Club AlfaSport Forum - MARCO RIGONI: Storie di un ALFISTA


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 MARCO RIGONI: Storie di un ALFISTA
 MARCO RIGONI: Storie di un ALFISTA
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Admin
Amministratore


Regione: Italy


567 Messaggi

Inserito il - 24/02/2011 : 18:10:27  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Admin Invia a Admin un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
MARCO RIGONI: STORIE DI UN ALFISTA





L'ingresso di Marco Rigoni in AlfaSport, come maggiore collezionista di modelli Alfa Romeo in scala e come scrittore della rubrica "Marco Rigoni racconta...", ha portato alla luce nella mente di chi ha letto le sue avvincenti storie una serie di domande: alcune tecniche, altre curiose o ispirate da particolari. Questo topic nasce con l'intento di mettere in contatto soci ed utenti del forum AlfaSport con il signor Rigoni, che si metterà a disposizione di quanti vorranno scrivergli per avere risposta ai propri dubbi, approfondire un certo aspetto dei suoi racconti o anche chiedere informazioni di carattere generale sul modellismo di auto, camion, navi, aerei e tutto ciò che è stato prodotto sotto il marchio Alfa Romeo.
Ringraziamo Marco Rigoni per la disponibilità a rispondere alle domande dei collezionisti e modellisti AlfaSport, collaborando attraverso le pagine del nostro forum nel diffondere sempre più tra gli Alfisti la cultura del modellismo, parte importante della conoscenza della produzione Alfa Romeo, anche attraverso modifica o autocostruzione di ciò che non è già reperibile sul mercato. Leggendo gli scritti del signor Rigoni e ponendo le vostre domande in questo topic vi accorgerete che ingegno e fantasia non sono mai mancati agli appassionati del Biscione, in tutte le scale!




Marco Rigoni racconta



Sezione Modellismo

Carlitos





Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


24214 Messaggi

Inserito il - 25/02/2011 : 09:20:55  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Carlitos Invia a Carlitos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Descrivere Marco Rigoni non è semplice, perché lo si scopre giorno per giorno, tuttavia si intuisce subito che è un grande appassionato dell’Alfa Romeo, oltre che uno dei storici più esperti.
Si, perché il modellista e/o collezionista di Alfa Romeo in scala è un grande conoscitore della storia automobilistica della casa del biscione e Marco ha dedicato la sua vita alla ricerca di ogni notizia e immagine che lo potesse aiutare a realizzare i suoi modelli esclusivi.
Non mi soffermo sulla sua bellissima collezione, che ricopre ogni prodotto uscito dalle fabbriche dell’Alfa Romeo, non solo “mezzi di locomozione” quindi, perché le foto parlano da sole e meglio di qualsiasi testo. Voglio piuttosto evidenziare il lato umano e Alfistico di Marco, che oltre ad essere un gran signore, cordiale e sempre disponibile, è un esperto, una persona matura con il cuore di un ragazzino, perchè ha saputo mantenere intatto l’entusiasmo e la curiosità di un adolescente.
Marco l’ho conosciuto grazie ad Andrea (Capitan Harloock) e in seguito a Gianluca66, che è andato ad intervistarlo a casa. Il primo contatto che ho avuto con lui è stato di tipo telefonico, ma già dopo pochi secondi ho avuto la sensazione di parlare con un vecchio amico ed ha subito accettato di collaborare con noi e così è nata la sua bellissima rubrica, unica al mondo direi, dove si impara la storia dell’Alfa Romeo attraverso i modellini, che a loro volta hanno una loro non meno interessante, storia.
Ma ciò che mi ha più colpito di Marco è che non è un semplice cultore della storia del nostro amato marchio, è uno che si interessa del futuro dell’Alfa Romeo, così come facciamo noi di Alfasport.
L'apertura di questo topic vuole essere un'estensione della sua rubrica, un modo per tutti i soci di avere un contatto diretto con questo grande Alfista.


Grazie Marco









Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni

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Capitan Harloock





Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Colleferro


4291 Messaggi

Inserito il - 25/02/2011 : 12:48:33  Mostra Profilo Invia a Capitan Harloock un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non posso che confermare quanto detto da Carlitos.
Il mio primo approccio con Marco è stato grazie alla rivista automobilismo d'epoca, sul quale avevo letto di un grande collezionista di modelli del marchio Alfa Romeo.
Ho visto le foto della sua collezione sulla rivista ed ho sgranato gli occhi. Non riuscivo a credere che si potesse arrivare a tanto. Eppure....!
Ci ha concesso un'intervista e così nasce la sua collaborazione.
Quindi, chiunque voglia approfondire la sua cultura alfista, può rivolgere le domande a Marco...

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Emilius
Utente


Regione: Lazio
Città: Roma


5600 Messaggi

Inserito il - 25/02/2011 : 12:51:44  Mostra Profilo Invia a Emilius un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E' per me un onore avere la possibilità di collaborare con una personalità travolgente come quella di Marco Rigoni, che ho avuto il piacere anche di conoscere di persona in occasione del raduno ai Castelli Romani. Prima guardavo la mia bacheca piena di modellini e pensavo di averne un buon numero e di discreta qualità, ma leggendo le sue storie di ricerca, autocostruzione, tentativi, tempo investito e mai sprecato, mi sono accorto di possedere una parte minima di ciò che è ed è stata l'Alfa Romeo in 100 anni. Questo ha fatto rinascere in me la passione e la voglia di conoscere, che purtroppo con i recenti eventi legati al Marchio si era un po' assopita. Ci vorrebbero più Alfisti con la A maiuscola come Marco Rigoni, persone che conoscono la storia di 100 anni e la diffondono influenzando positivamente chi non la conosce; magari torneremme alle Alfa Romeo costruite senza troppo badare alle economie di scala, al downsizing, al risultato e al profitto, mosse da Cuori Sportivi e guidate da Alfisti appassionati come qualche tempo fa.

