kW (215 CV) a 6750 giri/min
Coppia max 245 Nm 230 Nm
Trazione Posteriore Posteriore
Cambio Manuale Manuale
Prestazioni
Velocit max 245 Km/h 241 Km/h
Accelerazione 0-100km/h 7 secondi 6.7 secondi
Omologazione antinquin. Euro 0 Euro 0
Emissioni CO2 (g/km) 0 0
urbano 13.2 12.4
extraurbano 9.2 7.8
misto 7.2 6.2
Codice Infocar 015635198903 034697198909

Cambio manuale a 5 marce ABS
Alzacristalli elettrici anteriori
Cambio manuale a 5 marce
Cerchi in lega
Chiusura centralizzata
Fendinebbia
Sedile guida reg. in altezza


Vantaggi: Alfa ES30 - BMW E30 M3
SZ: Personalit sportiva, Meccanica, Apprezzamento mercato epoca
M3: Spaziosit e carico utile, Convenienza, Consumi




Fonte: automoto.it



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