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MARCO RIGONI: Storie di un ALFISTA

Stampato da: Club AlfaSport Forum
URL Discussione: http://www.alfasport.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3284
Stampato il: 24/07/2014

Discussione:


Autore Discussione: Admin
Oggetto: MARCO RIGONI: Storie di un ALFISTA
Inserito il: 24/02/2011 18:10:27
Messaggio:

MARCO RIGONI: STORIE DI UN ALFISTA





L'ingresso di Marco Rigoni in AlfaSport, come maggiore collezionista di modelli Alfa Romeo in scala e come scrittore della rubrica "Marco Rigoni racconta...", ha portato alla luce nella mente di chi ha letto le sue avvincenti storie una serie di domande: alcune tecniche, altre curiose o ispirate da particolari. Questo topic nasce con l'intento di mettere in contatto soci ed utenti del forum AlfaSport con il signor Rigoni, che si metterà a disposizione di quanti vorranno scrivergli per avere risposta ai propri dubbi, approfondire un certo aspetto dei suoi racconti o anche chiedere informazioni di carattere generale sul modellismo di auto, camion, navi, aerei e tutto ciò che è stato prodotto sotto il marchio Alfa Romeo.
Ringraziamo Marco Rigoni per la disponibilità a rispondere alle domande dei collezionisti e modellisti AlfaSport, collaborando attraverso le pagine del nostro forum nel diffondere sempre più tra gli Alfisti la cultura del modellismo, parte importante della conoscenza della produzione Alfa Romeo, anche attraverso modifica o autocostruzione di ciò che non è già reperibile sul mercato. Leggendo gli scritti del signor Rigoni e ponendo le vostre domande in questo topic vi accorgerete che ingegno e fantasia non sono mai mancati agli appassionati del Biscione, in tutte le scale!




Marco Rigoni racconta



Sezione Modellismo

Risposte:


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 25/02/2011 09:20:55
Messaggio:

Descrivere Marco Rigoni non è semplice, perché lo si scopre giorno per giorno, tuttavia si intuisce subito che è un grande appassionato dell’Alfa Romeo, oltre che uno dei storici più esperti.
Si, perché il modellista e/o collezionista di Alfa Romeo in scala è un grande conoscitore della storia automobilistica della casa del biscione e Marco ha dedicato la sua vita alla ricerca di ogni notizia e immagine che lo potesse aiutare a realizzare i suoi modelli esclusivi.
Non mi soffermo sulla sua bellissima collezione, che ricopre ogni prodotto uscito dalle fabbriche dell’Alfa Romeo, non solo “mezzi di locomozione” quindi, perché le foto parlano da sole e meglio di qualsiasi testo. Voglio piuttosto evidenziare il lato umano e Alfistico di Marco, che oltre ad essere un gran signore, cordiale e sempre disponibile, è un esperto, una persona matura con il cuore di un ragazzino, perchè ha saputo mantenere intatto l’entusiasmo e la curiosità di un adolescente.
Marco l’ho conosciuto grazie ad Andrea (Capitan Harloock) e in seguito a Gianluca66, che è andato ad intervistarlo a casa. Il primo contatto che ho avuto con lui è stato di tipo telefonico, ma già dopo pochi secondi ho avuto la sensazione di parlare con un vecchio amico ed ha subito accettato di collaborare con noi e così è nata la sua bellissima rubrica, unica al mondo direi, dove si impara la storia dell’Alfa Romeo attraverso i modellini, che a loro volta hanno una loro non meno interessante, storia.
Ma ciò che mi ha più colpito di Marco è che non è un semplice cultore della storia del nostro amato marchio, è uno che si interessa del futuro dell’Alfa Romeo, così come facciamo noi di Alfasport.
L'apertura di questo topic vuole essere un'estensione della sua rubrica, un modo per tutti i soci di avere un contatto diretto con questo grande Alfista.


Grazie Marco









Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Capitan Harloock
Inserita il: 25/02/2011 12:48:33
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Non posso che confermare quanto detto da Carlitos.
Il mio primo approccio con Marco è stato grazie alla rivista automobilismo d'epoca, sul quale avevo letto di un grande collezionista di modelli del marchio Alfa Romeo.
Ho visto le foto della sua collezione sulla rivista ed ho sgranato gli occhi. Non riuscivo a credere che si potesse arrivare a tanto. Eppure....!
Ci ha concesso un'intervista e così nasce la sua collaborazione.
Quindi, chiunque voglia approfondire la sua cultura alfista, può rivolgere le domande a Marco...


Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 25/02/2011 12:51:44
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E' per me un onore avere la possibilità di collaborare con una personalità travolgente come quella di Marco Rigoni, che ho avuto il piacere anche di conoscere di persona in occasione del raduno ai Castelli Romani. Prima guardavo la mia bacheca piena di modellini e pensavo di averne un buon numero e di discreta qualità, ma leggendo le sue storie di ricerca, autocostruzione, tentativi, tempo investito e mai sprecato, mi sono accorto di possedere una parte minima di ciò che è ed è stata l'Alfa Romeo in 100 anni. Questo ha fatto rinascere in me la passione e la voglia di conoscere, che purtroppo con i recenti eventi legati al Marchio si era un po' assopita. Ci vorrebbero più Alfisti con la A maiuscola come Marco Rigoni, persone che conoscono la storia di 100 anni e la diffondono influenzando positivamente chi non la conosce; magari torneremme alle Alfa Romeo costruite senza troppo badare alle economie di scala, al downsizing, al risultato e al profitto, mosse da Cuori Sportivi e guidate da Alfisti appassionati come qualche tempo fa.

Un grazie anche da parte mia a Marco per la sua disponibilità!




Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 25/02/2011 17:08:52
Messaggio:

Cari amici, troppi complimenti...comunque un sentito grazie!
Teniamoci strette le nostre Alfa (e Alfine) perchè il momento del rilancio non si farà attendere molto. Non arriverà però con le trombe e i tamburi, ma piano, piano, quasi in silenzio. Bisogna perciò essere attenti ai segnali deboli ed avere pazienza e fiducia. Il Marchio Alfa è un bene prezioso apprezzato in tutti i paesi del mondo ed è quindi destinato ad avere il suo futuro. Splendido come il suo passato ? Non lo so con certezza, ma io sono OTTIMISTA.
A presto.
Marco.


Autore Risposta: halbert
Inserita il: 25/02/2011 20:10:32
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Ciao a tutti sono Halbert e sono nuovo. Comincio questi forum di questo splendido club, domandando al Sig. Marco Rigoni al quale mi inchino per tanta professionalità, se la collezione indetta dalla hascette per il centenario dell'Alfa avrà valore con il tempo o sarà fine a se stessa?
Grazie da Halbert


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 26/02/2011 11:32:12
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Caro Halbert, una collezione ha sempre nel tempo un suo valore, in particolare se collegata ad un evento storico, quale un centenario, e purché completa.
Non è raro che la passione per un marchio automobilistico si traduca nella decisione di mettere in vetrina i suoi modelli e, allora, l'acquisto di una collezione tipo "edicola" è certamente un modo efficace e conveniente per costituire la base di partenza.
Si tenga care le sue Hachette !


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 27/02/2011 01:50:54
Messaggio:

Buonasera Sig. Rigoni, che bello averla anche on-line!
Mi sono sempre domandato se possiede anche modellini inerenti prototipi di Alfa Romeo anche se non direttamente sviluppati dalla stassa casa come ad esempio la "Diva", la Pininfarina "dardo" o la duettoottanta.



ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 27/02/2011 12:45:24
Messaggio:

Caro Bracco, anzitutto mi complimento per la passione che lei evidentemente coltiva per il nostro grande Marchio.
Lo dimostrano almeno due elementi:
le Alfa che ha ed ha avuto ....e l'ora (1 e 50' circa di notte) in cui ha inserito la sua domanda nel forum !
Relativamente al tema da lei proposto, rispondo: certamente si.
Lei ha citato tre casi, due dei quali sono presenti in collezione ed uno, la Diva, è mancante. Sono due anni circa che aspetto il modello firmato Ban Seng, ma mi dicono che per problemi di salute l'amico malese non la produrrà. In compenso sembra che sia nei piani di Tecnomodel...aspetterò con fiducia.
Al di là di questi modelli, la storia dei prototipi, intesi come esemplari preparati dai carrozzieri per promuovere la loro immagine, inizia dopo la 2^ guerra mondiale. Precedentemente, infatti, ci sono sicuramente stati modelli unici, ma su ordinazione di clienti che li sfoggiavano nei Concorsi di Bellezza.
Nel caso Alfa Romeo, possiamo perciò assumere che i primi telai ad essere utilizzati per scopi pubblicitari, furono i 6c 2500 i 4c 1900.
Nella collezione oggi conto circa 70 modelli di questo tipo ed è sicuramente un'area di grande interesse per due ragioni.
La prima è che ogni tanto si scopre qualche prototipo dei tempi passati mai documentato, la seconda è che molti dei prototipi non sono mai stati riprodotti in scala.
Un cordiale saluto.
Marco.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 27/02/2011 12:57:56
Messaggio:

Alloora speriamo che la Tecnomodel metta in produzione anche la Diva......
Grazie della risposta e buona domenica.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: leader10
Inserita il: 27/02/2011 20:41:20
Messaggio:

Salve Sig. Rigoni,

Mi presento,mi chiamo Federico Arduini ed ho 23,vivo in provincia di Frosinone e,sono iscritto qui in club alfa sport da pochi giorni. Questa sera ho letto la sua intervista,innanzi tutto le faccio i complimenti per la sua collezione,vedere le sue foto mi ha fatto rimanere senza parole,è da ammirare il suo lavoro e la sua passione.
Sin da piccolo ho due grandi passioni Aerei,elicotteri,ed Alfa Romeo che hanno portato in me sin dall'età di 11 a collezionare modelli; mi ha colpito molto nella sua intervista quando racconta che per comprare un modello in scatola di montaggio faceva molti sacrifici; questo suo particolare mi ha fatto tornare indietro di qualche anno,quando anch'io, frequentando le scuole superiori ogni estate mi rimboccavo le maniche nel fare qualche lavoro manuale, per acquistare qualche modello in scatola di montaggio poichè mio padre da qualche anno, anche lui è "vittima" della crisi fiat,quindi in cassa integrazione per lunghi periodi.
Leggendo sempre la sua intervista ho letto che l'Alfa Romeo ha contribuito nella realizzazione dell'elicottero NH-90,le chiedo (se è possibile) eventuali informazioni o documentazioni,poichè io lavoro da quasi 4 anni presso l'Agusta Westland (casa che produce quest'elicottero) e da appasionato del settore,oltre che da loro dipendente conosco i loro modelli,ma questo particolare non lo conoscevo,quindi chiedo questo suo aiuto,se è possibile.

La ringrazio in anticipo per l'eventuale aiuto,mi scuso se mi sono dilungato un pò nel messaggio.

Saluti,

Federico Arduini

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 28/02/2011 11:19:24
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Caro Federico, mi permetta anzitutto di congratularmi per il suo lavoro. Sono certo che lei è orgoglioso di far parte del Team Agusta Westland, un’Azienda che ha saputo e sa affermare la professionalità italiana nel mondo della tecnologia avanzata, similmente a quanto ha fatto Alfa Romeo.
La ringrazio inoltre per avere aperto una finestra sul mondo dell’aviazione, un mondo dove Alfa Romeo è stata protagonista per tanti decenni ottenendo successi del tutto paragonabili a quelli dell’automobile.
Ma veniamo all’NH 90.
Cito “Aeromedia, marzo 2000”
Il 1° marzo 2000, nell'ambito di una cerimonia ristretta all'ambiente industriale-militare e senza la partecipazione della stampa, è stato presentato in volo a Cascina Costa il quinto ed ultimo prototipo dell'elicottero multiruolo NH 90, esemplare realizzato sotto la responsabilità dell'Agusta.
Il programma internazionale NH 90 nacque a seguito di un primo studio svolto in ambito NIAG (NATO Industrial Military Advisory Group), all'inizio degli anni '80, seguito da un'intesa tra i ministeri della difesa di Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, per realizzare un elicottero bimotore, classe 10 tonnellate, adatto ad impieghi terrestri (variante TTH) e navali (variante NFH), partendo da una configurazione di base comune. Il Regno Unito si ritirò poi dall'iniziativa nel 1987.
Nel 1992 venne costituito il consorzio NH Industries oggi formato da Agusta, Eurocopter e Stork Fokker, per lo sviluppo dell' NH 90 e la costruzione di cinque prototipi, come premessa per la successiva produzione in serie. Con l'avvento della nuova situazione geo-politica mondiale, lo svolgimento del programma subì poi, come altri, le conseguenze della crisi del settore aerospaziale ed i ritardi dovuti all'inizio della complessa fase di riorganizzazione degli assetti industriali internazionali.
Attualmente, con tutti i prototipi in attività, l'esplorazione dell'inviluppo di volo della macchina è destinato ad una significativa accelerazione, di pari passo con la qualificazione in volo dei sistemi di missione. Nel frattempo, per le forze aeree delle quattro nazioni, si è ormai fatta urgente la necessità di mettere in linea l'NH 90 per sostituire elicotteri ormai obsoleti oppure utilizzati fino ai limiti della vita strutturale.
Il prototipo italiano dell'NH 90, designato PT5 ed identificato dalla MM X613, è configurato nella versione NFH (di responsabilità Agusta) ed è destinato allo sviluppo dei sistemi per missioni autonome antisom (ASW) ed antinave (ASVW), oltre alle capacità aggiuntive di supporto antiaereo, aerorifornimento ad unità in navigazione, SAR e trasporto truppe. Il suo programma di sperimentazione in volo prevede anche un ciclo di prove di appontaggio su unità navali.
Nel corso della presentazione in volo svoltasi a Cascina Costa, PT5 si è esibito in coppia con il prototipo PT1 (primo volo presso la Eurocopter France a Marignane il 18 dicembre 1995). Questo velivolo reca l'identità italiana MM X612 in quanto è attualmente impiegato nella fase di certificazione con motori del tipo Alfa Romeo Avio-General Electric CT700-T6E, prevista per gli NH 90 destinati all'Italia, in alternativa al turboalbero RRTI (Turbomeca, Rolls-Royce, MTU, Piaggio e Topps) RTM 322-01/9 già prescelto dalle forze armate francesi.
Il lancio, ormai prossimo, della produzione del primo lotto di serie dell'NH 90 (oltre 150 esemplari), dovrebbe anche favorire le opportunità di mercato che si vanno delineando per il nuovo elicottero.

Aggiungo che Alfa Romeo Avio è stata l’unica azienda non statunitense a produrre componenti per il turboalbero GE T700 montato sugli elicotteri della Marina USA e che disponeva della licenza di costruzione del propulsore destinato alle versioni anglo-italiane.

Allego la foto
- del prototipo italiano (PT5) dell'elicottero NH Industries NH 90, assemblato dall'Agusta, in volo con l'esemplare PT1, utilizzato per la certificazione con i motori Alfa Romeo Avio-General Electric CT700-T6E.
- la foto del modello della mia collezione gliela invierò via e-mail poichè troppo voluminosa


Un cordiale saluto.
Marco


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Autore Risposta: leader10
Inserita il: 28/02/2011 12:04:52
Messaggio:

Sig. Rigoni la ringrazio per la sua risposta,mi ha fatto conoscere questo particolare riguardante l'NH-90 il quale non conoscevo :)

Si,è vero,le confermo che per me è una grandissima soddisfazione lavorare per un'azienda come l'Agusta Westland sia per ciò che l'azienda stessa rappresenta ancora oggi,ovvero 100% tecnologia ed ingegneria italiana,oltre al fatto che sono riuscito a conciliare il lavoro con la mia passione :)

Ha detto benissimo,Alfa Romeo ed il mondo dell'aviazione sono strettamente correlati,non a caso gli aerei che montavano motori Alfa Romeo si sono sempre distinti rispetto gli altri,un'esempio che le posso fare poichè oltre a conoscerlo bene come velivolo al quale sono legato è il Savoia Marchetti S.M. 79 "Sparviero",meglio conosciuto come "Gobbo Maledetto",aereo che durante le azioni belliche sia nella guerra civile di spagna che nella seconda guerra mondiale ha dato filo da torcere alle forze armate ed aviazione britannica...La storia dell'Alfa Romeo è fatta di successi sia nel settore automobilistico che in quelle aeronautico e così via.

La ringrazio ancora Sig. Rigoni,attendo la sua foto :)

Un saluto,

Federico Arduini

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Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 04/03/2011 18:45:18
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Ci può illuminare su una delle prime Alfa (ancora senza Romeo) costruite? La 40/60 HP del barone Ricotti è una delle vetture più particolari per la sua forma simile ad un dirigibile. Il modellino della Rio, da poco rivisto con la colorazione nera del telaio, rappresenta egregiamente il monovolume originale.




Ma la versione torpedo rossa è esistita veramente? Ci sono documenti o foto della vettura originale?



Anche qui Rio ha fatto un ottimo lavoro con il modellino, ma la curiosità riguarda il modello reale. Visto che non ho mai trovato notizie al riguardo ho sempre pensato che fosse una di quelle "leggende" di cui è pieno il mondo Alfista.
Se mi può dare conferma dell'esistenza della 40/60 HP Ricotti Torpedo mi metterò subito alla ricerca Grazie!




Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/03/2011 11:48:41
Messaggio:

Caro Emilius, la torpedo 40/60 HP è veramente esistita e, da alcuni documenti, sembra che fosse null'altro che la trasformazione della 40/60 HP costruita per il Conte (non Barone) Marco Ricotti.
Infatti da documenti relativi alla Carrozzeria Castagna, a commento della foto che allego, è indicato quanto segue:
"Carrozzeria Carlo Castagna & C. Milano
Aerodinamica integrale con padiglione asportabile, allestita su telaio A.L.F.A. 40/60 HP (1913) per il Conte Ricotti."
Può quindi essere plausibile il fatto che la vettura fosse stata modificata dopo poco tempo la sua realizzazione per dotarla di tetto rimuovibile.
Rimane il dubbio del colore, che sembra diverso da quello della foto del modello coperto.
RIO ha scelto di riprodurla con un colore rosso, ma nutro grossi dubbi in merito, visto l'utilizzo tipicamente turistico della vettura.
Altro particolare importante è il colore dei pneumatici, chiaramente bianco/panna caratteristici dell'epoca, sia sul modello coperto che sulla torpedo, riprodotti invece dalla RIO in nero, probabilmente riferiti alla copia della vettura del Museo di Arese.
Un cordiale saluto.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/03/2011 15:57:22
Messaggio:

Caro Federico, a proposito dell'NH 90, sono riuscito a comprimere l'immagine del modellino ed ora la posso allegare.
cordiali saluti

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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 06/03/2011 08:25:10
Messaggio:

Marco, ti voglio fare una domanda particolare riguardante la produzione Alfa Romeo. Solitamente l'Alfa Romeo è conosciuta come fabbrica di automobili, in realtà nella sua storia, anche recente, il marchio milanese ha spaziato in ogni campo e ha prodotto mezzi militari, camion, autobus, cucine a gas, motori per aerei, navi e di ogni tipo per ogni utilizzo.
Vorrei sapere quale era la percentuale di auto prodotte rispetto al resto della produzione negli anni e magari anche dove, perchè spesso si pensa che gli altri prodotti appartengano al periodo dell'anteguerra e al dopoguerra, mentre dalle risposte che hai dato sopra si evince che l'Alfa Romeo non produce solo automobili anche ai giorni nostri.








Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: poldovr
Inserita il: 06/03/2011 13:25:10
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E' davvero un piacere averla tra noi Marco,come vede qui trovera' pane per i suoi denti....anch'io sono curioso di sapere come Carlo questa curiosita' sulle produzioni..davvero interessante!!!
Grazie ancora di essere dei nostri


Ogni secondo venerdi' del mese ore 21.30 incontro a Verona c/o Birreria Paulaner


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/03/2011 14:26:57
Messaggio:

Carissimi, domada semplice ma risposta difficile.
Purtroppo quanto vi propongo ha un carattere puramente qualitativo in quanto molti numeri (per esempio quelli di bilancio relativi agli anni 1910-1945) sono andati persi o sono parziali.
Mi auguro però che quanto segue riesca comunque a tratteggiare il complesso identikit di un'Azienda tra le più rilevanti nella storia industriale Italiana del Novecento.
L’Alfa si chiama Romeo perché l’Esercito Italiano, all’inizio della Prima Guerra Mondiale, aveva bisogno di 10000 proiettili al giorno da 75 e 149 mm per le artiglierie. Nicola Romeo, proprietario di una piccola officina a Milano ed amico del presidente della Banca Italiana di Sconto, fu da questo informato della commessa dell’Esercito e, per poter produrre questi volumi, comprò le officine dell’Alfa che versava in una pesante crisi finanziaria. Dal 1915 venne perciò interrotta la
produzione di automobili e tutti gli sforzi furono concentrati sui proiettili per poi allargarsi ai lanciafiamme e ai compressori (“il piccolo italiano”).
L’unica parentela con il prodotto automobile fu rappresentata da una piccola serie di autocarri leggeri per l’Esercito su telaio 24 HP. Dopo un paio d’anni inizia la produzione di motori aeronautici su licenza Isotta Fraschini, esperienza che rimarrà nel DNA Alfa Romeo per decenni, caratterizzando il vero “core business” dell’Alfa dalla fine degli anni 20 all’inizio degli anni 40.
Nicola Romeo punta sulla diversificazione e alla fine del 1° conflitto mondiale è a capo di una importante concentrazione industriale che conta, solo a Milano, cinque stabilimenti. Tra febbraio e giugno 1918 viene formalizzata la nuova denominazione di Società Anonima Ing. Nicola Romeo & C. che comprende anche gli stabilimenti di Costruzioni Meccaniche di Saronno, fabbrica di materiale ferroviario ed armi, le Officine Meccaniche ex-Tabanelli di Roma, impegnate nelle costruzioni tranviarie, le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli, di materiale ferroviario e aeronautico e infine le Officine Meccaniche di Trieste che operavano nel settore degli autocarri.
Con la conclusione della Grande Guerra inizia anche la produzione di trattori su licenza IHC (trattrice ROMEO) e di macchine agricole complementari quali gli aratri, iniziativa che incontrò scarsi successi. Viene inoltre prodotta una commessa del gruppo cambio-differenziale per il carro armato leggero Fiat 3000.
All’inizio anni venti si prova anche a trasformare un telaio/motore di una RM in trattrice militare ed autoblindo, senza però aver successo. Nella seconda metà degli anni 20 riparte la produzione di motori aeronautici su licenza di produttori inglesi e la produzione di autocarri e telai per autobus che continuerà sino alla fine degli anni 60.
In parallelo inizia la produzione di motori diesel che, inizialmente dedicata agli autocarri, spazierà poi nei diesel marini ed industriali. Così come i diesel, anche i motori a benzina vengono convertiti per uso marino ed utilizzati su barche militari leggere veloci o come motori ausiliari sui MAS.
Negli anni 30 prende avvio anche la produzione di eliche che raggiunge quote d’eccellenza sia in termini qualitativi che quantitativi. Fino alla conclusione della seconda Guerra Mondiale l’Alfa Romeo è concentrata sui motori aeronautici, eliche ed autocarri.
L’Alfa continua a produrre automobili, oltre a motori d’aereo ed autocarri. Automobili di serie piccolissime basate concettualmente sul progetto 6 cilindri di Jano, che, con ben trentacinque varianti del progetto originario, passano dalla 1500, alla 1750, alla 1900, alla 2300 per concludersi con le ultime 2500 pre e post conflitto mondiale.
Eccezione alla 6c fu la 8c, 2300 e 2900, quest’ultima costruita in soli 30 esemplari.
Se l’automobile Alfa Romeo negli anni ’30 e ’40 ha rappresentato più un problema che un’opportunità sotto il profilo industriale, sotto il profilo agonistico fu l’artefice, direttamente e attraverso la Scuderia Ferrari, del predominio italiano su tutti i campi di gara, almeno sino al 1935.
L’Alfa conquistò innumerevoli vittorie nei gran premi con le P2, 8c 2300 e P3 e dominò le corse su strada e di durata con le 6c 1750, le 8c 2300 e le 8c 2900. I migliori piloti del mondo, quali Campari, Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Caracciola, Moll ed altri ancora, portarono al successo le “rosse” italiane in tutta Europa, ed anche negli Stati Uniti, creando una immagine di eccellenza per l’azienda, l’industria italiana e la nazione stessa.
Durissima la ripresa produttiva dopo la conclusione del conflitto mondiale:si producono cucine e tapparelle con le poche macchine utensili sopravvissute cai bombardamenti.
Dal 1950, con la 1900 e poi con la Giulietta, l’Alfa può finalmente essere considerata una azienda automobilistica a tutti gli effetti.
Rimane importante per poco più di un decennio la produzione dei mezzi pesanti (camion e bus) e i motori diesel marini e industriali.
La componente aeronautica, grazie alla manutenzione dei propulsori per varie Forze e Compagnie aeree ed alla produzione di componentistica per i propulsori stessi, rimarrà attiva fino alla fine degli anni 80, mentre la conversione dei motori “corsaioli” per la motonautica è rimasta inalterata nel tempo.
Con l’ingresso in Fiat, Alfa ritorna alle sue origini puramente automobilistiche.


In sintesi, il profilo industriale dell’Alfa Romeo, può essere così sintetizzato.
1910-15 Automobili
15-30 Industria elettro-meccanica (Munizioni, gruppi elettrogeni, attrezzature per l’industria estrattiva, locomotori a vapore ed elettrici, tram, materiale rotabile, motori aviazione, trattori, aerei …e qualche automobile)
30-43 Aviazione (motori ed eliche) e mezzi pesanti (Autocarri e derivati)…e qualche automobile
50-70 Automobili, mezzi pesanti, motori diesel per trazione e industriali, aviazione
70-90 Automobili e coda aviazione
90 –oggi Automobili

Per finire, una lista riepilogativa della natura dei principali “oggetti” usciti dai siti produttivi Alfa Romeo nel suo secolo di vita.

Automobili turismo, sport e monoposto da corsa
Proiettili artiglieria 75 e 149 mm
Compressori
Gruppi elettrogeni
Pompe vigili del fuoco
Lanciafiamme
Gruppo cambio differenziale carri armati
Trattori
Macchine agricole
Macchinari per l’industria estrattiva
Respingenti per vetture ferroviarie
Trattrici per artiglieria
Autoblinde leggere
Locomotive a vapore,
Locomotrici elettriche trifasi a corrente continua
Locomotive diesel
Motrici tranviarie
Carrozze ferroviarie e tranviarie
Motori diesel per uso civile e industriale
Motori aeronautici
Eliche
Aerei
Motori marini a olio pesante, diesel e benzina
Camion, furgoni, autobus e filobus
Cucine elettriche e a gas
Tapparelle elettriche

Un cordialissimo saluto.


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 06/03/2011 15:31:55
Messaggio:

Accidenti Marco ... hai scritto un libro

Grazie per queste preziose informazioni, che confermano il fatto che l'Alfa Romeo è stata un'industria a tutto tondo e anche una fabbrica di automobili ... e che automobili.
Penso che si possa dire che questo marchio ha rappresentato la punta di diamante della tecnologia italiana per molti decenni.
Credo che si possa dire anche che proprio questo suo essere fabbrioa globale le ha permesso di applicare alle automobili tutte le tecnologie ed esperienze acquisite negli altri campi.
E penso che si possa dire che la forza, la vera tradizione dell'Alfa Romeo è quella di essere stata capace di reinventarsi sempre.
Un esempio banale viene dalla Giulia, una vettura innovativa, soprattutto nell'aerodinamica, sostituita poi dall'Alfetta, una vettura completamente diversa per estetica e meccanica. Allo stesso modo l'Alfasud non fu una semplice vettura a trazione anteriore con uno schema meccanico simile alle concorrenti, era una vettura unica nel suo genere. Lo stesso penso si possa dire della 156, che ha rivoluzionato il modo di concepire vetture sportive a trazione anteriore.





Carlitos

"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni



Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 07/03/2011 11:20:37
Messaggio:

Ho compreso molto di più della storia del primo mezzo secolo Alfa Romeo da queste righe di Marco, che non da tutti i libri letti finora sull'argomento.

L'azienda è passata attraverso tanti di quei prodotti che dobbiamo ritenerci fortunati se adesso guidiamo vetture marchiate Alfa Romeo... se fosse andata diversamente magari ci saremmo incontrati su un forum di appassionati militari o contadini

Grazie per la risposta sulla Torpedo del Conte Ricotti, se solo si riuscisse in qualche modo a capire il colore originale...




Autore Risposta: poldovr
Inserita il: 07/03/2011 20:05:54
Messaggio:

Davvero esaudiente!!!!
Molte delle cose che ho letto in queste righe sono state per me una sorpresa,grazie davvero Marco!!!


