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Emilius


   
Regione: Lazio
Città: Roma Alfa Romeo 147 1.6 TS Black Line
5391 Messaggi |
Inserito il - 25/04/2008 : 22:47:19
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In questa sezione potremo inserire delle schede riguardanti i modellini in nostro possesso, in modo da recensire la maggior parte possibile della produzione di Alfine in scala. Questo primo post verrà utilizzato come menu, andremo a riassumere il contenuto di ogni pagina come avviene già per il topic "Confronti".
Chiunque è libero di inserire la propria scheda, rispettando alcune regole fondamentali per non creare confusione: 1- Accertarsi che quel modellino non sia già stato inserito. 2- Esprimere una valutazione quanto più possibile oggettiva ed imparziale, evitando confronti e tenendo conto delle limitazioni della scala. 3- Ogni scheda dovrà riportare i dati fondamentali del modellino quali: tipo (kit, die-cast, speciale), materiale della scocca, produttore, modello rappresentato, eventuali modifiche apportate. Dovrà inoltre contenere almeno 3 immagini di buona qualità e non prese da altri siti, raffiguranti la parte anteriore, posteriore e laterale del modello. 4- L'upload delle foto va eseguito secondo le indicazioni riportate in questo topic, rispettando le dimensioni massime di 80 kb come peso e di 600 x 400 pixel come grandezza. Nel caso di immagini particolarmente grandi o di post con molte foto, inserirle lasciando solo l'url. Le foto che non rispettino le regole indicate verranno tolte, lasciando il solo url del file. 5- Per eventuali commenti utilizzeremo Le alfine in generale. Qualsiasi post non contenente la recensione di un modellino verrà spostato o cancellato, perciò non scrivete qui!
Tutte le opinioni espresse in questo topic sono influenzate dal giudizio personale, seppure minimamente. Preghiamo perciò chi le legge di non sentirsi offeso se di opinione contraria. Commenti o critiche costruttive andranno espressi nel topic generale.

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Modificato da - Emilius in Data 25/04/2008 22:50:59
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gianluca66


  
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Prov.: Milano
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Inserito il - 26/04/2008 : 22:13:09
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Alfa Romeo Giulia 1600 TI 1966 - Provence Moulage ref. K572
Un esemplare della vettura reale
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La Giulia berlina non è un modello che ha bisogno di presentazioni particolari,oggi nel campo del die-cast è fin troppo inflazionata, ma nel campo dei kit in resina non ha avuto grandissimo risalto. Tra i produttori ritroviamo essenzialmente Provence Moulage, Hostaro e poi il connazionale Tron (che ne ha ricavato varie versioni).
Tuttavia, nel campo degli speciali la versione 1600 TI 1a serie è stata riprodotta solo, e per prima, dal produttore francese.
Il kit è completamente in resina, eccetto paraurti, scudetto e parte dei cerchi che sono in metallo bianco cromato. La rimanente parte dei cerchi è in alluminio tornito.
Poche le fotoincisioni : solo i due deflettori ai vetri anteriori, i tergicristalli e la calandra 
Le decals riproducono invece i fregi sul coperchio bagagli (corrette), le targhe (anteriore e posteriore) lo stemma da apporre sullo scudetto (molto nitido e dettagliato)e la strumentazione .
Il fregio sul cofano anteriore è stato posto dal sottoscritto, ed è stato ricavato da un adesivo cromato.
Vetri in monoblocco di acetato, abbastanza trasparenti 
Scarse le indicazioni di montaggio (praticamente solo due foto di 3/4 del modellino factory built)..infatti il colore "grigio nube" è stato tratto da documentazione dell'epoca in quanto le istruzioni non danno suggerimenti di sorta. 
vista laterale
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La vista laterale presenta un buon livello di dettaglio, in particolare la forma dei ripetitori laterali è esattamente come nella vettura originale. La linea nella parte posteriore è forse la zona meno azzeccata, la bagagliera appare troppo corta ed eccessivamente sottile, inoltre il passo delle ruote sul fondino non corrisponde esattamente con quello dei parafanghi della scocca (la ruota posteriore, praticamente, tende a sparire verso la porta posteriore) I cerchi sono correttamente riprodotti (forse i più esigenti, lamenteranno la mancanza di un piccolo cerchio nero come sarebbe giusto ci fosse)
vista posteriore
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La parte posteriore risulta alla vista ben riuscita, le decal rendono al meglio (essendo ben definite) le peculiarità della Giulia prima serie.....forse la targa è un po' sproporzionata ma si riesce, addirittura, ad apprezzare la stella della RI.
vista anteriore
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La parte anteriore risulta ben proporzionata, ottima la scelta del produttore di dotare il kit di lenti adesive per la riproduzione dei fari...ben dettagliato anche lo scudetto (pur essendo di metallo bianco)
Un' ultima valutazione sull'interno (volutamente non fotografato per rispettare il format) ...riproduce fedelmente il cruscotto con strumentazione orizzontale ed il volante con semicerchio per l'avvisatore acustico....unico appunto i sedili separati (in realtà la prima serie aveva un'unica seduta ed i due schienali sdoppiati ma uniti)..la leva cambio impera invece sul tunnel centrale, imponente ed inclinata come nella realtà 
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 15/06/2008 10:43:54 |
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gianluca66


  
Regione: Lombardia
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Inserito il - 28/04/2008 : 13:37:15
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Alfa Romeo Brera 3.2 JTS Sky Window 2005 - Hongwell ref. CA9301
Un esemplare della vettura reale
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Coupé destinata, insieme alla GT, a ricoprire la presenza di Alfa Romeo nel segmento delle sportive, non poteva mancarne una riproduzione in scala 1/43.
A dire il vero, la Brera è stata presentata, oltre che nel panorama degli speciali (dove sono presenti anche le versioni prototipo), anche nel movimentato mercato dei die-cast da più produttori tra cui M4 (ref. 47002), Norev (ref. 187900), Minichamps (ref.120571).....quello che caratterizza maggiormente questa realizzazione della cinese Hongwell è che più che di mercato, sarebbe più corretto parlare di supermercato ....è sì perchè, a meno di 5 €, la troverete nel reparto giocattoli degli ipermercati, accanto ai blister di chewing-gum dal tabaccaio, accanto a quotidiani e riviste dal vostro edicolante di fiducia, tra salvagenti e creme doposole negli empori di riviera, ma....raramente presso un negozio di modellismo .
Eppure questo modellino è bello, ben fatto, giustamente particolareggiato e non sfigura più di tanto tra le chicche delle nostre collezioni ....ora vediamo perchè .
Il modellino è costruito prevalentemente in zama e plastica e, quello che sconcerta da subito, ma positivamente, è la buona precisione degli accoppiamenti tra i vari pezzi costruiti nei due diversi materiali .
Nessuna apertura presente, nessuna fotoincisione, ma tante tampografie, come è costume nella maggiorparte dell'attuale produzione die-cast .
La gamma colori presenta quelli più caratteristici in circolazione per la Brera, ovvero Rosso Alfa, Argento Alfa, Nero e Blu Misano (quello dell'esemplare descritto) .
vista di 3/4 anteriore
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Questa vista ci permette di ammirare la buona armonia tra i volumi, presentata dal modellino, la linea è azzeccata e lo scudetto (di plastica cromata) appare ben integrato seppure un po' sporgente . Unico appunto i sei fari appaiono un po' troppo scuri e quasi spariscono alla vista, essendo ricavati da tondini in plastica trasparente montata dall'interno e quindi ripropongono il buio di quest'ultima parte del modellino .
Corretti i tergicristalli, semplicemente riprodotti in un unica stampata con la base del parabrezza .
Anche l'integrazione dello scudo paracolpi(in plastica) ed il cofano (in zama) appare ben realizzata sia per il montaggio che per la continuità della colorazione .
vista di 3/4 posteriore
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La parte posteriore, forse la più caratteristica della Brera appare, come il frontale, ben equilibrata . Forse qualche lavoro in più per dettagliare meglio i 4 scarichi, non avrebbe guastato, ma il fatto di essere cromati possono essere facilmente ritoccati dai più esigenti e amanti del "fai da te" con pennello pelo bue 00 e tinta nero opaco .
Intelligente la scelta di utilizzare, come perni di fissaggio dei fari, la riproduzione dei 4 spot integrati dalla parabola esterna .
particolare della coda
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Un po' sproporzionata la tampografia della scritta sul cofano , corretta la decal della targa (dove di riesce ad apprezzare l'anno di immatricolazione) , migliorabile la decal del logo Alfa Romeo .
Anche la realizzazione del tergilunotto, pur se riprodotta in modo economico, appare ben fatta .
Curato anche lo spoiler che sovrasta il lunotto e l'antenna radio di spessore adeguato .
particolare della ruota
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Una nota di pregio, l'ottima realizzazione del cerchio ruota, riproducente con maestrale fattura quello da 18'' a raggi, tipico della Brera . Forse l'utilizzo di plastica pre-colorata lo rende più scuro che nella realtà ma, anche qui con pennello 00 e tinta Humbrol n° 11, vi si può ovviare . All'interno dei quattro cerchi, si vedono i relativi dischi freni, sormontati dalla pinza colorata in un improbabile color rame .
particolare dell'interno

Visto il prezzo, non ci si sarebbe aspettati un livello di dettaglio degli interni così spinto ; in generale, tutti i particolari (pannelli porta compresi) riproducono tutto ciò che in questa scala è essenziale (tasti, tastini, leva cambio, volante, bocchette climatizzatore) ed anche qualcosa in più . Pur non raggiungendo i livelli di altri die-cast (però ben più costosi), sono comunque decorate tutte le parti della plancia color alluminio (in modo un po' approssimativo), la parte centrale del volante (con logo centrale) e le maniglie interne delle porte . Sulla console centrale, spicca un abbozzo di navigatore satellitare acceso . Il cockpit, riporta una disceta riproduzione della strumentazione, con il computer di bordo in giallo (dovrebbe essere in rosso ). Il vantaggio di avere il padiglione in vetro trasparente (tra l'altro assemblato in modo impeccabile al resto della carrozzeria) permette una buona luminosità dell'interno e quindi la possibilità di apprezzarne i dettagli , anche quelli che ognuno di noi, con pazienza e documentazione ha voglia di arricchire ulteriormente .
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 15/06/2008 10:44:19 |
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gianluca66