Un grazie anche da parte mia a Marco per la sua disponibilità!



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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 25/02/2011 : 17:08:52  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Cari amici, troppi complimenti...comunque un sentito grazie!
Teniamoci strette le nostre Alfa (e Alfine) perchè il momento del rilancio non si farà attendere molto. Non arriverà però con le trombe e i tamburi, ma piano, piano, quasi in silenzio. Bisogna perciò essere attenti ai segnali deboli ed avere pazienza e fiducia. Il Marchio Alfa è un bene prezioso apprezzato in tutti i paesi del mondo ed è quindi destinato ad avere il suo futuro. Splendido come il suo passato ? Non lo so con certezza, ma io sono OTTIMISTA.
A presto.
Marco.
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halbert





Regione: Emilia Romagna


2 Messaggi

Inserito il - 25/02/2011 : 20:10:32  Mostra Profilo Invia a halbert un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao a tutti sono Halbert e sono nuovo. Comincio questi forum di questo splendido club, domandando al Sig. Marco Rigoni al quale mi inchino per tanta professionalità, se la collezione indetta dalla hascette per il centenario dell'Alfa avrà valore con il tempo o sarà fine a se stessa?
Grazie da Halbert
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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 26/02/2011 : 11:32:12  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Halbert, una collezione ha sempre nel tempo un suo valore, in particolare se collegata ad un evento storico, quale un centenario, e purché completa.
Non è raro che la passione per un marchio automobilistico si traduca nella decisione di mettere in vetrina i suoi modelli e, allora, l'acquisto di una collezione tipo "edicola" è certamente un modo efficace e conveniente per costituire la base di partenza.
Si tenga care le sue Hachette !
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Bracco





Regione: Marche
Prov.: Ancona
Città: Fabriano - Senigallia


7555 Messaggi

Inserito il - 27/02/2011 : 01:50:54  Mostra Profilo Invia a Bracco un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Buonasera Sig. Rigoni, che bello averla anche on-line!
Mi sono sempre domandato se possiede anche modellini inerenti prototipi di Alfa Romeo anche se non direttamente sviluppati dalla stassa casa come ad esempio la "Diva", la Pininfarina "dardo" o la duettoottanta.



ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER

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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 27/02/2011 : 12:45:24  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Bracco, anzitutto mi complimento per la passione che lei evidentemente coltiva per il nostro grande Marchio.
Lo dimostrano almeno due elementi:
le Alfa che ha ed ha avuto ....e l'ora (1 e 50' circa di notte) in cui ha inserito la sua domanda nel forum !
Relativamente al tema da lei proposto, rispondo: certamente si.
Lei ha citato tre casi, due dei quali sono presenti in collezione ed uno, la Diva, è mancante. Sono due anni circa che aspetto il modello firmato Ban Seng, ma mi dicono che per problemi di salute l'amico malese non la produrrà. In compenso sembra che sia nei piani di Tecnomodel...aspetterò con fiducia.
Al di là di questi modelli, la storia dei prototipi, intesi come esemplari preparati dai carrozzieri per promuovere la loro immagine, inizia dopo la 2^ guerra mondiale. Precedentemente, infatti, ci sono sicuramente stati modelli unici, ma su ordinazione di clienti che li sfoggiavano nei Concorsi di Bellezza.
Nel caso Alfa Romeo, possiamo perciò assumere che i primi telai ad essere utilizzati per scopi pubblicitari, furono i 6c 2500 i 4c 1900.
Nella collezione oggi conto circa 70 modelli di questo tipo ed è sicuramente un'area di grande interesse per due ragioni.
La prima è che ogni tanto si scopre qualche prototipo dei tempi passati mai documentato, la seconda è che molti dei prototipi non sono mai stati riprodotti in scala.
Un cordiale saluto.
Marco.
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Bracco





Regione: Marche
Prov.: Ancona
Città: Fabriano - Senigallia


7555 Messaggi

Inserito il - 27/02/2011 : 12:57:56  Mostra Profilo Invia a Bracco un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Alloora speriamo che la Tecnomodel metta in produzione anche la Diva......
Grazie della risposta e buona domenica.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER

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leader10





Regione: Lazio
Prov.: Frosinone
Città: Supino


27 Messaggi

Inserito il - 27/02/2011 : 20:41:20  Mostra Profilo Invia a leader10 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Salve Sig. Rigoni,