Ogni secondo venerdi' del mese ore 21.30 incontro a Verona c/o Birreria Paulaner


Autore Risposta: ambulancedriver
Inserita il: 10/03/2011 13:48:48
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Messaggio inserito da Carlitos

Accidenti Marco ... hai scritto un libro

Grazie per queste preziose informazioni, che confermano il fatto che l'Alfa Romeo è stata un'industria a tutto tondo e anche una fabbrica di automobili ... e che automobili.
Penso che si possa dire che questo marchio ha rappresentato la punta di diamante della tecnologia italiana per molti decenni.
Credo che si possa dire anche che proprio questo suo essere fabbrioa globale le ha permesso di applicare alle automobili tutte le tecnologie ed esperienze acquisite negli altri campi.
E penso che si possa dire che la forza, la vera tradizione dell'Alfa Romeo è quella di essere stata capace di reinventarsi sempre.
Un esempio banale viene dalla Giulia, una vettura innovativa, soprattutto nell'aerodinamica, sostituita poi dall'Alfetta, una vettura completamente diversa per estetica e meccanica. Allo stesso modo l'Alfasud non fu una semplice vettura a trazione anteriore con uno schema meccanico simile alle concorrenti, era una vettura unica nel suo genere. Lo stesso penso si possa dire della 156, che ha rivoluzionato il modo di concepire vetture sportive a trazione anteriore.





Carlitos

"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni





Ma MARCO "è" un libro e come tale bisogna averne cura e consultarlo poco per volta. E' un "secondo Museo Alfa Romeo" e bisogna lavorare per dargli un destino differente: tutto quanto Marco ci propone dobbiamo conservarlo per bene ed esserne grati.


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ex Alfasud Ti 1.3 3P
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Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 15/03/2011 15:03:12
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NONO CAPITOLO DELLA RUBRICA
MARCO RIGONI RACCONTA



Dedicato alla Monoposto Tipo 162



Clicca sull'immagine per leggere il nuovo appassionante racconto di Marco Rigoni!



Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 15/03/2011 16:57:27
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Caro Marco, da quanto e da quello che hai scritto sembrerebbe che Ricart sia stato a scuola con te, tanto sei stato dettagliato .

Scherzo, so che sei molto più giovane .

Tornando seri, sono rimasto colpito dalla personalità di questo tecnico e mi ha incuriosito questa parte del tuo racconto su Ricart:

Tra quest’ultimo (Enzo Ferrari) e Ricart, che di fatto era il suo capo, non corse mai buon sangue e nacquero molti aneddoti relativi ai loro rapporti personali. Vale la pena di ricordarne almeno uno, molto simpatico e testimone dello spiccato senso dello humor dell’ingegnere spagnolo.
Racconta Ferrari “L’amico spagnolo portava scarpe con enormi suole di gomma, ma così spropositate che un giorno finii per chiedergliene la ragione. Con estrema serietà il Ricart mi rispose che si trattava dell’ovvia precauzione di un tecnico: il cervello di un grande tecnico, per non avvertire le asperità del suolo e non subirne danni, doveva essere accuratamente molleggiato”. Senza questi incidenti con Ricart, forse Ferrari non avrebbe mai lasciato l’Alfa Romeo.


Possibile che Ferrari se ne sia andato per, o anche per incompatibilità con Ricart?




Inoltre mi ha colpito anche questa parte:

Vittorio Jano, allora direttore tecnico, provò alcuni anni dopo a progettare un motore stellare "casalingo", l’AR D2, che ottenne però limitato successo. A seguito di questo evento, Ugo Gobbato, Amministratore Delegato, assegnò a Giustino Cattaneo la responsabilità del settore aeronautico, limitando le responsabilità di Jano alle automobili e agli autocarri.

In cui sembrerebbe che Jano non fosse un gran tecnico, almeno per la parte areonautica dei motori.
A dire il vero anche Busso non aveva una grande stima per questo tecnico, che a suo dire sfruttava bene le grandi potenzialità "metallurgiche" dell'Alfa Romeo di quei tempi.
Puoi dirmi qualcosa in più in merito?



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 15/03/2011 18:59:25
Messaggio:

Buonasera Sig. Rigoni.
Ho letto con attenzione il racconto su Ricart e sul suo modello Tipo 162, devo complimentarmi ancora una volta con Lei per la sua cultura Alfista e naturalmente per il modello in questione.
Certo che il V16 era un capolavoro, Le è mai venuto in mente di riprodurre anche solo l'unità motopropulsiva?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 16/03/2011 11:21:12
Messaggio:

Caro Carlitos, tu mi chiedi giudizi su due Personaggi che hanno entrambi dato un enorme contributo alla affermazione della tecnologia e professionalità Italiana nel mondo.
Tengo perciò a precisare che la mia risposta è del tutto personale e, come tale, prescinde, pur tenendone conto, da giudizi tecnico-manageriali, ben più accreditati della mia opinione.
Ciò premesso, va subito sottolineato che senza Ferrari e senza Jano, non saremmo qui a parlare con tanta passione di Alfa Romeo: semplicemente questa Azienda avrebbe concluso la sua esistenza molto prima e in modo assolutamente anonimo.

Ma andiamo con ordine, cominciando da Enzo Ferrari.
Ferrari era un pilota, un tecnico, ma sopratutto un manager ed imprenditore.
Quando era in Alfa con Ricart, aveva già sperimentato le sue capacità nella gestione della plurivittoriosa Scuderia Ferrari e, pur con il titolo di Direttore Alfa Corse, si ritrovava a dover “obbedire” agli ordini di qualcuno che stava sopra di lui.
Questo non era nella sua natura e lo dimostrano sia i fatti antecedenti al 1940 sia quelli successivi.
In più il carattere e la personalità di Ricart mal si combinavano con le sue caratteristiche individuali.
Io sono convinto che le scelte mentali coraggiose (per intenderci quelle che cambiano la vita di un individuo) seguano un processo molto simile agli eventi fisici.
Ovvero hanno bisogno di tutta una serie di condizioni che, presenti contemporaneamente, provocano il CAMBIAMENTO.
Ferrari si è trovato pressoché in questa situazione e, probabilmente, la incompatibilità caratteriale con il suo Capo, sia stata l’elemento che, combinata con la sua esperienza, le sue motivazioni e le sue aspirazioni, abbia fatto “scattare” la decisione di andarsene.
La mancanza di questa condizione l’avrebbe fatto rimanere in Alfa, magari con compiti diversi e a lungo o magari solo per pochissimo tempo.
Comunque sono pure ipotesi che non cambiano la storia !

Vittorio Jano.
Dalla biografia di Vittorio Jano:
“…..Jano studia all’istituto professionale a Torino e comincia a lavorare come disegnatore in una piccola azienda automobilistica.
2 anni dopo va alla Fiat dove, poco dopo, comincia ad occuparsi della progettazione di tutte le vetture da corsa.
Nel 1923 è a capo di un gruppo di disegnatori, quando gli viene proposto di entrare in Alfa….e lui accetta.”
Da “Ali e Motori in Lombardia” Silvana Editoriale 1995
“L’industria motoristica: Isotta Fraschini e Alfa Romeo
…nel 1908 l’Isotta Fraschini cominciò ad occuparsi di motori per aviazione sotto la guida dell’ingegner Giustino Cattaneo.
Il primo motore, l’M1 da 60 CV, venne esposto nel 190 alla Esposizione Aeronautica di Milano……..nel 1925 ritorno alle realizzazioni proprie con un nuovo motore 12 cilindri a V raffreddati ad acqua da 450/500 CV, appropriatamente battezzato “Asso”……L’ingegner Cattaneo, partendo dall’”Asso”, ne sviluppò tutta una serie di tipi in modo da offrire una gamma di potenze compresa tra 200 e 1000 CV….”

Un motore aeronautico stellare ha certamente qualche grado di parentela con un otto cilindri in linea automobilistico…ma niente di più.
Se alcuni materiali possono essere comuni, le tecnologie e le soluzioni ingegneristiche sono diverse.
Certo, se ci rituffiamo nel periodo degli anni 20/30, non è strano che la Direzione dell’Alfa Romeo abbia chiesto al suo Progettista Capo di cimentarsi con i motori d’aviazione, ma la professionalità non è acqua !

Un cordiale saluto.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 16/03/2011 11:49:13
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Caro Bracco, lei tocca un "nervo scoperto".
Il V16 della Tipo 162 è certamente molto bello....ma è stato soltanto uno dei meravigliosi motori progettati e realizzati in Alfa Romeo.
Molti di essi sono vere e proprie sculture, che mi hanno sempre affascinato per la loro armoniosità e bellezza.
Dopo una ventina d'anni dall'inizio della collezione di modelli di auto e camion (quindi circa 15 anni fa), ho avuto la tentazione di cominciare la raccolta dei modelli di motore.
Ho messo insieme tutte le foto dei motori prodotti in Alfa, ho provato ad acquistare un modello 1/18 di un 33/3, buttando telaio e carrozzeria e affinando il motore ed il risultato non era male (tenga conto che l'1/18 è la scala minima per poter realizzare un modello sufficientemente dettagliato e visibile).
Ho poi contattato vari modellisti per capire la realizzabilità dell'idea (sto ancora aspettando dopo 7 anni il modello del motore della P2 -vedi foto- che un caro amico mi aveva promesso).
Ma ho desistito quando un preventivo "serio" per un modello 1/18 si era attestato sui 2500 Euro !
Poichè, quando si inizia una collezione, bisogna pianificarne i contenuti e le dimensioni, i costi per una cinquantina di esemplari (tanti sono i motori importanti realizzati in Alfa) ammonterebbero a 125000 €.....tralasciando l'aspetto temporale.
Comunque, se vinco all'Enalotto (però non ho mai giocato), sarà la prima cosa che faccio.
Un cordiale saluto.

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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 16/03/2011 12:53:07
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Non immaginavo che i costi fossero così elevati! Impressionante.


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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 17/03/2011 12:32:09
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Grazie Marco per le tue delucidazioni e pareri, sempre attenti e preziosi.
Non sapevo del rapporto critico tra Ferrari e Ricart ... chissà come sarebbe stata la storia dell'Alfa Romeo senza questa frattura.
Spesso le sorti di un'azienda dipendono da certe casualità, da idde dei singoli e appunto da tutte le condizioni presenti in quel preciso momento.

Riguardo alla 162, se si legogno solo le sue caratteristiche tecniche non si pensa ad una vettura degli anni 30, ma ad un mostro stradale dei tempi nostri.

Anche la storia dle tuo modellino non è men oaffascinante e "complicata" e fa capire quanti studi e fatica ci sono dietro alla nascita dei tuoi modellini unici.




Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 01/04/2011 13:43:37
Messaggio:

Cari Amici, dopo le dichiarazioni di un paio di giorni fa, mi sono accorto che nella mia collezione manca un pezzo che forse oggi non è molto significativo, ma che lo può diventare nel giro di uno o due anni: il modello di Sergio Marchionne (forse in scala 1/24 o 1/18).
C'è qualcuno che mi può suggerire qualche modellista capace di colmare la lacuna ?
Un cordiale saluto.


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 01/04/2011 19:35:50
Messaggio:

E' una bellissima idea Marco
Quando lo trovi, ricordati di farne fare due esemplari, uno anche per me .

Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni



Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 01/04/2011 20:56:01
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Si potrebbe provare tra quelli che fanno le bamboline per i riti voodoo (leggasi "vudù"), così parlerà e farà solo bene per Alfa!


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Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 15/04/2011 21:08:54
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DECIMO CAPITOLO DELLA RUBRICA
MARCO RIGONI RACCONTA



Dedicato all'Alfa in Laguna



Clicca sull'immagine per leggere il nuovo appassionante racconto di Marco Rigoni!



Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 18/04/2011 12:28:49
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Caro Marco

Ho letto con vivo interesse il tuo ultimo capitolo e sono rimasto sorpreso come sempre di apprendere il legame particolare che c'è tra Venezia e l'Alfa Romeo, che di fatto ha fornito i suoi motori ad ogni mezzo di trasporto esistente.

Gradirei saperne qualcosa di più sulle caratteristiche tecniche di questi motori, sui progettisti e il perchè Venezia abbia scelto l'Alfa Romeo per motorizzare i suoi mezzi di trasporto pubblico.

Riguardo ai modellini, sono semplicemente fantastici, tanto che vorrei diventare minuscolo per poterci entrare dentro .




Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 18/04/2011 21:54:03
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Non sapevo nenache questo, c'è sempre da imparare!
Grazie


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Autore Risposta: cibus
Inserita il: 19/04/2011 14:27:32
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Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Cari Amici, dopo le dichiarazioni di un paio di giorni fa, mi sono accorto che nella mia collezione manca un pezzo che forse oggi non è molto significativo, ma che lo può diventare nel giro di uno o due anni: il modello di Sergio Marchionne (forse in scala 1/24 o 1/18).
C'è qualcuno che mi può suggerire qualche modellista capace di colmare la lacuna ?
Un cordiale saluto.




Non ne sono così sicuro, ma credo lo si potrà trovare tra un paio d' anni in qualche prestigioso negozio di modellismo di Detroit!

...Battute a parte...

Intanto "svelo" la mia reale identità, dato che dietro al mio Nickname c'è "Maurizio", colui che ha avuto il piacere (e l' onore, se mi permette) di conoscerla alla conferenza su Ugo Gobbato.
Ho appena letto l' interessantissimo articolo "L' Alfa in Laguna", scoprendo per me inedite informazioni sulla produzione "marina" della Casa del Biscione.
Mi ha colpito anche il realismo e l' accuratezza dei modelli di vaporetti e motonavi del Signor Penzo: Tra pochi giorni, a Venezia (ci vado pure io un paio di volte all' anno con mia moglie, anche se per brevissimi periodi), osserverò con attenzione le imbarcazioni laguna, vuoi mai che riesca a riconoscere ad orecchio il suono dei motori Alfa!

p.s. Mi ha fatto sorridere il racconto circa sua emozione nel conoscere il Sig. Penzo: A "parti invertite" è la stesso sentimento che ho provato io prima di arrivare alla Bocconi!



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 19/04/2011 19:46:07
Messaggio:

Caro Carlitos, i diesel per imbarcazioni, trattori e macchine movimento terra e per applicazioni industriali erano tutti derivati dai motori degli autocarri.
Il 1627 derivava dal 6 cilindri del 900 e, nella versione marina, aveva una potenza di 144 CV a 1700 giri/min.
Fu commercializzato dal 54 al 65.
Ne fu sviluppata anche una versione "binata", ovvero due propulsori in parallelo, per motonavi e, nel caso dei traghetti, venivano installati addirittura 2 "binati", ovvero ben 4 1627.
La Flotta Veneziana adottò gli Alfa Romeo a metà anni 50 in quanto erano i motori marini per imbarcazioni lacustri o lagunari più competitivi sul mercato ed ampiamente utilizzati da tutte le Società di navigazione operanti sui laghi italiani.
Un cordiale saluto.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 19/04/2011 20:27:02
Messaggio:

Caro Maurizio, grazie per i lusinghieri commenti.
La prossima volta che va nella splendida Venezia, faccia una visita a Gilberto Penzo e scoprirà cose interessanti.
Troverà le indicazioni su www.veniceboats.com.
Un cordialissimo saluto.


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 19/04/2011 20:53:27
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Caro Maurizio, grazie per i lusinghieri commenti.
La prossima volta che va nella splendida Venezia, faccia una visita a Gilberto Penzo e scoprirà cose interessanti.
Troverà le indicazioni su www.veniceboats.com.
Un cordialissimo saluto.





Non mancherò! (sempre che trovi la strada!).



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 20/04/2011 08:44:50
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Grazie per le precise delucidazioni Marco, che mi hanno però stimolato altre domande.

La prima è perchè si è optato per un motore diesel Perkins per la Giulia e i VM poi l'Alfetta, quando l'Alfa Romeo li produceva in proprio da anni.
Ovviamente un motore da autocarro è cose ben diversa da quello per automobile, specie se Alfa Romeo. Da quel che ne so, ai tempi il diesel su una vettura Alfa Romeo era considerato un'eresia e forse non ci hanno mai creduto fino a quando non si sono affermati i concorrenti con la Opel Rekord o la Golf GTD, o sbaglio?

La seconda riguarda la produzione, cioè lo stabilimento, il reparto e la quantità. Sai dirmi qualcosa in merito?

Grazie


Carlo Alberto





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 20/04/2011 16:20:57
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Carlitos, i diesel "piccoli" (due cilindri, due tempi con compressore volumetrico 1158 cc 31 cv) furono prodotti in Alfa a partire dal 1954 per equipaggiare i veicoli commerciali Romeo e la loro produzione proseguì fino al 1962, quando i Romeo italiani venivano venduti solo nella versione a benzina mentre i Romeo spagnoli iniziarono ad adottare i diesel Perkins 4 cilindri che producevano localmente. I Perkins (1760 cc) saranno poi adottati per la nuova versione del commerciale F 11 e 12 a partire dal 1973 e pure dalle Giulia nel 1976. L'idea del diesel sulla automobile nasce dalla combinazione di "motore esistente e provato", "domanda di mercato", "stock di fine serie" di telai/carrozzerie Giulia. Una scelta a basso livello di rischio per entrare in un mercato in via di potenziale espansione.
Una volta entrati, poi si segue l'evoluzione tecnologico/produttiva, come fu per la VM in cui l'Alfa entrò con propri capitali.
L'uscita dell'Alfa dai diesel piccoli è quasi contemporanea al disimpegno su quelli grandi (62 e 64 rispettivamente).
Il piccolo bicilindrico non fu un successo: si rompeva e non c'era una rete di assistenza adeguata.
Relativamente ai livelli produttivi dei motori diesel, non esistono dati aggregati e, quindi, bisognerebbe ricostruire una "STORIA DEI DIESEL ALFA" molto, ma molto, interessante in quanto parte dalla fine degli anni '10 con i motori "semidiesel" ad olio pesante, per arrivare ai giorni nostri, spaziando sui mezzi più disparati quali auto, camion, bus, locomotori, mezzi navali, mezzi agricoli, applicazioni industriali.
Può darsi che un giorno questa storia sarà scritta da qualche grande appassionato !


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 20/04/2011 16:44:15
Messaggio:

Della "Nuova Giulia Diesel" conservo un ricordo vivido perchè era una delle vetture che utilizzavano i miei zii brianzoli (prego evitare battute sulla loro avarizia!): Era bianca con interni biscotto e non so quante volte l' abbiamo spinta per farla partire!
Questo succedeva spessissimo, soprattutto quando andavamo a Madesimo a sciare e le basse temperature della nota località "gelavano" sia il gasolio che le già scarse capacità di avviamento del propulsore. Mi ricordo le enormi fumate nere, che rendevano eternamente scura la coda della Giulia e che mi fanno ricordare le parole dell' Ing. Busso che, nel suo libro, racconta che non si riuscì "mai" (almeno, nell' unico anno di commercializzazione del modello) ad ovviare al problema del travaso dell' olio lubrificante nel gasolio del Perkins 4108.
...Eppure, una volta partiti, la macchina non andava affatto male, almeno così conservo il ricordo nella mia mente: Anche Diesel, la Giulia aveva sempre l' appeal di una vettura "prestigiosa" ed importante.


Mi perdoni "l' Off Topic", ma l' argomento mi ha fatto tornare indietro nel tempo.







"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: leader10
Inserita il: 22/04/2011 20:49:18
Messaggio:

Sig.Rigoni Buonasera,

Questa sera come è mio solito fare dopo lavoro mi sono messo sul web alla ricerca di qualche modello alfa romeo da aggiungere nella mia collezione,visitando un sito dedicato solo all'automodellismo,noto nella sezione dell'Alfa Romeo un modello che non conoscevo;

Si tratta dell'Alfa Romeo Montreal Marsciano; non ero a conoscenza dell'esistenza di questa vettura,lei potrebbe aiutarmi a conoscere meglio questa vettura o meglio questo esemplare particolare del Montreal.

Grazie,

Federico

C:UsersAdminPictures100anni.jpgC:UsersAdminPicturesASAR_thumb.jpg


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 24/04/2011 15:35:33
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Caro Leader 10

una domanda quanto mai pertinente !
Proprio ieri, entrando nel mio studio, fui colpito da un particolare di un modello esposto in vetrina proprio a fianco della porta di ingresso. Era un minuscolo “oggetto” luccicante che sporgeva dal muso di un modello 1/43 che, con la luce che lo illuminava in pieno, sembrava assolutamente fuori posto.
L’oggetto era il cavallino alato posto sul musetto della Montreal Marciano che è posizionato perpendicolarmente al centro della presa d’aria.
Ho subito pensato che si fosse mosso spostando il modello, ipotizzando automaticamente che originariamente fosse posizionato parallelamente alla presa d’aria, per intenderci come il cavallino della Ferrari.
Già mi ero predisposto per rimetterlo nella giusta posizione, ma, fortunatamente, decisi di fare una verifica documentale.
Infatti scoprii che la posizione perpendicolare era giusta !
Per questa coincidenza mi trova preparato a rispondere alla sua domanda.
La Montreal Marciano è una vettura unica costruita nel 1972 per il collezionista Vincenzo Marciano su struttura dell’Alfa Romeo Montreal con somiglianze stilistiche con la 33 Stradale. Le esatte origini manufatturiere sono sconosciute, anche se viene ipotizzato un importante contributo dell’Autodelta. Il codice identificativo era “Alfa Romeo Marciano 268 A” (quest’ultima sigla derivante dal motore Montreal 2,6 l 8 cilindri) e presentava soluzioni tecniche provenienti da varie case automobilistiche e modelli. Come detto il motore era quello della Montreal, i cerchi ruota della 33 Stradale, fari e parabrezza della Ferrari, cambio della Jaguar.
La vettura ha ovviamente partecipato a varie manifestazioni, sia di carattere sportivo che di bellezza.
Un cordiale saluto.                         
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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 25/04/2011 10:25:13
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Ah però! Interessante.
Secondo Lei qual'è il modello più bello che è in suo possesso? E poi volevo sapere se l'Arna è finalmente pronta.
Buona Pasquetta!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 25/04/2011 14:42:14
Messaggio:

Caro Bracco, ho "costruito" la mia collezione in 37 anni dedicando passione, professionalità, tempo, soldi per ciascuno dei 928 modelli.
Assegnare la "palma d'oro" ad uno di questi rappresenterebbe una offesa agli altri 927 !
Ciascuno di essi, compresa la Alfasud Sprint di Mebetoys, significa per me una tappa importante e mi propone vividi ricordi di tanti anni fa.
Ritengo che molti collezionisti e molti Alfisti provino gli stessi sentimenti verso i loro modellini o verso le autovetture dell'Alfa Romeo.
Aspetto ancora l'Arna....ma sembra ormai in dirittura d'arrivo...per essere pessimisti dovrebbe entrare in collezione entro l'autunno di quest'anno.
Con l'Arna si completa la collezione delle autovetture Alfa Romeo di produzione.
Un bel traguardo....ma rimangono le avventure relative ai prototipi, agli aerei, alle applicazioni industriali, marine, ecc. ecc.
Una avventura che non avrà mai fine....l'avventura "grandiosa" dell'Alfa Romeo !


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Autore Risposta: starfighter
Inserita il: 25/04/2011 14:43:41
Messaggio:

sig .. Rigoni queste... alfa le mancano?

he he he he he

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come le dicevo nel messaggio privato sono opera lell'ing SARTORELLI

le ho trovate quì...
http://www.karmannghia.it/Sartorelli.htm


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 25/04/2011 23:33:26
Messaggio:

Ho capito. Io non riesco ad essere imparziale con le miei Alfa, ma spero che la più bella debba ancora arrivare.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 27/04/2011 18:26:19
Messaggio:

Caro Starfighter, grazie per le belle foto delle Alfa dell'Ing. Sartorelli.
Tra queste la Giulietta Sprint coupe Ghia del '60 non l'avevo mai vista.
Delle tre ho solo la Scarabeo OSI di Alezan (vedi foto).
Devo però ricordare che la mia priorità è di avere almeno un modello per ogni tipo di autovettura, camion, treni, aerei, ecc. e, per questi, specie se riferiti ai primi anni di vita dell'Alfa Romeo, ho dovuto ricorrere alla costruzione di modelli unici. Le versioni dei vari carrozzieri o i prototipi sono ovviamente importanti, ma aspetto che qualche produttore, normalmente di modelli speciali, si decida a produrle.
Un cordiale saluto.
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Autore Risposta: starfighter
Inserita il: 27/04/2011 20:14:05
Messaggio:

concordo con il pensiero, ma devo dire che specialmente la giulietta (ghia)

è abbastanza affascinante....
peccato che siano rimasti solo dei bellissimi prototipi
come la scarabeo...che anticipava notevolmente una macchina penso formidabile..


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 28/04/2011 09:17:40
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L'argomento dei prototipi è molto attraente per me, perchè credo che siano quanto meno di pari numero rispetto ai modelli prodotti in serie. Molti sono solo degli esercizi di stile, quasi un omaggio al marchio, che oggettivamente si presta alla fantasia più sfrenata di ogni stilista dell'auto.
Non è un caso nemmeno che in Brasile siano nate delle Alfa stilisticamente diverse.

Mi piacerebbe approfondire l'argomento prototipi perchè credo che ogni prototipo nasconda una storia bellissima, che quasi sempre rimane nascosta tra le sue lamiere perchè nessuno va a chiedere ai protagonisti come e perchè è nata quella vettura.




Una piccola nota sugli stilisti.
Nell'ultimo numero di QUATTRORUOTE (maggio 2011) c'è un'intervista interessante fatta a Bruno Sacco, ex stilista della Mercedes.
Gli hanno fatot domande sulla scelta di Giugiaro di vendere tutto alla VW e di De Silva (non è stato citato Egger).
Sacco ha dato una risposta un po pungente, ma a mio avviso veritiera.
Ha detto che da quando De Silva è alla VW non ha firmato nemmeno una vettura, pur essendo il responsabile del design del Grupop tedesco, che ha a disposizione molti marchi.
In effetti De Silva è ricordato a tutt'oggi come l'autore della bellissima 156, Giugiaro è un mostro sacro e ha firmato molte auto di successo, non solo Alfa, ultima la Brera ed Egger è l'autore della magnifica 8C.
Chi conosce il designer dell'Audi R8, della A5, A4, A6, la Seat Leon, la Skoda ..., la VW Golf (non la prima di Giugiaro) II, III, IV, ... serie?





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 01/05/2011 18:41:50
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Caro Carlitos, scoprire la vera natura dei “prototipi” è come atterrare su un nuovo pianeta dove esistono forme di vita.
Una avventura che richiede grande fantasia e grande apertura mentale per poter scoprire un mondo diverso da quello in cui siamo abituati a vivere.
Dobbiamo perciò spogliarci anzitutto delle regole che governano la vita sulla Terra per scoprire un nuovo mondo, altrimenti rischiamo di interpretarlo in modo completamente errato con tutte le conseguenze negative che ne derivano.
Fuor di metafora, i prototipi che rimangono esemplari unici, ovvero senza un seguito produttivo, hanno le origini più disparate.
Possiamo però considerarli tutti “oggetti” incompatibili con le condizioni di contesto, perché troppo in anticipo o troppo in ritardo, non solo tecnicamente, ma spesso finanziariamente, socialmente, politicamente o aziendalmente.
La storia dell’Alfa Romeo è costellata di “esemplari unici” prodotti dall’Azienda stessa o da altri produttori, tipicamente i carrozzieri, su meccanica Alfa.
E non solo in campo automobilistico.
Singoli esemplari di locomotori, motori aeronautici, veicoli commerciali, mezzi militari e agricoli, addirittura di motociclette hanno fatto la loro apparizione durante il secolo di vita dell’Alfa, in alcuni casi lasciando solamente qualche disegno o qualche ricordo nella memoria di pochi individui o, nei casi più fortunati, finendo nei saloni dei musei o nelle impenetrabili rimesse di collezionisti privati.
E’, come dici giustamente tu, un argomento affascinante sul quale sono certo che molti soci potranno dare il loro importante contributo, aiutando a costruire una storia pressoché senza fine.
Io mi limito a proporre la foto di un prototipo un pò strano.
Un tram delle linee di Roma costruito nel 1919 dalle Officine ex Tabanelli, facenti parte del gruppo industriale di Nicola Romeo. Era definito a "sette finestrini" e rimase allo stadio di prototipo in quanto entrarono in produzione vetture più corte ("sei finestrini") e più lunghe ("otto finestrini").

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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 02/05/2011 08:17:00
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Caro Marco mi hai fatto scoprire un altro pezzetto di storia. Non sapevo che i tram, su cui ho viaggiato qualche volta e che hanno girato per molti anni a Roma, appartenevano al gruppo industriale di Nocla Romeo.

Riguardo ai prototipi, come dici è un pianeta nuovo e da scoprire, anzi, credo che ogni prototipo rappresenti un pianeta con forme di vita diverse.
La storia delle carrozzerie Alfa Romeo è a mio avviso particolare, perchè credo che ci sia una certa equità tra i modelli di serie disegnate dai diversi carrozzieri e dal Centro Stile della Casa del Biscione e tutte di una certa bellezza e successo. Con l'Alfa Romeo hanno lavorato Bertone, Zagato, Pininfarina, Touring, solo per citarne alcuni.

Una curiosità Marco, anche se mi rendo conto che è difficile rispondere con esattezza. Sai quanti e quali protipi hanno poi generato delle vetture di serie. Faccio l'esempio della recente Brera.

