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Alfa Romeo Giulietta: i 40 anni della “Nuova Linea”

Nota anche come modello 116, entrò in produzione nel novembre ’77.




Esattamente quarant’anni fa debuttò la ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta, in sostituzione della ormai anziana Giulia dopo ben tre lustri di grande successo. Nota anche come modello 116, la vettura fu presentata ufficialmente al Salone di Francoforte del 1977 e la produzione partì presso lo storico stabilimento di Arese nel mese di novembre dello stesso anno.



Esteticamente, questa Alfa Romeo Giulietta era riconoscibile per “La Nuova Linea” introdotta dal designer Ermanno Cressoni. Infatti, l’auto aveva la carrozzeria con il profilo a cuneo, per il frontale basso e spiovente, ma soprattutto per la coda tronca alta con lo spoiler integrato di piccole dimensioni. Era lunga 421 cm, larga 165 cm e alta 140 cm, mentre il passo misurava 251 cm. Inoltre, aveva il bagagliaio da 420 litri di capienza e la massa ammontava a circa 1.000 kg.

Al momento del lancio sul mercato italiano, la ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta era disponibile solo con due motorizzazioni a benzina, ovviamente bialbero e con carburatore a doppio corpo: da un lato il propulsore 1.3 da 95 CV di potenza e 165 km/h di velocità massima, dall’altro il motore 1.6 da 109 CV di potenza e 175 km/h di velocità massima. La meccanica era la stessa della Alfetta, caratterizzata dallo schema tecnico Transaxle che prevedeva il cambio manuale a cinque marce al retrotreno, in blocco col differenziale della trazione posteriore.



Per l’abitacolo erano state utilizzate tre tipologie di rivestimento: velluto per i sedili, moquette per il pianale e panno foderato per i pannelli delle porte. Tra gli optional, invece, figuravano il climatizzatore e i cerchi in lega da 13 pollici con pneumatici maggiorati, ma solo per la versione di punta. Successivamente, la gamma fu ampliata all’unità 1.8 da 120 CV di potenza e 180 km/h di velocità massima, introdotta nel 1979.

Nel 1981 debuttò la versione Super, equipaggiata con il motore 2.0 da 130 CV di potenza e 185 km/h di velocità massima, già disponibile dall’anno precedente sul mercato estero. Questa speciale configurazione era riconoscibile per il color beige della linea di cintura, i doppi specchietti retrovisori esterni e i cerchi in lega di serie, nonché per gli specifici volante e pomello del cambio.



Sempre nel 1981, la ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta fu sottoposta al primo restyling che dette vita alla seconda serie, con importanti modifiche soprattutto all’interno. La carrozzeria fu rinnovata con l’adozione di modanature paracolpi laterali e paraurti dotati della striscia color grigio metallizzato, mentre la versione con il propulsore 1.8 era riconoscibile per i fascioni laterali di colore nero, la calandra chiara, i lavatergifari e i fendinebbia.

Altre versioni speciali furono introdotte nel 1982, a partire dalla EC, ovvero la ‘Extra Confort’ con le motorizzazioni 1.6 e 1.8, la cui dotazione di serie comprendeva gli alzacristalli elettrici anteriori, i cerchi in lega e l’autoradio. Inoltre, debuttò anche la TI con l’unità 2.0, con le seguenti caratteristiche: paraurti con striscia longitudinale nera, fascia protezione laterale color grigio metallizzato, logo Alfa Romeo più grande per il cofano del bagagliaio, cerchi in lega con copridado nero, dotazione di serie completa di alzacristalli elettrici anteriori e chiusura centralizzata.

Altre novità furono introdotte nel 1983, come la versione con il motore diesel 2.0 TD da 82 CV di potenza e 155 km/h di velocità massima, riconoscibile per le prese d’aria supplementari. L’unità era la stessa della Alfetta Turbodiesel, fornita dallo specialista VM Motori di Cento (FE), ai quei tempi controllata dallo Stato attraverso l’IRI come Alfa Romeo e adesso entrambe di proprietà del gruppo automobilistico FCA.

Tuttavia, la principale novità del 1983 per la ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta fu la declinazione sportiva Turbodelta, prodotta in soli 361 esemplari ed allestita dalla divisione Autodelta. Era equipaggiata con il propulsore a benzina 2.0 TB da 170 CV di potenza e 206 km/h di velocità massima, dotato di sovralimentazione Alfa Avio. Era disponibile solo nella colorazione nera con fascia rossa, in abbinamento a cerchi in lega specifici e vetri bronzati.



L’abitacolo della Giulietta Turbodelta prevedeva gli interni color amaranto e il volante in pelle, nonché la strumentazione supplementare con check control e manometro per il controllo della pressione del turbo. A livello meccanico furono apportate altre modifiche, nello specifico alla taratura delle sospensioni e all’impianto frenante con l’adozione di freni a disco anteriori autoventilanti.

Nel 1983 debuttò anche la terza serie della ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta, in quanto sottoposta al secondo restyling che prevedeva la plancia ridisegnata con vano portaoggetti e check control, i paraurti privi di rostri con fascia centrale nera, le modanature color grigio chiaro, lo scudetto cromato e la fascia posteriore a contrasto. Uscì di scena la motorizzazione 1.3, mentre la gamma fu declinata nell’allestimento L.

A parte la versione con l’unità 1.6, tutte le altre declinazioni della Giulietta L erano dotate anche di spoiler anteriore con fendinebbia, calandra color grigio metallizzato, appoggiatesta posteriori integrati e vetri elettrici. L’ultima novità dell ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta risale al 1984, con l’ennesimo ritorno del motore 2.0 a benzina, soprattutto per gli ultimi esemplari destinati alla Polizia di Stato.

Sostituita dalla Alfa 75, la ‘Nuova’ Alfa Romeo Giulietta esce ufficialmente di scena nel mese di dicembre del 1985, dopo esser stata prodotta in quasi 380.000 esemplari. Nello specifico, 205.268 per la prima serie, 112.669 per la seconda e 61.391 per la terza. A livello di motorizzazioni, sono state prodotte 50.890 unità con il propulsore 1.3, 187.064 con il motore 1.6, 87.466 nella versione 1.8, 36.767 nella declinazione 2.0 e 17.141 con il 2.0 Turbodiesel.




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Fonte: investireoggi.it


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