Mi presento,mi chiamo Federico Arduini ed ho 23,vivo in provincia di Frosinone e,sono iscritto qui in club alfa sport da pochi giorni. Questa sera ho letto la sua intervista,innanzi tutto le faccio i complimenti per la sua collezione,vedere le sue foto mi ha fatto rimanere senza parole,è da ammirare il suo lavoro e la sua passione.
Sin da piccolo ho due grandi passioni Aerei,elicotteri,ed Alfa Romeo che hanno portato in me sin dall'età di 11 a collezionare modelli; mi ha colpito molto nella sua intervista quando racconta che per comprare un modello in scatola di montaggio faceva molti sacrifici; questo suo particolare mi ha fatto tornare indietro di qualche anno,quando anch'io, frequentando le scuole superiori ogni estate mi rimboccavo le maniche nel fare qualche lavoro manuale, per acquistare qualche modello in scatola di montaggio poichè mio padre da qualche anno, anche lui è "vittima" della crisi fiat,quindi in cassa integrazione per lunghi periodi.
Leggendo sempre la sua intervista ho letto che l'Alfa Romeo ha contribuito nella realizzazione dell'elicottero NH-90,le chiedo (se è possibile) eventuali informazioni o documentazioni,poichè io lavoro da quasi 4 anni presso l'Agusta Westland (casa che produce quest'elicottero) e da appasionato del settore,oltre che da loro dipendente conosco i loro modelli,ma questo particolare non lo conoscevo,quindi chiedo questo suo aiuto,se è possibile.

La ringrazio in anticipo per l'eventuale aiuto,mi scuso se mi sono dilungato un pò nel messaggio.

Saluti,

Federico Arduini

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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 28/02/2011 : 11:19:24  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Federico, mi permetta anzitutto di congratularmi per il suo lavoro. Sono certo che lei è orgoglioso di far parte del Team Agusta Westland, un’Azienda che ha saputo e sa affermare la professionalità italiana nel mondo della tecnologia avanzata, similmente a quanto ha fatto Alfa Romeo.
La ringrazio inoltre per avere aperto una finestra sul mondo dell’aviazione, un mondo dove Alfa Romeo è stata protagonista per tanti decenni ottenendo successi del tutto paragonabili a quelli dell’automobile.
Ma veniamo all’NH 90.
Cito “Aeromedia, marzo 2000”
Il 1° marzo 2000, nell'ambito di una cerimonia ristretta all'ambiente industriale-militare e senza la partecipazione della stampa, è stato presentato in volo a Cascina Costa il quinto ed ultimo prototipo dell'elicottero multiruolo NH 90, esemplare realizzato sotto la responsabilità dell'Agusta.
Il programma internazionale NH 90 nacque a seguito di un primo studio svolto in ambito NIAG (NATO Industrial Military Advisory Group), all'inizio degli anni '80, seguito da un'intesa tra i ministeri della difesa di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, per realizzare un elicottero bimotore, classe 10 tonnellate, adatto ad impieghi terrestri (variante TTH) e navali (variante NFH), partendo da una configurazione di base comune. Il Regno Unito si ritirò poi dall'iniziativa nel 1987.
Nel 1992 venne costituito il consorzio NH Industries oggi formato da Agusta, Eurocopter e Stork Fokker, per lo sviluppo dell' NH 90 e la costruzione di cinque prototipi, come premessa per la successiva produzione in serie. Con l'avvento della nuova situazione geo-politica mondiale, lo svolgimento del programma subì poi, come altri, le conseguenze della crisi del settore aerospaziale ed i ritardi dovuti all'inizio della complessa fase di riorganizzazione degli assetti industriali internazionali.
Attualmente, con tutti i prototipi in attività, l'esplorazione dell'inviluppo di volo della macchina è destinato ad una significativa accelerazione, di pari passo con la qualificazione in volo dei sistemi di missione. Nel frattempo, per le forze aeree delle quattro nazioni, si è ormai fatta urgente la necessità di mettere in linea l'NH 90 per sostituire elicotteri ormai obsoleti oppure utilizzati fino ai limiti della vita strutturale.
Il prototipo italiano dell'NH 90, designato PT5 ed identificato dalla MM X613, è configurato nella versione NFH (di responsabilità Agusta) ed è destinato allo sviluppo dei sistemi per missioni autonome antisom (ASW) ed antinave (ASVW), oltre alle capacità aggiuntive di supporto antiaereo, aerorifornimento ad unità in navigazione, SAR e trasporto truppe. Il suo programma di sperimentazione in volo prevede anche un ciclo di prove di appontaggio su unità navali.
Nel corso della presentazione in volo svoltasi a Cascina Costa, PT5 si è esibito in coppia con il prototipo PT1 (primo volo presso la Eurocopter France a Marignane il 18 dicembre 1995). Questo velivolo reca l'identità italiana MM X612 in quanto è attualmente impiegato nella fase di certificazione con motori del tipo Alfa Romeo Avio-General Electric CT700-T6E, prevista per gli NH 90 destinati all'Italia, in alternativa al turboalbero RRTI (Turbomeca, Rolls-Royce, MTU, Piaggio e Topps) RTM 322-01/9 già prescelto dalle forze armate francesi.
Il lancio, ormai prossimo, della produzione del primo lotto di serie dell'NH 90 (oltre 150 esemplari), dovrebbe anche favorire le opportunità di mercato che si vanno delineando per il nuovo elicottero.

Aggiungo che Alfa Romeo Avio è stata l’unica azienda non statunitense a produrre componenti per il turboalbero GE T700 montato sugli elicotteri della Marina USA e che disponeva della licenza di costruzione del propulsore destinato alle versioni anglo-italiane.