  
Regione: Lombardia
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Città: Cesate
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Inserito il - 23/05/2008 : 16:43:22
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Alfa Romeo 1750 GTV 1970 - Auto Art ref. 50101-50104
Un esemplare della vettura reale
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La 1750 GTV è l'evoluzione della Giulia Sprint GT, a seguito dell'introduzione a listino della 1750 berlina, completamente rivista negli interni ma soprattutto caratterizzata dall'aggressivo frontale a doppi fari, oltreché per la potente versione del bialbero portato alla soglia dei 1,8 litri.
Nel panorama della scala 1/43, la 1750 GTV, è stata presentata soprattutto nella versione GTAm, nelle varie livree corsaiole, con delle referenze sia negli speciali (Provence Moulage) che nel die-cast (M4 e Progetto K). In pratica esisteva un buco tra la produzione Giulia Sprint GT, ricca di riproduzioni speciali e non, e l'ultima versione 2000 GTV, felicemente colmato da questo modello del produttore di Hong Kong, per l'appunto Auto Art.
Questo modello colpisce soprattutto per lo sbalorditivo rapporto qualità prezzo, si tratta di un modello che non teme confronti psicologici con un modello speciale, ad un prezzo molto competitivo (il listino ufficiale predica $ 29,95 ovvero, al cambio attuale, poco meno di 20 €).
Il livello di dettaglio è tale che lo rende difficilmente distinguibile dalla sorella in scala 1/18 (sempre di Auto Art) se non fosse per la assenza di aperture. Rimane comunque l'avantreno sterzante, cosa che la rende più unica che rara nel mercato 1/43. 
I materiali utilizzati, sono quelli tipici della grande serie : zama per scocca e sottoscocca e plastica, tanta plastica sapientemente usata.
Le referenze sono quattro n° 50101 (rosso), n° 50102 (giallo ocra), n° 50103 (bianco) e n° 50104 (beige metallizzato) .
Vista laterale
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La linea appare molto azzeccata, con il classico assetto posteriore basso : nulla è stato trascurato, compreso il logo sul montante posteriore (tipico di questa serie) che però sulla colorazione ocra, forse la più caratteristica dell'epoca, sparisce un po' . Incredibile la precisione del contorno vetri, in plastica cromata, di una finezza tale da fare dimenticare il livello di dettaglio a cui, le fotoincisioni, ci hanno ormai abituati . Corretta anche la maniglia della portiera, giustamente incassata a filo carrozzeria . La trasparenza dei vetri consente di vedere perfettamente l'interno, quasi fosse di acetato .
Vista di tre quarti anteriore
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Il frontale, la parte più caratteristica del modello originale, appare ben realizzato e la finissima grigliatura della calandra, unita ai fari che non hanno quei perni antiestetici tipici della maggior parte dei die-cast, fanno sorvolare sullo scudetto un po' troppo prominente . Nella realtà infatti, lo scudetto dovrebbe essere leggermente sotto il bordo del cofano 
Vista di tre quarti posteriore
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Di tre quarti posteriore, il modellino presenta un realismo fuori dal comune; i fari (di forma corretta) sono realizzati con cura maniacale : supporto cromato e gemme bicolore. Anche qui nulla è stato trascurato, neppure il faretto di retromarcia posto sotto il paraurti posteriore.  
La forza di questo modello è proprio quella di catturare l'attenzione dell'osservatore che non mancherà di notare anche i più insignificanti dettagli, magari confrontandoli con fotografie d'epoca.
Dettaglio della ruota
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Le ruote, ad esempio, sono di una definizione e di una precisione che lascia letteralmente a bocca aperta, a partire dalla scolpitura dei pneumatici fino a poter apprezzare i piccoli triangolini cromati sulla ghiera del coprimozzo...nulla è stato lasciato intentato.
Dettaglio del sottoscocca
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Restando all'esterno, non capitava dall'epoca dei vecchi Politoys-M, di soffermarsi sul fondino. Anche qui Auto-Art ha giustamente definito i particolari meccanici, non semplicemente stampandoli ma riportandoli in plastica : ottimo il ponte posteriore con il caratteristico differenziale in alluminio grezzo e la barra antiscuotimento, per non parlare di coppa olio, blocco del cambio, albero di trasmissione e impianto di scarico con relativi supporti alla scocca.....incredibile.  
Dulcis in fundo....l'interno; per pudore ho tralasciato di smontare il modello ma la tentazione è stata fortissima , da tanti (e tanto ben fatti) particolari si possono contare.
Dettaglio dell'interno
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Un'unica foto, come un osservatore potrebbe guardarla ad un parcheggio o ad un salone, ci fa ammirare la zona posto guida dove la qualità dello stampaggio (e mi riferisco a plancia e sedili) e la precisione delle decalcomanie e dei particolari dipinti....suggerirebbero di alzare la maniglia, salirci e magari tentare di aprire il posacenere posto tra i sedili o impugnare la leva del cambio o accarezzare con la mano le rifiniture di legno della plancia o della consolle centrale.  
Non ritengo necessario aggiungere altro se non una piccola critica da muovere alla verniciatura, la quale seppur di una spettacolare lucentezza, forse pecca di un eccessivo spessore che crea un fastidioso effetto "lecca-lecca" e maschera un po' certe definizioni della scocca. Mi riferisco ai tagli porta e cofani o alla grigliatura sotto il parabrezza che, sparendo un tantino, ci riportano alla realtà 1/43.......finora, personalmente, credevo di recensire un modello di scala superiore.
Rimane intatta l'ammirazione per questa azienda che è riuscita a dare così tanto al prezzo di un paio di modelli da edicola.  
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 15/06/2008 10:43:30 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 26/05/2008 : 18:44:49
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Alfa Romeo 2000 1971 - Conquest Models ref. 105
Un esemplare della vettura reale
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Versione evoluta della 1750 del 1968, l'Alfa 2000 ha avuto il non facile compito di rappresentare la marca del biscione nel settore 2 litri. Compito non facile per due motivi . Il primo motivo dovuto ai vincoli meccanici e di stile con cui la carrozzeria Bertone ha portato avanti il progetto (mai Alfa Romeo avrebbe rinunciato al padiglione Giulia, frutto di un minuzioso lavoro di aerodinamica) . Il secondo è perchè quando si nasce sapendo di avere vita breve (l'Alfetta sarebbe nata tra poco più di un anno) si invecchia inosorabilmente, ancora prima di crescere . Eppure la 2000 ha avuto i suoi proseliti, e come darle torto....meccanica ipercollaudata, lo sfizio di qualche ricco accesorio (condizionatore, vetri elettrici, poggiatesta posteriori) e tanta, tanta potenza come nessuna "due litri" in quel periodo poteva vantare. Le quotazioni degli esemplari sopravvissuti sono strameritate .
Tra la realizzazione die-cast di Politoys negli anni '70 ed il buon esempio in resina di Gamma Model, c'è n'é una (o forse ce n'é stata una) poco conosciuta la parte di un'azienda britannica : la Conquest Models .
Vista laterale
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Già scovare questo modello nei cataloghi dei negozi di modellismo speciale era un'impresa (unica referenza Alfa da parte del costruttore tra una dozzina di modelli in tutto), averlo lo era ancora di più, anche perchè mica era regalato....il sottoscritto, a metà degli anni '90, per metterselo in vetrina, staccò un assegno di ben 285.000 Lire   .
Materiale del modello,venduto esclusivamente factory-built, il metallo bianco....come era tradizione a quei tempi tra i produttori anglosassoni, SMTS per citare un esempio .
Unico colore : rosso alfa, in pratica l'unico che non esisteva nella cartella colori Alfa per le 2000 vendute in Italia, tuttavia era probabilmente disponibile per l'estero....anche se il modellino ha, fortunatamente, la guida a sinistra .
La linea generale, risulta tuttavia abbastanza azzeccata, forse un po' troppo assettata, così da perdere parte della linea a cuneo dovuta al ponte rigido posteriore .
Ben proporzionato anche il padiglione e le ruote che ripropongono il disegno di quelle di serie .
Non mancano le scritte "disegno di Bertone", riprodotte con delle decal e le maniglie in metallo bianco cromato .
La verniciatura appare lucida e ben posata anche se le decorazioni argento dei gocciolatoi e delle cornici vetri mostrano i limiti, ma anche il fascino, del fatto a mano.....sconosciute ai tempi le benvenute tampografie .
Vista tre quarti anteriore
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La vista tre quarti anteriore fa risaltare buona parte delle peculiarità che contraddistinguono la 2000 dalla 1750 : calandra in plastica nera, scudetto più largo, paraurti e fari di uguale diametro .
Vista frontale
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Il tutto é correttamente riprodotto con buone fotoincisioni .
Vista tre quarti posteriore
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Come per l'anteriore, anche la coda ci ripresenta i tratti caratteristici di questa vettura : fari di maggiori dimensioni e la scritta 2000 senza il marchio Alfa Romeo che però é realizzata in maniera un po' pressapochistica con una decal che sparisce dietro il portatarga . Ben realizzata anche l'incassatura della coda, tipica del disegno di Bertone .
Vista posteriore
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Per quanto riguarda l'interno, questo modello offre pochino : corretto il volante a calice e la palpebra unica che sovrasta gli strumenti (non più divisa come sulla 1750) .
Dettaglio dell'interno
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Balza subito all'occhio l'agghiacciante riproduzione della leva del cambio, dritta ed in mezzo ai due sedili, che in realtà sarebbe dovuta essere molto inclinata e spuntare dalla plancia . Invece i sedili sono ben riprodotti, tuttavia un po' sproporzionati in altezza, tanto che sfiorano il tetto .
In definitiva un buon modello ma con un rapporto qualità/prezzo che va giudicato più per l'esclusività della realizzazione e per la tiratura limitata, che per il risultato finale....a quei tempi ed a quei costi, si vedeva in giro di meglio .
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 15/06/2008 19:23:39 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 05/06/2008 : 13:46:00
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Alfa Romeo 2500 SS Villa d'Este 1949 - Styling Model ref. SM22
Quando si parla della Villa d'Este, la memoria va inevitabilmente ad un periodo fondamentale della storia di Alfa Romeo ma anche del costume automobilistico dell'epoca. Da lì a poco sarebbe nata la 1900 e con lei sarebbe sparito il telaio che tanto aveva fatto sbizzarrire i carrozzieri dell'epoca, in pratica, in tutta la storia del marchio, fino ad allora si contavano sulle dita le carrozzerie "made in Portello", poichè la facoltosa e danarosa clientela Alfa era solita affidarsi a carrozzieri di prestigio. Da allora nulla sarebbe stato uguale a prima, compresa la sorte della Carrozzeria Touring, a cui si deve questa splendida coupé, destinata dopo meno di vent'anni ad un irrimediabile destino.
Nata dall'ottima matita di Felice Bianchi Anderloni, questa 6C coupé era bella, anzi bellissima, tanto bella da conquistarsi in quell'anno il concorso di eleganza Villa d'Este a Cernobbio.
E nel campo dell'1/43 ? 
Poche, pochissime realizzazioni e, a parte un timido e poco riuscito die-cast di Fabbri (Alfa Sport Collection), prevalentemente speciali. Ricordiamo la realizzazione della Western Models risalente alla metà degli anni '80 e questa Styling Model (altro marchio della più nota BBR) dei primi anni '90, peraltro realizzata anche in qualche livrea agonistica.
Praticamente fuori listino da tempo, la si trova ogni tanto (troppe poche volte, a dire il vero) sulle aste on-line a prezzi abbastanza importanti, come del resto recitava il listino dell'epoca : la Villa d'Este veniva venduta solo montata alla non trascurabile cifra di 250.000 Lire (circa 130 €....ma di 15 anni fa) .
L'esemplare della recensione rappresenta la livrea più nota del modello : color champagne metallizzato (o light gold come lo definiva l'ottimo costruttore di Saronno) ovvero come l'esemplare esposto al Museo di Arese.
Vista laterale
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Il modellino è costruito in resina di elevata qualità e tanti, tanti, tantissimi particolari fotoincisi e plastica di elevata fattura.
La verniciatura è impeccabile, doppio strato, ovvero tinta base e trasparente bi-componente come per le auto vere ma, soprattutto è posata in un modo tale che nessun particolare della linea risulta indefinito.
La linea laterale è magistralmente riprodotta e le enormi ruote fanno da piedistallo ad una carrozzeria che, a distanza di sessant'anni, stupisce ancora per la purezza e per la dinamicità che infonde. Ben definiti i due parafanghi che si estendono posteriormente e che danno un gioco di luci veramente realistico. Veramente ben riprodotto il contorno vetri, con una finissima fotoincisione, mentre meno riuscita la maniglia porta un po' grossolana. Tuttavia, nulla è stato tralasciato, neppure il blocchetto di chiusura dello sportello carburante.
Le ruote meritano un applauso dedicato, per quanto risultano veramente un capolavoro di rispondenza alla realtà.
Particolare delle ruote
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Il giudizio del frontale, ripete le lodi espresse per la vista laterale, qui l'abbondanza e la qualità delle fotoincisioni è tale da renderla molto simile al vero. Una lode particolare allo scudo, realizzato con una fotoincisione bombata che contribuisce a creare la giusta profondità.
Vista frontale
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Inutile aggiungere altro sulla qualità di tergicristalli e contorno parabrezza. Anche qui, le profonde e ben definite scalfature del muso si possono apprezzare grazie all'ottimo stampaggio ma soprattutto all'eccellente stampo.
Vista posteriore
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Posteriormente, si apprezza il contributo dato dall'abbondanza di gemme trasparenti, comprese quelle che sovrastano il portatarga fotoinciso.
Particolare dell'interno
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Anche l'interno è ben curato, tuttavia risulta la parte meno rispondente alla realtà. Mi riferisco alla disposizione degli strumenti, che dovrebbe essere su due livelli intorno al piantone dello sterzo, e che invece qui risulta relegata al centro della plancia da due anonime decalcomanie. Anche il volante non appare così definito come avrebbe meritato di essere.
Particolare della plancia
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Foto della vettura reale per confronto - Museo di Arese
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In conclusione sono poche le critiche sollevabili a questo modello, forse l'ultima è quella di aver realizzato le parti nere con pennarello indelebile (sfugge agli occhi ma non all'implacabile obiettivo macro ). Rimane una riproduzione che non risente dei quasi vent'anni di vita per particolarità costruttiva, anche perchè probabilmente era avanti qualche anno rispetto alla concorrenza dell'epoca.
Singolare notare che dopo Styling Model nessun costruttore industriale (penso che nella serie "Le glorie Alfa Romeo" di Minichamps non sarebbe dovuta mancare...) l'abbia realizzata e, solo a livello artigianale, l'unica attuale scelta è rappresentata dagli esemplari di SIMPLE GAMMA.
Un consiglio: Se vi dovesse capitare davanti, non perdetevela a priori, resterà sicuramente un buon investimento.
Gianluca 66
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gianluca66