Grazie

Carlo Alberto





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: leader10
Inserita il: 02/05/2011 10:48:50
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Sig.Rigoni grazie tante per le informazioni che mi ha dato a riguardo la Montreal Marciano,devo dire ora che lei mi ha fornito queste informazioni è un'Alfa con una sua personalità del tutto particolare; la trovo molto interessante,penso che presto sarà presente nella mia collezione :)

Mi scuso per il ritardo ma la Pasqua e festeggiamenti del Patrono mi hanno tenuto un pò impegnato,grazie ancora per il suo aiuto :)

Un saluto,
Federico

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 02/05/2011 13:50:20
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Prototipi_Capitolo 2
Caro Carlitos,
non lo so, o, meglio, non credo esista una risposta univoca alla tua domanda.
Cominciamo col dire che l’Alfa Romeo può essere definita una produttrice di automobili di serie solo dal 1955 con la commercializzazione della Giulietta berlina (già la progenitrice Giulietta Sprint ha avuto origini come “show car” per ovviare al ritardo di preparazione della berlina_Prototipo Giulietta Sprint foto 3).
Per 45 anni, perciò, l’Alfa è stata una vettura per automobilisti d’elité che potevano permettersi di acquistare un’opera “personalizzata”, magari solo per alcuni dettagli, ma comunque riconducibile al proprietario.
Ovviamente anche nel periodo 1910-1955 ogni famiglia di vetture ha avuto uno o più prototipi, ma questi erano costituiti da telaio e motori (in molti casi solo il telaio o solo il motore) in quanto le carrozzerie erano opera di artigiani/carrozzieri esterni.
Per fare esempi concreti, la prima A.L.F.A. 24 HP (vedi foto 1) somigliava fortemente ad una Mercedes del 1909, mentre uno dei prototipi della 20/30 ES (vedi foto 2) poco aveva a che fare con la vettura poi commercializzata.
La 6c 1750 berlina fu la prima autovettura con carrozzeria Alfa e quindi un certo numero di esemplari erano del tutto simili, così come accadde per alcuni modelli delle successive 6c 2300 e 6c 2500.
La produzione in piccola serie si consolidò con la 1900 del dopoguerra, ma anche questo modello non può essere considerato a tutti gli effetti una vettura di serie.
Ed eccoci alla Giulietta e a tutte le Alfa che seguono fino ai giorni nostri.
Ovviamente ciascun modello ha avuto i suoi prototipi, molti dei quali sconosciuti perché successivamente modificati o andati persi.
Quello dei prototipi, e non solo di auto, è un argomento che sta particolarmente a cuore ai pochi super-appassionati e super-collezionisti del Marchio. Un argomento che richiede ingenti investimenti di tempo, soldi, ma sopratutto di pazienza e analisi tecnica.
Ma la “Passione Alfa” sa muovere tutti questi elementi …..e pian piano la storia di questa GRANDE Azienda diventa un patrimonio culturale di tutti.
Un cordiale saluto.


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Autore Risposta: Capitan Harloock
Inserita il: 03/05/2011 18:25:29
Messaggio:

Quando ad un certo punto è toccato a me introdurre i prototipi nella collezione è cominciato il dramma, almeno per me.
Ricordo il mio primo prototipo la osi scarabeo di Alezan, cercavo foto, notizie qua e là....
Il prototipo che ho cercato per anni il taxi di ItalDesign ed alla fine sono riuscito ad averlo poco tempo fa....L'ho visto dal vivo e a dire il vero non è che mi sia piaciuto così tanto, ma il modellino doveva essere mio....


Autore Risposta: bepvit
Inserita il: 15/05/2011 19:14:23
Messaggio:

Gentile Sig. Rigoni,

innanzitutto complimenti per le Sue collezioni e la Sua "cultura alfista" a 360°....

Sono un nuovo iscritto e faccio anche a Lei una richiesta già fatta alla Sig.ra Ruocco (non si tratta di sfiducia o di impazienza nei confronti della Sig.ra Ruocco, per carità, ma solo di indagine presso più esperti, a volte il contributo può essere diverso e/o complementare...): avrebbe delle immagini delle 1750 GS nell'allestimento "alleggerito" con cui corsero alla Targa Florio del 1931?

Mi servirebbero per un modellino da realizzare in scala 1/24... sono un modellista appassionato di storia dell'automobilismo ed inparticolare mi interesso alla Targa Florio, di cui l'Alfa Romeo è stata una delle principali protagoniste....se vuole vedere qualche mio lavoro in tema, può andare sul topic dedicato appunto all'1/24...

Grazie mille in anticipo (qualunque sia la risposta)...

Beppe Vitale

Beppe, figlio della Targa Florio


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 18/05/2011 12:26:05
Messaggio:

Caro Beppe, anzitutto benvenuto nella comunità Alfasport.
Ti allego 2 foto della 1750 GS di campari alla TF del'31 ed un paio di foto del modello in 1/43 che ho in collezione. Il modello è della FB Model e qualche pecca ce l'ha.....ma è comunque buono in complesso.
Un cordiale saluto e...buon lavoro!
P.S. Devo fare la risposta in due tempi per le foto.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 18/05/2011 12:42:01
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Beppe, ho difficoltà ad allegare la foto del modello....
Appena riesco te la mando.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 18/05/2011 12:53:43
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Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Beppe, ho difficoltà ad allegare la foto del modello....
Appena riesco te la mando.





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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 19/05/2011 19:06:04
Messaggio:

Una domanda da perfetti "ignorante" di modellismo.
Volevo replicare la Giulietta 940 con la quale ho partecipato al seguito della 1000 miglia quest'anno.
Dovendo far realizzare l'adesivo del "bollo" con tutti gli sponsor volevo chiedeLe, ma mi rivolgo anche agli altri appassionati del sito, se esiste una ditta che fa decalcomanie per modellini, anche in un'unica copia, ovvero non dovendone ordinare 100, da semplici foto scattate all'adesivo.
Grazie.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 20/05/2011 08:08:57
Messaggio:

Dovresti fare un diorama dove c'è la "tua" Giulietta dietro ad un'Alfa Romeo storica che partecipava alla gara (con i suoi adesivi ovviamente ).



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 20/05/2011 08:37:34
Messaggio:

Infatti, è proprio quello che vorrei fare!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Capitan Harloock
Inserita il: 20/05/2011 17:20:21
Messaggio:

Bracco:esistono dei metodi diversi per realizzare le decals in casa. Ci vuole una certa manualità con i prgogrammi di grafica e la stampante buona, ma credo questo sia argomento di creazione ed elaborazione..


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 20/05/2011 19:17:51
Messaggio:

Caro Bracco, Capitan Harlook ha perfettamente ragione. Con foto ben fatte (obiettivo 50 mm) degli adesivi da riprodurre, un negozio di modellismo dovrebbe essere in grado di produrre la decal con una spesa modesta.
Salutoni.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 20/05/2011 21:15:31
Messaggio:

Grazie mille della dritta. Pensavo che per stampare adesivi così piccoli servissero attrezzature specifiche.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: ambulancedriver
Inserita il: 24/05/2011 12:26:28
Messaggio:

Quello delle decal mi prende sempre perchè se fosse così veramente facile farsele in casa, avrei in bacheca fior di Giulietta SVZ, la mia preferita, che hanno corso i maggior Tour europei tra i quali la famosa Liegi-Sofia o Roma-Liegi, ecc., ma tutte le volte che ho chiesto supporto a qualche esperto, tergiversano e rimango con il mio sogno.
Comunque volevo un attimo cambiare argomento e chiedere a Marco qualche notizia sul modello che recentemente ho acquistato: la 6c 3000 C50 MM'50 con Sanesi alla guida, BBR/Styling Model, ritirata in zona Ferrara.
Ho letto tutto quello che ho in casa, ma più che leggere che era un 6c 2500 maggiorata, modello unico, non si sa altro. Perchè C50? Perchè affidata a Sanesi? Perchè una 3000, le altre 2500 non erano affidabili? Che fine ha fatto? Queste sono le domande che mi vengono in mente adesso, ma ne potrebbero scaturire altre...dove posso trovare altre informazioni? Tu hai risposte? Grazie.


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ex Alfasud Ti 1.3 3P
ex 33 1.3 S Sport Wagon
ex 33 1.3 IE Sport Wagon
Visita: http://www.numeroamico.org/mainframe.php e http://www.crocebianca.org/mainframe.php


Autore Risposta: bepvit
Inserita il: 25/05/2011 21:27:24
Messaggio:

Volevo ringraziare sentitamente Marco Rigoni per le immagini....e porgli un altro quesito per un amico modellista francese che sta realizzando un magnifico modello in scala 1/24 della 33TT3 che corse a Le Mans nel '72:

Questa macchina, che interasse aveva? e il cambio era fra motore e differenziale, o era montato in maniera classica, a sbalzo oltre il differenziale?

Grazie sempre in anticipo, Marco....

Beppe, figlio della Targa Florio


Autore Risposta: Emilius
Inserita il: 26/05/2011 10:36:07
Messaggio:

UNDICESIMO CAPITOLO DELLA RUBRICA
MARCO RIGONI RACCONTA



Dedicato alla locomotiva N 8701



Clicca sull'immagine per leggere il nuovo appassionante racconto di Marco Rigoni!



Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 26/05/2011 16:11:31
Messaggio:

Caro Marco, ho letto tutto d’un fiato il tuo ultimo, affascinante racconto e come sempre sono rimasto a bocca aperta, sia perché sei riuscito a fare un quadro breve, ma esaustivo dello sviluppo delle ferrovie italiane e della storia delle locomotive anteguerra e sia per la storia “avventurosa” del modellino, che fa capire quanto sei caparbio e perfezionista, oltre che uno storico e un ricercatore instancabile.
So che ogni volta mi ripeto, ma non posso fare a meno di scriverlo, perché è quello che provo ogni volta.

Ovviamente mi è venuta voglia di saperne di più sull’Alfa Romeo ferroviaria, su quali e quante locomotive ha realizzato, le loro caratteristiche tecniche, le innovazioni che hanno portato, ecc.


Mi ha poi colpito questa tua frase iniziale:

“ …Anche in questo importantissimo settore del trasporto, Alfa Romeo dimostra la sua natura di Azienda poliedrica, anticonvenzionale, sovranazionale, tecnologica.
Ma sempre qui riappare la mancanza di continuità tipica di quelle strutture socio-economiche orientate alla ricerca delle nuove soluzioni più che ai risultati finanziari. Un DNA che rimane pressoché invariato nei 100 anni di vita dell’Alfa e che provoca discontinuità, problemi enormi di carattere finanziario, passaggi di proprietà ma che, d’altro canto, scatena passione, fedeltà, entusiasmo fino a farla diventare “mito”.


Parole che condivido, che provano a spiegare l’inspiegabile passione per questo marchio, che non ha quasi mai i profitti nel suo DNA, ma ha sempre avuto quello spirito d’iniziativa, quella voglia di stupire e di stupirsi, di mettersi e rimettersi sempre in gioco, cercando sempre soluzioni tecniche nuove, inesplorate, correndo sempre molti rischi. Una storia fatta di alti e bassi, ma che non muore mai, una storia tipicamente italiana oserei dire, nel bene e nel male e spero che rimanga tale.




Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 27/05/2011 17:15:23
Messaggio:

Caro Ambulancedriver, la berlinetta 6c 3000 C50 (dove C sta per “Competizione”) è una vettura con motore da 2955 cmc sviluppato nel 1948/49 per la vettura berlina 6c 3000 che avrebbe dovuto sostituire la 6c 2500 (vedi disegno e maquette in allegato). Una vettura “americanizzante” che non venne mai prodotta in quanto l’Alfa decise di proporre una vettura meno potente ma più vendibile, ovvero la 1900. Il motore della 1900 fu derivato proprio dal propulsore della 3000, mantenendo l’alesaggio di 82,55 mm, riducendo la corsa da 92 a 88 mm e portando i cilindri da 6 a 4.
Sulla C50 il motore della 3000 venne potenziato con rapporto di compressione 8,6:1 per sviluppare 168 CV a 6000 giri e montato sul telaio della 6c 2500 Competizione per partecipare alla Mille Miglia del 1950 pilotata da Sanesi e Bianchi.
Ricordo che Sanesi (classe 1911) entra in Alfa Romeo nel 1928, nel 1940 diventa responsabile del collaudo vetture di serie e da corsa e, nel 1946, entra a far parte della squadra ufficiale dell’Alfa Romeo dove corre fino al 1964 ottenendo numerosi successi in particolare con vetture stradali.
Della fine della vettura non si hanno informazioni attendibili.
Un cordiale saluto.
Marco.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 27/05/2011 17:30:53
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Caro “Targa Florio Jr”, la 33/3 TT che corse a Le Mans nel ’72 aveva un passo di 2240 mm, una carreggiata anteriore di 1500 mm e posteriore di 1380 mm.
Il cambio a 5 marce è sistemato, a partire dal 1971, tra motore e differenziale per aumentare la manovrabilità. Ricordo che nel ’72 l’Alfa conquistò il secondo posto nel Campionato Mondiale Marche.
Buon lavoro al modellista …e un cordiale saluto.
Marco.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 27/05/2011 18:31:46
Messaggio:

Caro Carlitos, la storia ferroviaria dell'Alfa Romeo ha un fascino del tutto particolare, pur se limitata a circa una decina d'anni, per la precisione tra il 1918 e il 1928 (anche se ufficialmente la CEMSA viene ceduta nel 1925 ma Nicola Romeo ci rimane dentro).
Il suo fascino deriva, una volta di più, da produzioni limitate ma altamente innovative, in particolare nel settore della trazione elettrica trifase, ma anche con "ruggiti" potenti nel campo delle automotrici (vedi N8701) e nelle motrici a corrente continua (E625 e E 626).
Si può sicuramente affermare che l'Alfa ha dato un contributo determinante nello sviluppo delle Ferrovie Italiane, proprio nel periodo nel quale si decideva il loro futuro tecnologico.
Per rendere l'idea, la locomotiva trifase E 471 della prima metà degli anni '20, costruita in 4 esemplari, ha dato lo spunto per un bellissimo ed appassionante volume di oltre 200 pagine !
Se volessimo estrapolare questo caso all'intera produzione Alfa, ci vorrebbe una enciclopedia.
Ti riassumo brevemente la storia ferroviaria dell'Alfa, augurandomi che qualcuno voglia approfondire l'argomento con un bel libro.
Le Officine Meccaniche di Saronno (poi Cemsa) producono, nel periodo in esame, 9 tipi di locomotive a vapore, tra cui 2 a scartamento ridotto, 5 tipi di locomotori a corrente trifase, 2 tipi di locomotori a corrente continua e una automotrice. Il totale della produzione supera le 200 unità. Inoltre le Officine Ferroviarie Meridionali, sempre Alfa e sempre nello stesso periodo, costruiscono vetture passeggeri vendute sia alle Ferrovie dello Stato Italiane che ad altri Paesi.
L'Alfa Romeo inoltre produce al Portello respingenti per vetture ed altro materiale ferroviario.
Come vedi c'è materia in abbondanza !
Sotto il profilo modellistico, di tutti i locomotori ho la miniatura con l'eccezione di due...ma una arriverà presto.
Un cordiale saluto.
Marco.
unità prodotte supera s a Per r

feocRoce


Autore Risposta: bepvit
Inserita il: 27/05/2011 20:33:47
Messaggio:

Grazie Marco, ero sicuro di una risposta puntuale e precisa!

Poichè ho in programma diversi modelli Alfa in scala 1/24, mi sa che con la tua disponibilità, come si dice da noi a Palermo "ti sei messo l'acqua dentro"......

Beppe, figlio della Targa Florio


Autore Risposta: alfina
Inserita il: 01/06/2011 17:34:09
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Caro Signor Rigoni,
mi complimento per il Suo ultimo contributo sulla storia dell'Alfa Romeo. Davvero molto interessante. Non si mai abbastanza su alcune attività produttive "collaterali" a quelle automobilistiche, dell'Alfa Romeo.
Un cordiale saluto
Elvira Ruocco



Autore Risposta: cibus
Inserita il: 21/06/2011 17:09:22
Messaggio:

NEWS: Conferenza "L' Alfa Romeo di Ugo Gobbato (1933-1945)
Cibus



Ecco l’ atteso resoconto della conferenza sugli anni di Ugo Gobbato all’ Alfa Romeo, evento che ha visto Alfasport tra gli invitati ufficiali…continua…



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 22/06/2011 15:01:47
Messaggio:

Cari Amici, anzitutto un ringraziamento a Cibus per la eccellente relazione sulla conferenza "Ugo Gobbato".....ringraziamento dovuto anche per le parole spese sul mio conto !!!! (penso che abbia esagerato un pò, visto che non gli ho nemmeno offerto un caffé).
Un commento sulla conferenza.
I racconti di storia industriale stimolano normalmente tra gli ascoltatori, quando hanno successo, interesse e curiosità. Anche quando riguardano Aziende automobilistiche molto note quali Mercedes, Fiat, Ford o Toyota.
Quando si parla di Alfa Romeo le cose cambiano.
I partecipanti normali, intendo quelli non di parte, vengono pervasi da una emozione particolare, si appassionano al racconto, si sentono parte dell'avventura.
Sensazioni che non finiscono con la chiusura del racconto, ma rimangono anche dopo.
Perchè ?
Perchè ogni racconto su Alfa Romeo è un racconto di storie umane, di vittorie e sconfitte, di odio e di passione, di fatiche e soddisfazioni.
Proprio per questo Alfa Romeo sarà sempre viva ed attiva, al di là di ogni vicenda tecnica, economica o industriale.

Cambio argomento.
Ho letto con interesse l'articolo sulle novità modellistiche di Andrea Brianza (ABC).
Andrea è un amico ed un bravo modellista, ma potrebbe fare molto, ma molto di più.
Lo seguo da quando ha iniziato la sua attività e riconosco che ha fatto modelli bellissimi e di grande rilevanza collezionistica.
Ma in alcuni casi scivola su proposte mediocri.
Gli raccomando, attraverso Alfasport, più coraggio e più "arte", da vero "ALFISTA".
Un cordiale saluto a tutti.


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Autore Risposta: cibus
Inserita il: 23/06/2011 14:05:41
Messaggio:

Gent.mo Sig. Rigoni, confermo le impressioni avute su di lei, la tazzina di caffè sarà protagonista del nostro prossimo incontro!

Comunque è vero quello che lei dice in riferimento ai racconti relativi alla Storia dell' Alfa Romeo: In essi il potere evocativo è talmente intenso da coinvolgere l' ascoltatore a tal punto da fargli quasi fare "un salto nel tempo".
Ci si sente immersi nella realtà dell' epoca, pare quasi di "respirare" gli umori della società, le difficoltà ma anche gli slanci passionali; Mi piace sempre pensare che la leggenda dell' Alfa Romeo sia una Storia di Uomini prima che di auto, che altro non sono che il frutto della loro inventiva, del loro coraggio e della loro passione.
Trovo molto azzeccata la sua considerazione, in occasione del nostro breve colloquio dopo la Conferenza, nella quale affermava che Alfa Romeo è come l' Araba Fenice: Durante la sua lunga Storia, ha saputo "morire e rinascere" sempre uguale e questa è la sua vera forza, ciò che la rende di fatto "immortale".



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 17/09/2011 14:05:25
Messaggio:

NEWS: Conferenza “Pomigliano d’Arco: Città-Fabbrica tra storie e persone" – Commemorazione dell’ Ing. Ugo Gobbato

Cibus



La data è fissata per il giorno 24/09/2011, il luogo, l’ Aula Consiliare in Piazza Municipio a Pomigliano d’Arco: qui, alle h. 18,00 si terrà la conferenza “Pomigliano d’Arco: Città-Fabbrica tra storie e persone”, appuntamento celebrativo che trae ispirazione dai recenti festeggiamenti del Centenario dell’ Alfa Romeo.
…continua…





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 27/10/2011 12:18:51
Messaggio:

Buongiorno Sig. Rigoni,

innanzitutto mi complimento per questo suo spazio, che ci da la possibilità di approfondire la storia dell'Alfa Romeo aldilà del settore automobilistico.
Il motivo del mio intervento deriva dal fatto di essermi casualmente imbattuto in questo articolo che parla di questo trattore Ansaldo-Fossati TCA 70, motorizzato Alfa Romeo.
Dalla disposizione dei cilindri e dalla cilindrata, mi sembra di capire che fosse equipaggiato col motore degli autocarri 450/455, tuttavia non ricordo di aver visto nella sua collezione la riproduzione in scala di questo trattore.

Approfitto quindi della sua rubrica per approfondire un po' questa tematica e confidando nella sua proverbiale competenza, le pongo qualche domanda :

  • Secondo lei, l'uso del motore Alfa Romeo su questo TCA70 avvenne per scelta tecnica o semplicemente per l'appartenenza di entrambe le marche (Alfa e Ansaldo) al gruppo IRI-Finmeccanica ?
  • Oltre a questo TCA70 e al Romeo (Titan), Alfa Romeo ha motorizzato e/o prodotto altri mezzi destinati all'agricoltura o movimento terra ?
  • Avendo visto a Novegro che c'é una discreta fetta di collezionismo dedicata ai mezzi movimento terra, sa per caso se qualche artigiano o produttore lo realizza in scala ridotta ?


In attesa della sua risposta le porgo cordiali saluti.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 23/11/2011 11:59:50
Messaggio:

Buongiorno Signor Rigoni.
Mi presento, mi chiamo Maurizio Sabatini sono nato il 19 Febbraio del 1968 in Toscana a metà strada dai luoghi dove ebbe a nascere ed a morire Franco Scaglione autore della splendida 33 Stradale e di altre affascinanti vetture dell'Alfa Romeo.Da circa tre anni mi stò dedicando al modellismo, partecipando a vari concorsi su tutto il territorio nazionale.Questa passione è sempre stata presente in me ma non era mai uscita con prepotenza.Ho ancora in mente, come fosse ieri la prima volta che ho avuto a che fare con il modellismo. Avevo circa 6/7 anni e mia zia mi portò con lei in visita ad un parente nella zona di Pisa. Arrivati a destinazione, mentre mia zia parlava con uno dei due coniugi, il marito della Signora si prese cura di me e mi portò nel seminterrato dell'abitazione. Davanti ai miei occhi si aprì uno scenario meraviglioso. La stanza era contornata sui lati di scaffali pieni di aerei in miniatura ed al centro vi era un tavolo con un grande plastico raffigurante una scena di guerra.Mi spiegò che la base del plastico era costruita con carta di giornale impastata con acqua e colla. Poi mi fece fare un disegno su una lastra di rame che andammo ad incidere successivamente.La giornata terminò con il ritorno a casa in treno,tenendo tra le mani un'aereo ad elica regalatomi dal modellista. Successivamente nel corso degli anni ho avuto soltanto qualche incontro sporadico con il modellismo, montando alcuni kit in plastica. La svolta c'è stata quattro o cinque anni fà, quando uscì in edicola una collezione di modelli dell'Alfa Romeo.Vedendo i modelli mi venne voglia di fare una grande collezione, ma i modelli non erano molto rifiniti. Cominciai così a smontarli, a migliorarli modificando i vari dettagli. Da quel momento è rinato in me il modellismo ma questa volta in maniera più seria e professionale.Nel corso di questi tre anni sono migliorato molto e spero di continuare ancora. Appena posso le mando alcune foto degli ultimi modelli (quelle in mio possesso sono troppo grandi come estenzione del file). Mi farebbe piacere avere un suo giudizio.
Cordiali saluti Maurizio.

P.S. Ho letto nella sua intervista sul sito, che alla sua collezione manca L'Arna.Se le interessa ancora può trovarla sul sito di Angelo Tronn dove è apparsa recentemente.


Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 24/11/2011 12:11:51
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Buongiorno.
Come le avevo promesso le invio le foto degli ultimi modelli costruiti. L'Alfa Romeo 8C 2300 Monza deriva da un kit ampiamente modificato della MCM, l'Alfa 24 HP invece è totalmente autocostruita partendo da alcuni disegni del telaio trovati su un libro.
Cordiali saluti Maurizio

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 28/11/2011 13:43:32
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Caro gianluca66, anzitutto mi scuso per l’imperdonabile ritardo con cui rispondo al tema proposto.
Come è noto non si è raccontato molto della presenza Alfa Romeo nel settore dei mezzi agricoli e di movimento terra, a parte un pò di foto e poche righe di commento sulla famosa trattrice Romeo (derivata IHC Titan) della fine degli anni 1910.
Purtroppo non sono riuscito a leggere l'articolo allegato sul TCA 70 (ha qualche problema di lettura), comunque nelle mie ricerche sull'argomento sono arrivato alle seguenti conclusioni.
Fatto salvo il già citato tentativo di scarso successo della trattrice Romeo, l’Alfa entra nel mondo dei mezzi agricoli parallelamente allo sviluppo dei motori diesel per autocarri ed autobus, ovvero a partire dagli anni ’30 sino agli anni ’60. Dagli archivi storici si desumono perlomeno 5/7 tipi di motori a 4 e 6 cilindri, a partire dal tipo AG 6 di 12517 cc utilizzato per gli autocarri 85 G e 110 ACG del 1935 sino al tipo 1625 a 4 cilindri derivato dal 450 che verrà prodotto sino al 1965. Non si conoscono con precisione le aziende produttrici di trattori che hanno utilizzato tali motorizzazioni, ad eccezione dell’Ansaldo che utilizzò l’AG 6, il 430 TR (tipo 1620) che il 450 su vari modelli (TCA 60, TCA 70 e TCA 120), senza alcun dubbio motivata dal fatto di appartenere anch’essa all’I.R.I.
Infine un’altra storia interessante: quella della Motomeccanica.
Azienda produttrice di trattori, è passata alla storia per il suo “Balilla” di 1500 cc (a ruote) e 1700 cc (a cingoli) degli anni ‘30, considerato l’utilitaria dei mezzi agricoli.
Quando la Motomeccanica passa all’I.R.I., l’Azienda utilizza la rete commerciale Alfa Romeo per la vendita dei suoi prodotti, in particolare all’estero. Sicuramente in Francia ed in Sud America i trattori della Motomeccanica sono considerati trattori Alfa Romeo e come tali passano alla storia agricola di tali Paesi. La collaborazione è così stretta che, quando la Motomeccanica chiuderà i battenti ngli anni ’50, le maestranze saranno assorbite dall’Alfa.
Sotto il profilo modellistico ho in collezione un Ansaldo TCA 60 in scala 1/18 (trasformazione di un modello di trattore tedesco di cui non ricordo il nome) e sono in attesa del modello Balilla a ruote in scala 1/43 della serie Hachette in edicola.
Che io sappia, non esistono altri modelli di trattori parenti dell’Alfa Romeo.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 28/11/2011 13:49:25
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A compendio della risposta sui trattori, allego le foto del TCA 60, TCA 70, del Balilla e del modello del TCA 60.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 28/11/2011 14:05:46
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Caro Maurizio, mi devo sinceramente complimentare per i modelli che ho visto dalle sue foto. In particolare mi ha colpito la raffinatezza della 8c 2300.
E' molto bella anche la 24 HP (è anche lei in 1/43 ?)ma un pò meno "precisa" nella riproduzione. Comunque capisco bene che un conto è partire da un kit già dettagliato come un MCM e tutt'altra storia partire da ZERO !
Estremamente interessante è il modello telaio/motore della 24 HP che è poi quello che in realtà usciva dalle officine Alfa.
Potrebbe essere un nuovo filone di modellismo, in particolare per le vetture dal 1910 al 1930, che mi interesserebbe moltissimo.
Per quanto riguarda l'Arna il problema è risolto: ora il modello è in fase di elaborazione per correggere i pochi difetti presenti sul modello Gamma.
Ancora complimenti e cordiali saluti.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 28/11/2011 17:49:22
Messaggio:

Ringrazio Marco Rigoni per la risposta al mio quesito sul TCA70 e per le ulteriori informazioni a corredo.

Mi dispiace per l'articolo riguardo il quale le riporto integralmente il link dove potrà visionarlo e stamparlo per sua conoscenza : http://www.informatoreagrario.it/ita/riviste/Mad/Mad0003/Pdf/41-44.pdf





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Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 29/11/2011 11:08:13
Messaggio:

La ringrazio per i complimenti, mi fa piacere che abbia apprezzato i modelli. A riguardo della 24 hp, anch'essa in scala 1/43, le garantisco che a livello di particolari è forse superiore al modello della 8c 2300. Probabilmente dalle foto certi particolari non si riescono a vedere, mentre alcuni difetti che ad occhio nudo non vengono percepiti, con una foto che ingrandisce il soggetto, vengono fatti risaltare. Il modello della 24 hp tra l'altro, presenta delle peculiarità interessanti. Prima tra tutte, la possibilità una volta sfilato lo sterzo di sollevare la carrozzeria per mettere a nudo la parte sottostante ( telaio e meccanica ).Le altre riguardano l'assale anteriore sterzante e le varie parti apribili ( portiere,cofani motore, cassetto attrezzi, portapacchi).A mio parere, ci sono due cose che forse non sono corrette: il colore della carrozzeria, e le proporzioni della stessa. Per il primo mi sono basato su alcune foto in mio possesso, probabilmente risultanti troppo chiare a causa della presenza del flash. Per le proporzioni della carrozzeria, mi sono dovuto affidare "all'occhiometro". L'uso esclusivo di foto in prospettiva non permette una facile rilevazione delle proporzioni. Le misure del telaio con la meccanica, sono state invece rilevate su uno schema progettuale e riportate in scala.
Purtroppo ogni volta che mi accingo a costruire un modello devo fare i conti con una documentazione assai scarsa.
Cordiali saluti Maurizio


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 30/11/2011 22:07:39
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

(...) che io sappia, non esistono altri modelli di trattori parenti dell’Alfa Romeo.