Allego la foto
- del prototipo italiano (PT5) dell'elicottero NH Industries NH 90, assemblato dall'Agusta, in volo con l'esemplare PT1, utilizzato per la certificazione con i motori Alfa Romeo Avio-General Electric CT700-T6E.
- la foto del modello della mia collezione gliela invierò via e-mail poichè troppo voluminosa


Un cordiale saluto.
Marco


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leader10





Regione: Lazio
Prov.: Frosinone
Città: Supino


27 Messaggi

Inserito il - 28/02/2011 : 12:04:52  Mostra Profilo Invia a leader10 un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Sig. Rigoni la ringrazio per la sua risposta,mi ha fatto conoscere questo particolare riguardante l'NH-90 il quale non conoscevo :)

Si,è vero,le confermo che per me è una grandissima soddisfazione lavorare per un'azienda come l'Agusta Westland sia per ciò che l'azienda stessa rappresenta ancora oggi,ovvero 100% tecnologia ed ingegneria italiana,oltre al fatto che sono riuscito a conciliare il lavoro con la mia passione :)

Ha detto benissimo,Alfa Romeo ed il mondo dell'aviazione sono strettamente correlati,non a caso gli aerei che montavano motori Alfa Romeo si sono sempre distinti rispetto gli altri,un'esempio che le posso fare poichè oltre a conoscerlo bene come velivolo al quale sono legato è il Savoia Marchetti S.M. 79 "Sparviero",meglio conosciuto come "Gobbo Maledetto",aereo che durante le azioni belliche sia nella guerra civile di spagna che nella seconda guerra mondiale ha dato filo da torcere alle forze armate ed aviazione britannica...La storia dell'Alfa Romeo è fatta di successi sia nel settore automobilistico che in quelle aeronautico e così via.

La ringrazio ancora Sig. Rigoni,attendo la sua foto :)

Un saluto,

Federico Arduini

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Emilius
Utente


Regione: Lazio
Città: Roma


5600 Messaggi

Inserito il - 04/03/2011 : 18:45:18  Mostra Profilo Invia a Emilius un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ci può illuminare su una delle prime Alfa (ancora senza Romeo) costruite? La 40/60 HP del barone Ricotti è una delle vetture più particolari per la sua forma simile ad un dirigibile. Il modellino della Rio, da poco rivisto con la colorazione nera del telaio, rappresenta egregiamente il monovolume originale.




Ma la versione torpedo rossa è esistita veramente? Ci sono documenti o foto della vettura originale?



Anche qui Rio ha fatto un ottimo lavoro con il modellino, ma la curiosità riguarda il modello reale. Visto che non ho mai trovato notizie al riguardo ho sempre pensato che fosse una di quelle "leggende" di cui è pieno il mondo Alfista.
Se mi può dare conferma dell'esistenza della 40/60 HP Ricotti Torpedo mi metterò subito alla ricerca Grazie!



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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 05/03/2011 : 11:48:41  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Emilius, la torpedo 40/60 HP è veramente esistita e, da alcuni documenti, sembra che fosse null'altro che la trasformazione della 40/60 HP costruita per il Conte (non Barone) Marco Ricotti.
Infatti da documenti relativi alla Carrozzeria Castagna, a commento della foto che allego, è indicato quanto segue:
"Carrozzeria Carlo Castagna & C. Milano
Aerodinamica integrale con padiglione asportabile, allestita su telaio A.L.F.A. 40/60 HP (1913) per il Conte Ricotti."
Può quindi essere plausibile il fatto che la vettura fosse stata modificata dopo poco tempo la sua realizzazione per dotarla di tetto rimuovibile.
Rimane il dubbio del colore, che sembra diverso da quello della foto del modello coperto.
RIO ha scelto di riprodurla con un colore rosso, ma nutro grossi dubbi in merito, visto l'utilizzo tipicamente turistico della vettura.
Altro particolare importante è il colore dei pneumatici, chiaramente bianco/panna caratteristici dell'epoca, sia sul modello coperto che sulla torpedo, riprodotti invece dalla RIO in nero, probabilmente riferiti alla copia della vettura del Museo di Arese.
Un cordiale saluto.

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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 05/03/2011 : 15:57:22  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Federico, a proposito dell'NH 90, sono riuscito a comprimere l'immagine del modellino ed ora la posso allegare.
cordiali saluti

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Carlitos





Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


24214 Messaggi

Inserito il - 06/03/2011 : 08:25:10  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Carlitos Invia a Carlitos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Marco, ti voglio fare una domanda particolare riguardante la produzione Alfa Romeo. Solitamente l'Alfa Romeo è conosciuta come fabbrica di automobili, in realtà nella sua storia, anche recente, il marchio milanese ha spaziato in ogni campo e ha prodotto mezzi militari, camion, autobus, cucine a gas, motori per aerei, navi e di ogni tipo per ogni utilizzo.
Vorrei sapere quale era la percentuale di auto prodotte rispetto al resto della produzione negli anni e magari anche dove, perchè spesso si pensa che gli altri prodotti appartengano al periodo dell'anteguerra e al dopoguerra, mentre dalle risposte che hai dato sopra si evince che l'Alfa Romeo non produce solo automobili anche ai giorni nostri.








Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni

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poldovr





Regione: Veneto
Prov.: Verona
Città: Hellas Verona


1055 Messaggi

Inserito il - 06/03/2011 : 13:25:10  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di poldovr Invia a poldovr un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E' davvero un piacere averla tra noi Marco,come vede qui trovera' pane per i suoi denti....anch'io sono curioso di sapere come Carlo questa curiosita' sulle produzioni..davvero interessante!!!
Grazie ancora di essere dei nostri


Ogni secondo venerdi' del mese ore 21.30 incontro a Verona c/o Birreria Paulaner
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marco rigoni





Regione: Lombardia


67 Messaggi

Inserito il - 06/03/2011 : 14:26:57  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Carissimi, domada semplice ma risposta difficile.
Purtroppo quanto vi propongo ha un carattere puramente qualitativo in quanto molti numeri (per esempio quelli di bilancio relativi agli anni 1910-1945) sono andati persi o sono parziali.
Mi auguro però che quanto segue riesca comunque a tratteggiare il complesso identikit di un'Azienda tra le più rilevanti nella storia industriale Italiana del Novecento.
L’Alfa si chiama Romeo perché l’Esercito Italiano, all’inizio della Prima Guerra Mondiale, aveva bisogno di 10000 proiettili al giorno da 75 e 149 mm per le artiglierie. Nicola Romeo, proprietario di una piccola officina a Milano ed amico del presidente della Banca Italiana di Sconto, fu da questo informato della commessa dell’Esercito e, per poter produrre questi volumi, comprò le officine dell’Alfa che versava in una pesante crisi finanziaria. Dal 1915 venne perciò interrotta la
produzione di automobili e tutti gli sforzi furono concentrati sui proiettili per poi allargarsi ai lanciafiamme e ai compressori (“il piccolo italiano”).
L’unica parentela con il prodotto automobile fu rappresentata da una piccola serie di autocarri leggeri per l’Esercito su telaio 24 HP. Dopo un paio d’anni inizia la produzione di motori aeronautici su licenza Isotta Fraschini, esperienza che rimarrà nel DNA Alfa Romeo per decenni, caratterizzando il vero “core business” dell’Alfa dalla fine degli anni 20 all’inizio degli anni 40.
Nicola Romeo punta sulla diversificazione e alla fine del 1° conflitto mondiale è a capo di una importante concentrazione industriale che conta, solo a Milano, cinque stabilimenti. Tra febbraio e giugno 1918 viene formalizzata la nuova denominazione di Società Anonima Ing. Nicola Romeo & C. che comprende anche gli stabilimenti di Costruzioni Meccaniche di Saronno, fabbrica di materiale ferroviario ed armi, le Officine Meccaniche ex-Tabanelli di Roma, impegnate nelle costruzioni tranviarie, le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli, di materiale ferroviario e aeronautico e infine le Officine Meccaniche di Trieste che operavano nel settore degli autocarri.
Con la conclusione della Grande Guerra inizia anche la produzione di trattori su licenza IHC (trattrice ROMEO) e di macchine agricole complementari quali gli aratri, iniziativa che incontrò scarsi successi. Viene inoltre prodotta una commessa del gruppo cambio-differenziale per il carro armato leggero Fiat 3000.
All’inizio anni venti si prova anche a trasformare un telaio/motore di una RM in trattrice militare ed autoblindo, senza però aver successo. Nella seconda metà degli anni 20 riparte la produzione di motori aeronautici su licenza di produttori inglesi e la produzione di autocarri e telai per autobus che continuerà sino alla fine degli anni 60.
In parallelo inizia la produzione di motori diesel che, inizialmente dedicata agli autocarri, spazierà poi nei diesel marini ed industriali. Così come i diesel, anche i motori a benzina vengono convertiti per uso marino ed utilizzati su barche militari leggere veloci o come motori ausiliari sui MAS.
Negli anni 30 prende avvio anche la produzione di eliche che raggiunge quote d’eccellenza sia in termini qualitativi che quantitativi. Fino alla conclusione della seconda Guerra Mondiale l’Alfa Romeo è concentrata sui motori aeronautici, eliche ed autocarri.
L’Alfa continua a produrre automobili, oltre a motori d’aereo ed autocarri. Automobili di serie piccolissime basate concettualmente sul progetto 6 cilindri di Jano, che, con ben trentacinque varianti del progetto originario, passano dalla 1500, alla 1750, alla 1900, alla 2300 per concludersi con le ultime 2500 pre e post conflitto mondiale.
Eccezione alla 6c fu la 8c, 2300 e 2900, quest’ultima costruita in soli 30 esemplari.
Se l’automobile Alfa Romeo negli anni ’30 e ’40 ha rappresentato più un problema che un’opportunità sotto il profilo industriale, sotto il profilo agonistico fu l’artefice, direttamente e attraverso la Scuderia Ferrari, del predominio italiano su tutti i campi di gara, almeno sino al 1935.
L’Alfa conquistò innumerevoli vittorie nei gran premi con le P2, 8c 2300 e P3 e dominò le corse su strada e di durata con le 6c 1750, le 8c 2300 e le 8c 2900. I migliori piloti del mondo, quali Campari, Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Caracciola, Moll ed altri ancora, portarono al successo le “rosse” italiane in tutta Europa, ed anche negli Stati Uniti, creando una immagine di eccellenza per l’azienda, l’industria italiana e la nazione stessa.
Durissima la ripresa produttiva dopo la conclusione del conflitto mondiale:si producono cucine e tapparelle con le poche macchine utensili sopravvissute cai bombardamenti.
Dal 1950, con la 1900 e poi con la Giulietta, l’Alfa può finalmente essere considerata una azienda automobilistica a tutti gli effetti.
Rimane importante per poco più di un decennio la produzione dei mezzi pesanti (camion e bus) e i motori diesel marini e industriali.
La componente aeronautica, grazie alla manutenzione dei propulsori per varie Forze e Compagnie aeree ed alla produzione di componentistica per i propulsori stessi, rimarrà attiva fino alla fine degli anni 80, mentre la conversione dei motori “corsaioli” per la motonautica è rimasta inalterata nel tempo.
Con l’ingresso in Fiat, Alfa ritorna alle sue origini puramente automobilistiche.