  
Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Cesate
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Inserito il - 14/06/2008 : 12:02:47
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Alfa Romeo 8C 2900 B - Altaya (Ref. n°5 Les Voitures Classiques)
Un esemplare della vettura reale
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C'é poco da dire quando si parla della 8C 2900, quel telaio e quel motore, opere di quel genio che fu Vittorio Jano e quelle carrozzerie, opere intramontabili di matite come quella di Bianchi Anderloni....questo connubio è ancora lì, a distanza di 70 anni a farsi ammirare . Credo che l'eccitazione dei pochi, fortunati, possessori che potevano recarsi in quell'epoca da Touring ed uscire con una vettura così, sia paragonabile a quella di coloro che oggi ritirano la sospirata 8C Competizione...e, guardate il caso, sempre di 8C si parla .
Nel panorama della scala 1/43, gli esempi fortunatamente non mancano; inutile che stia qui ad elencare le versioni die-cast di Brumm o l'affascinante coupé di Minichamps, ma è stato soprattutto il settore degli "speciali" a rappresentare la 8C con ottime referenze.... Idea3, Western Models, FB Model e BBR, tanto per citarne alcuni . Questa versione è un po' fuori dal coro, in quanto pur essendo frutto dalla collaborazione con la nota marca IXO, di fatto nasce per la distribuzione in raccolta da edicola "Voitures classiques" di Altaya .
La reperibilità di questo modello è discreta ma, almeno in Italia, per ora relegata a quella delle aste on-line o delle borse scambio ; tuttavia recentemente, Altaya si sta proponendo anche nelle nostre edicole con la recente "Moto GP 1:12" il che fa sperare in una possibile riedizione della raccolta anche qui da noi .
Il perchè di questa recensione è presto detto : è un'ode alla tampografia ed è un esempio di come questa tecnologia di decorazione possa rendere affascinante e dettagliato un modellino privo di fotoincisioni e di classe economica .
Visto di lato questo modello è piuttosto imponente, il lungo cofano ed i parafanghi sfuggenti appaiono ben proporzionati, ogni particolare ripropone fedelmente il "model year 1937" della carrozzeria Touring, comprese le numerose mostrine cromate ed i deflettori laterali .
Vista laterale
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In particolare queste modanature sono ricavate in rilievo sulla scocca in zama, ma sono tampografate in modo molto preciso . Spettacolari le due grigliature del cofano motore . Anche le ruote, ottenute con fine stampaggio in plastica, non fanno pensare ad una possibile sostituzione con altre fotoincise, anche perchè quelle posteriori essendo carenate, non si vedono più di tanto ...forse però il galletto centrale poteva essere più risaltante...così, appare un po' appiccicato ai raggi .
Vista laterale dall'alto
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Molto uniforme e lucida la la posa della verniciatura .
Vista tre quarti anteriore
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La vista di fronte, presenta la correttezza del grande scudo, anche questo tampografato in modo impeccabile e collegato alla lunga modanatura del cofano, senza soluzione di continuità, quasi fosse un unico pezzo . Non manca il mitico logo realizzato da una bella decalcomania .
Vista anteriore dall'alto
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Solo la scritta Alfa Romeo è un po' poco dettagliata ma comunque visibile. Ben fatto anche il paraurti anteriore, anche questo fregiato in colore alluminio .
Vista tre quarti posteriore
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Il posteriore, nonostante la semplicità della linea, è molto ricco di particolari : non mancano le cerniere degli sportelli, i bottoni di fissaggio della capote, il faro centrale posteriore, tutti risaltati da tampografie color alluminio .
Vista posteriore dall'alto
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Riportato in plastica cromata, invece, il bocchettone di rifornimento . Migliorabili al contrario i due scarichi posteriori, un po' troppo giocattolosi .
L'interno appare ricco di particolari in plastica ed appare di indubbio effetto grazie anche alla scelta cromatica adottata dal costruttore . Il divano, i pannelli porta ed il rivestimento della plancia portastrumenti riproducono, grazie all'opacità della tinta rossa, un'ottimo effetto pelle .
Dettaglio dell'interno
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Il contrasto poi con il pannello strumenti color legno è molto azzeccato . Su quest'ultimo fanno capolino ottime decal a riprodurre la strumentazione di bordo e, purtroppo, un grossolano specchietto retrovisore in plastica cromata, che frena un po' l'entusiasmo . Abbastanza ben fatto anche il volante con razze color alluminio .
In definitiva un gran bel modello che può affiancarsi tranquillamente ad altri marchi più griffati, senza troppi sensi di inferiorità e che, i collezionisti più esigenti, con poche sapienti modifiche possono rendere ancora più appagante   .
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 15/06/2008 10:45:43 |
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Alfista71
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Inserito il - 18/06/2008 : 16:43:42
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ALFA ROMEO 1900ss ZAGATO COUPE' 1956 /SG_032 GAMMA MODELS

La 1900 SS Zagato Coupè 1956, questa auto fu' realizzata dal noto Ugo Zagato (Classe 1890), che insieme hai figli Elio e Gianni fondarono l’azienda Zagato nel 1919.  Dopo le scuole Zagato aveva fatto il proprio tirocinio dapprima in un'industria meccanica in Germania, poi alla Carrozzeria Varesina (che costruiva quasi esclusivamente veicoli industriali). Assunto con un vantaggioso contratto a cottimo che gli consentì di accantonare un certo capitale, Zagato diresse il settore ali e impennaggi per tutta la durata del periodo di mobilitazione per le forniture militari. Importante in questo periodo fu l'esperienza tecnologica della costruzione leggera e il contatto umano con molti assi dell'aeronautica,che nella vita civile erano appassionati e facoltosi automobilisti. Alla fine della guerra Zagato torna a Milano e apre una carrozzeria dalle parti di viale Monza,attorno al 1926-27 e quindi con grande anticipo non solo sull'evoluzione di altri carrozzieri, ma anche della produzione di serie, In questo periodo iniziale ha grande importanza la sua collaborazione con l'Alfa Romeo. Ma sarà con le nuove 1500 SS e 1750 SS (vetture suscettibili di una maggiore diffusione, anche se pur sempre nell'ambiente ristretto delle corse o della clientela sportiva) che Zagato troverà la sua vera affermazione come carrozziere.
Ma tornando a noi questo modello del 1956,dalla fantastica linea sportiva è soprattutto risaltato dalle gobbette sul tetto e le prese d’aria cofano, ed immancabilmente il fascino inconfondibile coupè Zagato Alfa Romeo. 
Questo modello della GammaModels in resina riprende fedelmente la vera 1900ss Coupè di Zagato, iniziamo dalla parte anteriore dove è più ricca di particolari, l’occhio viene calamitato immediatamente dalle 6 gemme trasparenti i due fari e i quattro segnalatori che stanno all’estremità delle prese d’aria fanno risaltare in dettaglio tutti i particolari.  Per poi notare specie le accurate rifiniture bordi cromate veramente molto azzeccati,anche lo scudetto che manca un pò di spessore ma è fedelissimo per forma al modello 1.1 . Dopo di che in alto si intravedono quelle due mini bombature cioè le prese d’aria sul cofano, mentre sotto si vedono anche i paraurti cromati e il porta targa che secondo me peccano un pò sulla loro realisticità, ma tutto sommato la parte anteriore è quella decisamente più accattivante :voto più che buono. 

