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Mercato Auto: Alfa Romeo + 61% ad aprile in Europa 18 maggio 2011 Carlitos
Le vendite di aprile del Gruppo Fiat continuano a scendere anche a livello europeo, per un totale di 82.315 vetture immatricolate, pari ad un calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora peggiore è il dato del periodo gennaio-aprile, che ha visto un calo del 16,6%, rispetto al 2010, quando furono vendute 415.172 auto, contro le 346.310 attuali.
Se andiamo però ad esaminare i dati di aprile in base al singolo marchio del Gruppo, la Fiat è scesa del 14,8% rispetto all’anno precedente, la Lancia ha registrato un - 11,9%, mentre l’Alfa Romeo ha registrato addirittura un + 61,7%, con 12.650 unità immatricolate, divenendo quindi il marchio con il tasso più alto di crescita in Europa.
Positività da record registrata anche nei primi 4 mesi del 2011, con un + 52%, mentre per Fiat si registra un - 23,3% e per Lancia un - 20,7%.
Anche in Italia l’Alfa Romeo svetta con un + 49,5% rispetto all’anno precedente, passando da 3.685 a 5.508 unità vendute nel mese scorso. La quota di mercato di aprile del Gruppo Fiat scende di 0,3% rispetto al 2010, che aveva fatto registrare il 7,6%, anche se c’è stato un avanzamento rispetto al mese di marzo (6,7). Sul quadrimestre, il gruppo si attesta al 7,2% rispetto all'8,4% dell’anno precedente.
Il punto di vista di Carlitos
Fin qui i freddi dati, esaltanti per l’Alfa Romeo, preoccupanti per il resto del Gruppo di cui la casa del biscione fa parte. In realtà si dovrebbe guardare anche oltre l’oceano, perché di fatto oggi non esiste più il Gruppo Fiat, ma il Gruppo Fiat-Chrysler, con il Gruppo torinese, che nonostante le continue perdite (anche se ha accumulato ad oggi 37 milioni di euro di utile, grazie soprattutto alle vendite di Maserati e Ferrari, oltre a quelle Fiat in Brasile) sta per acquisire la maggioranza del colosso americano grazie al 1.4 turbo Multiair che monterà su una vettura americana e grazie al milardo e 3 che Marchionne tiene da parte per rifondere i governi degli USA e del CANADA.
E’ impressionante constatare poi che la Chrysler è passata da una perdita di 450 milioni di dollari nel 2010, ad un utile di 116 milioni nel solo primo quadrimestre di quest’anno. Marchionne ha fatot proprio colpo in America, che dal punto di vista automobilistico è già uscita dalla crisi e ogni suo marchio va a gonfie vele, mentre la potente triade giapponese (Honda, Toyota e Nissan) ha chiiso l’anno in perdita. Se ne deduce che gli americani ha forte senso patriottico e alcuni di loro molta fiducia in Marchionne, la nuova Chrysler 300 è stata accolta con entusiasmo, l’analoga versione Lancia (Thema) ha generato i soliti musi lunghi. La domanda sorge spontanea … perché in Italia nessuno crede nelle auto italiane e in Marchionne? E come si può pretendere che il Gruppo Fiat dopo l’acquisizione della Chrysler rimanga italiano? Di sicuro abbiamo una gamma, che oltre ad essere incompleta e con poca varietà di motori, di cui nessuno di una certa levatura per cubatura e frazionamento, è molto datata e la più vecchia d’Europa. In listino c’è ancora la Fiat ULISSE del 2002, l’IDEA del 2004, la CROMA del 2005, come la Grande Punto, la Panda (2003) che sta per essere sostituita e addirittura la Multipla che è del secolo scorso (1998).
C’è però anche da dire che noi italiani non siamo certo patriottici come gli americani, o come i tedeschi, o come gli inglesi (che al matrimonio del principe Harry hanno viaggiato tutti su vetture inglesi, anche se di proprietà straniera), come i francesi, il cui presidente Nicolas Sarkozy viaggia senza imbarazzo alcuno sulla versione limousine della Renault Vel Satis, che non è certo un mostro di bellezza, ne di alta tecnologia. Da noi solo il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano viaggia orgogliosamente sulla Lanchia Thesis, o sulla Maserati Quattroporte, o sulla storica Flaminia Presidenziale. Gli altri accampano scuse varie, tra cui la scarsa blindatura. Il bello è che quasi tutti professano un forte attaccamento alla patria … il che suona come un Viva l’Italia e abbasso la Fiat con tutti i gloriosi marchi che detiene!
Consulta i dati dell’ ANFIA
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