E nel settore "macchine movimento terra" ?

Negli anni '90, uscì in edicola una collana di VHS corredate di micro-brochure sulla storia dell'Alfa Romeo.
Ebbene, risfogliando la mini-brochure dedicata alla "Passione Alfa", ho trovato questa foto...





...si tratta di una produzione su licenza o di un progetto Alfa Romeo 100% ?






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Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 01/12/2011 15:30:46
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Salve Sig. Rigoni. Navigando su internet ho trovato questa foto curiosa. Sul sito era descritta come il prototipo della Tubolare Zagato. Potrebbe darmi qualche informazione aggiuntiva?
Cordiali saluti.

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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 04/12/2011 17:30:46
Messaggio:

Caro Gianluca, la foto che hai trovato si riferisce al compressore Gola del 1950 equipaggiato con motore Alfa 1634....troppo bello per non averlo in collezione (scala 1/35)!
Relativamente alle macchine per movimento terra, ce ne sono parecchie degli anni 50/60 che montavano il 6c 1625 e delle quali allego alcune foto.
Sarei veramente felice se si trovasse qualche modellista che si impegna nella loro riproduzione.
Un cordiale saluto.

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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 04/12/2011 18:18:33
Messaggio:

Caro Marco, la ringrazio per la sua risposta che stimola come al solito ulteriori domande.

Per esempio mi chiedo come mai l'azienda Alfa Romeo non abbia continuato ad interessarsi di questi "operai meccanici" anche dopo gli anni 50/60...salvaguardando la produzione Made in Italy delle macchine da cantiere, ma soprattutto per aumentare quella redditività la cui mancanza fu nociva per l'azienda a metà degli anni'80.

Nelle mie incursioni su internet, ho recentemente scoperto che esiste un sito web chiamato WWW.MODELLINI.COM, interamente dedicato alle riproduzioni in scala di macchine movimento terra (anche storiche), ma non ho trovato nulla che parli di Alfa Romeo.
Mi creda che non c'é menzione nemmeno dell'Ansaldo TCA 70, seppure molto diffuso in Italia.

Temo che anche tra gli appassionati di questo genere di mezzi, si ignori l'esistenza di queste opere Alfa Romeo.

Grazie ancora per la cortese risposta.





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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 04/12/2011 18:34:18
Messaggio:

Caro Maurizio, storia interessante quella che sta dietro al prototipo Vico!
Questa vettura fu progettata da Lodovico Chizzola (da quì il nome Vico) cofondatore, insieme a Carlo Chiti, dell'Autodelta.
Lodovico Chizzola, all'atto dell'acquisto dell'Autodelta da parte dell'Alfa Romeo, rifiutò il passaggio alla nuova proprietà, anzi si mise d'impegno a progettare una nuova berlinetta di 1600 cc, motorizzata ovviamente Alfa Romeo, con soluzioni originali, anche se un pò strane, che a suo avviso avrebbe dovuto essere l'evoluzione della TZ 1. Quindi non è un prototipo della TZ ma una sua evoluzione.
Convinto dell'importanza di avere in una vettura il momento di inerzia attorno all'asse bericentrico il più basso possibile, realizzò il suo prototipo con il motore, pur anteriore, ma spostato il più indietro possibile, verso il centro della vettura, fino ad essere quasi a fianco del pilota.
La carrozzeria fu realizzata in vetroresina con interessanti soluzioni tecniche che consentivano la completa messa a nudo delle parti anteriori e posteriori; le porte erano ad apertura verticale, ad "ala di gabbiano".
Il risultato fu una vettura un pò strana: molto larga e molto corta.
A detta del progettista, in confronto con la TZ, la vettura perdeva qualcosa in velocità pura, ma guadagnava notevolmente in maneggevolezza, risultando particolarmente adatta alle gare in salita.
Tutto questo rimase un'ipotesi, in quanto la vettura fu utilizzata solo da Lodovico Chizzola e non ebbe alcun seguito produttivo.
Approfitto dell'occasione per rivolgere un appello.
Questa vettura non è mai stata riprodotta in scala. Raccomando che qualche provetto modellista colmi questa grave lacuna !
Un cordiale saluto.

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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 05/12/2011 08:12:43
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Questo topic è diventato una vera e propria enciclopedia virtuale dell'Alfa Romeo, direi unico nel panorama mondiale ... alla faccia di Facebook !
Tutto questo grazie al nostro caro Marco, come a Gianluca e ai tanti appassionati che lo arriscono anche di domande interessanti e stimolanti.
Mi piacerebbe saperne di più sulla VICO, in particolare se esiste ancora e dov'è, se ha corso e con quali risultati.
Mi avete fatto tornare in mente che a casa ho qualche libro sulla storia dell'Autodelta ... andrò a risfogliarmeli.

Anche la storia delle macchine di movimento terra è interessante per certi aspetti.
Marco, Gianluca, bisognerebbe creare una sorta di collegamento con i maggiori modellisti del mondo e creare una vetrina dove i collezionisti possono fare le richieste, magari qualcuno viene stimolato ...





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/12/2011 08:30:23
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Carlitos

(...)Mi piacerebbe saperne di più sulla VICO, in particolare se esiste ancora e dov'è...


Carlo dove sia finita la VICO non lo so, tuttavia proprio il 5 febbraio scorso ha cambiato proprietario per la non trascurabile cifra di € 94.300,00.




A questo punto però chiedo a Marco Rigoni una precisazione : nella descrizione dell'asta Bonhams, si cita un numero di telaio AR10511 (75?)0003 appartenente alla serie TZ1 (?), poi però si legge che in realtà si tratta di un telaio derivato da una Ferrari F2 modificato dallo stesso Chizzola, tanto da essere decisamente più corto.
Come è possibile che ci sia questa numerazione su un telaio in realtà "non-Alfa" ?





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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 05/12/2011 09:56:52
Messaggio:

Scusate l'intromissione, riguardo al telaio, magari è stato ripunzonato. Alla fine è come se la Ferrari fosse stata un fornitore qualsiasi. Almeno credo. Anche l'Alfa ROmeo per quanto riguarda i telai delle TZ si rifornivano da un telaista vicino al lago Trasimeno, vero Sig. Rigoni?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 05/12/2011 19:54:43
Messaggio:

Analizzando le poche foto in mio possesso e riportando le misure in scala, si protrebbe dedurre che il passo del prot. Vico sia il solito della Tubolare Zagato.Le seguenti immagini sembrerebbero confermare questa tesi.


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La prima foto appartiene al prototipo Vico, la seconda si riferisce alla Tubolare Zagato. Continuando l'analisi,la lunghezza si dovrebbe aggirare sui 3520 mm contro i 3950 mm della Tz e l'altezza sui 1075 mm contro i 1199 mm. Purtroppo la larghezza non si riesce ad individuare. Riassumendo, la mia sensazione è che si sia adoperato il solito telaio della TZ ma diminuendo lo sbalzo posteriore di circa 26 cm e quello anteriore di 17 cm. Le ruote sembrerebbero di diametro più piccolo per contenere l'altezza.

Il modello è senz'altro interessante da riprodurre .........se solo ci fosse qualche dato in più si potrebbe anche provare.
Cordiali saluti.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/12/2011 19:15:56
Messaggio:

Caro Gianluca66, la tua domanda relativa ai motori agricoli/movimento terra non ha risposte ufficiali (da parte Alfa Romeo) e nemmeno, a mia conoscenza, interpretazioni di storici nostrani o stranieri dell’automobilismo. Quanto scrivo di seguito è quindi frutto di una mia interpretazione e, in quanto tale, assolutamente confutabile o, perlomeno, discutibile.
Una premessa è importante.
I motori per applicazioni su veicoli agricoli, di movimento terra o per applicazioni industriali (quali ad esempio i generatori) sono derivati dai motori dei veicoli commerciali, tipicamente diesel, ed infatti li troviamo commercializzati negli stessi periodi di produzione di autocarri ed autobus.
Compaiono infatti appena dopo la seconda guerra mondiale e spariscono a metà anni ’60.
La ragione fondamentale, dal punto di vista industriale, era l’economia di scala, cioè la possibilità di allargare il bacino applicativo dei motori, apportando solo lievi modifiche ai cicli produttivi.
La tua domanda allora diventa: come mai l’Alfa è uscita dalla produzione dei veicoli industriali ?
Cito due fonti relative alla loro produzione.
“ …in Alfa Romeo non esiste una raccolta sistematica dei dati di produzione…ovvero sono sconosciuti i volumi dei camion prodotti nel periodo 1942-1967..”
“…dopo il primo anno di produzione, il “Mille” (l’ultimo tipo di autocarro prodotto dall’Alfa) comincia ad avere una fama molto sinistra, a causa delle frequenti noie meccaniche…il successore “Mille A” non riesce a rivitalizzare le vendite ….e nel 1965 esce di produzione senza lasciare un erede…”
Bisogna tener conto che all’inizio degli anni ’60
- l’Alfa si sposta dal Portello al nuovo stabilimento di Arese
- Giulietta prima e Giulia poi convincono il Management che il futuro dell’Azienda è l’automobile
- Si comincia a delineare il progetto Alfasud
- La situazione finanziaria non è comunque solida
In questo contesto verrebbe da pensare che la scelta aziendale è di uscire dal settore dei veicoli commerciali e derivati per concentrarsi sulle auto, ma……
“..contro molti pareri contrari anche in sede IRI, sostenni sempre la necessità che l'Alfa Romeo rientrasse decisamente nel settore dei veicoli industriali, settore che, nella necessità di concentrare i limitati mezzi, l’azienda aveva dovuto sacrificare per un certo periodo…” Parole di Giuseppe Luraghi nella prima metà degli anni sessanta.
Io ne derivo che la decisione di interrompere questo tipo di produzione ha origini forse più politiche che industriali.
Che ne pensi ?
Un cordiale saluto.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/12/2011 19:20:14
Messaggio:

Cari Amici, a proposito della Vico vedo che si sta svolgendo una discussione interessante che entra nel merito "tecnico" del progetto...discussione alla quale non so dare, purtroppo, alcun valore aggiunto.
Mi limito però a segnalare tutto il mio interesse per un eventuale riproduzione in scala (1/43) del prototipo !
Un cordiale saluto.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 06/12/2011 21:24:41
Messaggio:

Come sempre grazie per i suoi interventi!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 07/12/2011 08:02:14
Messaggio:

Caro Marco, riguardo alla cessazione della produzione di mezzi commerciali e di movimento terra da parte dell'Alfa Romeo, credo che le tue deduzioni siano più che esatte e me lo confermò l'Ing. Chirico, che inizialmente era responsabile della progettazione del reparto commerciale (camion e autobus).
Luraghi aveva le sue idee sul futuro dell'Alfa Romeo e capiva che doveva espandersi nel settore auto a livello internazionale potenziando Arese, costruendo Pomigliano d'Arco e continuando a produrre veicoli comemerciali e non solo, ottenne solo, e a certe condizioni, di costruire la fabbrica in Campania.
Le ragioni sono a mio avviso solo politiche. Non dimentichiamoci che lo Stato, attraverso l'IRI, era proprietario dell'Alfa Romeo e sembrava invece fare delle politiche a favore della Fiat, che era invece un'azienda privata, che concorreva in molti campi con l'Alfa, soprattutto nei veicoli commerciali e di movimento terra.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 07/12/2011 09:00:34
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

“…dopo il primo anno di produzione, il “Mille” (l’ultimo tipo di autocarro prodotto dall’Alfa) comincia ad avere una fama molto sinistra, a causa delle frequenti noie meccaniche…



Caro Marco, questa Sua citazione mi ha riportato indietro nel tempo di circa quarant'anni.
Abitavo in un cortile ed il padrone della casa dove eravamo in affitto, era un camionista possessore di una Giulia TI.
Un giorno mi intruffolai in una chiacchierata tra uomini e sentii da quest'uomo queste testuali parole "Ve lo dice un'alfista: se uno vuol fare il trasportatore con un Mille è destinato al fallimento".
Ecco queste parole mi sono rimaste impresse nella mente in modo indelebile.
Certo ai tempi non ero un alfista, ma da appassionato di motori queste parole mi fecero male.
Mi chiedevo come fosse possibile che la fabbrica che produceva le vetture di serie migliori del mondo, non fosse in grado di produrre il miglior camion.

Concordo con Lei che i motivi che hanno indotto Alfa Romeo a "potare" i suoi rami d'azienda siano fondamentalmente politici, tuttavia rimango sgomento davanti alla Sua affermazione circa il fatto che non sia noto quanti autocarri furono prodotti in seno all'azienda.
Questo fatto da veramente l'impressione che non ci sia mai stata la volontà di far crescere quest'attività, diversamente da quanto hanno fatto altre aziende europee.
Penso a Mercedes, Volvo e Renault che hanno sempre creduto nel veicolo industriale, ma anche alla stessa Fiat.
Ecco, Fiat ad esempio...e mi fermo qui.






...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 07/12/2011 11:59:53
Messaggio:

Ah, se lo diceva chi faceva il camionista all'epoca deve essere stato sicuramente vero. Una volta si badava alla sostanza!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 07/12/2011 18:06:09
Messaggio:

Ecco, Fiat ad esempio...e mi fermo qui.

Caro Gianluca66, dal 2001 al 2005 ho lavorato a Torino in una Joint Venture tra la mia Azienda e Fiat ed ho avuto modo di conoscere un pò tutte le società del Gruppo, Iveco inclusa.
Nel 2001/2003 Iveco (che in Fiat denominavano "i camionisti") era quella che produceva utili ed aveva il Team manageriale più forte e competente dell'intero Gruppo.
Poi è arrivato Marchionne, che, giustamente, ha dato la priorità al settore Auto che, in termini finanziari, ha il peso preponderante sull'intera Azienda.
Ora, dopo che negli anni Fiat si è disfatta del settore ferroviario e aeronautico, non vorrei che toccasse all'agricolo/movimento terra (CNH) ed ai camion.
Se così fosse, ne verrebbe fuori un impressionante parallelo con Alfa Romeo.....50 anni dopo !!!!
Un cordiale saluto.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 07/12/2011 22:30:42
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Ecco, Fiat ad esempio...e mi fermo qui.

Caro Gianluca66, dal 2001 al 2005 ho lavorato a Torino in una Joint Venture tra la mia Azienda e Fiat (...)


Signor Rigoni, stavo lavorando per inserire la sua prossima storia sull'Autoblindata e quando ho visto che aveva risposto alla discussione in essere su questo topic, non ho saputo resistere e mi sono collegato.

Nel 1985 (neo-diplomato in meccanica) feci un corso serale sulle prove distruttive e non distruttive presso l'ITIS Bernocchi di Legnano.
Il docente di metallografia e trattamenti termici era il responsabile illo tempore del laboratorio di prove meccaniche e metallografiche di Arese.
Quando la casa torinese prese possesso dell'Alfa Romeo, ogni reparto venne "supervisto" da un uomo Fiat...in un rapporto verso Torino, questo supervisore disse "Siamo qui...ad imparare come si progetta e si costruisce un'automobile".
Non mi è dato sapere che fine abbia fatto questo "funzionario Fiat" ma mi basta questa sua citazione per credere, una volta in più, che il "know-how" Alfa Romeo dev'essere assolutamente raccontato come una delle più affascinanti storie industriali del secolo scorso.
Anch'io feci l'esperienza tra il 1988 ed il 1991 di essere un funzionario Fiat, anche se nel settore difesa...beh, ne ho un buon ricordo ma non ripeterei l'esperienza.
C'é un approccio "asettico" verso le "origini", cosa che invece rimane ricordo indelebile in coloro che hanno avuto un incarico qualsiasi in Alfa Romeo.
Un fornitore dell'azienda che amministro attualmente, era un dipendente Alfa negli anni'70, quale operaio alla prova motori...ogni volta che vede la mia Giulietta (una 159 prima) in parcheggio e ci beviamo insieme un caffè, non fa che raccontarmi della severità con cui ogni motore Giulia uscito dalla produzione, veniva testato al banco.
Mi creda (è ormai la sua massima del giorno)...almeno 12 ore al regime di potenza massima prima di entrare nel cofano.
Forse in pochi ricordiamo che, prima del periodo delle giapponesi e coreane super-garanzie, ogni Alfa Romeo aveva motore garantito 2 anni o 100.000 km.....e senza che esistesse una legge Europea.





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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 08/12/2011 09:35:41
Messaggio:

Credo che il fascino dell'Alfa Romeo derivi anche dal sentimento e soprattutto orgoglio che ogni Dirigente e operaio provavano nei confronti della loro azienda, cosa che in Fiat non c'era oppure c'era in forma minore.

Io non sono un industriale, ne ho competenze in materia, ma credo che l'Alfa Romeo era grande anche perchè spaziava in ogni campo motoristico, dalle auto ai camion, al settore nautico, ferroviario, aereonautico e la Fiat non dovrebbe sacrificare questi settori.

Penso che quando ci fu l'acquisizione da parte di Fiat si perse una grande occasione, quella di unire la competenza e la passione Alfa con la razionalità della Fiat e ci sarebbe riusciti se non fosse stato sostituito Ghidella con Romiti.
L'Ing. Chirico confermò questa mia impressione, mi disse che Ghidella si era innamorato dell'Alfa, era diventato un vero Alfista.

Cosa ne pensi tu Marco?





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 08/12/2011 13:12:31
Messaggio:

Tornando al prototipo Vico, dopo una lunga ricerca su internet sono riuscito a trovare qualche notizia in più.
Sembrerebbe, che il prototipo sia stato visionato di recente da un'esperto dell'Alfa Romeo, che a dichiarato il seguente:
"il telaio è un TZ fortemente modificato. La parte anteriore è simile, ma più bassa con un numero di tubi maggiore, sparsi in vari punti. La sospensione anteriore, la scatola dello sterzo , il raiatore ed il parabrezza sono TZ. Anche il motore è il solito ma montato su una guida inferiore del telaio, con i supporti motore montati a testa in giù. L'interno dell'abitacolo è stato pesantemente modificato ma sono stati riutilizzati i pedali,lo sterzo e alcuni strumenti della plancia. Il cambio ed il serbatoio sono TZ ma modificati. Il differenziale, i semiassi, le sospensioni posteriori sono tutte originali."
Dopo queste affermazioni, mi rivolgo al Sig. Rigoni, al Sig Gianluca a e tutti quelli che possono aiutarmi. Avrei bisogno se fosse possibile dei seguenti documenti:
- disegni del telaio Tubolare Zagato
- disegni e foto, del motore e del cambio, su cui poter prendere varie misure per riportarle in scala.

Ringraziandovi anticipatamente vi porgo i miei più sinceri saluti


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 08/12/2011 21:27:07
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Caro Maurizio,
credo che in edicola, comprando Ruoteclassiche di Dicembre, troverai un bel po' delle informazioni che cerchi.

Peraltro l'amico Lorenzo (Bracco) diceva bene...i telai TZ erano assemblati dalla S.A.I. Ambrosini (Società Aeronautica Italiana) di Passignano sul Trasimeno (PG).




Senza voler interrompere le interessanti chiacchierate in essere nel topic, vorrei far presente che è stato pubblicato il dodicesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... la cui protagonista è l'Alfa Romeo Autoblinda Leggera RM del 1927.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 09/12/2011 08:59:30
Messaggio:

Anche il dodicesimo capitolo è affascinante e mi ha lasciato, come i precedenti, a bocca aperta come un bambino di fronte ad una fiaba.

Le "storielle" di Marco ci indicano chiaramente che la stora dell'Alfa Romeo, soprattutto quella anteguerra, è molto più vasta di quella che conoscono i comuni mortali come me.
Quello che più mi affascina è il contrasto tra l'eccellenza tecnica e la quasi costante difficile situazione economica, così come il passaggio repentino da un tipo di produzione (automobilistica) ad un'altra (militare ad esempio) per sopravvivere.
Mi colpisce anche l'importanza del ruolo che ha avuto l'Ing. Nicola Romeo, senza il quale credo che l'Alfa Romeo non sarebbe quel che è.

Infine, rimango sempre meravigliato dalla pazienza e la tenacio di Marco per avere in collezione i suoi pezzi unici. Quasi sempre l'attesa è maggiore di quella del modello vero .

Grazie e come sempre, complimenti Marco.





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 09/12/2011 16:53:52
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Ho letto anch'io con molto interesse questo dodicesimo capitolo, però i seguenti passi del racconto del Sig.Rigoni, dove si dice "I quattro soli esempi di applicazioni militari successive, furono derivate dalla natura prettamente automobilistica dell’Azienda." poi ancora "L’ultima iniziativa riguardava una trattrice per artiglieria a quattro ruote motrici proposta nel 1938 all’Esercito (...)", e infine "Possiamo perciò concludere che l’Alfa Romeo, diversamente da molte delle aziende concorrenti, non ha mai dimostrato uno specifico interesse nel settore militare, che, peraltro, era particolarmente remunerativo." mi hanno immediatamente fatto scaturire una domanda.

La domanda che rivolgo al Sig.Rigoni è la seguente : ma i veicoli 6C2500 Coloniale e AR51 (Matta), sviluppati dietro sollecitazione del Ministero della Guerra il primo e a seguito di un Bando di Concorso dell'Esercito nel 1949 il secondo, come vanno collocati nel rapporto Alfa Romeo e FF.AA. ?

Eppure, leggendo il libro di Anselmi sulla 6C2500, mi sembra di capire che la Coloniale fu frutto di una lunga e non facile gestazione, atteggiamento in contrapposizione con uno scarso interesse alle commesse militari.

Dieci anni più tardi la AR51, costituì un progetto Alfa Romeo sviluppato su un "cahier de charge" dell'Amministrazione Militare.

Alfa Romeo, se non erro, fornì anche ambulanze F12 a diverse caserme dell'Esercito, in questo caso però non si trattava di un automezzo specificatamente studiato per le esigenze delle Forze Armate.

Ringrazio anticipatamente per la precisazione.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 10/12/2011 09:19:22
Messaggio:

Io ricordo dalla lettura del libro dell'Ing Busso (la laurea per me l'ha conseguita sul campo) che nello sviluppo della Matta non si era badato a spese perchè doveva essere meglio del modello FIAT


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 10/12/2011 10:40:45
Messaggio:

Già, interessante la sospensione anteriore a barre di torsione longitudinali, soluzione non presente nella prima Campagnola ma adottata anche posteriormente sulla successiva AR76.

Forse Alfa Romeo pagò il prezzo del suo modo di concepire un nuovo prodotto, nessun risparmio sulle soluzioni innovative a discapito delle economie di scala.
Credo che Fiat progettò la Campagnola utilizzando a mani basse molta componentistica presente nella propria produzione, uscendo con un prezzo più competitivo...Alfa Romeo, privilegiò come consuetudine un progetto tecnicamente evoluto.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 10/12/2011 13:23:02
Messaggio:

Già, penso proprio che l'ottimo, in ambito automobilistico , sia un giusto mix


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 11/12/2011 14:46:15
Messaggio:

MEZZI MILITARI
Carissimi, dalle vostre osservazioni mi rendo conto di essere stato perlomeno impreciso nel commentare la presenza Alfa Romeo nel panorama del settore militare.
Colgo perciò l’occasione per qualificare meglio i rapporti tra Alfa e Forze Armate nei suoi 100 e passa anni.
Le prime commesse militari risalgono agli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale e riguardano pochi esemplari di torpedo 24 HP (poi 20-30 HP) utilizzate come vetture di servizio da alti ufficiali dell’Esercito. Sempre negli stessi anni vengono prodotte poche centinaia (le cifre sono discordanti) di autocarri “leggeri” (tara 3000 kg, portata 1500 kg) per l’Esercito su telaio della 24 HP.
Con l’entrata in guerra e con l’arrivo di Nicola Romeo, l’Azienda si dedica pressoché completamente alla produzione di forniture militari: proiettili da 75 e 149 mm per artiglieria campale e d’assedio, lanciafiamme, gruppi compressori, gruppi elettrogeni, per finire con i motori d’aereo 6 cilindri in linea su licenza Isotta Fraschini.
Sempre in quel periodo e fino a tutto il 1925, le Officine Ferroviarie Meridionali, parte del gruppo industriale di Romeo, producono, prima su licenza e poi su progetto originario, aerei da combattimento Farman, Fiat e la propria serie “RO”.
Appena finita la guerra, Alfa Romeo fornisce a Fiat una commessa di gruppi cambio-differenziale per il carro armato Fiat 3000.
Bisogna arrivare al 1925-27 per ritrovare il tentativo di fornitura del trattore per artiglieria e autoblinda leggera su gruppo telaio/motore RM, tentativo che, abbiamo visto nella storiella dedicata, fu senza seguito produttivo.
All’inizio degli anni ’30 si sviluppa un rapporto consistente con le Forze Armate, Aeronautica, Esercito e Marina, per la fornitura di motori d’aviazione, marini ed autocarri, tanto che nel ’35 l’Azienda viene “militarizzata”, ovvero produce per le Forze Armate circa l’85% del suo fatturato complessivo.
Oltre alle varie versioni di motori aerei stellari ed ai camion (prima i 500, poi gli 800 ed i 430), si producono infatti le eliche per aerei, i motori marini 6c 2300 e 6c 2500 per i mezzi di assalto (MT, MTM e MAS), così come il motore a benzina 1001-B da 200 CV per il prototipo di un sommergibile tascabile. Si tenta anche, senza successo, la produzione di un trattore per artiglieria derivato dall’autocarro 800 (si vede che questo tipo di mezzo non portava fortuna all’Alfa).
In campo automobilistico si progetta la 6c 2500 Coloniale (che, però, nelle Colonie non ci andrà mai ma, in compenso, verrà utilizzata sulle nevi della Russia) e si fornisce un limitatissimo numero di motori 6c 2300, opportunamente modificati, per motorizzare alcuni carri armati leggeri CV 33. Vengono altresì fornite vetture 6c 2300, 6c 2500 Turismo e 6c 2500 Sport per i vertici militari.
Va però notato che, differentemente dalle aziende motoristiche competitrici, non si produce materiale bellico quale carri armati, armi leggere o pesanti, munizioni e bombe (produzioni ad elevato margine economico), limitando perciò alla propria natura industriale – aeronautica ed automobilistica – il contributo produttivo a scopo militare e conservando pure, e lo dimostrano i dati quantitativi dei diversi tipi di produzione, il profilo di alta performance e di “top di gamma” tipico della Casa del Portello.
La ripresa produttiva dopo la seconda guerra mondiale vede, in pochi anni, un’Alfa Romeo completamente ridisegnata sotto il profilo produttivo.
Un’Alfa concentrata su automobili e autocarri/autobus, mantenendo comunque una presenza significativa nei settori dei motori industriali e navali ed in campo aeronautico.
Se pur con commesse molto più contenute rispetto all’intervallo tra le due guerre, continuano i rapporti tra Alfa Romeo e Forze Armate sui diversi fronti produttivi.
In campo automobilistico è significativa la progettazione e fornitura in 2000 esemplari della vettura da ricognizione A.R. 51, soprannominata “Matta”, la predisposizione di alcune torpedo 1900 per le alte cariche militari, così come la fornitura di vetture in versione normale quali berline 2000, Giulia, 1750, Alfetta e 164.
Mezzi commerciali leggeri quali Romeo 2 ed F12 vengono anche forniti alle FF.AA. per scopi diversi.
Motori industriali sono acquistati dall’Aeronautica per utilizzarli quali gruppi elettrogeni.
Un capitolo significativo è relativo ad Alfa Romeo Avio che supervisiona le turbine ed i reattori di quasi tutti gli aerei sia da trasporto che da combattimento dell’Aeronautica Militare, oltre che partecipare attivamente alla progettazione e realizzazione di componentistica dei propulsori stessi.
Anche in campo marittimo, l’Alfa è presente nella manutenzione e revisione delle turbine Rolls Royce Proteus che motorizzano gli aliscafi lanciamissili della classe Sparviero.
Voglio ricordare, infine, che l’Arma dei Carabinieri è stata Cliente d’eccezione dell’Alfa Romeo dal 1962 ai giorni nostri, equipaggiando le proprie pattuglie e le strutture di servizio con tutti i modelli di autovetture e pulmini prodotti dall’Alfa Romeo.
Ho dimenticato qualcosa ?
Certamente…..ma mi auguro di essere almeno riuscito ad apparecchiare una tavola per una ricca discussione………………
Un cordiale saluto a tutti.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 11/12/2011 16:27:07
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

(...)Ho dimenticato qualcosa ?
Certamente…..ma mi auguro di essere almeno riuscito ad apparecchiare una tavola per una ricca discussione………………
Un cordiale saluto a tutti.


Direi una tavola per un pranzo di nozze, perché qui ce n'é da discutere.
Mi scuso per la domanda (che non voleva essere provocatoria, mi creda) ma mi era sfuggito un pezzo che ora c'é e che mi completa un'altra pagina della storia Alfa Romeo.
Grazie ancora per la puntuale precisazione.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 22/12/2011 15:00:38
Messaggio:

Gentile Sig.Rigoni,

cercando di approfondire gli argomenti relativi alla storia Alfa Romeo al servizio delle Forze Armate, mi sono imbattuto in questa foto alquanto curiosa che, secondo le poche notizie in mio possesso, rappresenterebbe un prototipo half-track su telaio 800RE, sviluppato dal Centro Studi ed Esperienze della Motorizzazione.