Passiamo sulla fiancata e vediamo quella riga indistinguibile color argento che abbraccia la maniglia portiera ,è le rifiniture cornici dei vetri che vengono riproposte sempre più nei maggior modelli di alta qualità, per poi passare al pezzo forte del modellino I cerchi.    I cerchi che secondo me sono stati riprodotti in maniera accuratissima a vederli sembrerebbero veri, montati su quelle gomme riproducono fedelmente nè più nè meno i cerchi originali ,dai raggi intrecciati e la coppiglia centrale molto azzeccati stupefacentemene.Voto Ottimo


Il lato posteriore che non è di notevole abbondanza ma è comunque ben riprodotto soprattutto partendo dal basso si intravede il tubo di scarico sdoppiato a due in finale molto fedele è molto reale, per poi vedere il porta targa ed i paraurti cromati sempre di non alta accurata definizione. Poi vediamo salendo i due fari con quelle quattro piccole gemme di due colori, Rosso ed Ambra che viste alla luce del sole hanno un fascino particolare, si potrebbero paragonare a due ciliegine sulla torta, ma non sto parlando di dolci.   


Devo solo far notare che soprattutto negli interni,(che non ci stupiscono più di tanto) la colorazione è nera come anche il volante l’unica cosa che si riesce ad intravedere e la strumentazione e il pomello cambio che è grigio ma per il resto lascia un po’ stupefatti di non averlo dettagliato come la parte esterna !!!!!!!! peccato.  Dimenticavo il tetto che come avevo detto riproduce anche le due Gobbette ed il colore Verde metallico che rende nell’insieme un Fascino più realistico ed affascinante di questo modello.    

Alfista71_18/06/2008
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Modificato da - Alfista71 in data 19/06/2008 04:35:14 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 24/08/2008 : 23:55:25
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Alfa Romeo MiTo - Mondo Motors Ref. ???
Foto dell'esemplare reale
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Tutte le riviste automobilistiche del settore l'hanno già provata, Quattroruote, Gente Motori, Automobilismo, Auto Oggi....però in scala 1/1 ....ed in scala 1/43 ? Boh, ho guardato qualche rivista del settore ma, forse complice la pausa estiva,...nulla ...e allora lo facciamo qui .
Questa piccola Alfa Romeo, che qualcuno ha cercato insistentemente di riferire a qualche illustre antenata del passato (Junior?!) ...no, lei è MiTo..un nuovo modo di iniziare ad essere "alfisti", un'alternativa a Mini ed a qualche concorrente di casa 500 e Punto Abarth...le altre (se ce ne sono? ) non le consideriamo neppure . Tanto di cappello a BMW che ha saputo far idolatrare un'illustre utilitaria inglese , tanto di cappello al Sig. Carlo Abarth che ha ai motori delle nostre 500, 600 e 850 ha tirato fuori cavalli, quasi fosse un veterinario ...ma MiTo è un altra cosa ...MiTo si fregia di un marchio che ha quasi 100 anni di storia nell'automobilismo sportivo guidato tutti i giorni e questo DNA va ben oltre un manettino di fianco alla leva del cambio, si chiama storia dell'auto.
Ancora non si vede per le strade, un solo esemplare per ogni concessionario, eppure da settembre arriverà a tutti coloro che l'hanno già ordinata ....oggi forse è più fruibile ed avvicinabile, semplicemente stoppando le nostre galoppate autostradali per un caffè, negli autogrill nostrani MiTo c'é..a meno di 5 euro sugli scaffali, insieme a riproduzioni di ciò che il "Made in Italy" incanta noi e una marea di turisti europei che visitano le nostre riviere, montagne e città d'arte.
Mondo Motors (attenti perche il sito ufficiale non è ancora aggiornato con questa novità 1/43 ) ha succeduto di poco Norev con la sua riproduzione 1/43 ....."Papà c'é la MiTo, me la compri?"..."va bene Roby, però me la fai fotografare per gli amici di Club Alfa Sport..." , l'abbiamo scelta insieme, tra bianco capodimonte, nera....ma anche un bimbo di quasi sette anni la sceglierebbe rossa....e così è stato.
Ed è proprio dal colore che comincia la mia recensione : ostentare questo colore "8C competizione" quando l'unico rosso, in realtà, si chiama Rosso Giulietta e più che pastello non si può. E' la prima "toppata" del costruttore cinese Mondo Motors , vabbé probabilmente la fretta di uscire tra i primi, ha giocato un brutto scherzo...troppo scontato che Alfa avrebbe lanciato un rosso metallizzato...forse più tardi, forse....
Vista laterale
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Nel complesso la linea appare piuttosto azzeccata, quel musetto un po' tozzo (ah....se si fosse potuto montare il boxer alfasud ) vittima di economie di scala ma di indubbio fascino, è ben realizzato. Pensate che tutto l'anteriore, a differenza di ciò che qualche altro concorrente avrebbe fatto, è tutto ricavato da scocca di zama, scudetto compreso.
D'altronde lo stile produttivo Mondo Motors è molto simile a quanto fa la nostrana BBurago, sette/otto pezzi e non di più, ma in compenso sapientemente assemblati e decorati.
La linea laterale ci regala una buona armonia delle proporzioni, solo gli specchietti retrovisori pagano la scelta della "monostampata" in metallo e così appaiono troppo grossi, privi di personalità , ma indubbiamente a prova di "manina di bimbo" 
Con la tampografia, il Costruttore ha dato il giusto risalto a ciò che poteva : maniglia porta, modanatura cromata alla base dei cristalli, indicatore di direzione...con un colore alluminio ben posato. Inoltre, se il fatto di stampare direttamente i tergicristalli sul plexiglass non è mai un aspetto apprezzato , va riconosciuto che la tampografia è talmente ben fatta da mitigare questo difettuccio.
La buona definizione dello stampo ha dato il giusto risalto alla "muscolatura" tipica dei parafanghi e sottoporta MiTo...complimenti.  
Vista tre quarti anteriore
 25,5 KB Anche la parte anteriore risulta ben equilibrata e definita....qui, i tratti marcati della MiTo sono ben evidenziati nelle "soppracciglia" delle due feritoie laterali e dalla spigolatura dello spoiler inferiore...apprezzabile la grigliatura delle feritoie e nido d'ape, ricavate di stampaggio. Peccato che nel tampografare lo scudo, si siano dimenticati le cromature verticali.....pazienza  Anche la sede targa non è semplicemente risaltata dalla scritta "Alfa MiTo", ma è ben marcata dallo stampaggio. Ben integrati anche i fari, in plastica trasparente, che invadono buona parte del musetto.
Vista tre quarti posteriore
 25,16 KB La vista posteriore si presenta, anch'essa, correttamente riprodotta : in particolare, tutto ciò che valeva la pena di essere dettagliato, è stato fatto in modo soddisfacente. Forse sono i fari che stonano un po'...non tanto per la forma che sarebbe corretta, se ne fosse stata tampografato il profilo in alluminio, ma così....lasciata al solo trasparente rosso...crea un'immagine "simil...Bravo" che svilisce un po' il tutto....peccato!!!  
Particolare del cerchio ruota
 24,27 KB
Ultima nota all'esterno... i cerchi....veramente ben fatti, se la riproduzione di cerchi fosse stata una disciplina olimpionica, anche qui i cinesi avrebbero fatto "oro"...poichè riproducono esattamente il modello "elegante" fornito da Alfa Romeo con preumatici misura 205, in abbinamento all'allestimento Distinctive.....bravi, veramente bravi.   
Dettagli dell'interno
 26,12 KB
L'interno del modellino è completamente realizzato in plastica nera e, sarà per questo, sarà per la non stupefacente trasparenza dei vetri, lo si nota ben poco.
Meglio così perchè....quel poco che si intravede, risulta molto, molto abbozzato... il volante è troppo basso, la plancia è alquanto semplificata ed i sedili, ad occhio, dovrebbero avere uno spessore di circa 50 mm., cioé stile Panda 30.  
Completamente assenti i pannelli laterali e, così, fa capolino la scocca verniciata.  
Non so dirvi, sinceramente, se l'acquisto possa valerne la pena, anche mettendoci sopra le mani, probabilmente, i limiti costruttivi del modello non permettebbero esaltanti miglioramenti. Ritengo giusto, comunque, esprimere un parere positivo per il rapporto prezzo/qualità , e per il fatto che spesso....essere primi, è più che altro uno svantaggio .....vedremo, nei mesi a venire, quale altro costruttore riuscirà a fare di meglio.
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 24/08/2008 23:57:12 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 03/09/2008 : 12:30:35
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Alfa 40/60 HP Castagna Ricotti 1914 - RIO ref. n° 55
Esemplare della vettura reale
 40,89 KB Siamo agli albori della storia del marchio, è il quarto anno di attività, ma l'equipe del Geom. Merosi lavora a tempo pieno . Dopo la 10/12 HP e la 24 HP, le potenze si moltiplicano e nasce la 40/60 HP . Comincia in questo periodo la storia agonistica della Casa, le prime cronoscalate come la Parma-Poggio di Berceto e l'Alfa comincia a distinguersi dal coro delle prime marche automobilistiche .
A Milano c'è un certo Conte Marco Ricotti, forse attratto da dirigibili, o da sottomarini, o dalle prime fusoliere aeronautiche o piuttosto per pura megalomania, ci mette l'idea e, probabilmente il denaro . Il Cav. Giuseppe Merosi e tutta l'Alfa ci mettono la collaborazione tecnica . La Carrozzeria Castagna ci mette la matita, e l'abilità dei suoi battilastra .
Il risultato è questa strana vettura, dalla forma a goccia, dal sapore pionieristico aerodinamico di cui poco si sa e per lo più, buona parte di ciò che è dato sapere, forse, sono leggende   .
L'obiettivo è comunque raggiunto e il Conte sfreccia a quasi 140 km/h (pensate su che strade) ovvero trenta orari in più della 40/60 di serie . Poi un giorno la fa tagliare a metà, facendone mantenere il parabrezza , forse avvampato dal calore (o piuttosto reso sordo dal rumore) sprigionato dal motore in cabina e ..... stop, fine della storia .
Cosa è rimasto oggi di questa vettura ?
Beh, in scala 1:1 c'é una replica al Museo della Casa ad Arese; attenzione non l'originale ma una ricostruzione eseguita al Portello negli anni '70, sulla base di foto e progetti dell'epoca ....mentre in scala 1:43, un solo modello, realizzato tanti anni fa, in plastica e metallo dalla RIO di Cernobbio (CO) ed oggi, nonostante sia praticamente fuori listino, è ancora discretamente disponibile, soprattutto in rete .
E' vero, normalmente si recensisce qualcosa di "appena uscito" ma qui stiamo parlando di un automodello "senza tempo" , dove chiunque si cimenta in una collezione tematica Alfa Romeo, se non lo prende per primo, lo cerca disperatamente per secondo, poi magari arriva per terzo ma..... lo vuole.... e.....guai se manca . E' il "modello", quello che ti metti in vetrina, ti viene a trovare a casa l'amico digiuno di auto, e tra Giulie, Giuliette e Alfette lo nota per primo e ti chiede "ma che diavolo di macchina è ?   "....e tu ti inorgoglisci e cominci a raccontarne la storia, quella poca che sai, quella poca che tutti sanno .
Vista laterale
 57,2 KB
Valutando lateralmente il modello, risalta immediatamente la curiosa linea a goccia che, se paragonata alle foto dell'esemplare reale, appare proporzionata . La carrozzeria è realizzata da più pezzi in zama incastrati tra loro in modo discreto, considerando la vetustà dello stampo originario e l'epoca in cui il modellino è stato concepito . Peraltro il modello prevede due porte posteriori apribili, abbastanza ben integrate con il resto della scocca . Il tutto è verniciato in colore alluminio opaco (anche se in realtà la finitura originale è fiorettata) ed appoggiato su un telaio di plastica di discreta fattura . Decisamente fedeli i quattro pseudo-parafanghi (aerodinamici), giustamente sormontati dalla fanaleria .
Vista di tre quarti anteriore
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Quello che invece appare evidentemente errato è la mancanza di una seconda porta sul lato sinistro, per l'accesso al divano anteriore . D'accordo sulla difficoltà di renderla apribile, ma quantomeno si sarebbe potuta evidenziare nella stampata, esattamente come fatto (in modo corretto) per i due sportelli di accesso al motore . Anche il contorno dei vari oblò e finestrini poteva essere maggiormente risaltato . Altro peccatuccio veniale è dato dalla colorazione rossa del telaio (che in realtà è di colore nero) , spiegabile con la necessità di realizzare un unico stampo con i cerchi ruota ma.....domanda : perchè non inserire l'impronta del telaio nello stampo degli altri componenti in plastica nera ? Visto che serbatoio, sedili, tubo di scarico e volante lo sono ? Mah....mistero . Molto belli invece i fari, il radiatore (con manovella) ed il gruppo leve, riportati in plastica dorata ....forse un colore più simile all'ottone opaco sarebbe stato più realistico ma......sarebbe pretendere troppo .
Vista anteriore