In sintesi, il profilo industriale dell’Alfa Romeo, può essere così sintetizzato.
1910-15 Automobili
15-30 Industria elettro-meccanica (Munizioni, gruppi elettrogeni, attrezzature per l’industria estrattiva, locomotori a vapore ed elettrici, tram, materiale rotabile, motori aviazione, trattori, aerei …e qualche automobile)
30-43 Aviazione (motori ed eliche) e mezzi pesanti (Autocarri e derivati)…e qualche automobile
50-70 Automobili, mezzi pesanti, motori diesel per trazione e industriali, aviazione
70-90 Automobili e coda aviazione
90 –oggi Automobili

Per finire, una lista riepilogativa della natura dei principali “oggetti” usciti dai siti produttivi Alfa Romeo nel suo secolo di vita.

Automobili turismo, sport e monoposto da corsa
Proiettili artiglieria 75 e 149 mm
Compressori
Gruppi elettrogeni
Pompe vigili del fuoco
Lanciafiamme
Gruppo cambio differenziale carri armati
Trattori
Macchine agricole
Macchinari per l’industria estrattiva
Respingenti per vetture ferroviarie
Trattrici per artiglieria
Autoblinde leggere
Locomotive a vapore,
Locomotrici elettriche trifasi a corrente continua
Locomotive diesel
Motrici tranviarie
Carrozze ferroviarie e tranviarie
Motori diesel per uso civile e industriale
Motori aeronautici
Eliche
Aerei
Motori marini a olio pesante, diesel e benzina
Camion, furgoni, autobus e filobus
Cucine elettriche e a gas
Tapparelle elettriche

Un cordialissimo saluto.
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Carlitos





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Inserito il - 06/03/2011 : 15:31:55  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Carlitos Invia a Carlitos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Accidenti Marco ... hai scritto un libro

Grazie per queste preziose informazioni, che confermano il fatto che l'Alfa Romeo è stata un'industria a tutto tondo e anche una fabbrica di automobili ... e che automobili.
Penso che si possa dire che questo marchio ha rappresentato la punta di diamante della tecnologia italiana per molti decenni.
Credo che si possa dire anche che proprio questo suo essere fabbrioa globale le ha permesso di applicare alle automobili tutte le tecnologie ed esperienze acquisite negli altri campi.
E penso che si possa dire che la forza, la vera tradizione dell'Alfa Romeo è quella di essere stata capace di reinventarsi sempre.
Un esempio banale viene dalla Giulia, una vettura innovativa, soprattutto nell'aerodinamica, sostituita poi dall'Alfetta, una vettura completamente diversa per estetica e meccanica. Allo stesso modo l'Alfasud non fu una semplice vettura a trazione anteriore con uno schema meccanico simile alle concorrenti, era una vettura unica nel suo genere. Lo stesso penso si possa dire della 156, che ha rivoluzionato il modo di concepire vetture sportive a trazione anteriore.





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni

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Emilius
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Inserito il - 07/03/2011 : 11:20:37  Mostra Profilo Invia a Emilius un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho compreso molto di più della storia del primo mezzo secolo Alfa Romeo da queste righe di Marco, che non da tutti i libri letti finora sull'argomento.

L'azienda è passata attraverso tanti di quei prodotti che dobbiamo ritenerci fortunati se adesso guidiamo vetture marchiate Alfa Romeo... se fosse andata diversamente magari ci saremmo incontrati su un forum di appassionati militari o contadini

Grazie per la risposta sulla Torpedo del Conte Ricotti, se solo si riuscisse in qualche modo a capire il colore originale...




Modificato da - Emilius in data 07/03/2011 11:28:42
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poldovr





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Inserito il - 07/03/2011 : 20:05:54  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di poldovr Invia a poldovr un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Davvero esaudiente!!!!
Molte delle cose che ho letto in queste righe sono state per me una sorpresa,grazie davvero Marco!!!


Ogni secondo venerdi' del mese ore 21.30 incontro a Verona c/o Birreria Paulaner
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ambulancedriver
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Inserito il - 10/03/2011 : 13:48:48  Mostra Profilo Invia a ambulancedriver un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Citazione:
Messaggio inserito da Carlitos

Accidenti Marco ... hai scritto un libro

Grazie per queste preziose informazioni, che confermano il fatto che l'Alfa Romeo è stata un'industria a tutto tondo e anche una fabbrica di automobili ... e che automobili.
Penso che si possa dire che questo marchio ha rappresentato la punta di diamante della tecnologia italiana per molti decenni.
Credo che si possa dire anche che proprio questo suo essere fabbrioa globale le ha permesso di applicare alle automobili tutte le tecnologie ed esperienze acquisite negli altri campi.
E penso che si possa dire che la forza, la vera tradizione dell'Alfa Romeo è quella di essere stata capace di reinventarsi sempre.
Un esempio banale viene dalla Giulia, una vettura innovativa, soprattutto nell'aerodinamica, sostituita poi dall'Alfetta, una vettura completamente diversa per estetica e meccanica. Allo stesso modo l'Alfasud non fu una semplice vettura a trazione anteriore con uno schema meccanico simile alle concorrenti, era una vettura unica nel suo genere. Lo stesso penso si possa dire della 156, che ha rivoluzionato il modo di concepire vetture sportive a trazione anteriore.





