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Mercato Italia: Alfa Romeo + 61% ad aprile 17 maggio 2011 Carlitos
Milano, 12 maggio 2011, la Bmw, seguita da Volkswagen e Mercedes, è l’azienda che guida la classifica delle società del settore automotive con la migliore reputazione in Italia. Questo almeno è il risultato finale dell’indagine, realizzata da Reputation Institute in collaborazione con Doxa (in Italia) “Reputation Pulse 2011”, considerata la ricerca più importante a livello nazionale sulla reputazione delle aziende e sui fattori che la influenzano.
La Reputation Institute è la principale realtà a livello mondiale su temi di corporate branding e reputation management che in 15 anni ha assistito più di 200 aziende nel misurare, comprendere e valorizzare il loro potenziale in termini di reputazione La ricerca di quest’anno (settore auto motive) prende in esame oltre 120 aziende operanti nel nostro paese, con un punteggio in una scala da 1 a 100. Sono state intervistate più di 3.000 persone tra gennaio e marzo di quest’anno.
Rispetto al 2010, solo la General Motors guadagna quasi 4 punti, che comunque non raggiunge la soglia della positività, fissata a 70 punti. La Fiat si attesta al 9° posto con soli 57,46 punti.
Osserva Michele Tesoro-Tess, responsabile del Reputation Institute in Italia (area Advice) “Interessante elemento di osservazione è il settore automotive, rispetto agli altri presi in esame nella ricerca, sia uno dei più diversificati al suo interno con differenze nella reputazione tra le aziende che sfiorano i 25 punti. Ciò significa che i gap tra le aziende leader e quelle della zona bassa della classifica sono difficilmente colmabili”.
“La corporate reputation ha una primaria importanza strategica per le aziende laddove, se positiva, può rappresentare una fonte di valore, ma se debole o negativa può rendere l’azienda vulnerabile " spiega Guido Argieri responsabile del Reputation Institute in Italia (area Research) e aggiunge “Abbiamo analizzato che in Italia oltre il 50% dell’opinione pubblica ha un atteggiamento favorevole verso le tre prime aziende della nostra classifica in situazione di cambiamento interno o esterno, o in altri casi induce il consumatore ad accogliere più di buon grado eventuali aumenti dei prezzi o delle tariffe.”
1) Bmw - 81.19 2) Volkswagen - 79,12 3) Mercedes - 78.88 4) Toyota - 76,89 5) Ford - 74,94 6) Piaggio - 72,96 7) Peugeot - 69,78 8) General Motors - 65,99 9) Fiat - 57,46
Il punto di vista di Carlitos
Il risultato di questa indagine non stupisce affatto, perché è nota l’esterofilia italiana, ma è anche vero che i dati di vendita delle auto made in Germany in Europa e non solo confermano che non sono solo gli italiani ad ammirarle. Oggi l’auto tedesca è sinonimo di alta tecnologia, prestazioni, robustezza, affidabilità, serietà … tutte prerogative delle Alfa Romeo di qualche decennio fa.
Vorrei tuttavia soffermarmi più che sui dati sui commenti dei responsabili di questa Società di indagini di mercato. La prima è quella evidenziata in grassetto di Michele Tesoro-Tess, , che afferma che le aziende con un gap di più di 25 punti non possono colmare questa differenza. Pur rispettando la sua autorevole opinione, la storia dell’automobile ci insegna che i primi sono finiti in coda nell’arco di un paio di decenni e che gli ultimi sono ora in vetta alla classifica. La seconda frase evidenziata è quella di Guido Argieri, il quale fa un’osservazione giusta quando dice che i clienti (delle auto tedesche in questo caso), sono disposti ad accettare un prezzo ben più elevato per l’acquisto e anche per la manutenzione aggiungo. Infatti non si sente quasi mai un cliente BMW lamentarsi del maggiore esborso, ne dei “sanguinosi” tagliandi, anzi ne fa un vanto a volte. D’altronde questa è una legge di mercato, che conosceva bene anche il grande Luraghi, che faceva pagare le Alfa Romeo più del reale valore perché avevano determinate esclusività che gli altri concorrenti non offrivano e per le quali il cliente sborsava volentieri un surplus di denaro. Oggi se si vuol apparire si gira in Audi o BMW, indipendentemente da quel che c’è sotto la carrozzeria, che è roba da intenditori, i quali rappresentano pur sempre una minoranza. Un tempo ci si presentava alla prima della Scala di Milano in Alfa Romeo, oggi con le auto teutoniche.
A mio avviso però non bisogna disperare, ne arrendersi a chi oggi ci fa mangiare la polvere, perché loro hanno un loro modo di interpretare e costruire le auto, noi un altro e nessuno potrà mai nemmeno imitare l’altro.
Questo lo ha capito anche l'attore inglese Rowan Atkinson, che impersona lo stralunato Mr. Bean e che ha partecipato proprio all’ultima edizione della 1000miglia a bordo di una BMW 328. Atkinson, oltre ad essere un appassionato di auto storiche, è anche un ingegnere meccanico laureato con il massimo dei voti all'Università di Oxford. Questo è quanto ha dichiarato ai giornalisti: "La Mille Miglia è un evento classico delle quattro ruote e da appassionato delle automobili storiche non posso che esserne affascinato. L'esperienza è positiva, ho percorso tanti chilometri e mi sono divertito moltissimo a scorrazzare per le strade dell'Italia. Viaggiando con queste macchine si capisce poi quale sia il carattere degli italiani. Questa è tutta gente creativa, istintiva e molto emotiva che riversa la sua passione nelle strade".
Meditate italiani, meditate …
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