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Su Quattroruote di Marzo, sfida tra Giulietta Q.V. e Golf GTI Cibus

Esauriti gli echi sulle più che soddisfacenti caratteristiche ”di base” della Giulietta, la Media del Biscione deve ora dimostrare le sue qualità sul terreno a lei più congegnale: Ciò che ha da sempre contraddistinto le Alfa Romeo, infatti, è stata la netta superiorità rispetto alle rivali nel motore e nelle soluzioni telaistiche, e questo in termini spesso imbarazzanti. Ma, come la Storia ha dimostrato, la mancanza di un continuo sviluppo tecnico e, per essere obiettivi, l' umiltà con la quale i concorrenti hanno saputo imparare e migliorarsi negli anni, hanno letteralmente rivoltato i valori in campo.Questo ha fatto sì che la Casa del Biscione si sia trovata spesso ad “inseguire” coloro che, una volta, “inseguivano”. Nel caso di specie, comunque, le versioni GTI della Golf hanno da sempre sfoderato prestazioni decisamente convincenti, anche se mai esibite in maniera così “grintosa” come le Alfa Romeo dei tempi d'oro, e sono entrate nel cuore degli appassionati proprio per quell' equilibrio tra comfort e sportività che rimane intatto ancor ora, a 35 anni di distanza dalla prima serie.
Esaurite le debite promesse, il confronto elaborato da “Quattroruote” possiede tutti i numeri per risvegliare gli animi e rinnovare (finalmente) la disputa, mai sopìta, tra “Alfisti” e “Golfisti”. Si comincia a valutare l' aspetto esteriore, che per entrambe le vetture risulta perfettamente inserito nella tradizione: Linee pulite, rese grintose da assetti ribassati, cerchi maggiorati e pochi ma sapienti tocchi individuali. La Giulietta sfodera l' ormai classico quadrifoglio verde su triangolo a sfondo bianco nella zona della fiancata appena sopra ai passaruote, mentre la Golf è resa subito riconoscibile dal filetto rosso che incornicia la presa d' aria anteriore e la scritta “GTI” in rosso posta a lato della stessa; 2 trasformazioni senza dubbio riuscite e discrete, ancorchè non prive della necessaria grinta che le versioni devono esibire. Anche gli interni sembrano accomunati da un' identica filosofia di base: La sportività delle vetture viene resa percepibile attraverso la selleria (in ottima pelle “pieno fiore a cannelloni”, optional, sulla Q.V., mentre sulla GTI troviamo anche sedili ad elevato contenimento di foggia veramente sportiva), pedaliere in alluminio (un po' scivolosa sull' Italiana) e strumentazioni adeguate, di richiamo nostalgico sull' Alfa, anche se un po' meno chiara della Golf a causa di qualche fastidioso riflesso in particolari condizioni di luce. Per il resto, tutto rimane uguale o quasi alle versioni meno spinte, anche se ciò non rappresenta certo un difetto dato che si ritrovano buone doti di abitabilità, quest' ultima lievemente compromessa sulla Golf dai bei sedili optional e dalle bocchette di aerazione poste dietro, sul prolungamento del tunnel centrale. Bagagliai praticamente identici nella cubatura (344 Litri, non male per il segmento), ma maggiormente sfruttabili sulla tedesca, che può vantare anche una soglia di accesso più bassa e quindi agevole.
QuadrifoglioVerde e GTI, 2 acronimi celebri separati, in questo caso, da 25cv: 235, quelli erogati dal 1750 TBi dell' italiana, contro i 210 del 2.0 litri turbocompresso della tedesca; Quest' ultima, pur equivalendo la massa della prima, riesce a compensare il gap grazie al validissimo cambio DSG a 6 rapporti, che le consente di ottimizzare i tempi di cambiata in accelerazione molto meglio del 6 marce manuale della Giulietta, che non dimostra una eccezionale rapidità di azionamento: A tal riguardo, attendiamo una prossima versione con cambio TCT, sicuramente più in sintonia con la vettura ed il traffico attuale. Questa precisazione diviene necessaria dato che, quando al 1750 Multiair è chiamato a rispondere “in solitaria”, sfodera una progressione allucinante, pari a quella di una BMW M3! Anche il “carattere” dei 2 propulsori è nettamente diverso: Pieno e godibile (ma poco emozionante) quello della Golf , graffiante e grintoso quello della Q.V, almeno in modalità “Dynamic”, dato che in “Normal” e “All Weather” si equivale all' altro come versatilità e “docilità” ai bassi regimi. Le caratteristiche stradali rispecchiano le considerazioni sopra riportate: In una sostanziale parità “strumentale”, la Giulietta mostra una migliore reattività ed una messa a punto più “coinvolgente” dell' assetto, doti che la fanno preferire ai collaudatori della rivista: Per la cronaca, il test sulla pista di Vairano ha comunque visto primeggiare la Q.V. con un tempo (1' 25” 419) di 6 decimi inferiore a quello della GTI (1' 26” 066). Unica nota negativa per la Giulietta, evidenziata anche nella prova su strada di “Auto”, l’ eccessiva pesantezza di sterzo in modalità “Dynamic”. Concludiamo con la frenata, più efficace e resistente sulla Giulietta , ed i consumi, favorevoli alla Golf. Per finire, il dato numerico riferito alla “pura” tenuta di strada: In assetto costante, La Giulietta ha sfoderato uno stupefacente 1,05G di accelerazione laterale! “Quattroruote” sintetizza la sfida valutando l' Alfa più “passionale e latina” e la VW “perfettina e superequilibrata”, globalmente più adatta all' uso quotidiano: Ma, si sa, l' Alfista si sente sempre un pò “pilota”, anche nella guida di tutti i giorni.
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