Cosa si sa in più circa questo autocarro ?

Cordiali saluti.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 22/12/2011 16:16:37
Messaggio:

Che attrezzo!



ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 25/12/2011 16:22:18
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da gianluca66

.... mi sono imbattuto in questa foto alquanto curiosa che, secondo le poche notizie in mio possesso, rappresenterebbe un prototipo half-track su telaio 800RE, sviluppato dal Centro Studi ed Esperienze della Motorizzazione.....


Caro Gianluca, siamo nel primo semestre 1942 ed erano in atto trattative italo-tedesche per la cessione di licenze di mezzi da combattimento che riguardavano sia carri armati sia treni cingolati - brevetto Richter - da applicare a trattori d'artiglieria. In Italia si era arrivati alla decisione di sostituire la sala posteriore degli autocarri pesanti non per aumentarne la mobilità, come sarebbe logico pensare, ma purtroppo solo per ovviare alla mancanza di pneumatici. L'Alfa Romeo trasformò un suo 800 RE mentre la Fiat progettò la trsformazione dell'autocarro 666 NM. Entrambi gli stidi non ebbero seguito.
Approfitto dell'occasione per augurare a tutti gli appassionati Alfisti di Alfasport un 2012 in cui appaiano i segni di un rimbalzo che ci meritiamo come Alfisti e come Italiani !
Abbiamo costruito tutte le premesse per meritarcelo...ed avverà puntualmente.

Marco.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 25/12/2011 17:58:02
Messaggio:

E' strano però...durante lo stesso conflitto i tedeschi, che erano all'avanguardia nel settore bellico, credttero molto nei semicingolati (i famosi Sdkfz), spesso non blindati ma semplicemente evoluzioni di autocarri come l'Opel Blitz.

Strano davvero che non si sia cercato di unire l'utile al dilettevole.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 29/12/2011 09:04:41
Messaggio:

Grazie degli auguri Marco, che sono contraccambiati con gioia e grazie soprattutto per il tuo immancabile e contagioso ottimismo ... ce ne fossero tanti di Alfisti come te, magari le cose andrebbero diversamente.





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 18/01/2012 18:01:57
Messaggio:

E' stato pubblicato il tredicesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... le cui protagoniste sono le Alfa Grand Prix 1914-1930.


Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 18/01/2012 21:07:02
Messaggio:

Complimenti Sig. Rigoni! Ho letto tutto di un fiato e trovato in questa pubblicazione molte risposte che cercavo sulla storia delle Alfa "Gran Prix" e le corse di quell'epoca!
Ammiro la sua volontà e tenacia di riuscire a realizzare il Modellino dell'Alfa Gran Prix del 1914,c'è voluto molto tempo ma a lungo termine la sua passione ha vinto!


Ian Gillan & Alfa 146 1.8 T.S. Pack Sport - Bolide Rosso 225 Km/h. Velocità,io sono velocità...
Alfa 146 Campione Italiano Turismo 1998 (N5) & 2000 (N4)


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Miniraduni Lombardi,clicca qui.


Autore Risposta: ste_jtd
Inserita il: 19/01/2012 00:12:20
Messaggio:

Quante cose ho scoperto leggendo le sue righe!!! Grazie mille di cuore di ogni suo racconto e devo dire che i suoi modelli raccontanti nei suoi racconti mi lasciano sempre in ammirazione.






Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 19/01/2012 19:09:30
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Ian Gillan

Complimenti Sig. Rigoni! Ho letto tutto di un fiato e trovato in questa pubblicazione molte risposte che cercavo sulla storia delle Alfa "Gran Prix" e le corse di quell'epoca!
Ammiro la sua volontà e tenacia di riuscire a realizzare il Modellino dell'Alfa Gran Prix del 1914,c'è voluto molto tempo ma a lungo termine la sua passione ha vinto!



volontà e tenacia ... queste sono in effetti due delle caratteristiche fondamentali di Marco, oltre ad una pazienza ed una passione smisurate, che unite al suo ottimismo ne fanno un esempio da seguire.

Di questo interessantissimo articolo, il tratto che più mi ha colpito è stato questo:

... La sua partecipazione ai Gran Premi internazionali nel 1924 e 1925 segnò un trionfo che portò alla conquista nel 1925 del Primo Campionato del Mondo.
Fu una impresa che cambiò non solo le sorti dell’Alfa Romeo, ma della stessa Italia, con conseguenze storiche ancora oggi oggetto di valutazioni nettamente contrapposte.

Lo squadrone Alfa Romeo al Gran Premio di Francia a Lione nell'agosto 1924. La n°10 è di Campari, la n°19 è di Ferrari (non al volante), la n°16 di Wagner e la n°3 di Ascari.

Questo evento meriterebbe ben più spazio letterario di quanto ha avuto, perché ha di fatto, elevato la nazione italiana al rango delle potenze mondiali dell’epoca.
Chiunque fosse al potere, avrebbe fatto leva su questa irripetibile condizione, per stabilire diversi equilibri tra le potenze in campo.
E Mussolini lo fece.
L’Italia entrò nel “club” delle Nazioni che decidono il futuro dell’umanità, grazie, anche, al contributo dell’Alfa Romeo.
Ciò che avvenne dopo è una storia drammatica, ma non più collegata con l’Alfa.


Credo che nella storia di un marchio siano determinanti certe auto e certi uomini. Per l'Alfa Romeo penso che lo siano stasti l'Ing. Nicola Romeo e la P2. Correggimi se sbaglio Marco, ma sono convinto che l'impronta che poi ha determinato tutta la storia successiva del marchio parta da questi due "elementi".
Come dici tu, all'epoca le automobili rappresentavano la potenza tecnologica e quindi il prestigio di una nazione e per questo Mussolini ne fece una bandiera, così come Hitler fece altrettanto con la Auto Union. Anche oggi è così, ma l'automobile è meno rappresentativa di allora.




Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Eagle
Inserita il: 19/01/2012 20:58:57
Messaggio:

Buonasera a tutti.
Sono nuovo qui, anche se credo che alcuni di voi mi conoscano già in quanto ho scritto e scrivo in altri forum di modellismo. I miei complimenti per questo forum di appassionati Alfa Romeo.

Mi è stato gentilmente suggerito da "Gianluca66" di chiedere informazioni in questo topic, dato che erroneamente avevo inserito questo post nella sezione per i modelli in scala 1/43.

Potete aiutarmi?
Sto cercando foto o disegni, anche e soprattutto in dettaglio, della vittoriosa Alfa Romeo P3 Scuderia Ferrari guidata da Tazio Nuvolari al Gran Premio di Germania del 1935. Qualcosa, anche grazie agli amici di un altro forum di modellismo, ho già trovato ma se avete informazioni a riguardo sono sempre bene accette dato che non si trova molto in giro.
Seguirà un wip, se volete.
Un mio amico modellista (Alberto Gianfrancesco) userà come base di partenza il kit Revival in scala 1/20. Il lavoro sarà complesso dato che l'idea è quella di elaborare questo kit, una delle prime cose ad esempio sarà il rifacimento dei cofani in ottone rendendo passanti le feritoie...

Come sapete, quella del Nirburgring 1935 è una vittoria entrata nella leggenda, una delle più belle di Nuvolari, forse la più bella in assoluto. Infatti in quell'anno la superiorità delle auto tedesche era cosa risaputa. Tuttavia Nuvolari, accantonata la nuova Bimotore, gareggiò con la vecchia e ormai poco competitiva P3 e, dopo aver superato la Mercedes Benz W25 all'ultimo giro, vinse, lasciando tutti a bocca aperta (soprattutto i gerarchi nazisti, che assistevano alla gara per vedere il trionfo delle potentissime vetture tedesche, Auto Union e Mercedes Benz).
La leggenda narra che Tazio, portò una bandiera italiana nuova, avendo saputo che quella degli organizzatori era lacera, e la issò sul pennone centrale. Al momento della premiazione, si seppe che non poteva essere suonato l’inno italiano. Gli organizzatori tedeschi, e così tutta la Germania, erano così certi della vittoria di un loro pilota che non se ne erano procurati una copia. Nuvolari rispose che non c’era problema, corse a prendersi il disco che portava sempre con se, prima di farsi cingere dalla corona d’alloro.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 20/01/2012 13:45:12
Messaggio:

[quote]Messaggio inserito da Eagle
[Potete aiutarmi?
Sto cercando foto o disegni, anche e soprattutto in dettaglio, della vittoriosa Alfa Romeo P3 Scuderia Ferrari guidata da Tazio Nuvolari al Gran Premio di Germania del 1935. Qualcosa, anche grazie agli amici di un altro forum di modellismo, ho già trovato ma se avete informazioni a riguardo sono sempre bene accette dato che non si trova molto in giro.

Caro Eagle, ben arrivato !!!
Cito due fonti per la P3 del '35.
Ci sono un paio di foto di Nuvolari al Nurburgring sul volume "First among champions" (sottotitolo "the Alfa Romeo Grand Prix cars) a pagg. 106/107 Autore David Venables Edit. Haynes Publishing ed. 2000.
Molte belle foto con dettagli delle sospensioni anteriori Dubonnet e posteriori Cantilever sul classico "Alfa Romeo tutte le vetture dal 1910" di Luigi Fusi da pag 253 a pag 260.
Relativamente alla base, il modello Revival è molto bello ma andrà modificato in molte, molte parti, quindi....buon lavoro !!!!
P.S. La mia prossima storiella sarà proprio sulle Grand Prix 1930-1940. Intanto allego una foto a colori della P3 '35.

Immagine:

20,8 KBh


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 20/01/2012 15:46:22
Messaggio:

[quote]Messaggio inserito da Carlitos
Credo che nella storia di un marchio siano determinanti certe auto e certi uomini. Per l'Alfa Romeo penso che lo siano stasti l'Ing. Nicola Romeo e la P2. Correggimi se sbaglio Marco, ma sono convinto che l'impronta che poi ha determinato tutta la storia successiva del marchio parta da questi due "elementi".

Caro Carlitos, sono anch'io del parere che Nicola Romeo e la P2 siano stati due dei tre elementi che hanno contribuito al successo internazionale dell'Alfa, trasformandola immediatamente in una icona tecnologica dell'intera nazione italiana.
Il terzo elemento, e forse il più importante, è stato il TEAM Alfa Romeo, ovvero l'insieme di operai, tecnici, progettisti, collaudatori, piloti e manager che hanno costruito le macchine, preparato le corse e portato le autovetture a tagliare i traguardi prima di tutti gli altri concorrenti sui circuiti internazionali.
L'immagine dell'Italia è diventata vincente proprio grazie a loro, che hanno convinto francesi, inglesi, tedeschi e americani del valore tecnico e competitivo degli italiani.
Nella situazione in cui ci troviamo proprio in questi difficili giorni, dovremmo far mente locale su tale fattore perchè sarà la chiave di soluzione dei gravi problemi nei quali siamo immersi.
La "Storia" serve da insegnamento e la "Storia" dell'Alfa Romeo ne è una fonte molto ricca.
Giusto per fare un esempio, voglio citare il tema del rilancio del nostro amato Marchio.
Una buona metà degli Alfisti vorrebbe vedere l'Alfa nelle mani di una nota società tedesca....e i tedeschi stanno dimostrando in campo economico e politico quale sono i loro reali obiettivi.
Riflettiamo ragazzi, riflettiamo!


Immagine:

28,36 KB


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 22/01/2012 19:44:56
Messaggio:

Un benvenuto anche da parte mia Eagle

Riguardo alla P3, qualche foto puoi trovarla tra queste pagine:
http://www.alfasport.net/raduno/View.asp?id=383
E' quella Museo di Arese ovviamente.





Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 22/01/2012 19:53:47
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

[quote]Messaggio inserito da Carlitos
Credo che nella storia di un marchio siano determinanti certe auto e certi uomini. Per l'Alfa Romeo penso che lo siano stasti l'Ing. Nicola Romeo e la P2. Correggimi se sbaglio Marco, ma sono convinto che l'impronta che poi ha determinato tutta la storia successiva del marchio parta da questi due "elementi".

Caro Carlitos, sono anch'io del parere che Nicola Romeo e la P2 siano stati due dei tre elementi che hanno contribuito al successo internazionale dell'Alfa, trasformandola immediatamente in una icona tecnologica dell'intera nazione italiana.
Il terzo elemento, e forse il più importante, è stato il TEAM Alfa Romeo, ovvero l'insieme di operai, tecnici, progettisti, collaudatori, piloti e manager che hanno costruito le macchine, preparato le corse e portato le autovetture a tagliare i traguardi prima di tutti gli altri concorrenti sui circuiti internazionali.
L'immagine dell'Italia è diventata vincente proprio grazie a loro, che hanno convinto francesi, inglesi, tedeschi e americani del valore tecnico e competitivo degli italiani.
Nella situazione in cui ci troviamo proprio in questi difficili giorni, dovremmo far mente locale su tale fattore perchè sarà la chiave di soluzione dei gravi problemi nei quali siamo immersi.
La "Storia" serve da insegnamento e la "Storia" dell'Alfa Romeo ne è una fonte molto ricca.
Giusto per fare un esempio, voglio citare il tema del rilancio del nostro amato Marchio.
Una buona metà degli Alfisti vorrebbe vedere l'Alfa nelle mani di una nota società tedesca....e i tedeschi stanno dimostrando in campo economico e politico quale sono i loro reali obiettivi.
Riflettiamo ragazzi, riflettiamo!




Si Marco, la storia dell'Alfa è lunga e gli uomini che hanno contribuito alla sua fama leggendaria sono stati tanti, però ci sono "coincidenze" che determinano il cammino di un marchio.
Penso che Nicola Romeo abbia trasformato quella che fino ad allora era un marchio non ancora "definito" e la P2 è stato il frutto dei suoi sforzi.
L'Alfa Romeo, come dici giustamente tu, divenne in quegli anni un'industria internazionale, ma dall'impronta italiana. Non dimentichiamoci che Nicola Romeo era campano, così come molti personaggi che resero grande l'Alfa Romeo, venivano dalle parti più disparate d'Italia.
Per questo io, come te, credo che l'Alfa Romeo, con tutti i suoi problemi, debba rimanere ITALIANA, perchè penso che questo è quello che vogliono anche gli appassionati del marchio tedeschi (ad eccezione dei vertici della VW, che raggiungeranno il loro agognato primato anche senza la nostra Alfa).

Grazie e buona serata



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 03/02/2012 19:55:39
Messaggio:

Salve a tutti.
Sono passati diversi giorni dall'ultima volta che mi sono fatto sentire.
La mia assenza dal forum è dovuta principalmente a una decisione che ho preso tempo fà. Ricordate il prototipo Vico di Chizzola, nato per sostituire la Tubolare Zagato? Bè,la decisione è stata quella di realizzare il modello, ma invece di realizzarlo in unica copia come ho fatto in passato con altri modelli, stavolta verrà fatto in più copie. La differenza è significativa, dal momento che la decisione comporta anche l'apertura di una nuova ditta artigianale con tanto di partita iva. Sicuramente i tempi non sono dei migliori per intraprendere questa nuova attività ma ormai mi sono buttato e voglio provarci. Le idee sono tante; i modelli da collezione Alfa Romeo che troviamo in vendita sono in massima parte di qualità modesta. Sono rimasti veramente pochi produttori a realizzarli con fedeltà di riproduzione, cosa che invece non succede con i modelli Ferrari dove sono presenti numerosi produttori di qualità. L'idea è quindi quella di ripresentare modelli già presenti sul mercato ma con una veste nuova più attenta al particolare e di riprodurre modelli assenti ma non meno importanti dal punto di vista storico dagl'altri. Non faccio anticipazioni perchè la cosa è senz'altro prematura, ma le idee sono abbastanza chiare. Tornando al prototipo Vico, il modello è pronto da tempo ma sto attendendo decals, ruote e fotoincisioni per verificare che tutto torni alla perfezione prima di cominciare la riproduzione dello stesso. Vi terrò aggiornati sulle novità.
Prima di salutarvi avrei un quesito da porre al carissimo Sig.Rigoni.
Saprebbe darmi ulteriori informazioni sul veicolo sottostante?
Pare si tratti di un prototipo su base 1900 ma non sono riuscito a sapere di più.
Cordiali saluti Maurizio

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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 06/02/2012 08:51:51
Messaggio:

interessante.......


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/02/2012 16:30:41
Messaggio:

[quote]Messaggio inserito da maurizio

Salve a tutti.
Sono passati diversi giorni dall'ultima volta che mi sono fatto sentire......
..... dal momento che la decisione comporta anche l'apertura di una nuova ditta artigianale con tanto di partita iva. Sicuramente i tempi non sono dei migliori ....

Caro Maurizio, congratulazioni di cuore per la scelta di intraprendere questa attività !!
Il Suo è sicuramente un efficace esempio per i giovani italiani e sono certo che Lei avrà grande successo.
In che scala intende riprodurre le vetture (ma magari anche altri prodotti) del Biscione ?
Qualora una delle alternative fosse l'1/43, mi prenoto da ora come Suo cliente.
Relativamente al prototipo della foto, purtroppo non Le sarò di grande aiuto. Sono anch'io convinto che sia una derivazione dello chassis 1900, ma non sono certo della motorizzazione. Tanto per fare qualche ipotesi, sia la Disco Volante che la 6c 3000 avevano un muso molto simile. D'altra parte i carrozzieri in quegli anni erano molti e molto attivi, quindi non saprei neppure suggerire Pinifarina, Zagato, Touring (che mi sembrano i più probabili) o altri ancora.
Il bello dell'Alfa Romeo sta proprio quà: non si finisce mai di scoprirla e, nel Suo caso, di RIPRODURLA !
Un cordiale saluto.


Autore Risposta: maurizio
Inserita il: 07/02/2012 17:03:22
Messaggio:

Grazie Sig. Rigoni per le sue parole di incoraggiamento.
Per quanto riguarda le riproduzioni,all'inizio saranno esclusivamente auto in scala 1/43 ma nulla vieta che in futuro venga ampliata la scelta. Anch'io sono un collezionista e preferisco la scala 1/43 per questioni economiche e di spazio. Inoltre, ritengo che riproduzioni in scala maggiore non abbiano alcun significato se costruiti con i soliti particolari della scala minore. Aggiungo inoltre, che l'1/43 permette se vogliamo, di riprodurre moltissimi particolari, spesso e volentieri più di quanto si riesce a cogliere dalla documentazione in possesso.
Tornando alle foto del modello che le ho inviato, sono riuscito ad avere qualche notizia in più che purtroppo mi rattrista.
Sembrerebbe che sia un rifacimento degli anni '80 su telaio e meccanica Alfa Romeo 1900. Peccato, aveva una bella linea e sarebbe stata interessante una riproduzione.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 21/02/2012 13:53:39
Messaggio:

E' stato pubblicato il quattordicesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... le cui protagoniste sono le Alfa Grand Prix 1931-1940.


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 22/02/2012 09:35:20
Messaggio:

Ho letto tutto d'un fiato anche questo ultimo lunghissimo ed emozionante capitolo del caro Marco e sono rimasto veramente senza parole tanta è l'emozione che mi ha sucitato.
La storia delle monoposto Alfa Romeo degli anni 30 è per molti aspetti incredibile. La lotta estrema tra l'Alfa Romeo e le potenti e raffinate auto tedesche si può dire che abbia impresso una forte accelerazione allo sviluppo dell'automobile, una grande comptezione tra nazioni che si contendevano lo scettro per la tecnologia più avanzata, dove due scuole di pensiero si contrapponevano.
Sono passato poi alla storia dei modellini, che come al solito mi ha impressionato più di quella di quelli veri. Vedere le foto di tutti i modelli e leggere tutte le vicissitudini a loro legate lascia snza fiato, perchè (so che sono ripetitivo, ma lo devo dire) è raro vedere tanta passione, competenza, pazienza e insistenza nel raggiungere l'obiettivo.
Infine ho letto le storie di Varzi e Nuvolari, che conoscevo già, come un film visto decine di volte, ma l'emozione provata è sempre la stessa. Soprattutto la storia del Nivola è struggente per il lato umano e affascinante per quello sportivo, una vera leggenda dell'automobilismo sportivo e dell'Alfa Romeo, perchè anche se l'Audi sono anni che cerca di comprarsi "i diritti d'autore" sul mantovano volante, i successi memorabili di Tazio sono assolutamente legati all'Alfa Romeo.

Bravo e grazie Marco !



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 22/02/2012 12:43:49
Messaggio:

Queste "storielle", come usa chiamarle il Sig. Rigoni, sono ormai diventate le appendici di approfondimento di una storia che non smetterà mai di appassionarmi.

A proposito dell'evoluzione di queste Alfa GP, vorrei porre un quesito.

Dopo la 162, Ricart sviluppò la 163 e successivamente la 512 facendo di Alfa Romeo una sostenitrice della soluzione "tutto dietro" nelle vetture da Gran Premio, soluzione già ampiamente collaudata dalle rivali tedesche.
Tuttavia nell'immediato dopoguerra, per il ritorno alle competizioni dell'Alfa Romeo si ritornò alla soluzione con motore anteriore e trazione posteriore (158 e 159).

Quali furono a suo parere le motivazioni che spinsero i tecnici Alfa Romeo ad abbandonare lo sviluppo dei progetti di Ricart, nonostante in epoca successiva questa soluzione diventerà di dominio globale per le vetture da competizione su circuito ?






...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 22/02/2012 13:46:31
Messaggio:

Un lavoro che definire egregio è riduttivo, con le informazioni raccolte sul sito si potrebbero realizzare dei volumi storici di eccezionale valore!
...Ma come si fa a non avere soggezione di fronte ad una persona come Marco Rigoni?



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 22/02/2012 16:51:37
Messaggio:

[i][i]A proposito dell'evoluzione di queste Alfa GP, vorrei porre un quesito.

Dopo la 162, Ricart sviluppò la 163 e successivamente la 512 facendo di Alfa Romeo una sostenitrice della soluzione "tutto dietro" nelle vetture da Gran Premio, soluzione già ampiamente collaudata dalle rivali tedesche.
Tuttavia nell'immediato dopoguerra, per il ritorno alle competizioni dell'Alfa Romeo si ritornò alla soluzione con motore anteriore e trazione posteriore (158 e 159).

Quali furono a suo parere le motivazioni che spinsero i tecnici Alfa Romeo ad abbandonare lo sviluppo dei progetti di Ricart, nonostante in epoca successiva questa soluzione diventerà di dominio globale per le vetture da competizione su circuito ?


Cari Amici, grazie per gli apprezzati commenti alle mie storielle...è un notevole stimolo a continuare il racconto delle avventure dell'Alfa e di quelle di un collezionista di modellini.
Caro Gianluca, mi permetta di non rispondere immediatamente.
Le chiedo solo di aspettare un pò....ho in cantiere, infatti, altri due capitoli della storia dei Grand Prix, uno relativo al periodo 1946-1951 e il successivo dal 1952 al 1974.
Da essi si potranno chiaramente individuare le risposte alle sue domande.
Sono certo che, sia quale appassionato Alfista che come inguaribile collezionista di modelli, la pazienza è una virtù che certamente non le manca.
Un cordialissimo saluto a tutti.


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 22/02/2012 17:22:19
Messaggio:

NEWS:Amarcord: Balocco 1967
22 Febbraio 2012
Cibus




Proseguiamo la rassegna dei vecchi filmati sull’ Alfa Romeo con un bel video, datato 1967, che racconta la giornata tipo dei collaudatori dell' Alfa Romeo impegnati a verificare i limiti di tenuta e di resistenza meccanica delle vetture di serie e da competizione.
Poche parole, magari espresse con toni un po’ troppo epici (ma era il 1967!) e poi tanta musica...Continua...





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 24/02/2012 23:51:16
Messaggio:

Salve Sig. Rigoni,dopo aver parlato stamane con lei e letto finalmente con calma e nella sua interezza la sua nuova pubblicazione,
non posso che complimentarmi ancora per la passione con la quale ci offre questi spaccati di Storia dove tecnica,
gare ed uomini si fondevano in una realtà internazionale diventata difficile in quelli che poi si rivelarono dei tempi bui...


Ian Gillan & Alfa 146 1.8 T.S. Pack Sport - Bolide Rosso 225 Km/h. Velocità,io sono velocità...
Alfa 146 Campione Italiano Turismo 1998 (N5) & 2000 (N4)


Scuderia Fil de Fer


Miniraduni Lombardi,clicca qui.


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 08/03/2012 17:06:40
Messaggio:

NEWS:Amarcord: Targa Florio 1971
8 Marzo 2012
Cibus




Il recente compleanno di Nino Vaccarella (Un ringraziamento a Pilota54 per avermelo ricordato), ha stimolato una mia ricerca sul Web per rendere onore al mitico “preside volante”.
Con grande sorpresa che questa mio desiderio sia stato esaudito, dato che ho trovato proprio i video della 55ma Edizione, quella del 1971, che vide trionfare il pilota palermitano con la 33/3 Sport Prototipo in coppia con Toine Hezemans....Continua...





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 28/03/2012 09:32:09
Messaggio:

E' stato pubblicato il quindicesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... i cui protagonisti sono gli idroscivolanti 1930-1938.


Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 28/03/2012 10:52:45
Messaggio:

Davvero interessanti e speciali questi racconti sig.Rigoni,consentono di scoprire moltissimi lati agonistici dell'Alfa Romeo che come scrive lei nella rubrica sono poco conosciuti.
Il sapere è sempre gradito!


Ian Gillan & Alfa 146 1.8 T.S. Pack Sport - Bolide Rosso 225 Km/h. Velocità,io sono velocità...
Alfa 146 Campione Italiano Turismo 1998 (N5) & 2000 (N4)


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Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 28/03/2012 17:07:12
Messaggio:

Come al solito Marco mi lascia a bocca aperta
La storia degli idroscivolanti non la conoscevo, non con questi dettagli almeno e a vedere le foto e i modellini mi vien da dire che sono anche belli e affascinati.
Marco, mi piacerebbe saperne di più sulle competizioni nautiche dell'Alfa Romeo, perchè non sapevo che sono state così importanti e seguite dalla casa del Portello. In effetti questo lato della storia dell'Alfa Roemo è un po trascurato come dici.
Devo anche dire che più conosco la storia del biscione anteguerra e più mi rendo conto che quella più famosa, quella del dopoguerra è forse più piccola e "meno" entusiasmante della prima.
Sembra che non ci sia campo in cui l'Alfa Romeo non abbia spaziato e con successo.

Come al solito ti faccio i miei complimenti Marco, grazie



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 29/03/2012 15:25:17
Messaggio:

L'affermazione che il motore a scoppio sia nato in acqua mi ha meravigliato, poiché mai avrei pensato una cosa simile.

Non smetterò di restare ammirato di lei, Sig. Rigoni, che sta condividendo con noi anni ed anni delle sue ricerche.

Il fatto curioso è che questa scoperta è recente anche per lei, quindi chissà quanto ancora ci sarà da scoprire sulla storia di Alfa Romeo.







...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 29/03/2012 20:05:16
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da gianluca66

L'affermazione che il motore a scoppio sia nato in acqua mi ha meravigliato, poiché mai avrei pensato una cosa simile.

Non smetterò di restare ammirato di lei, Sig. Rigoni, che sta condividendo con noi anni ed anni delle sue ricerche.

Il fatto curioso è che questa scoperta è recente anche per lei, quindi chissà quanto ancora ci sarà da scoprire sulla storia di Alfa Romeo.




E' vero, anche io sono rimasto stupito da quella notizia.

Riguardo alla storia dell'Alfa Romeo, non sembra avere 100, ma 1.000 anni e non si finisce mai di imparare.
Di sicuro un anno di Alfa Romeo vale come 100 Volkswagen



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 31/03/2012 10:46:25
Messaggio:

Il fatto è che l'alone di leggenda di Alfa Romeo nell'eccellenza tecnica nasce dal fatto che occupandosi pure di aeronautica trasferiva queste conoscenze nelle auto.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: alfaspider4
Inserita il: 11/04/2012 09:13:08
Messaggio:



Salve, vorei sapere se ha nella sua collezione la RLSS del museo Alfa Romeo ?

E su puo mostrarci le foto, e su qualle base e statta fatta, grazie.

Immagine:

46,85 KB




------------------------------------------------


http://www.alfaromeo43.ch


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 12/04/2012 19:19:52
Messaggio:

[quote]Messaggio inserito da Carlitos

Marco, mi piacerebbe saperne di più sulle competizioni nautiche dell'Alfa Romeo, perchè non sapevo che sono state così importanti e seguite dalla casa del Portello. In effetti questo lato della storia dell'Alfa Roemo è un po trascurato come dici.

Caro Carlitos, dovrò prima o poi dedicare almeno un paio di "storielle" su questo interessante argomento.
Il problema, almeno per quanto riguarda le "storielle", è che i modellisti di "racers" non sono prodighi di riproduzioni relative a motoscafi con propulsori Alfa, e la fatica che ho fatto per i 2 idroscivolanti lo dimostra. Comunque vedrai che piano, piano, anche in questo settore qualcuno comincerà a farsi vivo, così come hanno iniziato a fare la Wake models ed il prode Stefano Polentarutti.
Relativamente all'Alfa in motonautica, sono riuscito a mettere insieme alcuni numeri che, pur se imprecisi, sono molto significativi.
in un arco temporale di circa 70 anni si contano nelle varie categorie "racer" entrobordo corsa
- 38 campionati mondiali
- 35 campionati europei
- 56 campionati italiani
Nelle categorie "Runabouts Europei"
- 13 campionati europei
- 9 campionati italiani
A questi vanno aggiunti 3 campionati italiani nelle classi Entrobordo turismo e 6 vittorie assolute nella Pavia-Venezia più le 2 della categoria idroscivolanti.
Mica male come "Albo d'oro" !!!!!