Una lode meritata alla fattura del radiatore , che presenta in rilievo lo stemma con la croce ed il biscione visconteo e la grigliatura riportata da un secondo pezzo in plastica nera   .
Vista di tre quarti posteriore
 71,44 KB
Posteriormente il modello offre poco, a parte l'effetto scenografico della linea a goccia, fanno capolino il serbatoio collocato alla fine del telaio ed il tubo di scarico....e nulla in più esiste in realtà .
Ultima nota sull'esterno sono i cerchi, di pregevole fattura, con pneumatici riportati in gomma scolpita e dado centrale dorato . Esprimo qualche perplessità circa i tamburi dei freni, di dimensioni eccessive e verniciati in un improbabile color alluminio .
Dettaglio dell'interno - zona posto guida
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Il fatto di avere le portiere apribili (purtroppo sprovviste di vetro ma...come aprirle se non introducendo il mignolino nell'oblò ), mi ha dato la possibilità di dare una sbirciatina dentro questo veicolo misterioso .
Poco da vedere per la verità se non per il volante che è giustamente sul lato destro , parimenti alle leve di comando, in quanto fino al 1925 in Italia si teneva la sinistra . Tuttavia in quel poco che c'è da vedere, si percepiscono le insufficienti condizioni di visibilità con cui il Conte Ricotti soleva guidare .....beato lui che non doveva curarsi di posteggi e traffico, perchè altrimenti avrebbe avuto vita dura .
Dettaglio dell'interno - zona divano posteriore
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Nella zona posteriore è invece visibile solo il divano .
Vista del fondino
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Interessante notare, analizzando la parte inferiore, quanto fosse diversa la meccanica delle auto inizio secolo . Qui tutto ciò che era riproducibile è stato realizzato : coppa motore, volano esterno, giunto elastico, cambio, albero di trasmissione, ponte rigido, balestre e impianto di scarico....tutti elementi riprodotti da vari pezzi di plastica in varie colorazioni .
In questa vista si evidenziano anche i due predellini per salire (è proprio il caso di dirlo ) in vettura, vincolati ai longheroni del telaio .
Termino qui questa recensione ma.... era dovuta, al modellino Alfa Romeo più bizzarro della storia . A livello modellistico, il confronto con i recenti prodotti non regge , ma a questa 40/60 HP va riconosciuto l'indubbio fascino dei vecchi die-cast e soprattutto il pregio di essere tra i pochissimi modellini che rappresentano l'albeggiare della storia Alfa .
Mi auguro soprattutto che quanto ho scritto qui possa servire a tutti i prossimi alfisti in scala 1:43, per giudicare anzitempo quanto valga veramente la pena il diventare matti per avere questo modello . Il mio giudizio personale ? Ritengo che un po' di "sbattimento" per cercarlo valga davvero la pena ....magari non per la versione aperta, di cui si sa poco e di cui non vi è nemmeno certezza che quel rosso scarlatto sia davvero giusto ...ma per questa versione, assolutamente si   . E poi, fatevi questa domanda : perchè quelli dell'Alfa Romeo si erano dati tanto da fare, quarant'anni fa per ricostruirne una ? 
Un'unica precisazione : state attenti alle quotazioni ....i prezzi spaziano da meno di 20 € all'incanto ...se ve lo propongono a meno di 30...il prezzo è tutto sommato accettabile .
Un ringraziamento ai pesciolini del mio acquario che si sono prestati come sfondo per le fotografie....carini, vero? 
Gianluca 66
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Modificato da - gianluca66 in data 03/09/2008 21:39:12 |
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Capitan Harloock


  
Regione: Lazio
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Inserito il - 03/09/2008 : 16:50:48
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Giulietta Spider Bertone - Tron model 1^ ref:? e 2^ serie ref:tro69built
Le vetture reali
Prima serie


Seconda serie



E' il 1955 e per la realizzazione della spider della Giulietta,l'Alfa Romeo indice un concorso.Le Giuliette,berlina,Sprint,Spider avevano in comune un'immaggine di agilità e compatezza,peculiarità che avevano le piccole Porche ad un prezzo però più alto!La scelta è tra la Spider presentata dalla carrozzeria Bertone e quella della carrozzeria Pininfarina,di come sono andate le cose, purtroppo, lo sappiamo.Dico purtroppo,perchè, amo questo modello di Bertone e sinceramente lo preferisco a quello che poi è stato scelto.Ma al di là delle considerazioni personali, andiamo ad esaminare un pò il modello reale.Anzi i modelli reali.Infatti di questo prototipo esistono 2 modelli,che attualmente sfoggiano la loro bellezza nei vari concorsi di eleganza.La prima serie di colore rosso con targa Svizzera ,la seconda bicolore; crema nella parte inferiore e champagne nella parte superiore della carrozzeria è targata Treviso.Nella prima,balza agli occhi il rigonfiamento sul cofano anteriore,che termina sul favoloso scudo,dove messa in risalto c'è la cosiddetta "cometa", mentre nella seconda il cofano è completamente liscio,attraversato da una nervatura cromata al centro.Differenze sostnziali,anche nella coda,dove sulla prima troviamo il tappo del serbatoio a vista e gli stop incastonati nella carrozzeria.Nella seconda la coda ricorda molto la Giulietta di Pininfarina,tant'è che gli stop sembrano (o sono) uguali.Gli interni,uguali,hanno colorazione avorio/rosso, cruscotto in tinta come la carrozzeria e volante differente.Info e foto trovate su http://www.spideralfaromeo.it.
Della riproduzione in scala ci ha pensato Tron model.Non so se il modello sia stato creato oppure ricavato da qualcosa di esistente. Per contenere i costi,ho deciso di acquistare il kit.Al prezzo di 50,000 lire (se non ricordo male).

Il modello è ricco di dettagli.Nella parte frontale,infatti,sono dettagliatamente ripordotti i fari,con la cartteristica protezione con relativa cornice fotoincisa.I paraurti in metallo e lo scudo riprodotto in metallo e relativa fotoincisione.Ho particolarmente apprezzato i montanti del parabrezza,ai quali vanno applicati i finestrini.Nella scheda di montaggio,ci sono i dettagli per realizzare i finestrini con l'acetato.

La finacata del modello,è percorsa da una fascia cromata (nel kit non presente nè adesiva nè fotoincisa),le maniglie stampate direttamente alla scocca,possono rendersi realapplicandovi del colore cromato.Il set di ruote è composto dal cerchio e dalla borchietta.Il disegno di quest'ultimi,anche se errati nella riproduzione dei fori,rende abbastanza l'idea dei cerchi reali.La èarte posteriore,riproduce fedelmente gli stop,paraurti e luce targa.

Gli interni,sono dettagliati,errato il volante,ci voleva un tre razze,ma nulla di irrimediabile.Sono presenti delle decals che riproducono quanto presente sul modello reale.
Veniamo dunque alla serie successiva.Come nel primo caso,ho preferito anche qui il kit di montaggio.Stesso contenuto della prima.Come nella realtà,ovviamente,troviamo il cofano completamente liscio,attraversato da una striscia in rilievo che deve essere dipinta col il color cromo,oppure usando i filetti cromati.Lo scudo è in metallo con relativa fotoincisione,ma devo ammettere che sporge troppo,falsando così un pò la realtà.Troviamo i fari coperti come descritto prima.

Passiamo ora alla fiancata,non discosta tanto,se non nel parte posteriore,con grande sorpresa ho trovato le maniglie da applicare.Non ci ho pensato,altrimenti avrei fatto lo stesso anche sul primo modello.

La parte posteriore,opportunamente modificata,ospita gli stop in metallo da colorare.Ho utilizzato,invece,la testa di qualche spillo per realizzare i ferma cappotta,diciamo pure che mi sono preso questa licenza per abbellire nei dettagli il modello.

Gli interni,vale lo stesso discorso del primo,con l'aggiunta della maniglia all'altezza del vano porta oggetti e il cambio al volante!

Infine eccole insieme.Mi dispiace non riuscire a dare un giudizio obbiettivo dei modelli,come si dice nel paese di Pulcinella "ogni scarrafone è bello a mamma sua".Poichè li ho montati e curati nei dettagli,facendo innumerevoli ricerche su colori ed ore di lavoro.