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni





Ma MARCO "è" un libro e come tale bisogna averne cura e consultarlo poco per volta. E' un "secondo Museo Alfa Romeo" e bisogna lavorare per dargli un destino differente: tutto quanto Marco ci propone dobbiamo conservarlo per bene ed esserne grati.


_

ex Alfasud Ti 1.3 3P
ex 33 1.3 S Sport Wagon
ex 33 1.3 IE Sport Wagon
Visita: http://www.numeroamico.org/mainframe.php e http://www.crocebianca.org/mainframe.php
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Emilius
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Inserito il - 15/03/2011 : 15:03:12  Mostra Profilo Invia a Emilius un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
NONO CAPITOLO DELLA RUBRICA
MARCO RIGONI RACCONTA



Dedicato alla Monoposto Tipo 162



Clicca sull'immagine per leggere il nuovo appassionante racconto di Marco Rigoni!


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Carlitos





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Inserito il - 15/03/2011 : 16:57:27  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Carlitos Invia a Carlitos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Marco, da quanto e da quello che hai scritto sembrerebbe che Ricart sia stato a scuola con te, tanto sei stato dettagliato .

Scherzo, so che sei molto più giovane .

Tornando seri, sono rimasto colpito dalla personalità di questo tecnico e mi ha incuriosito questa parte del tuo racconto su Ricart:

Tra quest’ultimo (Enzo Ferrari) e Ricart, che di fatto era il suo capo, non corse mai buon sangue e nacquero molti aneddoti relativi ai loro rapporti personali. Vale la pena di ricordarne almeno uno, molto simpatico e testimone dello spiccato senso dello humor dell’ingegnere spagnolo.
Racconta Ferrari “L’amico spagnolo portava scarpe con enormi suole di gomma, ma così spropositate che un giorno finii per chiedergliene la ragione. Con estrema serietà il Ricart mi rispose che si trattava dell’ovvia precauzione di un tecnico: il cervello di un grande tecnico, per non avvertire le asperità del suolo e non subirne danni, doveva essere accuratamente molleggiato”. Senza questi incidenti con Ricart, forse Ferrari non avrebbe mai lasciato l’Alfa Romeo.


Possibile che Ferrari se ne sia andato per, o anche per incompatibilità con Ricart?




Inoltre mi ha colpito anche questa parte:

Vittorio Jano, allora direttore tecnico, provò alcuni anni dopo a progettare un motore stellare "casalingo", l’AR D2, che ottenne però limitato successo. A seguito di questo evento, Ugo Gobbato, Amministratore Delegato, assegnò a Giustino Cattaneo la responsabilità del settore aeronautico, limitando le responsabilità di Jano alle automobili e agli autocarri.

In cui sembrerebbe che Jano non fosse un gran tecnico, almeno per la parte areonautica dei motori.
A dire il vero anche Busso non aveva una grande stima per questo tecnico, che a suo dire sfruttava bene le grandi potenzialità "metallurgiche" dell'Alfa Romeo di quei tempi.
Puoi dirmi qualcosa in più in merito?



Carlitos
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Bracco





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Inserito il - 15/03/2011 : 18:59:25  Mostra Profilo Invia a Bracco un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Buonasera Sig. Rigoni.
Ho letto con attenzione il racconto su Ricart e sul suo modello Tipo 162, devo complimentarmi ancora una volta con Lei per la sua cultura Alfista e naturalmente per il modello in questione.
Certo che il V16 era un capolavoro, Le è mai venuto in mente di riprodurre anche solo l'unità motopropulsiva?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER

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marco rigoni





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Inserito il - 16/03/2011 : 11:21:12  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Carlitos, tu mi chiedi giudizi su due Personaggi che hanno entrambi dato un enorme contributo alla affermazione della tecnologia e professionalità Italiana nel mondo.
Tengo perciò a precisare che la mia risposta è del tutto personale e, come tale, prescinde, pur tenendone conto, da giudizi tecnico-manageriali, ben più accreditati della mia opinione.
Ciò premesso, va subito sottolineato che senza Ferrari e senza Jano, non saremmo qui a parlare con tanta passione di Alfa Romeo: semplicemente questa Azienda avrebbe concluso la sua esistenza molto prima e in modo assolutamente anonimo.

Ma andiamo con ordine, cominciando da Enzo Ferrari.
Ferrari era un pilota, un tecnico, ma sopratutto un manager ed imprenditore.
Quando era in Alfa con Ricart, aveva già sperimentato le sue capacità nella gestione della plurivittoriosa Scuderia Ferrari e, pur con il titolo di Direttore Alfa Corse, si ritrovava a dover “obbedire” agli ordini di qualcuno che stava sopra di lui.
Questo non era nella sua natura e lo dimostrano sia i fatti antecedenti al 1940 sia quelli successivi.
In più il carattere e la personalità di Ricart mal si combinavano con le sue caratteristiche individuali.
Io sono convinto che le scelte mentali coraggiose (per intenderci quelle che cambiano la vita di un individuo) seguano un processo molto simile agli eventi fisici.
Ovvero hanno bisogno di tutta una serie di condizioni che, presenti contemporaneamente, provocano il CAMBIAMENTO.
Ferrari si è trovato pressoché in questa situazione e, probabilmente, la incompatibilità caratteriale con il suo Capo, sia stata l’elemento che, combinata con la sua esperienza, le sue motivazioni e le sue aspirazioni, abbia fatto “scattare” la decisione di andarsene.
La mancanza di questa condizione l’avrebbe fatto rimanere in Alfa, magari con compiti diversi e a lungo o magari solo per pochissimo tempo.
Comunque sono pure ipotesi che non cambiano la storia !