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 12/04/2012 19:27:04
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da alfaspider4



Salve, vorei sapere se ha nella sua collezione la RLSS del museo Alfa Romeo ?

E su puo mostrarci le foto, e su qualle base e statta fatta, grazie.

Immagine:

46,85 KB

Caro Alfaspider4, non ce l'ho. Per la famiglia RL ho 7 modelli.
Una RL Turismo, una RL Torpedo Castagna, una RLSS spider Zagato, la RLSS Mille Miglia, tre RLSS Targa Florio.
Sono certo che essendo una vettura meravigliosa, prima o poi qualche modellista penserà a riprodurla.
La pazienza e l'ottimismo sono due tra le caratteristiche chiave di un buon collezionista !




------------------------------------------------


http://www.alfaromeo43.ch


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 19/04/2012 08:41:25
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

[quote]Messaggio inserito da Carlitos

Marco, mi piacerebbe saperne di più sulle competizioni nautiche dell'Alfa Romeo, perchè non sapevo che sono state così importanti e seguite dalla casa del Portello. In effetti questo lato della storia dell'Alfa Roemo è un po trascurato come dici.

Caro Carlitos, dovrò prima o poi dedicare almeno un paio di "storielle" su questo interessante argomento.
Il problema, almeno per quanto riguarda le "storielle", è che i modellisti di "racers" non sono prodighi di riproduzioni relative a motoscafi con propulsori Alfa, e la fatica che ho fatto per i 2 idroscivolanti lo dimostra. Comunque vedrai che piano, piano, anche in questo settore qualcuno comincerà a farsi vivo, così come hanno iniziato a fare la Wake models ed il prode Stefano Polentarutti.
Relativamente all'Alfa in motonautica, sono riuscito a mettere insieme alcuni numeri che, pur se imprecisi, sono molto significativi.
in un arco temporale di circa 70 anni si contano nelle varie categorie "racer" entrobordo corsa
- 38 campionati mondiali
- 35 campionati europei
- 56 campionati italiani
Nelle categorie "Runabouts Europei"
- 13 campionati europei
- 9 campionati italiani
A questi vanno aggiunti 3 campionati italiani nelle classi Entrobordo turismo e 6 vittorie assolute nella Pavia-Venezia più le 2 della categoria idroscivolanti.
Mica male come "Albo d'oro" !!!!!




Accidenti, non immaginavo che l'Alfa avesse vinto così tanto in campo nautico.
E' veramente strano che questo settore sia stato così poco pubblicizzato.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 23/04/2012 13:05:36
Messaggio:

NEWS: È morto Luciano Nicolis, re dell'auto d'epoca
23 Aprile 2012
Cibus




Segnaliamo con grande tristezza la morte di Luciano Nicolis, autentico personaggio carismatico del mondo dei collezionismo.
Conosciuto prevalentemente per la propria passione per “tutto ciò che va a motore”, Nicolis amava in realtà tutto ciò che rappresentava il modo di vivere e di pensare delle epoche passate: La riprova ci viene dal suo bellissimo Museo, una moderna e luminosa struttura dove, a fianco di auto e motori si può trovare veramente di tutto.
Lo scorso anno, in occasione del raduno organizzato da Alfasport al Museo, Lo stesso Nicolis ci condusse in quelle che potremmo definire “le segrete” del Museo, un magazzino di smisurate dimensioni dove,ancor più che nell’ area adibìta al pubblico, si poteva respirare la Passione che ha guidato quest’ uomo fine alla fine dei suoi giorni....Continua...





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 24/04/2012 13:27:52
Messaggio:

E' stato pubblicato il sedicesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... che tratta la storia dell'A.L.F.A. durante il Primo Conflitto Mondiale, trasformata da Nicola Romeo in fornitore del Regio Esercito.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 24/04/2012 15:35:24
Messaggio:

Vado subito a leggere, lavoro permettendo.....


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 24/04/2012 16:21:53
Messaggio:

Letto!!!
Fantastico!
QUello che mi lascia stupito è che il disavanzo pubblico del Regno d'Italia fosse veramente risibile all'inizio della Guerra: solo 200 milioni nel 1914 quando il capitale sociale della SA Nicola Romeo aveva un capitale sociale di ben 500.000 lire , appena 400 volte meno.
Poi la guerra ha fatto "il disastro" anche se paradossalmente per la tecnologia è sempre la spinta più grande.
Effettivamente, Sig. Rigoni, quando ho frequentato il master in ingengneria e gestione dei sistemi produttivi, ho avuto l'occasione di parlare con un importante personalità sud Coreana la quale affermava che l'essere stati per tantissimi anni sul piede di guerra con la Corea del Nord, con forti investimenti sull'industria militare, ora ha permesso alle industrie di riconvertirsi e costruire con grande successo Auto e beni elettronici di avanguardia.

Spero di non insozzare il suo topic così interessante affermando che oggi le guerre si fanno a colpi di spread (sicuramente meglio che con le armi) e purtroppo però per la nostra industria nazionale non c'è spinta, o meglio, in questo caso la spinta è verso l'estero, rischiamo di perdere i pezzi più pregiati della nostra storia: Ducati è andata, la nostra amata Anonima Lombarda?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 24/04/2012 20:55:41
Messaggio:

Bellissimo ed istruttivo racconto Sig. Rigoni!
Mi ricordo al Raduno Nazionale "L'Alfa 155 e le Corse" del 2009 quando mi disse della non facile realizzazione del lanciafiamme
poi usato in guerra a causa dei ritorni di fiamma risolti dopo molte modifiche.
E naturalmente del modellino che poi riuscì a realizzare e che ora ho visto nel suo scritto.


Ian Gillan & Alfa 146 1.8 T.S. Pack Sport - Bolide Rosso 225 Km/h. Velocità,io sono velocità...
Alfa 146 Campione Italiano Turismo 1998 (N5) & 2000 (N4)


Scuderia Fil de Fer


Miniraduni Lombardi,clicca qui.


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 25/04/2012 10:18:27
Messaggio:

L'ho letto anche io e l'ho trovato molto interessante, soprattutto nella parte di "contorno", quella cioè che descrive l'Italia di quegli anni. Penso che la Società in cui operano le industrie sia per loro determinante. Intendo dire quanto ha affermato Lorenzo (Bracco) in merito alla spinta bellica. Purtroppo le guerre sono un po come gli incendi (naturali) per i boschi, servono a rinnovare il bosco. L'Alfa Romeo è potuta essere quel che è stata grazie alla 1^ guerra mondiale e al genio di di quel piccolo grande Ingegnere napoletano che ha rilevato una fabbrica morente e l'ha trasformata in pochi anni in un'eccellenza italiana.

Mi riallaccio ancora a quanto detto da Lorenzo circa lo spread, perchè proprio in questi giorni si parla di nuovo di un'altra cessione dell'Alfa Romeo, ma questa volta ad un'azienda straniera, antagonista.
Cosa ne pensi Marco a questo proposito?

Riguardo alla seconda parte del tuo racconto, quella sui modellini, rimango sempre supito della tua infinita pazienza e del tuo perfezionismo.

Complimenti e tanti Auguri per il tuo onomastico



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: arina rus
Inserita il: 09/05/2012 14:48:33
Messaggio:

buon giorno ho cambiato la cinghia di distribuzione di un Alfa 145 TS 1400cc 16 valvole, pero il motore e fuori fase. Come si fa a rimettere in fase il motore con la cinghia? grazie anticipatamente


Autore Risposta: SpiderFrek
Inserita il: 09/05/2012 15:16:56
Messaggio:

Qui si parla di modellismo...cerca di postare nelle discussioni di reale competenza con quello che vorresti sapere!



Moderatori, pulite questo ot, per favore!

VIVA I MUTUR, VIVA AL TAJADEL AL RAGO' VIVA AGLI ALFA..TOTA LA VETA'
1983: Alfa Romeo Spider "veloce" 1600 (IL RAGNO)
1984: Alfa Romeo Alfetta GTV 2000 (LA ROMBANTE)
1994: Lancia Delta 1.8 i.e. LE (La Caffettiera)
2002: Alfa Romeo 156 1.9 Jtd LTD Edition (LA FULIGGINOSA)
® ALFAPALLEGGI RAGNOROMBOFULIGGINOSI®


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 10/05/2012 08:19:59
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da arina rus

buon giorno ho cambiato la cinghia di distribuzione di un Alfa 145 TS 1400cc 16 valvole, pero il motore e fuori fase. Come si fa a rimettere in fase il motore con la cinghia? grazie anticipatamente




Benvenuito Arina rus, puoi postare la tua richiesta nel Topic indicato qua sotto:

http://www.alfasport.net/forum/topic.asp?TOPIC_ID=3008&whichpage=12

Intanto ti anticipo che per la messa in fase occorre la pistola stroboscopica, accessorio che in genere hanno solo i meccanici: La messa in fase si realizza quindi da loro in pochi minuti (e pochi soldi!).



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 04/06/2012 17:02:43
Messaggio:

E' stato pubblicato il diciassettesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... che tratta la storia delle Alfa Grand Prix del periodo postbellico.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 04/06/2012 17:53:42
Messaggio:

Stasera avrò una buona lettura da fare! Grazie Sig. Rigoni!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 04/06/2012 18:03:42
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Messaggio inserito da marco rigoni

A proposito dell'evoluzione di queste Alfa GP, vorrei porre un quesito.

Dopo la 162, Ricart sviluppò la 163 e successivamente la 512 facendo di Alfa Romeo una sostenitrice della soluzione "tutto dietro" nelle vetture da Gran Premio, soluzione già ampiamente collaudata dalle rivali tedesche.
Tuttavia nell'immediato dopoguerra, per il ritorno alle competizioni dell'Alfa Romeo si ritornò alla soluzione con motore anteriore e trazione posteriore (158 e 159).

Quali furono a suo parere le motivazioni che spinsero i tecnici Alfa Romeo ad abbandonare lo sviluppo dei progetti di Ricart, nonostante in epoca successiva questa soluzione diventerà di dominio globale per le vetture da competizione su circuito ?


Cari Amici, grazie per gli apprezzati commenti alle mie storielle...è un notevole stimolo a continuare il racconto delle avventure dell'Alfa e di quelle di un collezionista di modellini.
Caro Gianluca, mi permetta di non rispondere immediatamente.
Le chiedo solo di aspettare un pò....ho in cantiere, infatti, altri due capitoli della storia dei Grand Prix, uno relativo al periodo 1946-1951 e il successivo dal 1952 al 1974.
Da essi si potranno chiaramente individuare le risposte alle sue domande.
Sono certo che, sia quale appassionato Alfista che come inguaribile collezionista di modelli, la pazienza è una virtù che certamente non le manca.
Un cordialissimo saluto a tutti.



Finalmente è arrivata la risposta al mio quesito di febbraio, che avevo posto commentando la sua "storiella" sulle Alfa GP 1931-1940.
Quindi mi sembra di aver capito che l'abbandono al "tutto-dietro" (Alfa Romeo 512 di W.Ricart) e il fatto di riprendere il discorso GP dalla 158, si deve alla decisione di Satta a seguito della consulenza di Sanesi.
Però adesso le mie domande si moltiplicano.

A parte questo rifiuto sul posto guida avanzato della 512, che va decisamente in contrapposizione col pensiero tedesco (Auto Union) e che poi sarà l'evoluzione naturale delle auto da GP; mi lascia sgomento un progetto come la Tipo 160.
Mi sembra stridente il fatto di progettare un motore a cilindri contrapposti con l'evidente attenzione ad abbassare il baricentro, con un posto di guida "fuoribordo" decisamente controtendenza.
Peraltro, a memoria, non mi risulta che una soluzione simile sia stata adottata da altri costruttori per auto da GP.

Secondo lei quali potrebbero essere state le motivazioni tecniche dei progettisti Alfa Romeo, per credere nella bontà di una soluzione simile e così controtendenza ?

La seconda domanda che le pongo è relativa ai modelli della Sua collezione che celebrano questi 7 anni di Alfa Romeo da GP.
Sono rimasto meravigliato che tra le sue 158/159, non vi sia almeno una riproduzione della Renaissance (magari nella versione con cofano motore aperto e riproduzione del motore 8 cilindri), come spiega i motivi di questa Sua scelta modellistica ?

Grazie ancora per questa avvincente storia..





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/06/2012 13:25:59
Messaggio:

"Però adesso le mie domande si moltiplicano.

....mi lascia sgomento un progetto come la Tipo 160.
Mi sembra stridente il fatto di progettare un motore a cilindri contrapposti con l'evidente attenzione ad abbassare il baricentro, con un posto di guida "fuoribordo" decisamente controtendenza.
Peraltro, a memoria, non mi risulta che una soluzione simile sia stata adottata da altri costruttori per auto da GP.


La seconda domanda che le pongo è relativa ai modelli della Sua collezione che celebrano questi 7 anni di Alfa Romeo da GP.
Sono rimasto meravigliato che tra le sue 158/159, non vi sia almeno una riproduzione della Renaissance (magari nella versione con cofano motore aperto e riproduzione del motore 8 cilindri), come spiega i motivi di questa Sua scelta modellistica ?"

Caro Gianluca, ecco le risposte ai tuoi dubbi circa la 160 e i modelli della collezione.
Il prode Ing. Giuseppe Busso parla della 160 ponendo molta enfasi, ed a ragione, sul “posto guida arretrato” ovvero dietro le ruote posteriori. E' infatti una soluzione che, in campo automobilistico, non venne mai adottata, se non in casi assolutamente eccezionali. Uno di questi risale addirittura al 1680 quando il famosissimo Isaac Newton realizzo un modellino di veicolo a reazione che avrebbe dovuto muoversi spinto dal vapore che usciva da una caldaia. Il modello presentava però due grossi problemi: quello del vapore che colpiva guidatore e passeggero posti dietro le ruote posteriori e l'estrema difficoltà di guida.....dovuta alla mancanza dello sterzo !!!
Un altro caso è di 300 anni dopo, negli anni 1960 quando, negli Stati Uniti, esplode la moda dei “Dragster”, mostri che arrivano a 700 CV utilizzati nelle gare di velocità sulla distanza del quarto di miglio (402 metri e rotti) superando i 350 km/h.
Tornando alla nostra 160, in realtà la posizione del posto guida permetteva, oltre ad una più anticipata percezione del comportamento della vettura, anche l'abbassamento del sedile del pilota in quanto non vi erano organi meccanici sotto di esso, coerentemente quindi con l'adozione del 12 cilindri piatto per abbassare il baricentro della vettura.
Veniamo ora alla collezione ed alla mancanza della bella 159 di Renaissance.
La scelta dei modelli per la mia collezione, almeno per quanto riguarda le autovetture dell'Alfa Romeo, è determinata dalle seguenti priorità:
1) Tipo di vettura (Es. 24 HP)
2) Tipo di carrozzeria (Es. Berlina, torpedo, spider)
3) Modello (Es. 24 HP 3^ serie _solo se diversa esteticamente dalle altre)
4) Versione competizione (Es. 24 HP Targa Florio 1912) un solo modello
5) Carrozziere (sia per vetture prodotte in più esemplari che per prototipi)
6) Carrozzerie particolari (Es. Ambulanza)
7) Auto di servizio ( Es. Versione Carabinieri o Polizia)
8) Qualità del modello in scala
Ecco perchè, avendo già altri modelli della 158/159 prima dell'apparizione della Renaissance, questo modello ancora non c'è ed è solo in una lunga lista di “mancanti” ma ben dietro ad altri modelli più importanti.





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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/06/2012 13:44:50
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Certamente Sig. Rigoni, tuttavia osservando l'evoluzione delle monoposto di F1 trovo più analogie col progetto 512 di W. Ricart, piuttosto che con la 160.

E' pur vero che Ferrari inorridiva al pensiero di "mettere i buoi dietro l'aratro" (se non ricordo male, l'Ing. Chiti faticò non poco a fargli digerire la soluzione "tuttodietro"), tuttavia anche nel progetto di Ricart la posizione del pilota non era ostacolata da organi meccanici.
Inoltre la posizione centrale del "boxer" (anche qui !?), a mio avviso era più redditizia per la centratura dei pesi e quindi del baricentro di tenuta.

Sicuramente Busso e Sanesi ebbero le loro ragioni, ma per la prima volta vedo un progetto Alfa Romeo un po' "binario morto", ed è un punto di vista a cui, sinceramente, non ero abituato.

Lei cosa ne pensa ?





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/06/2012 14:33:01
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Messaggio inserito da gianluca66

Certamente Sig. Rigoni, tuttavia osservando l'evoluzione delle monoposto di F1 trovo più analogie col progetto 512 di W. Ricart, piuttosto che con la 160.

E' pur vero che Ferrari inorridiva al pensiero di "mettere i buoi dietro l'aratro" (se non ricordo male, l'Ing. Chiti faticò non poco a fargli digerire la soluzione "tuttodietro"), tuttavia anche nel progetto di Ricart la posizione del pilota non era ostacolata da organi meccanici.
Inoltre la posizione centrale del "boxer" (anche qui !?), a mio avviso era più redditizia per la centratura dei pesi e quindi del baricentro di tenuta.

Sicuramente Busso e Sanesi ebbero le loro ragioni, ma per la prima volta vedo un progetto Alfa Romeo un po' "binario morto", ed è un punto di vista a cui, sinceramente, non ero abituato.

Lei cosa ne pensa ?





...ecco la mia collezione di "alfine"






Io la vedo più come la ricerca di una "strada nuova" volta ad ottimizzare la distribuzione delle masse e, come diceva Rigoni (e lo stesso Busso: Puoi leggere la gestazione della "160" nel suo libro intitolato "Nel cuore dell'Alfa" - http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=744), per far rendere al pilota più facilmente percepibili le variaziani di assetto dell' asse posteriore.
Della "512" venne infatti criticata la posizione del posto di guida, giudicata eccessivamente avanzata.
..Tieni anche conto, relativamente alla "160", dell'idea (a dir poco innovativa), di adottare la trazione integrale.

Mi permetto, chiedendo anticipatamente scusa al Sig. Rigoni, di inserire la porzione di un testo da me realizzato (relativo alla "storia del motore Boxer Alfa Romeo"), che parla delle peculiarità della "Tipo 160" e del perchè non venne successivamente sviluppata per le corse: Per far ciò, ho inserito anche delle frasi dell'Ing Busso, raccolte, come dicevo, dal suo bel libro.




....La II guerra Mondiale tarpò purtroppo le ali al progetto 512 (i cui vari prototipi vennero nascosti in una villa sul Lago D’Orta, dove si era trasferito il Reparto Esperienze), anche se qualcosa venne ripreso dopo il Conflitto, e più precisamente nel 1952, per volere dello stesso Satta Puliga: Sulla base della 512, vennero delineate le linee di progetto della “160”, Che avrebbe dovuto mutuare tante soluzioni dalla sua progenitrice, (12 cilindri Boxer, questa volta 2500cc aspirato e ponte posteriore De Dion), con l’ aggiunta della trazione 4x4, freni anteriori e posteriori “inboard” e posto guida arretrato dietro l’asse posteriore.

Siamo a Luglio del ’52 e, ad ottobre dello stesso anno, Sanesi provò a Monza una 159 “posto guida arretrato”, che recepiva le modifiche atte allo spostamento della posizione di guida: Il responso cronometrico(1’ 59”), all’ apparenza non eccezionale (Fangio era riuscito ad ottenere, in passato, il miglior tempo sul giro in 1’53”ca), fu però ottenuto guidando con una sola mano, dal momento che l’altra era impegnata a tenere fermi gli occhiali sulla testa, investiti dal forte vento non adeguatamene deviato a causa dell’ errato posizionamento del cupolino parabrezza; Per il pilota-collaudatore dell’Alfa, la prova fu talmente illuminante che non ritenne necessaria una ulteriore prova con la modifica con il parabrezza al posto giusto: Per lui, la futura monoposto, avrebbe dovuto essere quella!

La Direzione lasciò per un po’ di tempo campo libero, tant’è vero che, nel Novembre del 1955, il Boxer 12 cilindri cominciò a girare al banco; Ma tantè, ai progettisti, che poi erano gli stessi delle vetture di serie (come coloro che dovevano realizzare i pezzi e fare le sperimentazioni), fu intimato lo stop definitivo al progetto, dal momento che tutti gli sforzi dovevano essere concentrati per la sperimentazione della vettura che fu poi chiamata “Giulietta”.
Oggi, quel motore, si è assicurato un posto d’onore nel Museo Alfa e, lo stesso Giuseppe Busso, racconta: “ Sono certo che più di un visitatore si sarà chiesto che cosa mai ci stesse a fare, nella fusione del basamento, quel grosso scatolone nella parte anteriore: Uno di noi, avrebbe potuto spiegargli che si trattava dell’ alloggiamento del differenziale anteriore di una strana Formula 1 4x4 del 1952; Probabilmente, il visitatore avrebbe risposto con un sorriso poco convinto, per poi passare ad altro….”


Testo di Cibus



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/06/2012 15:57:14
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Citazione:
Messaggio inserito da cibus


Io la vedo più come la ricerca di una "strada nuova" volta ad ottimizzare la distribuzione delle masse e, come diceva Rigoni (e lo stesso Busso: Puoi leggere la gestazione della "160" nel suo libro intitolato "Nel cuore dell'Alfa" - http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=744), per far rendere al pilota più facilmente percepibili le variaziani di assetto dell' asse posteriore.
Della "512" venne infatti criticata la posizione del posto di guida, giudicata eccessivamente avanzata.
..Tieni anche conto, relativamente alla "160", dell'idea (a dir poco innovativa), di adottare la trazione integrale.



Certamente cibus, tuttavia stavo semplicemente osservando che la 160 è un classico caso in cui l'Alfa Romeo è andata eccessivamente controcorrente.
Nessuno potrà mai dire che, se non ci fosse stato lo stop ai lavori per concentrarsi sulla Giulietta, un progetto come la 160 avrebbe cambiato il modo di fare le auto da GP, mentre è vero piuttosto il contrario.
Va da se che anche Enzo Ferrari alla fine si lasciò convincere sulla bontà della soluzione "tuttodietro" e pure la trazione integrale fu una "meteora" nel panorama della F1.

Mi spiego meglio, furono altri i progetti Alfa Romeo che non ebbero un futuro - penso alle 162/163, alla Gazzella, alle S10/S11 o alla 103 - progetti che tuttavia in un modo o nell'altro torneranno buoni.
Della 160, a parte il boxer (che era già peculiarita dei progetti di Ricart), non vedo né riporti a progetti successivi, né tantomeno tentativi esterni di emulazione.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/06/2012 16:20:10
Messaggio:

Bè Gianluca, quello che dici non è propriamente vero, perchè ci furono altri esempi di Formula 1 a trazione integrale:

http://www.autoruote4x4.com/it/formula_uno_a_trazione_integrale.html

Poi, con l'enorme progresso tecnologico in tema di pneumatici (ed anche, credo, al continuo cambiamento dei regolamenti), la sperimentazione s'interruppe, senza però dimenticare che la trazione 4x4 fu vittoriosa in altre discipline motoristiche, discipline che senza ombra di dubbio beneficiarono delle precedenti esperienze agonistiche.

"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/06/2012 17:07:43
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Per "meteora" non intendo che non ci siano stati esempi, ma non fu una soluzione che cambiò radicalmente l'orientamento dei progettisti di auto da GP.
Se per questo ci fu anche la celeberrima "Tyrrel a 6 ruote", avvenieristica finché vogliamo, ma senza proseliti.

La faccenda del motore posteriore, motore "in board" con cambio in blocco al retrotreno, furono soluzioni dalle quali non si fece ritorno.

La mia meraviglia è stata quella di apprendere che un marchio come l'Alfa Romeo che, dal "bialbero", alla sovralimentazione, alla "doppia accensione", ecc. fece scuola agli altri per buona parte dei suoi 100 anni di storia, si cimentò in un progetto così bizzarro quanto "fine a se stesso".
Sarebbe stato più naturale a mio avviso, continuare dalla 512 di Ricart, risolvendo i problemi derivati dalla guida avanzata.





Guardiamola, teniamo conto che stiamo parlando di una GP del 1940, a mio avviso era straordinariamente all'avanguardia.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/06/2012 17:20:11
Messaggio:

Forse si dovrebbe cambiare Topic, perchè si rischia di sovraccaricare questo.
Infatti, anche per la "celeberrima" P34 ci sarebbe moltissimo da dire, tra cui il fatto che vinse nel '76 con una clamorosa doppietta (Sheckter/Depailler) e finì terza nel Campionato costruttori a fine anno.
L'abbandono del progetto fu accelerato anche da altri fattori (Good Year di fatto interruppe lo sviluppo dei particolari pneumatici da 10") e dal definitivo divieto dell 'utilizzo ddi vetture a 3 assi: Come vedi, l'insuccesso non è da ricercarsi nella mancanza di risultati, ma per problemi che nulla avevano a che spartire con la bontà tecnica del progetto.

http://www.youtube.com/watch?v=_UZyUPgxx0I

Io ricordo bene quella vettura, aveva un inserimento in curva eccezionale ed era molto agile, nonchè bella da vedere: Avevo anche il bellissimo modellino (BBurago?)ma chissà che fine ha fatto.


"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/06/2012 17:25:44
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Citazione:
Messaggio inserito da cibus

Forse si dovrebbe cambiare Topic, perchè si rischia di sovraccaricare questo.



Tranquillo, non credo che il Sig.Rigoni si dispiacerà di questo, anzi..

Citazione:
Messaggio inserito da cibus

Avevo anche il bellissimo modellino (BBurago?)ma chissà che fine ha fatto.



Stupendo, e chi non se lo ricorda..







...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 06/06/2012 08:27:38
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Scusatemi, ma ci ho messo due giorni a leggermi l'ultimo capitolo di Marco ... e dovrei rileggermi diversi punti a dire il vero .

Personalmente dell'Alfa Romeo, mi affascina, oltre al fatto che un marchio italiano, il fatto che non ha mai perseguito uno schema meccanico per decenni sviluppandolo, ma si è sempre rimessa in gioco anche quando la soluzione precedente era vincente.
Proprio "l'aneddoto" della 159 con sedile arretrato lo dimostra. Questa vettura è nata da una "battuta di spirito".
La voglia di sperimentare strade nuove è stata a mio avviso la molla che ha permesso all'Alfa di balzare sempre più avanti degli altri.

Riguardo alle soluzioni tecniche che si sperimentano nelle corse però c'è da dire che molto influisce il regolamento, che è una sorta di legge che si deve violare legalmente.
Tecnici e avvocati devono lavorare insieme per trovare la soluzione che gli permetta di prevalere sugli altri senza strafare, altrimenti poi si rischia il cambio del regolamento.
Riporto le esperienze dell'ing. Limone, come quelle di Bruno Giacomelli rispettivamente sulle 155/6 e sulle Formula 1 degli anni 80, ma non voglio andare fuori tema e fuori tempo.

Tornando a noi Marco, una delle domande che vorrei porti è sul rapporto di amore/odio tra Ferrari e l'Alfa Romeo. Quanto ha dato l'uno all'altro e come sono andate le cose per portare a quella separazione che poi ha generato la nascita del mito Ferrari che conosciamo? Intendo dire se è stato un evento "naturale", cioè l'Alfa non intendeva più proseguire la strada dei primi decenni sfornando auto supersportive come sono le Ferrari di oggi e quindi Ferrari si sarebbe trovato a gestire una squadra di Formula 1 per un paio d'anni dopo la guerra e poi più niente, oppure Ferrari aveva già in mente di separarsi e costruire la sua fabbrica?



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/06/2012 17:00:19
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Carissimi amici, vediamo se riesco ad inserirmi anch'io nel dibattito interessantissimo delle monoposto da competizione.
Comincio con le mie personali valutazioni circa il valore dei progettisti.
Sicuramente Vittorio Jano è rimasto senza successori degni del suo rango...basti pensare che nel 1957 la Lancia-Ferrari di Jano vince il Campionato del Mondo con Juan Manuel Fangio.
Gioachino Colombo ha il merito di essere stato cresciuto da Jano e, sotto la sua guida e quella di Enzo Ferrari, di aver progettato la 158.....macchina che ha fatto la storia....perchè non aveva più i concorrenti tedeschi di anteguerra (Mercedes/Audi) e non aveva ancora il concorrente italiano del dopoguerra (Ferrari).
Wifredo Ricart sarà stato un gran pensatore....ma un pessimo realizzatore. Certamente Ugo Gobbato aveva ben altro da fare che non seguire le competizioni....ed inoltre, dopo il '37/38, non c'era più nemmeno il pressante “fiato sul collo” del Duce per tirar fuori macchine vincenti sui circuiti internazionali.
Ricart, contrariamente a Ferrari, non ha saputo costruire “Team”, anzi ha causato l'allontanamento dello stesso Ferrari non sapendo valorizzarne le indiscutibili capacità di leader unite a competenza tecnica e determinazione, doti ampiamente dimostrate sia in Alfa che successivamente alla fondazione della Ferrari.
Ricart ha certamente ideato progetti innovativi ma, sia in campo automobilistico che aeronautico, i suoi progetti erano belli solo sulla carta.
Anche in questo caso, la storia successiva al suo ritorno in Spagna nel 1944/45 dimostra i limiti del personaggio.
La teoria del “tutta la macchina dietro al pilota” lanciata dall'Audi e raccolta da Ricart con la 512, sembra quella vincente dalla fine degli anni cinquanta ad oggi, ma il merito non va ne all'Audi ne a Ricart, bensì a Charles Cooper e suo figlio John che nel 1951 costruirono una monoposto di Formula 3 di 500 cc accoppiando due cofani di vecchie Topolino e dotandola di un motore motociclistico. Il colpo di genio del motore posteriore deriva semplicemente dal fatto che il moto alle ruote posteriori veniva trasmesso con una catena !
Questo macchinino ebbe così tanto successo che permise ai Cooper di fondare una società, progettare macchine di Formula 1 e vincere il Campionato del Mondo nel 1959 e 1960.