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piazzone
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Inserito il - 22/09/2008 : 18:23:39
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Ecco qua la novità 8C Competizione by Cararama. Immagine:
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Il modellino, anche se a mio avviso non a livello della Brera, conferma la crescita di questo produttore economico, che con 3€ o poco più (per l'esattezza pagato 3.29€ al Carrefour) propone riproduzioni che messe in vetrina, mischiate a edicolose e altri Die-Cast, non attirano l'attenzione per particolare bruttezza, anzi.
(scusate la qualità delle foto, fatte col cell...) Questa 8C mi pare ben proporzionata, anche più della Fabbri/Metro che costa il triplo.
La parte più riuscita è il posteriore, con ottimi gruppi ottici (meglio della Spark!), begli scarichi e pure luci retro/fendinebbia, che la metro non ha. Inoltre credo che sia stata azzeccata dimensione e posizione del tappo serbatoio anche più di Spark. Unici nei, il profilo del posteriore un po' poco pronunciato, e il bordo del lunotto troppo esagerato. Immagine:
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Fiancata: ottimi i cerchi e i dischi freno (ancora una volta meglio della Metro/Fabbri), ok le proporzioni, bordo vetro tampografato, e c'è pure la firma del centro stile. Forse gli specchietti sono un po' troppo grandi. La presa d'aria laterale ha il bordo verniciato (male) color carrozzeria. Immagine:
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Frontale: la parte realizzata in maniera più approssimativa, non tanto per la forma e proporzioni ok, ma per i particolari: i fari sono semplicemente dei tondini di plastica grigi, i cupolini non combaciano perfettamente con la carrozzeria, bave dappertutto (fendi, scudetto, cupolini. Rimane un mistero il perché gli stemmini cararama siano su sfondo giallo. Immagine:
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La vernice, troppo giallo limone, con una luce intesa tende a sembrare più scura e si avvicina a quella del modello reale. Ci sono dei punti quà e là verniciati male, ma è poca cosa.
Gli interni invece sono molto approssimativi, sia nella forma del cruscutto che nel posizionamento dei particolari (boccole, airbag ecc) e nella colorazione. Manca la leva del cambio!
Per quello che costa, ottimo per tappare semplicemente i buchi di colore nella collezione senza spendere una cifra. Ripeto, modellino che si può lasciare in vetrina anche in bella vista senza avere pretese ma neppure nulla da vergognarsi. Peccato non averla trovata anche bianca!
"Si racconta che Henry Ford si togliesse il cappello quando vedeva un’Alfa Romeo e che Enzo Ferrari, il giorno che è riuscito a battere le auto del Biscione abbia pianto come un bambino..."
Ex Alfetta 1.8 blu '72 dal '78 al '91 - Ex Alfa 75 1.8Turbo America nera '90 dal '00 al '03 Giulia 1750 GTV grigia '69 dal 1985 (del Papi!) Alfa 75 2.0TS (la Gigia) Bianco-argento '91 dal 29/07/2006 Alfa 156 2.0JTS Sportwagon Distinctive Argento '02 dal 01/03/2008
Piazzone '77
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Modificato da - piazzone in data 23/09/2008 22:00:20 |
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piazzone
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Inserito il - 16/11/2008 : 23:22:04
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Alfa Romeo Dardo Hachette
Foto della vettura reale:
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Concept disegnata da Pininfarina e presentata al salone di Torino nel 1998, per quello che so finora era stata riprodotta solo da ABC Brianza, e in ogni caso nessun Diecast. Il modello in questione è della raccolta edicolosa "auto italiane da collezione" di Hachette. A mio avviso siamo di fronte a uno dei modelli da edicola migliori: i difetti che si trovano sono davvero pochi e spesso veniali. Le proporzioni sono perfette, tutti i dettagli curatissimi (sorprende il posteriore, dove oltre allo scarico c'è e la scritta "Dardo" sono fari ad attirare l'attenzione, con la superficie a "bolle" identica all'originale. Difetti: il colore, il modello reale sempra più rosso alfa, gli stemmini (che io ho sostituito con 2 decals che vedete in foto) e i cerchi, corretti nel disegno ma che appaiono troppo piatti nel canale e nei fori.
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Quello che sorprende ancora è la cura dei dettagli interni, inusuale per un modello da edicola: anche se il fatto che sia cabrio impone maggiore cura, non si poteva chiedere di più. L'abbinamento grigio chiaro/scuro è rispettato su volante e sedili, che riportano correttamente in rosso sul poggiatesta il logo Dardo. Anche strumenti e plancia sono davvero curati. Gli unici difetti sono la presenza eccessiva di bave su volante, leva cambio e freno a mano (si rimedia facilmente con un cutter o una limetta) e mancano le cromature alle leve apertura porta (pignolo eh? ).
Altra piccola nota dolente, su entrambi i modelli che ho trovato gli specchietti erano incollati tutti storti, quello interno sopratutto era rivolto al passeggero (assemblata in cina, dove guidano a destra...  ).
Infine, riguardo agli interni, piccolo aneddoto; l'autore dell'articolo del fascicolo lo descrive così: "Avveniristico e freddo appare l'allestimento interno della vettura [...] ma tutto l'abitacolo, così configurato a superfici avvolgenti che inglobano strumenti e comandi, appare un po' caricato e incombente su pilota e passeggero." Ma il beone, l'avvinazzato, lo Shumacher della damigiana non si è accorto che la plancia della Dardo è pari pari quella della 156 prima serie, eletta nello stesso 1998 auto dell'anno???
              
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"Si racconta che Henry Ford si togliesse il cappello quando vedeva un’Alfa Romeo e che Enzo Ferrari, il giorno che è riuscito a battere le auto del Biscione abbia pianto come un bambino..."
Ex Alfetta 1.8 blu '72 dal '78 al '91 - Ex Alfa 75 1.8Turbo America nera '90 dal '00 al '03 Giulia 1750 GTV grigia '69 dal 1985 (del Papi!) Alfa 75 2.0TS (la Gigia) Bianco-argento '91 dal 29/07/2006 Alfa 156 2.0JTS Sportwagon Distinctive Argento '02 dal 01/03/2008
Piazzone '77 |
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lucesku
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Inserito il - 28/11/2008 : 22:38:51
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ALFA ROMEO 8C SPIDER Motor Show - Ginevra 2008 LookSmart (LS304A)
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Novembre 2008, la LookSmart presenta la sua ultima creazione: Alfa Romeo 8c Spider - Motor Show Ginevra 2008 - colore bianco perlato ed edizione limitata di soli 200 pezzi. Potrei spendere mille parole sulla bellezza di questo modello ma credo che le immagini parlino da sole. Ho volutamente scattato immagini che riproducessero il modellino nelle posizioni più simili a quelle del modello reale per poter effettuare un buon confronto:














 


Il modellino si presenta complessivamente molto bene, anche se il colore sembra più scuro del reale ma forse è una questione di luci. La linea mi sembra abbastanza azzeccata come del resto le proporzioni; Ottima anche la cura dei dettagli, anche se avrei posto maggiore attenzione ai fendinebbia anteriori, personalmente un pò deludenti. Il fendinebbia posteriore e la luce della retromarcia sono entrambe sottodimensionate, ma questo è un particolare che noterebbero in pochi. Ottimi i cerchi con le pinze rosse, anche se le immagini non gli rendono giustizia. Ottimi gli interni, molto dettagliati e fedeli nei particolari, nei quali le cinture di sicurezza sono una vera chicca. I finestrini, con la loro incredibile finezza, sono la ciliegina sulla torta. Consiglio: non lasciatela scappare, ce ne sono poche in giro!
   ----Alfa 33 1.5 Ti-------------Giulietta 1.6--------------------Alfa 75 2.0 TS-------
La mia collezione Alfa Romeo Lucesku |
Modificato da - lucesku in data 28/11/2008 22:40:41 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 02/01/2009 : 18:24:41
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Alfa Romeo 1750 berlina 1968 - Starline models ref. 510929
Un'immagine della vettura reale

Se dovessi scrivere un libro sulla 1750 berlina, probabilmente lo intitolerei "il complesso della figlia di mezzo" ...eh si, perchè è struggente nascere con una sorella maggiore come la Giulia e quando la tua adolescenza comincia a farti sentire importante...puff ...ti arriva una sorellina, brava e carina, di nome Alfetta che ti fa diventare vecchia anzitempo ed il tuo tentativo di cambiare nome e cilindrata è tempo perso ...dura troppo poco ed è troppo poco, di fronte a chi ti ha preceduto ed è già un mito e chi, appena nata dopo di te, lo diventerà a breve.  
Questa è la triste storia di questa splendida Alfa Romeo, dal nome glorioso ma destinata a vivere con troppe antagoniste in casa propria.
E'il 1968, la concorrenza tedesca (Audi e Bmw) comincia ad affilare le armi puntando a cilindrate di due litri , la linea della Giulia comincia a dimostrare qualche rughetta di troppo , l'Alfetta è ancora un embrione , e così l'Alfa Romeo decide di affidare il difficile compito di mantenersi al passo, alla matita di Bertone.
Difficile compito perchè il "cahier de charges" non da molto spazio alla creatività dello stilista torinese : guai a toccare quel parabrezza che tanti studi aerodinamici avevano voluto così , guai a toccare quella coda tronca e incavata per lo stesso motivo e poi , la meccanica dev'essere quella della Giulia però con quell'updating di meccanica vicino ai 1,8 litri di cilindrata. 
Il risultato è comunque positivo, una bella linea pulita e filante ma soprattutto, maledettamente Alfa Romeo e quell'ago del tachimetro che abbatterà (stiamo parlando di una berlina da famiglia) la soglia psicologica dei 180 km/h. In quasi 5 anni di vita la 1750 fu tuttavia prodotta in circa 100.000 esemplari e, opportunamente dotata di iniezione Spica, sbarcò anche negli "States". Si studiò anche una versione denominata "1750 Giardinetta Veloce" (carrozzeria Pavesi 1969) che purtroppo, complici i tempi non maturi, o forse per una sorta di reticenza che la Casa di Arese ha sempre dimostrato in passato verso queste carrozzerie, non ebbe seguito .....oggi le Sportwagon dribblano alla grande le berline ma 40 anni fa.... 
A livello modellistico, le vicende della 1750 non differiscono molto ....snobbata per anni da tutti i produttori è comparsa, solo qualche anno fa, come speciale grazie alla romana Gamma e poi a sorpresa, inserita in una raccolta di Hachette, ne arriva un die-cast di disceta fattura; da li a poco una versione corsaiola arriva anche con Fabbri.   Come è attuale costume queste chicche da edicola si ripropongono, rivedute e corrette, con altri marchi e queste 1750 se le aggiudicano la tedesca Starline models ma anche l'italiana M4, quest'ultima specialmente con qualche livrea sportiva.
Va subito riconosciuto alla Starline, il merito di aver proposto il modellino con delle belle tinte, classiche per la 1750 (blu, rosso, grigio metallizzato e azzurro)...peccato manchi quel verde oliva metallizzato che tanto caratterizzava la vettura, almeno qui in Italia. E' recentemente apparsa un'ulteriore referenza color blu pervinca che sconsiglio, in quanto si tratta di una colorazione apparsa con la presentazione della 2000. La verniciatura comunque è posata in modo uniforme ed appare piuttosto lucida.
La vista di lato presenta una buona riproduzione della linea di Bertone, compresa la caratteristica linea a cuneo dovuta al ponte rigido posteriore, il tutto appare così ben proporzionato.
Vista laterale