Vittorio Jano.
Dalla biografia di Vittorio Jano:
“…..Jano studia all’istituto professionale a Torino e comincia a lavorare come disegnatore in una piccola azienda automobilistica.
2 anni dopo va alla Fiat dove, poco dopo, comincia ad occuparsi della progettazione di tutte le vetture da corsa.
Nel 1923 è a capo di un gruppo di disegnatori, quando gli viene proposto di entrare in Alfa….e lui accetta.”
Da “Ali e Motori in Lombardia” Silvana Editoriale 1995
“L’industria motoristica: Isotta Fraschini e Alfa Romeo
…nel 1908 l’Isotta Fraschini cominciò ad occuparsi di motori per aviazione sotto la guida dell’ingegner Giustino Cattaneo.
Il primo motore, l’M1 da 60 CV, venne esposto nel 190 alla Esposizione Aeronautica di Milano……..nel 1925 ritorno alle realizzazioni proprie con un nuovo motore 12 cilindri a V raffreddati ad acqua da 450/500 CV, appropriatamente battezzato “Asso”……L’ingegner Cattaneo, partendo dall’”Asso”, ne sviluppò tutta una serie di tipi in modo da offrire una gamma di potenze compresa tra 200 e 1000 CV….”

Un motore aeronautico stellare ha certamente qualche grado di parentela con un otto cilindri in linea automobilistico…ma niente di più.
Se alcuni materiali possono essere comuni, le tecnologie e le soluzioni ingegneristiche sono diverse.
Certo, se ci rituffiamo nel periodo degli anni 20/30, non è strano che la Direzione dell’Alfa Romeo abbia chiesto al suo Progettista Capo di cimentarsi con i motori d’aviazione, ma la professionalità non è acqua !

Un cordiale saluto.
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marco rigoni





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Inserito il - 16/03/2011 : 11:49:13  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Caro Bracco, lei tocca un "nervo scoperto".
Il V16 della Tipo 162 è certamente molto bello....ma è stato soltanto uno dei meravigliosi motori progettati e realizzati in Alfa Romeo.
Molti di essi sono vere e proprie sculture, che mi hanno sempre affascinato per la loro armoniosità e bellezza.
Dopo una ventina d'anni dall'inizio della collezione di modelli di auto e camion (quindi circa 15 anni fa), ho avuto la tentazione di cominciare la raccolta dei modelli di motore.
Ho messo insieme tutte le foto dei motori prodotti in Alfa, ho provato ad acquistare un modello 1/18 di un 33/3, buttando telaio e carrozzeria e affinando il motore ed il risultato non era male (tenga conto che l'1/18 è la scala minima per poter realizzare un modello sufficientemente dettagliato e visibile).
Ho poi contattato vari modellisti per capire la realizzabilità dell'idea (sto ancora aspettando dopo 7 anni il modello del motore della P2 -vedi foto- che un caro amico mi aveva promesso).
Ma ho desistito quando un preventivo "serio" per un modello 1/18 si era attestato sui 2500 Euro !
Poichè, quando si inizia una collezione, bisogna pianificarne i contenuti e le dimensioni, i costi per una cinquantina di esemplari (tanti sono i motori importanti realizzati in Alfa) ammonterebbero a 125000 €.....tralasciando l'aspetto temporale.
Comunque, se vinco all'Enalotto (però non ho mai giocato), sarà la prima cosa che faccio.
Un cordiale saluto.

Immagine:

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Bracco





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Inserito il - 16/03/2011 : 12:53:07  Mostra Profilo Invia a Bracco un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non immaginavo che i costi fossero così elevati! Impressionante.


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Carlitos





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Inserito il - 17/03/2011 : 12:32:09  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Carlitos Invia a Carlitos un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Marco per le tue delucidazioni e pareri, sempre attenti e preziosi.
Non sapevo del rapporto critico tra Ferrari e Ricart ... chissà come sarebbe stata la storia dell'Alfa Romeo senza questa frattura.
Spesso le sorti di un'azienda dipendono da certe casualità, da idde dei singoli e appunto da tutte le condizioni presenti in quel preciso momento.

Riguardo alla 162, se si legogno solo le sue caratteristiche tecniche non si pensa ad una vettura degli anni 30, ma ad un mostro stradale dei tempi nostri.

Anche la storia dle tuo modellino non è men oaffascinante e "complicata" e fa capire quanti studi e fatica ci sono dietro alla nascita dei tuoi modellini unici.




Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni

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marco rigoni





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Inserito il - 01/04/2011 : 13:43:37  Mostra Profilo Invia a marco rigoni un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Cari Amici, dopo le dichiarazioni di un paio di giorni fa, mi sono accorto che nella mia collezione manca un pezzo che forse oggi non è molto significativo, ma che lo può diventare nel giro di uno o due anni: il modello di Sergio Marchionne (forse in scala 1/24 o 1/18).
C'è qualcuno che mi può suggerire qualche modellista capace di colmare la lacuna ?
Un cordiale saluto.
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