Ed ora veniamo a Enzo Ferrari.
Io credo fermamente che l'incrocio tra Ricart e Ferrari sia stato uno di quei colpi di fortuna per il mondo, e non solo automobilistico, che capitano ogni cento anni.....tipo la scoperta della elettricità.
Se non ci fosse stata questa scintilla che sembra aver determinato la decisione di Ferrari di lasciare l'Alfa, probabilmente la storia dell'automobilismo e, in parte, anche quella dell'Italia, non sarebbe stata la stessa. L'Alfa degli anni cinquanta non era certamente più quella dei decenni precedenti. Era diventata a tutti gli effetti un'azienda di stato, ovvero un'azienda pesantemente influenzata dalla classe politica, da personaggi, cioè, il cui pensiero mal si sposa con i principi della sana competizione.
Ferrari ha avuto il coraggio, le capacità tecniche e le grandi doti di leadership per fondare un marchio automobilistico che non verrà più dimenticato e che, forse, è il più robusto portabandiera dell'Italia nel mondo intero.
Se han fatto i monumenti a Garibaldi, certamente se li merita anche Enzo Ferrari.


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 06/06/2012 18:46:50
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In effetti spesso le soluzioni geniali vengono fuori dal "caso" o dalla necessità, anche per cose più banali e non sempre portano il nome dell'autore.

Riguardo a Vittorio Jano, è sempre stato celebrato come uno dei più grandi progettisti dell'Alfa Romeo, tuttavia Busso nel suo libro non ne parla bene, attribuendo parte dei suoi successi più al know out dell'Alfa Romeo nel campo della metallurgia che al suo genio.
E' anche vero però che i progettisti considerano sempre migliori i loro progetti rispetto a quelli altrui, così come i piloti non sono mai secondi a nessuno .

Concordo con te sulla separazione Alfa Romeo / Enzo Ferrari.
Come hai giustamente detto, nel dopoguerra l'Alfa ha cambiato filosofia e per le auto super sportive lo scettro lo ha preso Ferrari. Molti Alfisti però vedono questa separazione, per me "fisiologica" come un tradimento, senza considerare il fatto che l'Alfa Romeo nel dopoguerra ha iniziato un'altra meravigliosa avventura e la Ferrari è diventata anch'essa un mito.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 06/06/2012 19:01:01
Messaggio:

Caro Carlitos, anche Roberto Maroni parla male di Garibaldi....
Se non ci fosse stata la 6c 1500 di Jano, ci ricorderemmo di più della Chiribiri che dell'Alfa Romeo e, come dici tu, un grande progettista è quello che sa sapientemente miscelare tutte le competenze del suo Team e tutte le tecnologie disponibili. Gli altri non sono "progettisti", sono semplicemente "disegnatori".


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 06/06/2012 20:52:21
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Mi sembra una disamina quanto meno condivisibile. Comunque sulla bontà della soluzione tecnica del pilota a sbalzo, visto che nessuno ci ha più provato e non mi sembra ci siano esempi riportabili ai nostri giorni, credo non fosse una soluzione così buona.


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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 06/06/2012 22:13:07
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Spero di non dire un'ovvietà o addiritturauna castroneria, ma guardando la foto delle Alfetta che tornano al portello mi sembra che le prese d'aria sugli enormi freni a tamburo formino con i cerchioni il disegno di alcuni cerchi in lega Alfa Romeo di fine degli anni '80, tipo 75 ASN o 164 q4.
Proprio vero che il museo è stato spunto numerose volte per designer del marchio.


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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 07/06/2012 08:27:12
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Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Caro Carlitos, anche Roberto Maroni parla male di Garibaldi....
Se non ci fosse stata la 6c 1500 di Jano, ci ricorderemmo di più della Chiribiri che dell'Alfa Romeo e, come dici tu, un grande progettista è quello che sa sapientemente miscelare tutte le competenze del suo Team e tutte le tecnologie disponibili. Gli altri non sono "progettisti", sono semplicemente "disegnatori".



Da qualche parte ho letto che Jano descrisse Ricart come "uomo dal profondo intelletto. È vero che alcuni dei suoi disegni erano monumenti della complessità, a volte anche poco pratici, ma probabilmente lo stesso è stato detto di Leonardo da Vinci."

Pare che Ricart dopo l'abbandono del progetto 512 si dedicò a concepire una vettura di massa, da produrre nel dopoguerra, dotata di motore bialbero da 2 litri, sospensioni indipendenti e cambio in blocco al retrotreno.
Una soluzione così mi fa venire in mente l'Alfetta, nata 30 anni più tardi.

Ferrari parlò di lui più per il modo bizzarro di portare giacche a maniche troppo lunghe e scarpe dalle suole di gomma spessissime, però gli urtò non poco quando nel 1951 apprese che un "costruttore spagnolo di autocarri", stava per produrre una vettura sportiva rivale ai suoi cavallini rampanti.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 07/06/2012 08:28:44
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Caro Carlitos, anche Roberto Maroni parla male di Garibaldi....
Se non ci fosse stata la 6c 1500 di Jano, ci ricorderemmo di più della Chiribiri che dell'Alfa Romeo e, come dici tu, un grande progettista è quello che sa sapientemente miscelare tutte le competenze del suo Team e tutte le tecnologie disponibili. Gli altri non sono "progettisti", sono semplicemente "disegnatori".



Mi trovo ancora una volta d'accordo con questa tua "forte" opinione Marco, anche se ripeto che molti sono così.
Un successo sportivo dipende da una miriade di fattori e di uomini, che per "suonare" bene il loro strumento devono essere diretti da un bravo direttore d'orchestra.
E' molto difficile saper interpretare la storia, dare il giusto valore ai fatti e alle persone senza distorsioni "passionali", soprattutto per chi è un grande appassionato come noi.
A me affascinano i retroscena, quelli che poi ti fanno capire quanta "umanità" c'è dietro il mito dell'Alfa Romeo.

Il mondo delle corse è molto particolare e interessantissimo e quello anteguerra è più pioneristico, con sperimentazioni molto audaci, "aiutate" anche dalla mancanza dei computer e dalla rivalità nazionale, soprattutto per i marchi automobilistici, meno per i piloti.
Il pilota sbalzo sull'Alfetta, che immagino doveva servire a mantenere costante l'assetto man mano che finiva la benzina, visto che il serbatoio doveva essere stipato dietro al motore, non avrebbe poi avuto seguito per motivi di sicurezza. L'aerodinamica poi avrebbe rivoluzionato le F1 con un'evoluzione senza fine.






Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 07/06/2012 09:46:02
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In questa pagina di Alfasport, come si può leggere in pensiero di Giuseppe Busso circa la "6C 2000 Gazzella".

http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=230








"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 07/06/2012 10:03:26
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Comunque, ispirazione a parte, la complessità dei progetti di Ricart è ben rappresentata dal motore aeronautico 1101: 28 cilindri, 50.000cc., previsto anche in versione "turbo compound" da 2700cv e nella maggiorazione a 60.000cc. e progettato anche con 42 cilindri. (grazie a Marino Parolin per le info, contenute nel suo libro su Ugo Gobbato).

In sintesi, come detto da Rigoni, Ricart non aveva certo un approccio "concreto" alla progettazione.

"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 07/06/2012 11:25:27
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Citazione:
Messaggio inserito da cibus

In sintesi, come detto da Rigoni, Ricart non aveva certo un approccio "concreto" alla progettazione.



Certamente, tuttavia l'idea del motore piatto della Tipo 160 e riferibile alla 512 di Ricart, piuttosto che all'otto in linea di Gioacchino Colombo.






...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: 5445
Inserita il: 11/06/2012 22:01:12
Messaggio:

Approfitto di questo Forum anche se so di non essere molto pertinente con la mia richiesta:
Qualcuno mi sa indicare dove trovare il libro di Busso "Nel cuore dell'Alfa" che ricordo di aver letto "a prestito" 5 anni fa e che ora non riesco a trovare in nessuna libreria?


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 12/06/2012 15:46:53
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Citazione:
Messaggio inserito da 5445

Approfitto di questo Forum anche se so di non essere molto pertinente con la mia richiesta:
Qualcuno mi sa indicare dove trovare il libro di Busso "Nel cuore dell'Alfa" che ricordo di aver letto "a prestito" 5 anni fa e che ora non riesco a trovare in nessuna libreria?



Mi permetto di risponderti io visto che, dopo aver letto questo capitolo sulle Alfa GP, mi sono messo alla ricerca di questo libro e l'ho acquistato.
Io l'ho trovato qui la scorsa settimana e l'ho pagato 25 €.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 12/06/2012 21:07:27
Messaggio:

Mi hanno detto che un appassionato Abarth si è fatto ricostruire un pezzo delle officine Abarth di corso Marche a Torino, ha mai pensato di farsi ricostruire un pezzo del Portello, magari l'ingresso come diorama?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 13/06/2012 11:54:31
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da 5445

Approfitto di questo Forum anche se so di non essere molto pertinente con la mia richiesta:
Qualcuno mi sa indicare dove trovare il libro di Busso "Nel cuore dell'Alfa" che ricordo di aver letto "a prestito" 5 anni fa e che ora non riesco a trovare in nessuna libreria?



Il club Alfasport fu presente alla presentazione del libro
http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=744
ne acquistammo diverse copie, io ne una con la dedica di Busso.
E' un libro "particolare", che parla più della vita di Busso che dell'Alfa, che però è sempre presente in tutti i capitoli. Sicuramente è un libro "forte", molto critico, ma rappresenta il pensiero di Busso.
Spero che tu iresca a trovarlo, dato che si tratta dela testimonianza di uno dei protagonisti dell'Alfa Romeo.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 14/06/2012 10:16:10
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Carlitos

Citazione:
Messaggio inserito da 5445

Approfitto di questo Forum anche se so di non essere molto pertinente con la mia richiesta:
Qualcuno mi sa indicare dove trovare il libro di Busso "Nel cuore dell'Alfa" che ricordo di aver letto "a prestito" 5 anni fa e che ora non riesco a trovare in nessuna libreria?



Il club Alfasport fu presente alla presentazione del libro
http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=744
ne acquistammo diverse copie, io ne una con la dedica di Busso.
E' un libro "particolare", che parla più della vita di Busso che dell'Alfa, che però è sempre presente in tutti i capitoli. Sicuramente è un libro "forte", molto critico, ma rappresenta il pensiero di Busso.
Spero che tu iresca a trovarlo, dato che si tratta dela testimonianza di uno dei protagonisti dell'Alfa Romeo.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni




Già il titolo, fa presagire lo spirito che ha mosso l'autore nella scrittura del libro: È una pubblicazione molto diversa da quella di Chirico, che ai ricordi personali lega capitoli tecnici altamente formativi ed "imparziali".
Giuseppe Busso ha sicuramente scritto questo libro "con il Cuore", una sorta di autobiografia del suo vissuto in Alfa Romeo, quindi spesso critico e "spietato" con alcuni, magari non per motivi sostanziali ma puramente caratteriali.
Di tutte le pubblicazioni fatte da chi ha lavorato in Alfa questa è sicuramente la più intima ed introspettiva, anche se ciò non significa sempre rigorosa.



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 14/06/2012 13:05:51
Messaggio:

Una domanda per il SIg. Rigoni: ma l'ALfetta 158 della Exoto è presente nella sua collezione?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 15/06/2012 12:51:09
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Bracco

Una domanda per il SIg. Rigoni: ma l'ALfetta 158 della Exoto è presente nella sua collezione?


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER





Caro Bracco, a proposito del Portello, invece di farmi fare l'ingresso, mi sono fatto fare il plastico in 1/500 nella versione 1921, un'anno significativo in quanto erano presenti i capannoni Trento, Trieste e Gorizia.
Il modello ha richiesto un anno e mezzo di lavoro per definire la pianta, poiché, incredibilmente, in Archivio Storico Alfa ci sono i disegni ma non le misure. La definizione del perimetro è stata possibile grazie ad una foto aerea presa durante i bombardamenti del 1944 dove si intravedeva, piccolo, piccolo, lo stabilimento Alfa. Un altro problema non indifferente è stata la determinazione dell'altezza degli edifici e delle ciminiere.....un'avventura che meriterebbe una storiella dedicata. La realizzazione del modello ha poi richiesto altri tre mesi. Comunque a Natale 2008 avevo lo stabilimento in casa...un modellino da 90x95 cm, il modello più grande che ho in collezione !
Per quanto concerne la 159 di Exoto, non ce l'ho poichè tutte le vetture sono rigorosamente in 1/43. In più, proprio pochi giorni fa, ho scoperto che non è una riproduzione perfetta, in quanto presenta alcuni errori. La cosa mi ha un pò sorpreso, considerando il prezzo molto elevato, ma non ho approfondito la questione. Di certo chi me lo ha detto è un grandissimo esperto e questo mi è bastato.
Cose che capitano nel mondo del modellismo!

Immagine:

72,33 KB


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 15/06/2012 13:11:56
Messaggio:

Senza parole!
Eccezionale, bellissimo!!!
Complimenti.






ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 04/07/2012 09:12:24
Messaggio:

E' stato pubblicato il diciottesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... che tratta la storia Giulia.


Autore Risposta: moreli
Inserita il: 04/07/2012 11:08:00
Messaggio:

Carissimo Rigoni,
ogni storiella come la chiami tu è una pagina di vita e di storia incredibile e come torno a ripetere, sei l'unico essere umano ad aver sostituito il rosso del sangue con il ROSSO ALFA...

Complimenti ancora per la tua inesauribile collezzione...





Moreno. socio n° 88 - Rosa. socio n° 76 147 GTA -


..."quando sei in auto e spegni la radio per sentire il suono del motore è segno che chi l'ha creato ha creato una sinfonia"......Firmato: 147 GTA 3.2 V6 BUSSO


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 04/07/2012 15:51:48
Messaggio:

Mi accoro allo splendido aforisma dell'amico Moreno, paragone quanto mai azzeccato .



Tornando alla storiella vorrei condividere una riflessione che mi è scaturita leggendo questo passaggio di Marco Rigoni : "Ancora nel '63, in settembre, appare la Giulia Sprint G.T. con carrozzeria Bertone, evoluzione del coupé 4 posti sviluppato per la Giulietta. Sarà la prima Alfa costruita interamente nel nuovo stabilimento di Arese."

Già, aggiungerei "e l'ultima prodotta nel nuovo stabilimento Bertone di Grugliasco".
La nascita di questa Giulia (e di altre sue contemporanee) hanno segnato un po' il declino industriale di carrozzieri come Bertone, se non addirittura la chiusura come nel caso della Touring.
Realtà cresciute a dismisura nel primo dopoguerra e condannate all'agonia dalle monoscocche, quando non addirittura da "manovre di politica industriale", dal sapore più politico che industriale.

Bertone che era "cresciuto" (ma che aveva egli stesso contribuito alla crescita esponenziale di Alfa Romeo) grazie alle commesse "Sprint e Sprint Speciale" della Giulietta, si vedrà in futuro relegato a semplice "disegnatore" nel caso della Giulia Spint GT o addirittura a "ristilizzatore" nel caso di 1750/2000 berlina o peggio ancora a "rianimatore" nel tentativo di dare una seconda opportunità ad un'auto nata già con le rughe : l'Alfa 6.

Ricordo il suo tentativo di proporre all'Alfa Romeo almeno il seguito della Sprint Speciale con la Sport Special, prototipo che è passato direttamente a far parte del Museo, ma che avrebbe generato un minimo di sopravvivenza industriale anche a Bertone e forse ancora tanta immagine al marchio.

Una vicenda che si ripeterà molti anni dopo con la splendida Gt, realizzata interamente a Pomigliano d'Arco invece che a Grugliasco.
E ancora una GT cabriolet, mai presa in considerazione ma che avrebbe potuto evitare oggi di importare un'americana col nome di Flavia.

Anche se dettate da politiche di saturazione industriale, sono a mio parere scelte che ci mostrano una sorta di ingratitudine da parte di Alfa Romeo nel trattare questi carrozzieri, veri artigiani (divenuti industriali) che tanto avevano dato in termini di successo e immagine.

Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero sull'argomento..






...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 04/07/2012 17:32:56
Messaggio:

Ciao Gianluca.

In attesa della (ben più autorevole!) replica di Marco Rigoni, penso che il tuo quesito nasconda già delle risposte: Il progressivo e generalizzato utilizzo della monoscocca ha di fatto tarpato le ali alla fantasia dei Carrozzieri, che di fatto si sono dovuti reinventare non più come costruttori "battilastra" ma essenzialmente come designer.
La Storia ci ha di fatto insegnato che questo tipo di attività si è integrata nei grandi gruppi automobilistici (vedi ItalDesign, giusto per fare un esempio, ma anche la stessa Bertone) perchè incompatibile con una adeguata redditività.
Però, mi permetto di segnalare che non sarebbe realistico legare Bertone unicamente alla produzione del Biscione, perchè ha di fatto realizzato (a mio perosnale parere) le più belle vetture e concept degli anni '60 e '70 di tante marche automobilistiche: Sparando a caso, mi viene in mente tutta la produzione Lamborghini (Miura, Countach, Espada cJarama, Urraco....), la Strato's, la Dino, la X1-9, la Grifo.....Insomma, più ne scrivo e più me ne vengono in mente!
Poi, negli ultimi anni, l'attività di costruttore ha cercato di rimanere viva con qualche modello Opel (la Kadett Cabrio o l' Astra Coupè) ma ormai la tendenza era già quella di "farsi tutto in casa" per un'ovvia ottimizzazione in termini produttivi.

In sintesi, non parlerei mai di "ingratitudine", soprattutto qundo si ragiona in termini economici.



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 04/07/2012 19:48:42
Messaggio:

Stasera leggo anche io!


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 04/07/2012 21:41:01
Messaggio:

Letto!
Sig. Rigoni, innanzi tutto complimenti per i modelli, ma poi nella storiella ci da sempre tanti numeri riguardanti l'Alfa Romeo. In particolare fatturato ed ammortamenti, che significa che l'azienda investiva in maniera pesante.
Pensiamo al solo circuito di Balocco, 3 milioni di metri quadri, pensiamo a che valore avrebbe oggi, quale azienda avrebbe la forza in questo momento di fare un simile investimento in Italia?
Grazie ancora.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/07/2012 08:51:59
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da cibus

(..) ma ormai la tendenza era già quella di "farsi tutto in casa" per un'ovvia ottimizzazione in termini produttivi.

In sintesi, non parlerei mai di "ingratitudine", soprattutto qundo si ragiona in termini economici.



Certo cibus, le aziende "devono" sempre ragionare in termini economici.

Tuttavia la mia riflessione riguardava un atteggiamento, nei confronti di Bertone, che stona con la filosofia Alfa più tecnica che manageriale.
Con le storielle del Sig.Rigoni abbiamo imparato che la produzione automobilistica Alfa Romeo non è stata preponderante almeno fino all'immediato dopoguerra.
Forse furono proprio le fantastiche carrozzerie sui telai 6C che hanno fatto conoscere la realtà Alfa al di fuori dalle piste.
Il fatto che 1900, poi Giulietta e poi ancora Giulia abbiano fatto crescere in maniera esponenziale la produzione automobilistica del marchio, lo si deve anche alle interpretazioni (e l'apporto produttivo) di carozzieri tra i quali anche Bertone.
Bertone fu artefice della Giulietta Sprint e ne produsse un bel numero (12 unità costruite nel 1954, si passa a 1.415 nel 1955, a 1.855 nel 1956 e così via).
Nel solo 1966, le ultime Giulia Sprint 1300 furono ancora 1900 unità.
Un successo per Bertone, ma soprattutto per l'Alfa Romeo.

Con la Giulia Sprint GT, altro successo, Bertone sa che dovrà preoccuparsi della propria sopravvivenza produttiva (centinaia di dipendenti) e presenta all'Alfa Romeo la Sport Special che non viene tenuta minimamente in considerazione, né presentata ad un salone.

Tutto ciò mi sembra un atteggiamento atipico fino a quel momento da parte di Alfa Romeo.







...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 05/07/2012 10:47:33
Messaggio:

Ho letto l'ultima storiella di Marco a puntate (causa ferie), ma ce l'ho fatta.
Innanzitutto mi complimento per la splendida collezione, soprattutto per quelle sportive, che io adoro.
Mi è piaciuta molto la "premessa" socio-economica, secondo me essenziale per capire la storia di una casa automobilistica e di ogni singolo modello, che per me è l'espressione fedele dei suoi tempi nel bene e nel male. Difficilmente un Paese in difficoltà sforna dei capolavori. Difatti dal dopoguerra fino agli anni 70 la Germania era quasi assente nel panorama automobilistico mondiale, eccezion fatta per la Mercedes.
Riguardo alla Giulia, credo che sia la massima espressione dell'Alfa Romeo dal dopoguerra, perchè la Giulietta è stata quella della rinascita, del cambiamento da industria semiartigianale a industria di livello nazionale, ma a mio avviso è la Giulia ad internazionalizzare l'Alfa Romeo.
E' quindi un modello molto "importante".
Marco, se dovessi identificare la Giulia con un colore, quale sarebbe per te?
Io la vedo bianco avorio, così come verde oliva quella della Polizia.

Riguardo alla discussione sulla sorte dei carrozzieri sollevata da Gianluca, anche io come Maurizio attendo il parere di Marco, ma provo a dire la mia.
I carrozzieri del dopoguerra sono diventati industriali, produttori di modelli particolari con bassi numeri di vendita, almeno per gli standard attuali, evolvendosi da "designer battilastra",ma credo che proprio questa evoluzione ne abbia determinato la fine, perchè oggi il modo di progettare e costruire le automobili è radicalmente cambiato, a tal punto da stravolgere anch eil concetto di fabbrica dedicata al marchio (salvo che si facciano numeri eccezionali), perchè oggi il punto di riferimento è la piattaforma da cui nascono modelli di marche diverse.
Difatti oggi i grandi designer lavorano all'interno dei centri stile delle case automobilistiche e nessuno si sogna di fondare un suo centro stile dove costruire le automobili.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/07/2012 12:10:36
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Carlitos

Marco, se dovessi identificare la Giulia con un colore, quale sarebbe per te?
Io la vedo bianco avorio, così come verde oliva quella della Polizia.


Anche se la domanda di Carlo non è rivolta a me, non posso fare a meno di dire la mia.

Io continuo a vederla blu, ma forse perché quando penso alla Giulia ricordo mia madre che canticchiava "Viale Kennedy", una canzone di Caterina Caselli.


1967 - Io in braccio ad una vicina di casa nel cortile dove sono nato.
La Giulia nell'autorimessa era del proprietario di casa, con tanto di quadrifoglio
verde sul cofano anche se in realtà si trattava di una 1600 TI.


In realtà la mia memoria fotografica, me la propone sempre di un bel color biancospino.






...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/07/2012 12:34:55
Messaggio:

VARDA LI' CHE BEL FIULET!!



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 05/07/2012 12:57:17
Messaggio:

Per me la Giulia è Bianca......nei miei ricordi di Bambino invece le Alfetta erano testa di moro.......


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/07/2012 13:32:02
Messaggio:

Per me la Giulia è biancospino !
Carissimi amici, mi inserisco anch'io nella discussione appassionante dei carrozzieri, sperando di non deludere le vostre aspettative.
Anzitutto sono certo che i “carrozzieri” (termine che oggi non è forse più così rappresentativo dell'attività svolta da questo tipo di imprese) italiani siano tra i migliori al mondo.
Secondo punto: come in molte altre imprese industriali, anche fra i carrozzieri troviamo quelli che hanno saputo trasformarsi facendo leva sia, in particolare, sulle risorse umane sia sulle tecnologie. Se, infatti, leggiamo la storia delle migliaia di carrozzerie che hanno operato in Italia, troviamo molti fallimenti e molti successi, i primi per lo più legati all'esaurimento creativo dovuto alla scomparsa dei personaggi chiave.
Ma troviamo anche storie di grande successo per lo più ancorate alla leadership e creatività dei proprietari, dei manager e dei team di progettazione e realizzazione.
Questi hanno saputo far leva proprio sui significativi cambiamenti tecnologici che hanno sconvolto il modo di costruire non solo le automobili, ma anche i treni, i motoscafi, gli aerei ed altro ancora.
Certo, nomi che sono stati protagonisti della storia dell'amata Alfa Romeo sono spariti dallo scenario dei giorni nostri, ma altri sono ancora leader mondiali indiscussi ed altri ancora sono apparsi da poco e promettono grandi progressi.
Vi consiglio di andare sul sito http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=405 e di cliccare in centro pagina “Dagli anni settanta ad oggi” e ascolterete alcune testimonianze molto interessanti sull'evoluzione del mondo dei carrozzieri.


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/07/2012 14:52:34
Messaggio:

Molto interessanti i video presenti nel sito, soprattutto quella che parla dgli anni '20: Vedendolo, mi sembra che oggi si stiano creando le stesse condizioni socio-politiche di allora, quelle che crearono i presupposti della nascita di un regime piuttosto "rigido".
Non vorrei entrare in questioni politiche, soprattutto in un Forum come questo, però è anche vero che la Storia si ripete ciclicamente e l'umanità, pur evolvendosi, compie spesso quegli stessi "errori" che sembra vengano puntualmente dimenticati. Ecco, quet' ultima considerazione potrebbe essere un buon punto di partenza per cercare di capire cos'è Alfa Romeo oggi e cosa potrà essere in futuro.





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Carlitos
Inserita il: 05/07/2012 15:39:11
Messaggio:

Mi trovo d'accordo con Marco.
D'altronde non potevano sopravvivere tutti i carrozzieri (o stilisti, o designer che sembra più chic!), come non possono sopravvivere tutti i marchi automobilistici.
E' un argomento affascinante e sarebbe bello ampliarlo, perchè esistono anche i Centri Stile che hanno sempre collaborato e lottato con i carrozzieri (che per me non è un termine denigratorio), soprattutto in Alfa Romeo, dove si sono empre alternati generando carrozzerie bellissime e pur profondamente diverse tra loro, proprio perchè gli stili dei vari carrozzieri erano profondamente diversi tra loro. La cosa che però colpisce è che ogni Alfa Romeo ha la sua impronta di famiglia, a volte eccedendo sull'aggressività, a volte sull'eleganza.

Riguardo al colore delle Alfa, senza volerlo si sta facendo un sondaggio .
Anche la nuova Giulietta è per me (e per la maggior parte degli acquirenti) bianca, così come il Duetto è rosso.
Trovo che l'Alfa Romeo sia una delle poche marche che abbia una varietà di colori.
Le Ferrari sono rosse, le Porsche nere o grigio chiaro metallizzato, così come le Audi e in gran parte le Mercedes, mentre le BMW sono nere o grigio scuro metallizzato.
Marco, come ti spieghi questa differenza? ... Certo è solo una mia impressione lo so, ma non credo di sbagliare di molto, perchè nessuno possiede un'Audi o una BMW rossa.



Carlitos
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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/07/2012 16:52:25
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Carlitos



Riguardo al colore delle Alfa, senza volerlo si sta facendo un sondaggio .
Anche la nuova Giulietta è per me (e per la maggior parte degli acquirenti) bianca, così come il Duetto è rosso.
Trovo che l'Alfa Romeo sia una delle poche marche che abbia una varietà di colori.
Le Ferrari sono rosse, le Porsche nere o grigio chiaro metallizzato, così come le Audi e in gran parte le Mercedes, mentre le BMW sono nere o grigio scuro metallizzato.
Marco, come ti spieghi questa differenza? ... Certo è solo una mia impressione lo so, ma non credo di sbagliare di molto, perchè nessuno possiede un'Audi o una BMW rossa.



Carlitos
"...Ognuno cercava di affermare il proprio punto di vista, ma su tutti prevaleva l’orgoglio di essere all’Alfa Romeo e di voler creare le automobili migliori possibili.” - Ernesto Cattoni




Caro Carlitos, i colori delle automobili, come quelli dei vestiti (delle donne in particolare), rispecchiano in modo preciso il carattere predominante delle popolazioni. Prova a fare qualche riflessione sui tedeschi, italiani, inglesi ed altro (senza tirar fuori le barzellette sull'argomento) e troverai una perfetta corrispondenza tra le loro caratteristiche umane ed il linguaggio dei colori utilizzati....proprio perchè i colori comunicano molto più delle forme.
Un piccolo aneddoto.
Quando andavo negli Stati Uniti per lavoro, osservavo le auto nei grandi parcheggi aziendali. In Minnesota, centro-nord dove fa un freddo boia e la gente è molto triste e tutta dedicata al lavoro, oltre alle solite macchine USA e giapponesi, la stragrande maggioranza erano tedesche, tutte nere, grigie o argento.
In Texas, dove la popolazione è molto allegra, spensierata e lavorano molto poco, trovavi auto di tutto il mondo, tra le quali molte italiane, con colori molto vivaci, rosse, gialle, azzurre e bianche.
Non a caso, noi italiani ci intendavamo molto di più con i Texani che con i "Minnesotiani" !!!!