Come nella maggior parte di questi modelli, di produzione cinese, molto (in questo caso tutto ) è affidato alla tecnica della tampografia ....e qui, complice il colore blu scuro, maniglie porte, cornici giro porta, bocchetta di sfogo sul montante posteriore e modanatura sottoporta appaiono ben risaltate da questa tecnica in un bell'argento lucido.
Vista tre quarti anteriore

L'aspetto del frontale, non trascura nulla delle caratteristiche della 1750 vera : la particolare calandra con scudetto centrale e doppia coppia di fari con abbaglianti più piccoli, il tipico paraurti sormontato dalle luci di posizione e dagli indicatori di direzione.
Vista frontale

Il tentativo di riuscire a definire tutti i sette listelli cromati della calandra, ha però reso un po' pesante il frontale e così lo scudetto (con decal del logo Alfa) perde un po' di risalto, tanto che, se non fosse per la sua presenza, il modellino potrebbe essere scambiato per una 124 Special. 
Apprezzabile la riproduzione dei fari, le cui parabole non presentano il classico piolo scuro centrale tipico di questa classe di modellini. 
Correttamente realizzati i paraurti con rostri di gomma e corretti i tergicristalli riprodotti in plastica argento.
Vista di tre quarti posteriore

Anche posteriormente la vettura merita il buon giudizio del frontale, in particolare ottimi i fari e la scritta 1750 (preceduta lal logo Alfa stilizzato).  
Vista posteriore

Questi due dettagli, uniti alla cornice della targa sormontata dal pulsante apertura cofano, al paraurti con le due luci illuminazione targa ed al classico terminale di scarico correttamente posizionato, rendono questa vista molto appagante, molto più di quella frontale.  
Dettaglio del cerchio ruota

Difficile apprezzare i cerchi ruota, dopo aver giudicato quelle della 1750 GTV di Autoart , tuttavia Starline si è sforzata di dare lustro anche a questo particolare che tutto sommato è più gradevole nella vista di insieme, piuttosto che da quella ravvicinata.....mi spiego meglio : a livello microscopico, il timido tentativo di tampografare i triangolini sulla ghiera nera della borchia è riuscito al 50% e forse era meglio ricorrere ad una bella decalcomania o lasciare perdere del tutto.  
Dettaglio dell'interno

La vetratura, affidata a plexiglass di discreto spessore tranne per la porta lato guida, ci permette di apprezzare una buona dote di particolari interni. La plancia, sormontata dai due strumenti separati è decorata in color legno così come la consolle centrale sulla quale svetta la classica leva del cambio. Il tipico volante a calice ha (giustamente) la corona nera e le razze metallizzate. Molto gradevoli alla vista la selleria e la pannellatura laterale sulla quale, con un pizzico di sforzo in più, si sarebbero potute tampografare anche le maniglie alzavetro e apertura porta. Sul divano posteriore è presente il grande bracciolo centrale.
Tenendo conto del prezzo di listino sopportabile (20-25 euro), il giudizio complessivo di questo modellino è decisamente positivo. Tutto il lavoro di miglioramento sul modello operato da Starline, rende a mio avviso sconsigliabile sia cimentarsi nel migliorare la versione edicolosa di Hachette (€ 9,99 ma decisamente più povera di dettagli e unicamente rossa) quanto il ricorso allo speciale di Gamma (€ 44 in kit/€ 180 montato) anche se, quest'ultima scelta dipende esclusivamente dalle ambizioni del collezionista. Anche la confezione, basetta in plastica nera e teca in plexiglass, va a pesare sul giudizio finale...grazie a questo la vostra 1750 sarà al riparo da polvere e graffi per lungo tempo.  
Gianluca 66 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 01/07/2010 : 22:53:08
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Alfa Romeo Giulietta 2010 - Norev per www.store.alfaromeo.com
 Un esemplare della vettura reale
Alfa Romeo inizia il suo secondo secolo di vita con questa Giulietta, una macchina che si porta dietro un bel po' di responsabilità. In primo luogo il suo nome che rievoca un modello del passato che non ha bisogno di presentazioni, perchè 55 anni fa era l'ambita preda di un'Italia che aveva la determinazione di ricostruirsi e di lasciarsi alle spalle un recente passato fatto di macerie, di fame e di morti, tanti morti purtroppo. In secondo luogo ha il compito di sostituire la 147, un modello di indubbio successo commerciale tra i prodotti Alfa Romeo più recenti. Sicuramente questa Giulietta ha un bel curriculum con cui presentarsi al mercato : motori innovativi e tutti turbocompressi di elevata potenza specifica, largo uso dell'elettronica a supporto della sicurezza e del piacere di guida, una linea grintosa e sportiva e quattro comode porte per una destinazione anche familiare.
Tornando all'aspetto modellistico 1/43, questa Giulietta ha già ricevuto due riproduzioni, almeno nel panorama più diffuso del die-cast. La prima da parte di Motorama e venduta inizialmente come gadget presso gli sportelli di Poste Italiane, la seconda proposta da Mondo Motors e già in vendita in tre diverse colorazioni (rosso metallizzato, nero e bianco) al solito prezzo "politically correct" di circa 6 euro.
Anche nel settore degli speciali questa Giulietta si è vista negli stand di Racing 43 e BBR, ottimi modelli artigianali dal prezzo impegnativo intorno ai 140-180 euro.
Compare ora, in una fascia di prezzo media (40 euro per l'esattezza), la proposta di Norev che si è occupata di fornirla come gadget ufficiale per il Centenario 1910-2010 a www.store.alfaromeo.com, ovvero il negozio on-line di Alfa Romeo demandato alla promozione del marchio, tramite la vendita dei "gift" più disparati come capi d'abbigliamento, occhiali, portachiavi, penne, agende e anche automodelli.
Quasi certamente, terminato il vincolo di questa fornitura, Norev non mancherà di proporla direttamente sul mercato, continuando ad alimentare la gamma Alfa Romeo più recente.
Intanto ve la presento, avendone acquistato un esemplare in occasione della manifestazione del 24 giugno scorso, tenutasi presso il Museo Alfa Romeo.
Iniziando ad analizzare la confezione, credo di non temere smentite definendola elegante : la basetta di appoggio del modellino è in plastica con la scritta in argento e sormontata da una teca di plexiglass. Il tutto è poi avvolto da una scatoletta di cartone rosso rubino aperta anche sui lati e sullo sfondo è posto un cartoncino nero con la silouette della Giulietta in rosso, con un effetto finale molto appagante. Al centro della confezione campeggia il logo coniato in occasione dei 100 anni Alfa Romeo.

Il modello viene proposto unicamente nella seguente configurazione : allestimento Distinctive, cerchi sportivi da 18" e colore Bianco Ghiaccio, ovvero come la maggior parte dei Concessionari Alfa Romeo ce l'ha fatta conoscere negli showroom.

Analizzando la linea laterale, si possono ammirare le buone proporzioni del modello, sul quale il largo uso di tampografie fa risaltare i vari particolari...a dire il vero sul bianco, un po' pochino. In particolare, rispetto alla realizzazione di Motorama, lo spazio tra ruota anteriore e relativo parafango, sembra più fedele all'originale. La cosa che sicuramente stona, è la decorazione rossa delle pinze dei freni. Stiamo parlando di un allestimento Distinctive o di una Quadrifoglio Verde da 235 CV ? Se siamo nel primo caso, niente pinze rosse, nemmeno nella linea accessori, se invece stiamo parlando di una Q.V., manca proprio lui : il quadrifoglio verde appena sopra l'indicatore di direzione sul parafango anteriore. Purtroppo, la vicenda delle pinze rosse o gialle è una moda del momento...molti acquistano la versione base e prima che la polvere nerastra ne renda impossibile l'operazione, smontano i cerchi e...via di bomboletta scarlatta ! I nostri padri erano uguali, scarichi doppi sulle 850 ed antenne a frusta sulle Giulia...perdoniamo il peccato e mettiamolo tra le piccole disattenzioni. Tra queste ci mettiamo anche l'assenza dell'antenna radio che dovrebbe essere posta appena prima del taglio portellone ed è prevista per tutti gli allestimenti.

La vista anteriore ci presenta (ben riprodotta) la novità dello scudetto incastonato in una sede, di analoga forma ma leggermente più larga. E' senza dubbio l'elemento stilistico che meglio differenzia questa Giulietta rispetto alla più piccola MiTo. Ritengo che il non facile compito di riprodurre questa novità, ma quarantatre volte più piccola, sia stata risolta brillantemente. La tampografia dello scudetto ed i rilievi della plastica rendon molto bene l'idea, grazie anche al giusto spazio con la scocca in zamak. Anche il cofano presenta le caratteristiche nervature ben marcate, segno di un ottimo lavoro nella realizzazione dello stampo.

Tra le caratteristiche salienti della nuova Giulietta, c'é la parte posteriore. Quell'andamento dei fari, la coda alta, il sottoscocca con i doppi scarichi...sicuramente la rendono molto accattivante. Il modello Norev ha dato lustro alle linee originali, realizzando un bel mix tra elementi in plastica e tampografie. Purtroppo la scritta "Giulietta" appena sotto il badge Alfa Romeo, complice la tinta bianca, non si nota ma c'é. Occorre un po' di controluce per vederla ed ammirarne proporzionalità e nitidezza della realizzazione.

Certamente, in una stampata in plastica di pochi millimetri, era estremamente difficile realizzare lo spettacolare faro posteriore originale, così com'é tempestato di led. Tuttavia, ritengo che sia stato dignitosamente riprodotto, senza omettere la parte chiara delle luci retromarcia.