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 05/07/2012 18:25:20
Messaggio:

Eh, eh..ma i tedeschi son cambiati.
Chi come me li ha conosciuti negli anni '60-70 sulla riviera romagnola, non potrà dimenticare certe Audi 100 color "minio", Mercedes 200 color "banana" e Bmw 520 color "pistacchio" !

Vero anche che il padre di un mio amico aveva la Giulia Super color "prugna" che era inguardabile, ma poveretto.. gliene avevano già rubate due, una bianca ed una blu, e sosteneva che era un colore "antifurto".
Vero o non vero, in effetti riuscì a mandarla in pensione !

Credo che il colore di un auto sportiva dipenda un po' anche dai colori sportivi nazionali : stelle d'argento le tedesche, rosse le italiane, blu le francesi.
Tra le auto che ho posseduto ho avuto una parentesi francese.. ebbene, la mia Saxo VTS non riuscii ad acquistarla se non "blu francia".



Tornando alla Giulia, ho notato una massiccia presenza nella sua collezione di esemplari Progetto K dalle quali ho appreso con sorpresa che la Giulia "promiscua" sopravvisse anche in configurazione Nuova Super, mentre credevo che questa produzione fosse terminata con la serie 1972-1974.
Peraltro ho cercato di documentarmi con i vecchi Quattroruote della mia collezione e, nel listino prezzi, la "promiscua" non compare mai.
Esisteva una commercializzazione anche per uso privato o gli esemplari "civili" sono in realtà vetture di servizio delle FF.OO. "civilizzati" ?

Altro quesito sempre sulle Giulia in scala ridotta.
Come lei ben sa, qualche anno fa Looksmart si occupò della Giulia sia berlina che in versione coupé.
Trovai un esemplare della berlina color (marrone, amaranto, boh !?) a buon prezzo e non me lo lasciai sfuggire, confortato dal blasone del "produttore", poi quando lo guardai attentamente (quello della foto è l'esemplare della mia collezione) non riuscii a nascondere la mia delusione.
Delusione perché avendo aquistato in precedenza una GTV2000 (che trovo veramente azzeccata) dello stesso produttore, mi aspettavo di replicare portandomi in casa un modello da cinque stelle, e invece..




Mi spiego meglio : aldilà della bella confezione, delle tante fotoincisioni, c'é ben poco della dichiarata "Giulia Super 1,6 1972" o sbaglio ?

Personalmente, dalla forma dello scudo che sporge verso l'alto della mascherina, dal numero di targa, dalla forma degli indicatori di direzione laterali e dalla presenza del bollino oro sul montante posteriore, ritengo sia più una Super del '65.

Mi piacerebbe conoscere il suo giudizio su questo modello, che peraltro non vedo tra i suoi collezionati..





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 05/07/2012 19:17:41
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da gianluca66

Eh, eh..ma i tedeschi son cambiati.
Chi come me li ha conosciuti negli anni '60-70 sulla riviera romagnola, non potrà dimenticare certe Audi 100 color "minio", Mercedes 200 color "banana" e Bmw 520 color "pistacchio" !

Vero anche che il padre di un mio amico aveva la Giulia Super color "prugna" che era inguardabile, ma poveretto.. gliene avevano già rubate due, una bianca ed una blu, e sosteneva che era un colore "antifurto".
Vero o non vero, in effetti riuscì a mandarla in pensione !

Credo che il colore di un auto sportiva dipenda un po' anche dai colori sportivi nazionali : stelle d'argento le tedesche, rosse le italiane, blu le francesi.
Tra le auto che ho posseduto ho avuto una parentesi francese.. ebbene, la mia Saxo VTS non riuscii ad acquistarla se non "blu francia".



Tornando alla Giulia, ho notato una massiccia presenza nella sua collezione di esemplari Progetto K dalle quali ho appreso con sorpresa che la Giulia "promiscua" sopravvisse anche in configurazione Nuova Super, mentre credevo che questa produzione fosse terminata con la serie 1972-1974.
Peraltro ho cercato di documentarmi con i vecchi Quattroruote della mia collezione e, nel listino prezzi, la "promiscua" non compare mai.
Esisteva una commercializzazione anche per uso privato o gli esemplari "civili" sono in realtà vetture di servizio delle FF.OO. "civilizzati" ?

Altro quesito sempre sulle Giulia in scala ridotta.
Come lei ben sa, qualche anno fa Looksmart si occupò della Giulia sia berlina che in versione coupé.
Trovai un esemplare della berlina color (marrone, amaranto, boh !?) a buon prezzo e non me lo lasciai sfuggire, confortato dal blasone del "produttore", poi quando lo guardai attentamente (quello della foto è l'esemplare della mia collezione) non riuscii a nascondere la mia delusione.
Delusione perché avendo aquistato in precedenza una GTV2000 (che trovo veramente azzeccata) dello stesso produttore, mi aspettavo di replicare portandomi in casa un modello da cinque stelle, e invece..




Mi spiego meglio : aldilà della bella confezione, delle tante fotoincisioni, c'é ben poco della dichiarata "Giulia Super 1,6 1972" o sbaglio ?

Personalmente, dalla forma dello scudo che sporge verso l'alto della mascherina, dal numero di targa, dalla forma degli indicatori di direzione laterali e dalla presenza del bollino oro sul montante posteriore, ritengo sia più una Super del '65.

Mi piacerebbe conoscere il suo giudizio su questo modello, che peraltro non vedo tra i suoi collezionati..





...ecco la mia collezione di "alfine"




Caro Gianluca, i tedeschi che venivano in Italia evidentemente avevano un pò di DNA "spaghetti e mandolino", altrimenti sarebbero andati a far le vacanze sulle "bianche" spiagge del Mare del Nord...
comunque sui colori delle macchine sportive ha certamente ragione quando asserisce che risentono pesantemente dei colori nazionali usati nelle competizioni.
Per quanto riguarda la Nuova Giulia Colli, è proprio un originale Progetto K, probabilmente l'ultimo prima della chiusura e quindi, probabilmente, sfornato in pochi esemplari e neanche messo in catalogo.
Relativamente al modello Looksmart, dovrebbe risprodurre, a me sembra abbastanza bene, la versione 1969, con lo scudetto che sopravanzava la griglia (senza i cinque listelli orizzontali), il biscione sul montante, il filetto degli indicatori di direzione e lo specchietto sganciabile.
Ci sono alcuni dettagli facilmente perfezionabili, come il cerchio nero sulle borchie cromate sui cerchioni, la griglia anteriore dove bisognerebbe ritoccare di nero le scanalature orizzontali per far risaltare le nove strisce cromate, la striscia nera verticale sui rostri dei paraurti per riprodurre la striscia in gomma.....dopodiché è proprio lei !
uno degll' gono


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 05/07/2012 21:01:33
Messaggio:

Caro Marco, mi permetta una piccola parentesi umoristica perchè, la sua definizione di DNA "spaghetti e mandolino", mi ha fatto ricordare un'altra indimenticata ed indimenticabile vettura del Biscione con la quale tanti emigranti tornavano "al paese": L'Alfasud, che la nostra immaginazione riporta sempre in un cangiante Rosso Alfa.








"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 05/07/2012 22:55:55
Messaggio:

Mi tocca aspettare domani, con l'iPad non riesco a vedere le puntate del programma.
Comunque Carlitos ha ragione, le Alfa sono state sempre molto variopinte!



ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 06/07/2012 22:25:55
Messaggio:

La Giulia,vettura meravigliosa che ha identificato per davvero un'epoca del nostro Paese,dove chi la possedeva ne era giustamente orgoglioso.

Da bambino fui scarrozzato alcune volte dal vicino di casa che aveva una Nuova Super 1.3 color acqua di fonte,quando lo rivedo e gliene parlo lui ripensa a quanto la vorrebbe ancora oggi e aggiunse inoltre: "Gran macchina,dovrebbero rifarla!"

Appagante conoscere aspetti sempre più nascosti o impercettibili dell'Alfa Romeo grazie ai suoi scritti,mi è rimasta una curiosità:

La Giulia Panoramica che fu utilizzata per la visita del Presidente Saragat è stata "salvata"?
Mille grazie!


Ian Gillan & Alfa Crosswagon 1.9 jtd 16v 150 CV

Scuderia Fil de Fer


Miniraduni Lombardi,clicca qui.


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 07/07/2012 11:49:01
Messaggio:

Di Giulia Panoramica ne avevan fatte due, entrambe tuttora esistenti. cercando su internet Giulia Panoramica Saragat se ne trova una in vendita....può essere un'occasione !


Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 07/07/2012 17:00:32
Messaggio:

Benissimo! Per fortuna che quelle Alfa così particolari sono state conservate e non perse!
Sulle Alfa d'epoca fosse per me avrei già in garage una Giulietta Tipo 116,da piccolo ne ero innamorato alla follia!
Grazie ancora!


Ian Gillan & Alfa Crosswagon 1.9 jtd 16v 150 CV

Scuderia Fil de Fer


Miniraduni Lombardi,clicca qui.


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 08/07/2012 14:59:01
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Di Giulia Panoramica ne avevan fatte due, entrambe tuttora esistenti. cercando su internet Giulia Panoramica Saragat se ne trova una in vendita....può essere un'occasione !



Credo che il proprietario più leggittimato ad avere una di quelle Giulia, sia il Museo di Arese.
Peccato che la situazione attuale più che altro preoccupa per la salvaguardia dei gioielli esistenti e non di cercarne di nuovi.

Sulla descrizione della "panoramica Saragat" si parla di "passo allungato", quindi fu più che un'operazione di taglio ma un'attività di carrozzeria ad hoc.
Non è così Sig. Rigoni ?





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 09/07/2012 10:45:56
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da gianluca66

Citazione:
Messaggio inserito da marco rigoni

Di Giulia Panoramica ne avevan fatte due, entrambe tuttora esistenti. cercando su internet Giulia Panoramica Saragat se ne trova una in vendita....può essere un'occasione !



Credo che il proprietario più leggittimato ad avere una di quelle Giulia, sia il Museo di Arese.
Peccato che la situazione attuale più che altro preoccupa per la salvaguardia dei gioielli esistenti e non di cercarne di nuovi.

Sulla descrizione della "panoramica Saragat" si parla di "passo allungato", quindi fu più che un'operazione di taglio ma un'attività di carrozzeria ad hoc.
Non è così Sig. Rigoni ?





...ecco la mia collezione di "alfine"





Il Museo di Arese già possiede (cone tra l'altro specificato sul sito dove è venduta) l'altro esemplare di Giulia "Saragat".
Riguardo al passo allungato non ti so dire, anche se non oso pensare a che "drammatico" livello di rigidità torsionale si possa essere arrivati tagliando praticamente tutta la parte superiore della carrozzeria!

Comunque se a Ian Gillan interessa l'acquisto, basta racimolare 75.000€ ed il gioco è fatto!

http://www.autoscout24.it/Details.aspx?id=203728148







"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 09/07/2012 12:46:03
Messaggio:

Più o meno avrà la stessa rigidità del duetto...... ma forse pure peggio visto che il passo è allungato.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 10/07/2012 08:29:57
Messaggio:

In fondo in fondo doveva fare solo qualche centinaio di metri, a passo d'uomo e in mezzo ad una fabbrica, non credo che ne Alfa Romeo, ne tantomeno Colli si siano preoccupati di rigidità torsionale.

Probabilmente il passo allungato fu considerato necessario per permettere, all'occorenza, al Presidente di stare in piedi.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 10/07/2012 09:51:43
Messaggio:

Sarebbe bello conoscere le caratteristiche di rigidità della versione familiare, che se credo sia inferiore a quella della berlina.
Parlando di "Familiari", Alfa Romeo ha una lunga tradizione di queste vetture, che poi hanno fatto la fortuna di molti costruttori, in larga parte tedeschi e svedesi: Sicuramente Marco Rigoni avrà una completa collezione di questi modelli, alcuni dei quali rimasti allo stadio di prototipo.


















....Poi c'è un modello che non è nemmeno un prototipo (almeno fino ad ora e per quanto ne sappiamo), ma che spero possa vedersi nelle concessionarie perchè lo trovo molto elegante e sportivo, in linea con la tradizione Alfa Romeo.





"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 10/07/2012 09:56:21
Messaggio:

Da un confronto poco scientifico mi sembra che l'allungamento del passo sia tra i 25 e 30 cm.....che, viste le dimensioni di Saragat, gli permettevano di star seduto senza puntare i ginocchi contro la schiena di Luraghi !


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 10/07/2012 17:27:22
Messaggio:

Personalmente ritengo che prima della "33 Sportwagon" non vi sia un'Alfa familiare degna di essere guardata.

Sono linee nate come berline e sulle quali qualsiasi buon lavoro da carrozziere ha dato, secondo me, un risultato posticcio.

Diverso è il discorso delle 156 e 159, dove quasi risulta più gradevole la linea della SW.

La 166 della foto è molto elagante ma troppo poco Alfa, mentre il mio giudizio sull'ipotetica Nuova Giulietta SW è da "pollice verso".

Tornando alla Giulia, forse alla "promiscua" andrebbe riconosciuto più il "fascino alla divisa" che altro.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 11/07/2012 12:13:37
Messaggio:

Certo, ma, si sa, le rivoluzioni si innescano spesso "per tentativi" e non è detto che questi si rivelino subito convincenti.
Mi stupisce però che già allora, in un periodo nel quale la "giardinetta" era una vettura con un immagine molto legata più al "lavoro" che al "diporto", venisse presa in considerazione da chi aveva fatto della sportività il suo Credo.
In questo senso interpreto il "coraggio di osare" dell' Alfa Romeo, che non ha mai avuto le disponibilità economiche di un Gruppo VW di oggi, nè poteva contare su fatturati da "costruttore generalista".
Semplicemente, si esploravano le possibilità, cercando di anticipare le esigenze della clientela; Il "coraggio" di Alfa Romeo va contestualizzato in questi termini, per questo trovo le foto sopra riprodotte particolarmente interessanti.



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 11/07/2012 21:37:44
Messaggio:

Carissimi, la discussione delle Alfa col "culone" è molto suggestiva e forse vale la pena di approfondirla con una "storiella" dedicata. Se vogliamo tornare alle origini, usando un pò di fantasia come è quasi obbligatorio per un Alfista, la prima "familiare" è il siluro Ricotti 40/60 Hp del '14.... che però aveva l'obiettivo di andare più veloce della versione torpedo standard.
Altre "familiari" sono degli anni '20 e '30, ma, in quei casi, la famiglia poteva permettersi l'autista e se ne stava comodamente seduta dietro.
Come commento generale sono d'accordo con i giudizi che avete dato: tentativi di rispondere alla domanda del mercato era doveroso farli, ma l'Alfa l'ha fatto fare da carrozzieri che, nella maggior parte dei casi, hanno salvato la stile sportivo caratteristico del Marchio.
Comunque, guardando i numeri delle vendite delle familiari, esclusa la 156/159, si capisce bene che venivano comprate solo da super-Alfisti che dovevano avere una famiglia molto grande !!!


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 12/07/2012 07:48:44
Messaggio:

E comunque anche qui si vede la grande creatività del marchio: stava largo il concetto di "wagon", si è creato quello di "sportwagon" .







...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 12/07/2012 08:31:30
Messaggio:

"SportWagon" che attualmente fa parte della mia modesta collezione.
Questa 33 ai tempi fu un modello molto apprezzato per la sua linea elegante, non a caso curata da Pininfarina.









"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
- Orazio Satta Puliga -


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 12/07/2012 12:42:21
Messaggio:

Cerchi sostituiti?
Ad oggi, se ben pensate si vedono molte più sw che berline, pensate alle Audi alle Mercedes, alle BMW, ma come diceva il Sig. Rigoni, la stessa 159, io vedo quasi esclusivamente sportwagon rispetto alle berline.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 12/07/2012 13:06:02
Messaggio:

Dici bene Bracco, la 159 Sportwagon credo sia stata finora la "familiare" più elegante che Alfa abbia avuto a listino, larga, filante e con una grinta che secondo me è ancora inimitabile e irraggiungibile dalle altre marche.

Anche in divisa secondo me, l'eleganza e il dinamismo della SW Polstrada sono inavvicinabili dalla berlina Pantera.

cibus : stupenda la tua 33 SW !





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: cibus
Inserita il: 12/07/2012 14:26:03
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da Bracco

Cerchi sostituiti?
Ad oggi, se ben pensate si vedono molte più sw che berline, pensate alle Audi alle Mercedes, alle BMW, ma come diceva il Sig. Rigoni, la stessa 159, io vedo quasi esclusivamente sportwagon rispetto alle berline.


ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER





I cerchi da 15" di derivazione Alfa 155 vengono utilizzati con pneumatci estivi, mentre i suoi originali da 14" montano gomme invernali.

Grazie per i complimenti!



"L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili: le sue auto sono qualche cosa di più che automobili costruite in maniera convenzionale. E' una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto. E' un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore..."
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Autore Risposta: Ian Gillan
Inserita il: 13/07/2012 15:14:39
Messaggio:

@ cibus: 75.000 Euro per la Giulia Panoramica? Li vale tutti ma non rientrano nelle mie disponibilità economiche!
Bellissime inoltre le immagini delle familiari Alfa Romeo che hai postato!


Ian Gillan & Alfa Crosswagon 1.9 jtd 16v 150 CV

Scuderia Fil de Fer


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Autore Risposta: Capitan Harloock
Inserita il: 14/07/2012 10:14:15
Messaggio:

Ho letto finalmente anche io la "storiella" (mi piace troppo la definizione) sulla Giulia! In questi giorni tanto se ne parla visto il compleanno e nonostante ciò legegre qualcosa sulla Giulia attira sempre la mia attenzione. Ho sempre sognato di averne una in garage...ma lo spazio è finito
Per prima cosa:"Grazie Marco, ogni volta fai aumentare il nostro bagaglio culturale"
Riguardo ai modelli; ho sempre avuto l'ossessione di avere in collezione tutta la serie di ogni modello reale prodotto, Così è successo con la Giulia. Ho cominciato con le Pk alle quali sostituivo i fari, gli indicatori di direzione, coloravo gli stop, definivo le cromature, ma l'occhio non è stato mai contento. Mi sono buttato poi sull'elaborazione dei modelli edicolosi, aggiungendo tutti i dettali possibili, poi è arrivata la Look smart e come Gianluca non sono rimasto molto contento se non per il colore biancospino!
Ad oggi, non ho trovato un produttore di modelli che mi faccia esclamare "oh!questa si è la Giulia che mi piace".


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 27/07/2012 18:08:07
Messaggio:

E' stato pubblicato il diciannovesimo capitolo della rubrica Marco Rigoni racconta... che tratta la storia dei tram capitolini.


Autore Risposta: moreli
Inserita il: 28/07/2012 08:00:55
Messaggio:

Uno le pensa tutte e quando ha finito saltano fuori novità incredibili........Alfa Romeo anche nei tram.......é proprio vero che l'estro Italiano non ha confini...
Caro Marco ogni capitolo é un'orizzonte nuovo di storia Italiana che fa sempre più capire quanto era importante il marchio Alfa Romeo in momenti in cui la vita non era così facile.......





Moreno. socio n° 88 - Rosa. socio n° 76 147 GTA -


..."quando sei in auto e spegni la radio per sentire il suono del motore è segno che chi l'ha creato ha creato una sinfonia"......Firmato: 147 GTA 3.2 V6 BUSSO


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 28/07/2012 11:13:10
Messaggio:

Sono d'accordo con Moreno, più rileggo questi capitoli più immagino questi 100 anni come la costa della Norvegia.. ogni fiordo cela un paesaggio diverso dall'altro, inimmaginabile.

Sono rimasto molto ammirato dai modelli di questi tram, tuttavia mi chiedo come mai non ha pensato di farseli realizzare in scala 1/43 visto che, tutto sommato, si trattava di soli tre modelli e che anche la scala 1/43 è nata come scala ferroviaria: la scala "0".

Comunque, complimenti ancora e grazie per questa curiosa storiella.





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 28/07/2012 12:01:21
Messaggio:

Citazione:
Messaggio inserito da gianluca66



Sono rimasto molto ammirato dai modelli di questi tram, tuttavia mi chiedo come mai non ha pensato di farseli realizzare in scala 1/43 visto che, tutto sommato, si trattava di soli tre modelli e che anche la scala 1/43 è nata come scala ferroviaria: la scala "0".






...ecco la mia collezione di "alfine"





Caro Gianluca, le ragioni dell'HO sono molteplici, quali prezzo e spazio, ma le principali sono due.
La prima è la coerenza con l'avventura di Nicola Romeo in campo ferroviario. Infatti sia tutte le locomotive ed i tram sono nella stessa scala.
La seconda è che io preferisco che il modellista, per me un "artista", si esprima nella scala che gli è più congeniale. In questo modo sono certo che il modello riesce più "vivo".
C'è un altra ragione che ho scoperto solo dopo che i modelli erano già fatti.
Una sera avevo in casa otto signore amiche di mia moglie.
Prima che se ne andassero ho mostrato loro le vetrine dei modelli.
Ebbene, sono rimaste tutte per qualche minuto a osservare estasiate le due vetrine con i tram, gli autobus e filobus in 1/87. Evidentemente con le femmine funzionano meglio della classica "collezione di farfalle"......


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 30/07/2012 00:21:00
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Ah! Io non sono mai andato in tram, la prossima volta che me ne vado a Roma......


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Autore Risposta: Lucrezia
Inserita il: 02/09/2012 13:44:02
Messaggio:

Gentile Ing. Rigoni,
sono la nipote dell'Ing. Licio Sassaroli. Sono contentissima di aver trovato i disegni dell'sommergibile di mio nonno in rete dopo averne sentito parlare per tanti anni in casa quando ero ragazzina. Purtroppo mio nonno é mancato nel settembre del 2001 ma sono sicura che ne sarebbe felice anche lui.
Posso chiederle di mandarmi una copia via mail in alta risoluzione degli schizzi? Vorrei stamparli e incorniciarli in memoria di nonno.
La ringrazio moltissimo,

Lucrezia


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 02/09/2012 23:45:23
Messaggio:

AlfaSport serve anche a questo.


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156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: enricosassaroli
Inserita il: 06/09/2012 20:11:28
Messaggio:

Caro Rigoni,
complimenti per la ricerca sul sommergibile Sassaroli.
Sono il figlio di Licio Sassaroli, e potrà immaginare quanto la cosa mi abbia fatto piacere.
Un unico appunto: papà all'epoca era giovanissimo (del 1919), altissimo (1,90) e bello.
Non era certo come la figura dello scenziato vicino al sommergibile, ma ovviamente non poteva saperlo.
Era guardiamarina di SM, ed era stato affondato a capo Matapan su nave Pola.
Rimpatriato dopo 2 anni di prigionia in India, era stato assegnato alla X Mas a Sesto Calende.
E'mancato nel 2001, purtroppo.
Sarei felice di avere i disegni del sommergibile (glieli ha chiesti in questo blog anche mia nipote Lucrezia),
se ne è in possesso.è possibile averli?
La ringrazio e Le rinnovo i complimenti per quello che ha fatto.
Cordiali saluti
Enrico Sassaroli
mail: enrico.sassaroli@fastwebnet.it


Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 07/09/2012 08:04:38
Messaggio:

Gentilissimi Lucrezia e Enrico, desidero informarvi che il Sig. Rigoni sarà assente per buona parte del mese di settembre, causa ferie.
Vi chiedo di pazientare un po', ma sono certo che la vostra pazienza sarà ben remunerata.
Intanto continuate a seguirci..





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: enricosassaroli
Inserita il: 07/09/2012 19:10:23
Messaggio:

Grazie x la velocissima risposta. Pazienteremo volentieri.
Ciao


Autore Risposta: moreli
Inserita il: 14/09/2012 14:05:19
Messaggio:

Caro Marco, tu continui a chiamarle storielle ma in realtà sono un pozzo di storia Italiana che molti, sottoscritto compreso, dovremmo risfoderare e far vedere che forse una parte chiamata debole dell'Italia così non è. Sono a metà dell'ultima tua così chiamata storiella e mentre la leggo mi sembra di vederti che la racconti con il tuo entusiasmo e voce sicura e quasi ritorno a luglio al nostro raduno. Ora devo andare al lavoro e non vedo l'ora di finire la storia che oltre a parlare di Alfa è una vera panoramica dell'Italia nei secoli scorsi.
Complimenti ancora......





Moreno. socio n° 88 - Rosa. socio n° 76 147 GTA -


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Autore Risposta: gianluca66
Inserita il: 18/09/2012 16:13:08
Messaggio:

Sono assolutamente d'accordo con il pensiero di Moreno.
Non solo ringrazio il Sig. Rigoni per queste inoculazioni di storia d'Italia e di Alfa Romeo, ma soprattutto per il fatto che ha risvegliato in me la voglia di approfondire, qualità che il nostro modo di vivere così frenetico sta decisamente per essere anestetizzata.

Proprio ieri sera mi ha colpito la battuta di un cabarettista televisivo, che trovo azzeccata, egli diceva "a Milano, in agosto, con via un sacco di gente compaiono le persone".
Ed è proprio così, quando si ha tempo e voglia di rallentare, si scoprono cose davvero inaspettate.

Chiedo scusa per l'intervento apparentemente OT, ma che in realtà voleva introdurre questa foto che ho trovato (ricerca e curiosità sollecitate dalla lettura della storiella ) e che mi sembra pertinente il periodo storico della guerra di Etiopia.





Sembrerebbe un "Alfa 500" autobus in servizio in Africa Orientale, poiché si intravede la targa laterale con indicazione della tratta MASSAUA-ADDIS ABEBA.

Ho trovato straordinario scoprire che Alfa Romeo si è occupata di trasporto pubblico anche presso le colonie africane.

Lei Sig. Rigoni saprà sicuramente dirci di più, vero ?





...ecco la mia collezione di "alfine"


Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 10/10/2012 17:26:26
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Cari amici Alfisti, è giunta l'ora di salutarci.
L'avventura delle “storielle” è stata per me una esperienza entusiasmante e di questo vi ringrazio.
A giudicare dai commenti ricevuti, penso però che solo un piccolissimo gruppo di voi le abbia apprezzate e questo mi ha indotto a decidere di interrompere questa rubrica che, pur rappresentando uno stimolo ad approfondire i lati più o meno oscuri della storia dell'Alfa Romeo, ha richiesto impegno e fatica.
Auguro a tutti un sacco di soddisfazioni nel segno del “Biscione e della Croce”.


Autore Risposta: Bracco
Inserita il: 10/10/2012 17:59:13
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É veramente un peccato l'interruzione della rubrica Sig. Rigoni. Magari le risposte non saranno state molte, ma spero di stimolo.
Il Club e gli appassionati comunque la ringraziano per il tempo che ha dedicato alla realizzazione delle stesse che rimarranno tra le pagine più interessanti in questo Club.
Ancora grazie.




ex Alfasud - ex Alfetta 2.0 '84 - ex 156 1.8 T.S. Pack Sport '98 - ex 145 1.4 T.S. L '98
156 2.0 JTS - GT 1300 Junior '74 - 147 1.9 JTD - Alfetta 2.0L '80 - Spider 1.6 '91 - JTS PROUD OWNER



Autore Risposta: Capitan Harloock
Inserita il: 10/10/2012 18:47:43
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Concordo con Bracco.
Colgo l'occasione per ringraziare il Sig Rigoni per quanto fatto, le sue "storielle" sono una preziosa fonte di rare informazioni.
Un abbraccio
Andrea Isabella


Autore Risposta: brambil
Inserita il: 11/11/2012 13:11:49
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Dopo tempo che non vedevo più l'uscita dei Suoi piacevoli articoli ho indagato e trovato il suo ultimo post da cui ho appreso con rammarico che ha terminato la pubblicazione.
Comprendo le sue ragioni e me ne dispiaccio perché anche io, in prima persona, mi sono limitato sempre a leggerle e mai a commentarle neanche con un banale post di ringraziamento e complimenti.

Lo faccio ora, anche se tardi.

GTV 2.0JTS 2004 Omologato RIAR.
75 1.8 1988
147 1.6TS 2001
In cerca del 6V giusto...


Autore Risposta: maux_84
Inserita il: 22/11/2013 13:46:58
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sono arrivato troppo tardi e la rubrica è già interrotta, ma posso andarmi a rileggere tutti i materiali passati. Grazie sig. Rigoni!


Autore Risposta: lourencohen
Inserita il: 31/03/2014 08:55:06
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You have completely succeeded in describing such a great personality Marco Rigoni AlfaSport in few words. I am a great fan of this historical important person and his book. Thanks man for taking time to describe his life and achievements.

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Autore Risposta: lourencohen
Inserita il: 31/03/2014 08:56:13
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Autore Risposta: marco rigoni
Inserita il: 21/04/2014 21:10:31
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Citazione:
Messaggio inserito da lourencohen

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