Visto che il modello ha entrambi i finestrini anteriori abbassati, non è stato difficile fotografarne l'interno senza il timore di spiacevoli riflessi del flash. Che dire ? Personalmente avrei utilizzato il rosso per far risaltare la selleria, piuttosto che le pinze dei freni, tuttavia tutto sembra al proprio posto, forse un po' austero con quel nero. Sulla plancia sono state tampografate, le bocchette climatizzazione, la fascia centrale della plancia, le corone degli strumenti, quella intorno alla cuffia del cambio ed il comando del DNA, utilizzando una tinta alluminio opaco chiaro. Al centro del volante, campeggia il badge Alfa Romeo ed il quadro strumenti affidato a appropriate decal. Anche sul pannello porta, la leva di apertura è stata risaltata con colore alluminio chiaro. Degna di lode anche la presenza dello specchietto retrovisore interno, dotato di parte color argento.

Apprezzabile anche la decorazione in alluminio satinato degli specchi retrovisori esterni, peraltro dotati di parte interna a specchio. Vuol dire allora che ci troviamo di fronte ad una Distinctive con Sport Pack e che quindi i cerchi sono quelli corretti ? Però non risulterebbero le pinze rosse, mancherebbero i fari con sfondo scuro, le mostine della plancia dovrebbero essere scure e non chiare e poi la pedaliera sportiva in alluminio ? No, non la smonto per vedere se ci sono...però una bella confusione. E dire che bastava dare a Norev un bel depliant come quello che mi hanno gentilmente dato in Concessionaria.

Il cerchio Sport da 18" è indubbiamente ben fatto, di forme ben scolpite, correttamente verniciato e corredato del logo sul coprimozzo. Peccato che i bulloni di fissaggio sono quattro e non cinque come nella realtà. Lo spallamento del pneumatico, che dovrebbe corrispondere ad una misura 225/40, sembra ben proporzionato. Anche la riproduzione del battistrada appare ben riprodotta.

Abbastanza semplice il fondino, un abbozzo di longheroni del telaio, l'impianto di scarico riportato in plastica color alluminio e poco altro. A dire il vero, non avendo visto un esemplare vero da sotto non posso esprimere un giudizio, tuttavia mi sembra ci sia un eccesso di carenatura.
Eccomi alle conclusioni finali. Probabilmente, considerando che in certi Paesi vengono realizzati stampi in meno di un mese, ritengo che questa Norev abbia lavorato un po' a corto di informazioni circa allestimenti, accessori e abbinamenti. Non è pignoleria, 40 euro sono comunque una cifra discreta, innanzi alla quale si chiude un occhio sull'assenza di fotoincisioni ma si arriccia il naso per certi "ko" che si potevano evitare. Il modello comunque è destinato ad avere una rivalutazione futura, in quanto prodotto ufficiale Alfa Romeo lanciato in occasione del Centenario. Lo giudico un buon modello, auspicando tuttavia che Norev voglia rimediare ad alcune inesattezze prima di inserirlo nella propria gamma di prodotti. Una domanda però mi sorge spontanea : ma che fine ha fatto Provence Moulage ? Quel salotto buono in seno a Norev che aveva realizzato la bella MiTo ? Mistero ?


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Modificato da - gianluca66 in data 03/07/2010 10:33:45 |
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gianluca66


  
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Inserito il - 28/07/2010 : 13:47:05
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Alfa 24 HP torpedo 1910 (Racing 43)
Probabilmente ci voleva il centenario della storia del marchio, per vedere la riproduzione in scala ridotta di quella che universalmente, riconosciamo come la "prima pietra" della storia automobilistica di Alfa Romeo. Cento anni esatti da quella 24 HP che possiamo ammirare al Museo di Arese e che, curiosamente, il 24 giugno 2010 non era esposta in quanto si trovava a Pebble Beach. Diversamente da come sono solito impostare queste recensioni, credo per una volta che non sia necessario aggiungere altro relativamente alla storia della vettura, basta infatti aprire qualsiasi libro o qualsiasi sito internet per ottenerne tutte le informazioni su questa torpedo dalla livrea blu petrolio.
 L'esemplare della 24 HP presente al Museo Alfa Romeo di Arese
Invece la prima curiosità sta proprio in questa riproduzione in scala 1/43, scaturita da un produttore come Racing 43 che con i modelli di auto vintage, poco o niente ha mai avuto a che fare. Sarebbe stato più semplice aspettarsi una Rio, una Brumm, una Minichamps o al limite una ABC e invece a sorpresa, già all'ultimo Model Expo allo stand UFFI Project s.r.l. questo bel modello era lì, ad accompagnare quello della Nuova Giulietta, come fosse una vecchia foto di famiglia dove si vede la trisnonna che tiene in braccio la neonata di casa.

Vi dico subito che recensire una vettura così non è facile, sarà per l'assenza del classico scudetto anteriore, sarà che 24 HP fa pensare ad una specie di carrozza mossa da un motore più sbuffante che rombante, sarà perché l'emozione di averla tra le mani ed essere finalmente consapevoli di aver trovato l'inizio (Alfa appunto) della propria collezione ti lascia senza parole...comunque sia vi garantisco che non è facile.

Partendo ad analizzare i materiali, Racing 43 si è affidata agli ingredienti tipici dei modelli speciali e quindi : resina, metallo bianco, fotoincisioni, acetato e decalcomanie. Guardandolo da vicino, emerge tutta l'arte del fatto a mano e, finalmente, del Made in Italy...si, perchè sarebbe stato davvero un peccato che il modello n° 1 di tutta una collezione Alfa in 1/43, fosse stato oggetto di attenzioni da parte di qualche produttore asiatico.
Le linee semplici di questi modelli "vintage", sono facilmente valutabili per proporzionalità e impatto visivo, tuttavia per la prima volta, ho eseguito un paio di misurazioni per valutare l'attenzione prestata dal Produttore ad un modello così esclusivo. Così mi sono armato di calibro a corsoio ed ho misurato passo e carreggiate, rilevando le seguenti misure :
Passo : Misura originale : 3.200 mm. Misura verificata sul modello : 73,2 mm. x 43 = 3.147,6 mm.
Carreggiata : Misura originale : 1.350 mm. Misura verificata sul modello : 31 mm. x 43 = 1.333 mm.
Dai risultati emerge l'indubbia fedeltà delle proporzioni del talaio, cui dipende quella del modello complessivo. Infatti bastano un paio di foto della vettura reale per rendersi conto che, corpo vettura, cofano motore, parafanghi, altezza del parabrezza e sbalzi, sono stati realizzati con ottima fedeltà alle proporzioni. La linea appare molto slanciata con la capote ripiegata a sbalzo ed i parafanghi, uniti tra loro dal predellino, che creano un effetto dinamico molto riuscito. Il predellino è evidenziato dal bordo color legno, particolare realizzato con un adesivo. Particolarmente appagante la vista del lato destro ove è presente la ruota di scorta e la tromba per le segnalazioni acustiche che sormonta il profilo del parafango anteriore.

Posteriormente, come nella totalità delle vetture di quell'epoca, c'é poco da annotare. Tuttavia, anche questa parte è stata molto ben curata con il serbatoio del carburante in bella vista tra i due longheroni del telaio ed il tubo di scarico. Sicuramente l'elemento più caratterizzante di questa angolazione, è costituito dalla grande capote ripiegata, il cui colore bianco contrasta decisamente con la livrea blu. Degna di nota la riproduzione della nervatura perimetrale dei parafanghi.

Ho ritenuto opportuno effettuare due fotografie della parte interna, la cui semplicità è impreziosita dalla colorazione. La selleria rossa con il rivestimento color cuoio sono indubbiamente d'effetto. Molto ben riprodotti il volante e l'essenziale strumentazione di bordo.

Passando al giudizio dei dettagli, la foto sotto evidenzia la cura riservata alla ruota, provvista di mozzo con dadi di fissaggio in bella evidenza, coprimozzo color ottone e scritta ALFA, nonché di valvola per il gonfiaggio del pneumatico. Forse è quest'ultimo particolare a sembrare un po' sovradimensionato, se confrontato con la sezione delle attigue razze del cerchio. Molto bella la tromba dell'avvistatore acustico dalla caratteristica "proboscide" realizzata con i relativi supporti di fissaggio.

La parte frontale è indubbiamente la più ricca di particolari. Bellissimo il radiatore con gliglia e scritta Alfa in corsivo fotoincise. Il corpo del radiatore invece ha un'aspetto un po' grumoloso, probabilmente dovuto alla decorazione color ottone opaco. In definitiva un vero capolavoro se non fosse per lo stemma al centro, che riporta inesorabilmente la scritta Alfa Romeo e che ci ricorda un po' quella scena del film "Ben Hur", quando venne inquadrato Charton Heston con tanto di daga romana e orologio al polso.
Anche i fari sono davvero ben riprodotti, verniciati sempre in ottone opaco e con lente leggermente concava. Anche qui una piccola critica andrebbe ai fori di evacuazione dei fumi di acetilene, che in realtà appaiono come delle protuberanze.
In bella evidenza anche la caratteristica scolpitura degli pneumatici, riportati in gomma.

Altri particolari davvero ben riusciti, li possiamo meglio notare sul lato sinistro del modellino. Qui fanno bella mostra di se la maggiorparte degli elementi fotoincisi, come la maniglietta di sollevamento del cofano, la presa d'aria dinamica, le maniglie delle portiere e la struttura del parabrezza (quest'ultimo con vetro in sottilissimo acetato e due fari supplementari).
Molto fine e ben posata, la decalcomania riproducente la decorazione rossa del cofano.
Sul predellino sono riportati il serbatoio per l'acetilene dell'impianto d'illuminazione e la cassetta degli attrezzi.

In ultima analisi ho lasciato i commenti sulla selleria. Qui sembra quasi che sia arrivata una telefonata che abbia affrettato la finitura delle sedute dei divani. Se osserviamo i pannelli laterali e gli schienali, notiamo che la "bottonatura" è correttamente eseguita in rilievo. Guardando invece le due sedute si nota che l'effetto "bottonatura" è stato affidato a delle impronte semisferiche, sproporzionate per dimensioni ma soprattutto che mal si accostano a quento fatto per gli schienali. Un vero peccato, considerando che si tratta di una delle parti più in vista del modellino.

Un ultimo giudizio riguarda il prezzo che è attualmente fissato in 180 €, un prezzo allineato a quello di altri Produttori artigianali. Lo stesso modello, nell'esclusiva confezione associata alla Giulietta 2010, costa invece € 500.
Personalmente giudico questo modello complessivamente ottimo e, come scrissi in una delle mie recensioni riguardo la 40/60 HP Castagna, assolutamente da non perdere. Acquistarlo quest'anno avrà sicuramente un valore simbolico aggiunto, poi ognuno di noi deciderà se accostarlo alla nuova Giulietta, metterlo al centro della vetrina, all'inizio della collezione o piuttosto in una teca dedicata, insieme ad altri ricordi di questi 100 anni di storia Alfa Romeo.
Gianluca66
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